Nel suo lavoro quotidiano, il Biologo Nutrizionista deve poter contare su strumenti affidabili, precisi e certificati, soprattutto quando la certificazione è richiesta dalle normative vigenti. Questo è fondamentale per effettuare valutazioni accurate e garantire un servizio di qualità al paziente. Ogni strumento utilizzato dal nutrizionista biologo, dall'analisi della composizione corporea alla gestione ottimizzata dei dati clinici, svolge un ruolo chiave nella pratica nutrizionale.
Strumenti Chiave per il Biologo Nutrizionista
Scegliere gli strumenti essenziali è di fondamentale importanza per evitare spese inutili e ottimizzare il tempo. Tra gli strumenti essenziali, troviamo:
- Bioimpedenziometro
- Bilancia professionale
- Plicometro
- Metro
- Software per la gestione dietetica e cartella clinica digitale
Il Bioimpedenziometro
Il bioimpedenziometro per nutrizionisti è ampiamente utilizzato per l'analisi della composizione corporea tramite bioimpedenziometria (BIA). Il suo funzionamento si basa sul passaggio attraverso il corpo del paziente di una corrente elettrica a bassissima tensione, tramite la quale è possibile misurare l'impedenza, ossia la misura di quanto i tessuti attraversati si oppongono al flusso di corrente. Tessuti idratati e ricchi di elettroliti, come la massa magra (muscolo), conducono l’elettricità più facilmente (quindi con bassa impedenza), mentre il tessuto adiposo, povero di acqua, conduce meno (alta impedenza).
Solitamente i bioimpedenziometri sono forniti di software per il calcolo dei parametri di output dello strumento i quali richiedono di inserire alcuni dati paziente-specifici come come altezza, peso al momento dell’esame, età e sesso del paziente. Introdotti questi dati l’apparecchio elabora i valori di resistenza e reattanza misurati e con questi produce una stima della composizione dei vari compartimenti corporei: restituisce quindi una percentuale di massa grassa, massa magra (muscolare), acqua corporea totale (suddivisa in intra- ed extra-cellulare) e altri parametri come il metabolismo basale o l’angolo di fase. Le stime ottenute dall’esame bioimpedenziometrico vanno integrate con altri dati e analizzate criticamente dal professionista biologo nutrizionista affinchè esse diventino strumento adeguato per orientare un trattamento dietetico in maniera opportuna.
L’utilizzo pratico del bioimpedenziometro è semplice e non invasivo: a seconda del tipo di dispositivo, il paziente può stare in piedi su elettrodi metallici posti su una bilancia o disteso con elettrodi applicati a mani e piedi. La bioimpedenziometria a mio avviso andrebbe sempre fatta con apparecchi che prevedono la posizione sdraiata attendendo circa 5 minuti con il paziente sdraiato sul lettino prima di procedere all’esame affinchè l’acqua corporea possa distribuirsi uniformemente nei vari compartimenti corporei. Il risultato viene fornito dallo strumento in pochissimi secondi con un report dettagliato degli output citati sopra.
Leggi anche: Differenze tra Proteine e Aminoacidi
Vantaggi e Limiti
La bioimpedenziometria è molto apprezzata per la sua praticità e velocità. Come già detto questo esame non è invasivo ed è molto rapido e ripetibile nel tempo senza rischi per il paziente (tranne casi specifici in cui è opportuno non procedere all’esecuzione dell’esame come nel caso delle donne in gravidanza oppure nel caso di persone con epilessia, ma non tutti i pareri sono concordi con il dire che, in presenza di epilessia, non bisogna procedere all’esame. Nonostante i suoi vantaggi, la BIA può presentare alcuni limiti di accuratezza. Inoltre, la misurazione può essere influenzata dallo stato di idratazione e da altri fattori fisiologici: per ottenere risultati confrontabili nel tempo, è necessario standardizzare le condizioni di esame (ad esempio eseguire la misura sempre lontano da attività fisica intensa, cosa non sempre possibile o facile).
