Dieta per Colite Spastica: Cosa Mangiare e Cosa Evitare

La Sindrome del colon irritabile, comunemente ma impropriamente chiamata colite, è definita come un insieme di disordini funzionali dell’intestino caratterizzati da dolore e/o fastidio addominale diffuso. Si tratta di una patologia molto frequente nella popolazione, che colpisce prevalentemente le donne.

Chi soffre della Sindrome dell’intestino irritabile riscontra spesso diarrea, ma è frequente anche la stipsi ostinata e, talvolta, un’alternanza di periodi diarroici e di stitichezza. In alcuni casi, la Sindrome può associarsi anche a cefalea (mal di testa), stati di ansia e depressione. Questa patologia è generalmente cronica, caratterizzata da periodi di riacutizzazione dei sintomi e fasi di quiescenza, ma di solito ha percorso benigno e, nella maggioranza dei casi, non determina un dimagrimento né una compromissione delle condizioni di salute generali.

Cos'è la Colite Spastica?

La colite spastica, generalmente, fa il suo esordio nei giovani adulti e ha un andamento cronico, manifestandosi a intervalli regolari con attacchi sintomatici. La colite spastica è un’infiammazione del colon, che può manifestarsi con vari sintomi, come dolore addominale, diarrea, gonfiore e crampi. La colite può colpire persone di tutte le età, sesso e condizioni sociali, ma alcuni fattori come la predisposizione genetica, l’età, il sesso e gli stili di vita possono influire sul rischio di sviluppare la condizione.

Sintomi della Colite Spastica

Il sintomo principale della colite spastica è il dolore addominale che si concentra generalmente nei quadranti inferiori dell’addome. Il dolore può presentarsi come continuo o crampiforme, e, è associato a cambiamenti dell’alvo (stipsi o diarrea). Altri sintomi del tubo digerente: alitosi, pirosi (bruciore in gola) e sapore sgradevole di amaro legati alla pressione dell'intestino contro lo stomaco, con conseguente reflusso gastro-esofageo. Nausea, vomito, sazietà precoce e mal di stomaco. Sintomi uro-genitali: urgenza di urinare, nicturia (urgenza di urinare durante la notte), o senso di incompleto e/o difficoltoso svuotamento della vescica. Sintomi generali: cefalea, dolori muscolari e tendinei, stanchezza cronica e sonnolenza, vertigini, neuro-dermatite, ansia, depressione ed ipocondria legata ai disturbi generali. IMPORTANTE perdita di appetito e calo ponderale associato.

Dieta e Alimentazione per la Colite Spastica

Per chi soffre di IBS può essere davvero difficile decidere cosa mangiare. Solitamente le persone con il tempo imparano a capire cosa provoca loro i sintomi e cosa è innocuo, ma molto dipende anche da se la persona sta vivendo la fase acuta della malattia o quella di remissione. Nel primo caso, anche alimenti che solitamente non danno fastidio provocheranno i sintomi. Alcuni alimenti sembrano influenzare i segni e sintomi della malattia: in generale, possiamo affermare che una dieta equilibrata e ricca di fibre può aiutare ad alleviare i fastidiosi sintomi della Sindrome del colon irritabile.

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Non esiste una dieta adatta a tutti i soggetti che soffrono di colite, questo perché l’alimentazione influenza i sintomi della malattia e dovrebbe variare in caso di diarrea o stipsi. Alcuni alimenti infatti sembrano favorire i disturbi da colite (diarrea o stipsi) ma, in generale, si può affermare che un’alimentazione equilibrata e ricca in fibre può alleviare i sintomi della patologia e ridurre le recidive. Una dieta equilibrata e sana è fondamentale sia per la prevenzione che per il trattamento della colite. Per coloro che soffrono di colite, apportare modifiche specifiche all’alimentazione può aiutare a gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita.

