La dermatite atopica è una patologia infiammatoria della pelle molto diffusa tra i bambini e dà luogo ad arrossamento intenso in alcune parti del corpo accompagnato da forte prurito. Chi soffre di dermatite atopica, deve confrontarsi quotidianamente con sintomi molto fastidiosi, che pregiudicano il benessere psicofisico.
Nel nuovo numero di "A Scuola di Salute" il magazine digitale a cura dell'istituto Bambino Gesù per la Salute, diretto dal prof. Alberto G., si approfondisce questo tema delicato.
Il Ruolo dell'Alimentazione Materna e del Latte Materno
Il latte materno è la prima, importante barriera protettiva contro le varie forme di allergia che, in Italia, colpiscono circa 1 bambino su 4. La prima barriera contro le allergie - sottolineano gli esperti del Bambino Gesù - è il latte materno che contiene una serie di sostanze (anticorpi specifici, batteri, zuccheri complessi ad azione sul microbioma intestinale e sul sistema immune del neonato, acidi grassi essenziali) in grado di proteggere il bambino dalle infezioni e dalla comparsa di numerose malattie, tra cui le malattie allergiche.
L’allattamento al seno, soprattutto nei primi tre mesi di vita, specie in neonati con un’alta familiarità (parentela di primo grado), pare ridurre il rischio di sviluppare dermatite atopica, almeno nell’infanzia. Allattare a richiesta permette al bambino di modulare il proprio “menu”: già! Anche da neonati i nostri bambini sono in grado di esercitare una qualche forma di controllo e volontà sulle scelte alimentari!
Discorso leggermente diverso per i micronutrienti, vale a dire vitamine e minerali, e per i grassi insaturi EPA e DHA: più ne è ricca la dieta materna, più ne sarà ricco il latte. E’ per questo motivo che si raccomanda alla donna che allatta di consumare regolarmente frutta e verdura (possibilmente con la buccia e biologiche), frutta secca a guscio, pesce di piccola taglia e semi oleosi.
Leggi anche: Dieta per Dermatite Atopica
Quando il latte della mamma non è disponibile, ai bambini a rischio di sviluppare allergie, in particolare alle proteine del latte vaccino, si raccomandano prodotti idrolizzati.
Introduzione di Alimenti Solidi e Divezzamento
L’alimentazione complementare o divezzamento, rappresenta la fase in cui nella dieta del bambino, in precedenza costituita unicamente da latte, si introducono progressivamente gli alimenti solidi. L’alimentazione complementare nel bambino con familiarità di primo grado può iniziare a partire dal quinto mese di vita, come per i bambini non a rischio. I primi cibi da introdurre sono quelli che possono essere assunti dal bambino senza difficoltà, in relazione alla sua capacità di masticazione, e che non rischino di essere inalati: in genere si preferiscono verdure (brodo vegetale), parmigiano e frutta grattugiata, ma non esiste l’alimento “perfetto” per iniziare il divezzamento.
L’introduzione progressiva di alimenti non deve interferire con la durata dell’allattamento al seno, ma avvenire possibilmente in parallelo all’allattamento stesso. La durata dell’allattamento, in accordo con le indicazioni dell’OMS, deve essere infatti di almeno 6 mesi, per i suoi effetti benefici sullo sviluppo del sistema immunitario e sulla crescita, oltre che per la capacità del latte materno di soddisfare il fabbisogno nutrizionale del bambino nei primi 6 mesi di vita.
Non esiste un ordine specifico per l’introduzione dei nuovi alimenti, purché si rispetti prima di tutto, la capacità di masticazione e deglutizione del bambino. Questi cibi dovrebbero inseriti possibilmente uno per volta, con l’adeguato intervallo tra un nuovo alimento e l’altro, per identificare la relazione causa-effetto in caso di eventuali reazioni allergiche. Per favorire la tolleranza nei confronti di tali alimenti, è opportuno che, dopo la prima introduzione, questi vengano assunti con regolarità.