E’ noto infatti che quelle fornite dal bioimpedenziometro sono stime che dipendono da equazioni predittive tarate su popolazioni di riferimento: ciò significa che in soggetti con caratteristiche molto differenti (ad esempio atleti di alto livello, anziani sarcopenici o persone con obesità severa) l’accuratezza può diminuire. In ogni caso il bioimpedenziometro è, a mio avviso, un ottimo alleato del biologo nutrizionista nella valutazione complessiva del paziente considerata la sua semplicità d’uso.
Bilancia Professionale
La bilancia professionale per nutrizionisti è forse lo strumento più basilare ma insostituibile nello studio del nutrizionista. A differenza di una comune bilancia casalinga, una bilancia medica professionale offre sicuramente una maggiore precisione, robustezza e affidabilità, ed è specificatamente progettata per un uso intensivo in ambito clinico. Molti modelli professionali sono omologati (in classe III) secondo la normativa metrologica per uso medico, il che garantisce margini di errore contenuti. Bisogna inoltre attenzionare la portata massima che generalmente dovrebbe attestarsi intorno ai 150kg meglio se 200 kg. Inoltre la sensibilità della misura dovrebbe arrivare intorno ai 50-100 grammi.
Il Plicometro
Il plicometro è uno dei più importanti strumenti essenziali per un biologo nutrizionista. Esso serve per la valutazione antropometrica del paziente e viene utilizzato per misurare lo spessore delle pliche cutanee, ossia del grasso sottocutaneo in specifici punti del corpo ben definiti in letteratura. Il biologo nutrizionista dovrà quindi individuare precisi punti di repere sul corpo del paziente che generalmente sono siti standardizzati come il tricipite (parte posteriore del braccio), la regione sottoscapolare (sotto la scapola), l’area sovrailiaca (fianco sopra la cresta iliaca), l’addome, la coscia.
In ognuno di questi punti il nutrizionista deve sollevare una plica cutanea (pelle e tessuto adiposo sottostante) con pollice e indice cercando di staccare la plica dalla fascia muscolare sottostante che non deve essere inclusa nella misurazione. È buona pratica in studio effettuare più misurazioni per ciascuna plica (almeno due ma, ancora megli, tre in rapida successione) e considerare la media delle misurazioni stesse, specialmente se i valori differiscono leggermente. I valori di spessore (misurati in mm) ottenuti dalle misurazioni plicometriche vengono inseriti in apposite equazioni predittive oppure confrontati con tabelle di riferimento per stimare la percentuale di massa grassa corporea.
Leggi anche: Gestire il Calore nei Gatti
La logica è che esiste una correlazione tra il grasso sottocutaneo misurato e il grasso totale: formule sviluppate su ampie popolazioni (differenziate per sesso, età, livello di attività) permettono di convertire la somma delle pliche in densità corporea e poi in percentuale di grasso corporeo (% di massa grassa). Ma oltre alla percentuale di grasso, la plicometria fornisce importanti informazioni sulla distribuzione del tessuto adiposo: confrontando i valori delle diverse pliche, si può capire se il paziente accumula più grasso in certe zone (addome vs. arti, ad esempio) - un dato utile sia per ragioni estetiche sia per valutare il rischio metabolico associato a depositi adiposi viscerali o centrali.
In termini più pratici, spesso il nutrizionista usa il plicometro “semplicemente” per monitorare i cambiamenti del paziente nel tempo: una riduzione graduale dello spessore delle pliche nel tempo indica una perdita di grasso sottocutaneo in quelle sedi, coerente con un dimagrimento; viceversa, pliche stazionarie suggeriscono che il peso perso potrebbe provenire da altri compartimenti (acqua o muscolo) e non da grasso.