Alimenti Consigliati e Da Evitare

Tendenzialmente a chi soffre di IBS si tende a consigliare un regime alimentare “LOW FODMAPs”, ovvero a basso contenuto di Oligo e Monosaccaridi Fermentabili e Polioli, sostanze presenti negli alimenti che vengono facilmente fermentate dal nostro microbiota, producendo, tra le altre cose, gas. La dieta a basso contenuto di FODMAP (oligosaccaridi fermentabili, disaccaridi, monosaccaridi e polioli) limita i carboidrati alimentari a catena corta, scarsamente assorbiti nell’intestino tenue e fermentati nel grande intestino. I FODMAP si trovano nel grano, in alcuni tipi di frutta e verdura, nei legumi, nei dolcificanti artificiali e in alcuni alimenti preconfezionati.

Solitamente a dare particolari problemi sono i legumi, la verdura e la frutta. Questi alimenti, infatti, contengono fibra che nell’intestino viene fermentata. Questo vuol dire che chi soffre di Sindrome dell’Intestino Irritabile non può mangiare legumi, frutta e verdura? No, bastano alcune accortezze:

  • preferire i legumi decorticati, ovvero provi di buccia, perché è lì che si trova la fibra insolubile;
  • preferire i tipi di frutta e verdura più tollerati.

La tolleranza agli alimenti, soprattutto di fronte a questo tipo di problematiche, è molto soggettiva: ciascuno risponde diversamente, non c’è una regola fissa per tutti. Solitamente tuttavia, i tipi di frutta e verdura più facilmente tollerati sono: zucchine, valeriana, fagiolini, cetrioli, arancia, mandarino, kiwi, uva. La frutta in particolare può essere un problema per il suo contenuto di fruttosio, così come il miele.

Alimenti da considerare:

  • Carne: Scegliere tagli magri e senza grasso visibile come manzo, vitello, pollo, coniglio, tacchino, lonza di maiale e cavallo.
  • Pesce: Fresco o surgelato.
  • Formaggi stagionati: Come il Grana Padano DOP, che non contiene naturalmente lattosio e può essere un ottimo sostituto di un secondo piatto a base di carne o uova.

In particolare, le fibre solubili danno un concreto aiuto indiretto all'intestino promuovendo la crescita di flora protettiva (azione probiotica), oltre che regolare la funzione intestinale e ridurre la micro-infiammazione correlata all'intestino irritabile.

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Integrazione di Probiotici e Prebiotici

Inoltre, studi recenti hanno dimostrato i benefici nell’uso di probiotici e prebiotici in persone affette da Sindrome dell’intestino irritabile. I probiotici sono microrganismi viventi (Lattobacilli e Bifidobatteri) che possono portare ad una riduzione della produzione di gas e quindi ad un miglioramento dei sintomi gastrointestinali (es: dolore addominale). I prebiotici e simbiotici (prebiotico+probiotico) sono invece utili sia nella prevenzione (favoriscono la salute dell’intestino), che nel trattamento della malattia: un’assunzione costante aiuta a ritrovare la regolarità e l'equilibrio della flora intestinale.

Consigli aggiuntivi

Prediligere preparazioni semplici e cucinare senza aggiungere grassi. Evitare un’alimentazione sbilanciata, con un consumo eccessivo di grassi, proteine e povera o priva di carboidrati. È importante ribadire che alcuni alimenti possono influenzare negativamente i sintomi della colite, perciò bisogna fare attenzione a quel che si mangia. Cucinare in modo semplice, con tempi di cottura brevi e senza aggiunta di grassi. Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana e mantenere la costanza dell'allenamento (minimo 150 minuti, ottimali 300, a settimana).

Rendere lo stile di vita più attivo (abbandona la sedentarietà! Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana (minimo 150 minuti, ottimali 300).

Cosa fare durante la fase acuta (colica):

Si consiglia di prediligere una dieta “idrica”, cioè volta principalmente a garantire il reintegro dei liquidi e dei sali minerali persi.

Alimenti da evitare:

  • Caffè, tè e altre bevande contenenti caffeina.
  • Alimenti preconfezionati o precotti che contengono elevate quantità di “amido resistente”.
  • Pane, pasta, riso, crackers, etc. derivati da qualsiasi varietà di cereali.

La dieta per la colite DEVE garantire un apporto di fibra alimentare di circa 30g al giorno, tuttavia, sarebbe anche opportuno stilare una terapia alimentare personalizzata, tenendo in considerazione la suscettibilità del malato affetto da colite.

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