Castelvetere sul Calore deve il suo nome proprio alla presenza del castello, posto nella parte più alta dell’abitato, ai piedi del Monte Tuoro, e collocato accanto alla chiesa Parrocchiale dell’Assunta, che pare abbia inglobato parte dell’originario edificio longobardo.
Origini e Medioevo
Pur non conoscendo la data precisa della sua epoca di fondazione, sappiamo da un documento che Siconolfo, Conte di Conza, nel 991 donò i beni posseduti a Castelvetere al monastero benedettino di Salerno; mentre, nel 1094, la terra di Castelvetere e dunque il suo castello vennero ceduti all’Abbazia di Santa Sofia di Benevento da Ugone, Conte di Boiano.
L’origine del paese risale alle prime invasioni barbariche e, forse, addirittura all’epoca romana come si può ricavare dalle rovine inesplorate presso l’abitato e dalle antichità rinvenute. Nel 991 Siconolfo, Conte di Conza, donò il suo feudo al Monastero di S. Benedetto in Salerno insieme ai beni che possedeva a “Castelvetere”. I Longobardi vi costruirono un castello intorno al quale sorse il paese che fu nominato “Castelvetere”.
Giuseppe Passaro ritiene giustamente che Castelvetere prima, durante e dopo l’Anno Mille, fu denominata “Castrum Betere” e non Castello di S. Maria, come afferma l’Arciprete Mons. Maria Domenico de Matteis.
Il Prof. Rossi afferma che i Longobardi chiamarono tale feudo Castelvetere, per distinguerlo dal vicino Castelfranci e si disse: “Sul Calore” per la sua posizione. Tale denominazione deriva dalla purezza delle acque cristalline.
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Nel 1094 Ugone, Conte di Boiano, donò a Madelmo, abate di S. Sofia, la terra di Castelvetere insieme agli abitanti con atto sottoscritto dal Vescovo di Montemarano.
Al tempo normanno il Conte Ugone fu coinvolto nelle guerre contro Ruggiero II, Raone di Fragnito, Barone di Castelvetere, il quale sosteneva le parti di Rainulfo, Conte di Avellino, contro il re normanno.
Da un documento risalente al 1240 Castelvetere insieme ad altri paesi doveva concorrere alle riparazioni del Castello di Montefrusco.
Nel 1320 fu tassato per tari 15 e grana 6, ciò denota la scarsità degli abitanti in tale epoca.
Castelvetere ha avuto una lunga storia medioevale, spesso legata a quella del vicino comune di Montemarano, con cui ha condiviso le sorti delle varie famiglie feudali che hanno dominato l’area.
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Il Castello e le Famiglie Nobiliari
Dopo essere stato proprietà di alcuni potenti signori locali, il castello passò nelle mani dei della Leonessa, dei Filangieri, dei Caracciolo e infine dei Gesualdo. Da questi, per eredità matrimoniale, arrivò ai Ludovisi che, dopo alterne vicende lo vendettero ai Beaumont.
Il castello ha subito diverse modifiche e rimaneggiamenti nel tempo che ne hanno alterato profondamente l’aspetto originario oltre che la destinazione d’uso, trasformandolo da fortezza a residenza signorile. La struttura odierna presenta una pianta rettangolare ed è articolata su due livelli. Diverse parti del castello, tuttavia, sono oggi inglobate all’interno di edifici civili e religiosi, come, ad esempio, una torre divenuta parte integrante di abitazioni private.
Alla famiglia Gesualdo successero i Del Balzo, che essendosi ribellati a Carlo di Durazzo, perdettero il feudo. Nel 1373 divenne signore di Castelvetere Giacomo Filangieri.
Questo re il 6 agosto del 1418 vendette Castelvetere, con Cassano, Fontanarosa e Taurasi, a Luigi Gesualdo Conte di Conza per il prezzo di ducati 12.000. I successori furono Fabrizio nel 1518; Luigi nel 1546; Fabrizio II nel 1584; Carlo nel 1613 infine Isabella, che divenne moglie di Niccolò Ludovisio, principe di Piombino e Venosa al quale portò il feudo nel 1636.
Nel 1658 Niccolò Giuseppe de Beaumont pagò alla Regia Corte il prelievo del feudo di Castelvetere. Costei ottenne nel regio cedolare l’intestazione delle terre di Montefredane, Castelvetere, S. Andrea, Montefusco, ecc.. Morì il 5 dicembre del 1734 lasciando erede la sua primogenita Maria Eleonora Buoncompagno Ludovisio, Duchessa di Sora e Principessa di Piombino e Venosa.
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Per questi motivi Gaetano Buoncompagno Ludovisio cedette i titoli di Principe di Venosa e Conte di Conza ad Antonio, suo primogenito, conl’istrumento del 14 luglio dell’anno 1746, stipulato dal notaio de Palma.
Questa lite fu continuata da Domenico Maria de Beaumont, che fin dal 26 giugno del 1741 aveva ottenuto la rinuncia della terra Castelvetere da suo fratello Andrea, il quale si era consacrato a Dio. L’istrumento di questo accordo venne rogato dal notaio Servillo di Napoli il 16 maggio del 1747 e fu convalidato da Carlo III Re delle Due Sicilie con il consenso dato nel Palazzo Reale il 24 dello stesso mese.