Centimetro a Nastro
Il centimetro a nastro è uno strumento semplice ma fondamentale per il biologo nutrizionista nella valutazione delle circonferenze corporee. Le misurazioni antropometriche con il centimetro permettono di raccogliere dati importanti fornendo indicazioni utili sia per la stima dello stato nutrizionale che per il monitoraggio dell’andamento di un intervento dietetico. Sebbene possa sembrare uno strumento molto (forse troppo) basilare rispetto ad apparecchi più sofisticati come il bioimpedenziometro o il plicometro, in realtà è uno strumento fondamentale che se usato con metodo e precisione, permette di monitorare i cambiamenti corporei nel tempo, migliorando la personalizzazione degli interventi nutrizionali e l’efficacia del trattamento nutrizionale.
Software per la Gestione Dietetica
Un buon software per la nutrizione consente innanzitutto di creare diete personalizzate in modo efficiente, partendo dai fabbisogni calorici e nutrizionali del paziente che vengono rilevati in seguito ad attenta anamnesi e consulenza nutrizionale in studio. Il professionista può inserire nel software i dati antropometrici, gli obiettivi (es. perdita di peso, aumento massa muscolare, gestione di una patologia metabolica) e le preferenze alimentari del paziente eventualmente indicando allergie e intolleranze presenti; il software generalmente dispone di un database di alimenti completo di valori nutrizionali (calorie, macronutrienti, micronutrienti) aggiornati secondo le tabelle di composizione degli alimenti e le linee guida nazionali (ad esempio LARN - Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti) e secondo vari Database nutrizionali disponibili in letteratura.
In base a questi dati, il programma calcola automaticamente il bilancio energetico e la ripartizione dei nutrienti, aiutando il nutrizionista a bilanciare i pasti e a rispettare eventuali vincoli dietetici imposti dal professionista come ad esempio una limitazione dell’apporto di sodio oppure una limitazione nel quantitativo di proteine (come avviene nelle nefropatie severe). E’ utile però ricordare che il software di per se non creerà mai diete pronte per il paziente ma il biologo nutrizionista dovrà apportare un elevato livello di personalizzazione alle diete all’interno del software perchè dal software non potranno mai uscire piani alimentari che possono essere copiati e incollati per i pazienti (cosa che sarebbe deontologicamente molto scorretta oltre che clinicamente pericolosa per un paziente). Quindi è necessario che i nuovi biologi nutrizionisti abbandonino l’idea che per stilare una dieta basta avere un software perchè, sin dal primo utilizzo, si accorgeranno che la realtà è qualcosa di ben diverso.
Leggi anche: Cosa Mangiare Prima della Colonscopia
Quasi tutti software in commercio oggi permettono di elaborare schemi dietetici su più giorni o settimane, generare menu variati, modificare più o meno rapidamente le porzioni o gli alimenti se occorre un aggiustamento.
Bilance Impedenziometriche Pesapersone
Alcune bilance digitali pesapersona, chiamate bilance impedenziometriche, utilizzano una tecnologia avanzata per misurare la composizione corporea attraverso parametri come la percentuale di grasso corporeo, la massa muscolare e l'indice di massa corporea. Il primo passo da fare è senza dubbio darsi degli obiettivi, il che non significa per forza solo perdere peso. Potremmo ad esempio voler aumentare la massa muscolare o semplicemente sentirci più leggeri ed energici. Per capire la situazione di partenza, una bilancia pesapersone può essere un valido alleato, in particolare se si tratta di una bilancia digitale che analizza la composizione corporea attraverso diversi indicatori dello stato di salute, come BMI, BMR, massa muscolare, massa ossea, massa grassa, acqua, grasso viscerale e sottocutaneo.
La bilancia impedenziometrica si differenzia dalle bilance tradizionali per la caratteristica funzione di valutare la composizione corporea mediante il principio della impedenzometria. In pratica lo strumento rilascia una corrente nota che, transitando lungo i segmenti dell'organismo, viene sottoposta ad "ostacoli" - resistenze o impedenze - che ne modificano alcune caratteristiche successivamente registrate al momento della ricezione / arrivo.