Alimenti da Considerare e Potenziali Allergeni
I cibi più frequentemente responsabili di allergia alimentare sono uovo, latte, grano, soia, pesce, e frutta a guscio. L’alimentazione complementare a partire dal quinto mese, introducendo il maggior numero possibile di alimenti potenzialmente allergizzanti entro l’anno di vita sembra essere la strategia più efficace, sia nei bambini non a rischio che in quelli a rischio per familiarità allergica.
Leggi anche: Dermatite nei cani: cosa mangiare?
Stiamo citando di fatto alimenti con potenziale allergenico: anche in assenza di un’allergia alcuni di questi potrebbero, come sottolineato sopra, favorire una disregolazione immunitaria e quindi sostenere la sintomatologia della dermatite allergica. Tali valutazioni vanno però fatte sempre - lo ricordiamo - insieme al medico.
Una raccomandazione particolare riguarda l’uovo: questo, nelle prime epoche di vita, dovrebbe essere assunto sempre cotto, in quanto si è dimostrato essere meglio tollerato a livello gastrointestinale.
Sempre prima di iniziare il divezzamento per avere indicazioni pratiche e di indirizzo. In più in bambini che abbiano presentato manifestazioni compatibili con allergie alimentari, o nei bambini con dermatite atopica moderata-grave prima di introdurre gli altri alimenti potenziali allergeni (in particolare l’uovo) è necessario un consulto specialistico.
Alimenti ricchi di istamina
- Formaggi
- Vino rosso
- Spinaci
- Pomodori freschi e in scatola
- Conserve
- Salsiccia e insaccati
- Carne in scatola
- Birra
- Cibi fermentati
- Estratto di lievito
Alimenti che provocano rilascio di istamina nell’organismo:
- Frutti di mare
- Pesce conservato
- Frutta secca con guscio (Noci, anacardi, nocciole, mandorle)
- Crostacei
- Cioccolata
- Alcolici
- Latte
- Uova
- Frutti come ananas, banane, fragole e papaya
Quando il prurito è molto intenso, sarebbe bene limitare l’assunzione di questi alimenti, in modo da contrastare l’aggravarsi della sintomatologia della dermatite atopica.
Probiotici, Prebiotici e Integrazione
Un'altra strategia preventiva è l'introduzione nella dieta di mamme e bambini di prebiotici e probiotici. Un efficace aiuto preventivo contro le forme lievi di dermatite atopica o in bimbi non allergici, potrebbe essere rappresentato dall’integrazione nella dieta di alcuni specifici prebiotici, probiotici e simbiotici e di integratori a base di acidi grassi essenziali, suggeriti dal pediatra o dallo specialista.
Questi ultimi sono microrganismi vivi (presenti in molti alimenti comuni, come yogurt o latte fermentato) che possono apportare benefici alla salute quando somministrati in quantità adeguate. Un riesame di 21 studi effettuati su bambini fino a 3 anni attesta che alcuni probiotici, in particolare il Lactobacillus rhamnosus GG, quando assunti sia dalla madre sia dal bambino, o anche integratori di acido gamma-Linoleico presente in gran quantità nell'olio di semi di ribes nero, possono aiutare a contenere soprattutto la componente infiammatoria della malattia con effetti benefici sulla sintomatologia generale.
Leggi anche: Dermatite atopica: cosa mangiare?
«I probiotici - precisa il prof. Fiocchi - se somministrati alla mamma nell'ultimo trimestre di gravidanza, possono ridurre la frequenza di eczema nel lattante del 15%; somministrandoli durante l'allattamento la frequenza si riduce del 10%; se somministrati direttamente al bambino quando non ha il latte di mamma - ad esempio nel latte formulato - possono ridurre la frequenza di eczema del 5%.
Dieta Mediterranea e Idratrazione
Alcuni alimenti fondamentali della dieta mediterranea possono svolgere un’azione protettiva contro le manifestazioni della dermatite. Mamma, privilegia nella preparazione dei piatti del tuo bambino cibi ricchi di fibre, sali minerali, vitamine, preferendo anche i grassi vegetali. Porta in tavola quindi molta frutta e verdura (ad eccezione di quelle sconsigliate, naturalmente!), cereali ancora meglio se integrali e pesce ad esclusione di quello controindicato.