Costui nacque il 15 febbraio del 1775, e sposò il 26 luglio del 1821 Teresa Zezza figlia di Michele, Barone di Zapponata, e di Vincenza Vivenzio.
La Madonna delle Grazie e gli Edifici Religiosi
Fortemente legato alla storia del paese è la leggendaria apparizione della Madonna delle Grazie, patrona del paese, descritta in un antico manoscritto, in cui si evince che, prima del 1065, il nome originario del centro era Castello di Santa Maria, dovuto proprio all’apparizione della Vergine a un’anziana contadina, alla quale fu chiesto di far costruire una chiesa. La contadina rivolse la richiesta ai feudatari che fecero erigere la cappella attorno alla quale, successivamente, sarebbe sorta la chiesa che ancora oggi si può ammirare nel centro di Castelvetere.
Sicuramente il monumento più visitato e che trascina qualche turista in questo paesello è sicuramente il santuario diocesano dedicato a Maria Santissima delle Grazie,patrona della città, festeggiata il 28 aprile e il 2 luglio.
Il borgo ospita molti altri antichi edifici religiosi, come la Parrocchiale di Santa Maria Assunta, la chiesa di San Michele dove in tempi molto lontani trovò rifugio un eremita, e alcuni palazzi storici, mentre all’ingresso del paese si trova la Fontana dello Zoppo, antico lavatoio pubblico costruita in pietra locale agli inizi del 900 dal sindaco Antonio D’Agostino.
Altro - Cappella della Scala Santa, Chiesa S.
L’attuale nome del paese, “castrum” e “vetus”=Castello-Vecchio, è esplicativo di come le abitazioni si siano sviluppate intorno all’antico castello, che fu edificato dai Longobardi e che dopo la ricostruzione è diventato la chiesa Madre di Castelvetere, dedicata all’Assunta.
Castelvetere è anche celebre per essere stato uno dei paesi precursori nell’edificazione dei cimiteri fuori del centro urbano, molto prima che lo imponesse l’Editto di Saint Cloud.
Cappella cimiteriale, la prima in Italia, costruita prima dell’Editto di Saint Cloud,su esplicito ordine di Ferdinando Napoleone cugino del grande Imperatore,come testimonia la scritta posta all’ingresso del monumento.
La Ripa nonché il centro storico con l’oratorio dedicato alla madonna del monte Carmelo,un tempo sede della confraternita.
La chiesa santa Maria Assunta con il campanile settescentesco.
Geografia e Territorio
Il comune di Castelvetere sul Calore sorge nell'area della Valle del Calore. È un borgo situato a 750 metri sul livello del mare e a 26 km da Avellino. Il territorio si estende per 17,17 km² e i comuni confinanti sono: Chiusano di San Domenico, Montemarano, Paternopoli, San Mango sul Calore e Volturara Irpina.
L’abitato di Castelvetere è affiancato dal corso del fiume Calore, dal quale prende anche parte del toponimo che lo differenzia dal comune omonimo situato in Val Fortore.
Castelvetere sul Calore è un comune italiano di 1 698 abitanti della provincia di Avellino in Campania fino al 1950 Castelvetere di Calore, dista circa 22 km da Avellino e 75 km da Napoli. Sorge a 750 metri sul livello del mare ed è situato sulle pendici del monte Tuoro, alto 1424 metri. A valle è percorso, invece, dal fiume Calore Irpino. Il suo territorio è di 17,06 km² e conta 1702 abitanti.
Caratteristico il paesaggio circostante: la vista si estende nelle zone limitrofe fino a comprendere 28 altri paesi, un numero raramente eguagliato dagli agglomerati vicini e che fa di Castelvetere una terrazza sul paesaggio irpino.
L'etimologia del nome è da ricercare in due termini latini: la prima parte deriva da Castellum, diminutivo di Castrum, che significa "fortezza", mentre vetere deriva da vetus, che vuol dire "antico". La specifica "sul Calore" è, invece, riferita allo stesso fiume da cui è attraversato.
Curiosità
Tra le numerose ricerche si può dire che a questo paese è legata la figura di Lucio Cornelio Scipione Barbato, il quale fra le sue numerose campagne militari, conquistò il monte Civitella, l’allora Cisauna, che, data la sua altitudine, era un’ottima zona strategica dal punto di vista militare. E inoltre proprio su questa montagna sono stati trovati ruderi risalenti all’età romana.
Altre tesi sostengono che Castelvetere sia stato fondato dagli Archivi.
Probabilmente, la fondazione del paese risale alle prime invasioni barbariche ma, stando ad alcuni ritrovamenti di ruderi sulla montagna, questa terra era già stata protagonista in epoca romana, in quanto Lucio Cornelio Scipione Barbato, fra le sue numerose campagne militari, conquistò il monte Civitella.
“L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso” e Castevetere regala molte esperienze da vivere e da conservare sempre in un angolo del cuore.