Parametri Misurati dalle Bilance Impedenziometriche
Alcuni biomarcatori rilevati da questo tipo di bilance sono ad esempio il BMI e il BMR. L'indice di massa corporea (BMI) è una misura standard del peso rispetto all’altezza. Si basa su un calcolo matematico che fornisce indicazioni circa la percentuale totale di grasso corporeo, classificando i valori ottenuti come "sottopeso", "normopeso", "sovrappeso" o "obeso", in base alle linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il metabolismo basale, o BMR dall'inglese Basal Metabolic Rate, invece, è l'energia necessaria per le normali funzioni metaboliche vitali (respirazione, circolazione sanguigna, digestione, attività del sistema nervoso ecc.). Rappresenta circa il 45-75% del consumo energetico giornaliero complessiva. Il valore di questo dispendio energetico, espresso in chilocalorie, per l’80% è influenzato da sesso, età e massa magra.
Monitoraggio dei Progressi
Una volta raccolti i dati si tratta di analizzarli e utilizzarli per fissare i propri obiettivi. Una volta che abbiamo stabilito un obiettivo (ad esempio, perdere 5 kg), possiamo utilizzare la bilancia per monitorare il nostro progresso settimana dopo settimana. Tuttavia, è importante non fissarsi esclusivamente sui numeri della bilancia. Il nostro benessere dipende da molti altri fattori, come ad esempio il livello di energia, la qualità del sonno e lo stato d'animo generale. È importante usare regolarmente la bilancia per monitorare il tuo peso e i tuoi progressi. La cosa migliore da fare è pesarsi alla stessa ora ogni giorno, preferibilmente al mattino prima di fare colazione e dopo essere andati in bagno.
Al monitoraggio quotidiano del peso e della composizione corporea, si abbinano variazione dell’alimentazione e della quantità di esercizio fisico. Includere esercizio fisico nella routine quotidiana è importantissimo per migliorare il benessere psicofisico. Per quanto riguarda l’alimentazione, a prescindere dagli obiettivi che ci si è posti è sempre fondamentale seguire una dieta sana ed equilibrata che presenti il giusto apporto di energia e nutrienti necessari al corretto funzionamento dell’organismo. Se stai seguendo un regime alimentare controllato, misurare le porzioni di cibo e tenere traccia dell’assunzione di nutrienti può aiutarti a monitorare la tua dieta e apportare gli aggiustamenti necessari in base ai progressi che compi.
Analisi della Composizione Corporea
L’analisi della Composizione corporea è un elemento determinante nella valutazione dello stato nutrizionale e della salute generale di un individuo. Sono numerosi i lavori scientifici che indicano la Composizione Corporea come uno strumento indispensabile per la valutazione dello stato nutrizionale e per per la conseguente stima dei fabbisogni nutrizionali nell’uomo. La composizione corporea consente di misurare e quantificare oggettivamente e accuratamente la proporzione dei diversi “componenti” che costituiscono il corpo umano e che sono macroscopicamente divisi in massa grassa (FM = Fat Mass) e massa magra (FFM = Fat Free Mass) secondo il cosiddetto “Modello Bicompartimentale”.
La massa magra comprende tutta la massa corporea priva di grasso ossia i muscoli, le ossa, il sangue, gli organi ecc. La massa grassa invece si riferisce alla quantità totale di grasso corporeo e comprende sia il grasso primario o essenziale sia il grasso secondario o di deposito. Il grasso essenziale è quello necessario per la sopravvivenza e lo svolgimento di funzioni cruciali come la protezione degli organi interni e la regolazione ormonale. Il grasso di deposito invece costituisce l’eccesso di grassi accumulati soprattutto a livello del sottocute.
Le tecniche adottabili per la valutazione della composizione corporea sono diverse. Tra queste troviamo sicuramente la Densitometria Total Body (DEXA) che utilizza l’emissione di raggi-x per analizzare massa ossea, massa grassa e massa magra e che è stata per anni la tecnica gold standard per la validazione di altre metodiche. Citeremo in particolare i parametri valutabili con le due metodiche più usate nella pratica clinica ossia la plicometria e la bioimpedenziometria.