Oltre all’alimentazione non va dimenticata l’idratazione: l’acqua può apportare benefici effetti alla pelle, in primis riduce la secchezza che contribuisce a scatenare il prurito e l’irritazione. È bene quindi far bere ai piccoli molta acqua, eventualmente variata con degli altri liquidi ma che non siano zuccherati. Tanto più che gli zuccheri non fanno male solo alla pelle atopica, ma anche al peso e ai dentini! Se poi l’idratazione è aumentata anche dal consumo di frutta e verdura, che contengono molta acqua, meglio ancora. Hai ottenuto così lo scopo di dissetare la pelle del tuo piccolino in profondità.
Omega 3 e Alimenti Antinfiammatori
Sembrano invece avere un effetto benefico sull’equilibrio cutaneo gli acidi grassi essenziali e in particolare gli Omega 3 - di cui sono ricchi pesce azzurro, noci e semi di lino - che possono riudrre la severità clinica della dermatite atopica. Anche in questo caso nulla di certo: si tratta però di un’indicazione utile per effettuare tentativi di modifica dietetica così da verificare un eventuale miglioramento.
L’eczema atopico trae beneficio da una dieta antinfiammatoria. Le raccomandazioni dietetiche per questa malattia non riguardano solo delle restrizioni. Al contrario! L’obiettivo è di inserire quanti più alimenti ricchi dal punto di vista nutrizionale nella dieta del bambino.
Cibi con azione antinfiammatoria e calmante sul sistema immunitario sono tutti quelli che contengono grassi buoni omega 3 e sostanze antiossidanti e vitamine come la C e la E.
Pertanto, è importante non concentrarsi solo sugli alimenti da escludere dalla dieta del bambino ma, al contrario, è necessario concentrarsi sulla varietà di cibo che si può offrire al bambino nonostante le limitazioni e le restrizioni.
Si suggerisce il consumo di due o tre porzioni di pesce a settimana (200-250 g) a partire dal primo trimestre di gravidanza, in quanto l’azione dei grassi EPA e DHA è protettiva verso l’insorgere della dermatite.
Alimenti da preferire:
- Frutta e verdura: i frutti in bacca, come quelli di bosco, sono ideali in quanto (con l'esclusione delle fragole) non sono generalmente allergeni e non contengono molto zucchero. Nella vasta categoria dei frutti in bacca rientrano uva, mirtilli, lamponi, ribes e more.
- Noci e semi: a livello nutrizionale, noci, nocciole e mandorle sono particolarmente importanti.
- Pesci grassi di mare: i pesci sono un ottimo esempio del fatto che non tutti i grassi sono nocivi per la salute.
Importanza della Cura della Pelle
Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato, infine, l'efficacia dell'applicazione, nel primo anno di vita, di alcune creme emollienti a ridotto stimolo allergenico nel proteggere la pelle dei bambini, mantenendola integra e quindi non incline a sviluppare la dermatite atopica. E per completare l’opera che hai cominciato a tavola, ricordati di cospargere ogni giorno la pelle del tuo bambino di crema, con prodotti delicati e dedicati. Privi cioè di parabeni, ma anche di alcuni composti identificati con le sigle SLS, SLES, PEG, PPG; profumi, coloranti, alcool, derivati del petrolio e della formaldeide, olii di silicone.
Quando Consultare un Medico
In bambini che abbiano presentato manifestazioni compatibili con allergie alimentari, o nei bambini con dermatite atopica moderata-grave prima di introdurre gli altri alimenti potenziali allergeni (in particolare l’uovo) è necessario un consulto specialistico.
All'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è attivo un Ambulatorio per la prevenzione e la diagnosi precoce delle allergie rivolto ai neonati entro il 28° giorno di vita ad alto rischio allergico.
tags: #dermatite #atopica #neonati #alimentazione #mamma #cosa