Indicatori della Composizione Corporea
Ovviamente tra gli indicatori della composizione corporea abbiamo anche il BMI (Indice di Massa Corporea) e la misura delle circonferenze corporee che ci permettono di valutare il progresso di un piano dietetico rispetto al punto di partenza. La misura della circonferenza ci permette di calcolare anche il BAI (Body Adiposity Index) che è una misura diretta del grasso corporeo. Il rapporto tra BMI e Circonferenza della Vita inoltre ci permette di stadiare una serie di rischi. Il BMI è calcolato come il Rapporto tra il Peso e il quadrato dell’altezza del soggetto.
La plicometria è una tecnica utilizzata per misurare lo spessore delle pliche cutanee in diverse parti del corpo al fine di quantificare tramite una stima la percentuale di grasso corporeo. La letteratura è letteralmente piena di equazioni finalizzate alla stima della % di Massa Grassa dalla Plicometria. Tra le più popolari ci sono, relativamente alla stima della Densità Corporea (DC) l’equazione di Durnin e Womersley mentre, relativamente alla conversione della DC in % di Massa Grassa l’equazione di Jackson e Pollock.
Bioimpedenziometria (BIA)
La Bioimpdenziometria è una tecnica di analisi della composizione corporea che consente di stimare la percentuale di grasso corporeo, la massa magra e il contenuto di acqua corporea. Il suo principio di funzionamento si basa sulla misura di due parametri che, insieme, costituiscono di fatto i componenti dell’impdenza su cui si basa la metodica: parliamo della Resistenza elettrica e della Reattanza del corpo umano quando viene attraverso da una corrente elettrica a bassa intensità.
La Resistenza (R) è, di fatto, la resistenza che i fluidi corporei oppongono al flusso della corrente elettrica che viene fatta scorrere in essi dal bioimpdenziometro. La Reattanza (Xc) è la resistenza messa in atto dalle membrane cellulari e dai tessuti capaci di immagazzinare energia al flusso di corrente a bassa intensità che attraversa il corpo. La Resistenza e la Reattanza possono essere messe tra di loro in relazione tramite l’Angolo di Fase.Valori bassi dell’angolo di fase possono indicare la presenza di patologie di varia natura oppure di ritenzione idrica o di un aumentato stato catabolico.
Generalmente i bioimpedenziometri forniscono due tipi di analisi: analisi vettoriale (BIVA) e analisi convenzionale (BIA). L’analisi BIA convenzionale è un tipo di analisi in grado di restituire stime quantitative dei principali parametri rilevanti della composizione corporea ottenuti tramite equazioni predittive e modelli matematici specifici. L’analisi vettoriale (BIVA) è una variante della bioimpdenziometria che utilizza i valori di resistenza e reattanza senza alcuna manipolazione matematica degli stessi.
Vantaggi dell'Analisi della Composizione Corporea
La composizione corporea rappresenta un elemento cruciale nella valutazione dello stato nutrizionale e della salute generale di una persona. L’analisi della composizione corporea determina una serie di importanti vantaggi nello svolgimento dell’attività clinica del professionista della nutrizione. Essa infatti consente di diagnosticare e gestire l’obesità aiutando la rilevazione di condizioni ad essa associate come malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, cancro. Essa consente inoltre di monitorare attentamente nel tempo i programmi di trattamento. L’uso combinato di tecniche di analisi come la plicometria e la bioimpedenziometria consente di ottenere una valutazione completa e accurata dello stato di salute del soggetto dal punto di vista nutrizionale.
La BIA è un metodo accurato per misurare la percentuale di grasso corporeo, di massa muscolare e acqua presente nel corpo, può aiutare a creare un piano di perdita di peso più personalizzato. Inoltre, l’analisi della composizione corporea BIA è utile per monitorare i progressi durante i controlli, e per verificare che si stia perdendo grasso, non muscoli.