Una dieta personalizzata è l’unico tipo di dieta che dovrebbe esistere, chi seguirebbe una dieta che non risponde alle sue esigenze e che fa fatica a seguire? In questo articolo, esploreremo come creare una dieta personalizzata, quali principi base seguire e forniremo un esempio pratico per capire come impostare le calorie.
Come Creare una Dieta Personalizzata
La creazione di una dieta personalizzata richiede la considerazione di diversi fattori, tra cui l'organizzazione della giornata e le esigenze personali. Cosa c’è di più personale e con più informazioni se non il proprio DNA? Dato che hai un patrimonio genetico unico e inimitabile, ad ogni stimolo (come possono essere le molecole di un alimento) reagisci in modo diverso rispetto ad un’altra persona.
Principi Base da Seguire
Per impostare correttamente una dieta, è fondamentale:
- Decidere quanti kg vuoi perdere e calcolare quanto tempo ci vorrà: Marco pesa 85 kg e vuole scendere a 80 kg > 5 kg di grasso sono 35.000 kcal. Con un deficit calorico di 3500 kcal a settimana (-500 kcal al giorno) impiegherà 10 settimane.
- Calcolare le settimane di break diet: Calcoliamo 4 settimane (2+2) di break diet da inserire durante il percorso.
- Calcolare il deficit calorico: Rispetto al tuo TDEE sottrai le calorie del deficit e bilancia i macro. Marco ha un TDEE di 2700 kcal (si allena 3 volte a settimana), dovrà così mediamente assumere 2200 kcal al giorno.
- Gestire i giorni di normocalorica e ipocalorica: Il martedì, venerdì e sabato decide di mangiare normalmente (2700 kcal) mentre gli altri 4 giorni tiene un deficit di 1825 kcal.
- Definire l'assunzione dei macronutrienti: Nei giorni di normocalorica assume: 175 g di proteine (2,2 x 80 kg del peso ideale), 45 g di grassi e 400 g di carboidrati.
- Valutare l’andamento di peso e circonferenze di settimana in settimana: Marco vede che il piano va bene ma decide di diminuire leggermente i carboidrati il mercoledì e venerdì e di ridistribuirli nei giorni di ipocalorica.
- Inserire break diet: Verso la fine delle 4 e della 9 settimana decide di inserire una break diet di due settimane.
- Monitorare l'introito calorico: Avere un’app con cui monitorare l’introito calorico è utile, soprattutto perché molto spesso non ti rendi conto di quanto effettivamente stai mangiando.
- Considerare l'aggiunta di verdure e spuntini: Considera di aggiungere verdure a pranzo e a cena e/o spuntini a metà mattina e pomeriggio.
- Calcolare i carboidrati: Carboidrati: per sottrazione costituiscono il resto delle calorie, con soglia minima 1g/kg. I glucidi, oltre alla funzione energetica, sono un mezzo importante per la fase di costruzione, in quanto incrementano nei soggetti allenati la velocità delle reazioni metaboliche.
Le Sfide del Biologo Nutrizionista
Un Biologo Nutrizionista deve affrontare ogni giorno una combinazione di eventi e di sfide tecniche e relazionali non indifferenti. Da un lato deve mantenersi costantemente aggiornato sulle ultime evidenze scientifiche e gestire casi clinici talvolta complessi. Dall’altro lato deve riuscire a costruire un rapporto di fiducia con i propri pazienti e motivarli al cambiamento oltre che a far fronte al loro stress emotivo e allo stress emotivo che deriva dalla professione.
Aggiornamento Continuo
La scienza della nutrizione è in continua evoluzione, con nuove ricerche e linee guida che emergono regolarmente. Per un biologo nutrizionista, rimanere al passo con queste novità è assolutamente necessario ma sicuramente può risultare impegnativo. Aggiornarsi e formarsi continuamente è veramente importante affinché il professionista mantenga la propria competenza e credibilità, ma richiede tempo ed energie oltre che un certo investimento economico.
Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina
Traduzione della Teoria in Pratica Clinica
Un biologo nutrizionista deve anche saper tradurre la teoria in pratica clinica e questa è una delle sfide più impattanti soprattutto all’inizio della professione, quando si passa dai banchi universitari alla vita professionale. La professione richiede di combinare la conoscenza scientifica aggiornata con l’esperienza professionale e con le esigenze complesse dei pazienti, in un approccio realmente basato sull’evidenza scientifica e altamente personalizzato. Ovviamente questo si traduce nel dover sviluppare una grande capacità di valutare criticamente studi e linee guida, e applicarli caso per caso.
Personalizzazione del Piano Alimentare
Ogni paziente è un caso a sé dicevamo, con esigenze nutrizionali, preferenze e abitudini uniche ed esclusive. Elaborare un piano alimentare personalizzato e al tempo stesso sostenibile rappresenta una sfida molto complessa per il nutrizionista. Non a caso, molti professionisti riferiscono che creare piani dietetici su misura può essere “un compito scoraggiante”, che alcuni tendono perfino a evitare cercando di adattare pochi piani a più pazienti. Se il piano non è ben calibrato sullo stile di vita e i gusti del paziente, c’è il rischio concreto che quest’ultimo non lo segua, vanificando il lavoro svolto e causando frustrazione sia al professionista che al paziente.
Creare un piano alimentare efficace richiede di bilanciare attentamente numerosi fattori tecnici. Il nutrizionista deve considerare i fabbisogni energetici e nutrizionali individuali (calcolati in base a età, sesso, peso, stato di salute, livello di attività fisica), eventuali patologie o condizioni (ad esempio diabete, ipertensione, allergie o intolleranze), nonché le preferenze alimentari, abitudini di vita e cultura del paziente. Praticamente occorre prevedere alternative e una certa flessibilità, così che il piano sia adattabile alla routine quotidiana di chi lo segue.
Gestione di Casi Clinici Complessi
Una delle principali differenze tra l’ambiente accademico dell’università e la realtà lavorativa di un biologo nutrizionista è proprio la presa in carico dei numerosissimi e variegati casi clinici che si presentano all’attenzione del professionista. Tutti i biologi nutrizionisti si trovano sin da subito a dover seguire pazienti con patologie complesse o multiple, dove l’alimentazione gioca un ruolo terapeutico fondamentale. Gestire questi casi rappresenta una sfida notevole: occorre integrare le raccomandazioni dietetiche per diverse condizioni, evitando conflitti con farmaci e altre condizioni in essere e dando priorità agli obiettivi di salute più urgenti.
Ad esempio, un paziente affetto sia da diabete di tipo 2 che da insufficienza renale cronica: il nutrizionista deve conciliare le esigenze di un regime a basso indice glicemico con quelle di una dieta ipoproteica e povera di potassio/fosforo, trovando un equilibrio che tenga sotto controllo la glicemia senza sovraccaricare i reni.
Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa
Costruzione di un Rapporto di Fiducia con il Paziente
Le competenze tecniche, per quanto cruciali, da sole non bastano: il successo di un intervento nutrizionale dipende in larga misura dalla relazione di fiducia che il professionista sa instaurare con il paziente. Il biologo nutrizionista quasi sempre entra nell’intimità delle abitudini quotidiane del paziente, esplorando cosa mangia, come gestisce lo stress, quali difficoltà incontra nel cambiare stile di vita. Per ottenere informazioni accurate e poterle usare in modo costruttivo, è fondamentale che il paziente si senta ascoltato, compreso e non giudicato.
Costruire un’alleanza emotiva con il paziente richiede al nutrizionista abilità comunicative e sensibilità: usare un linguaggio chiaro ma rispettoso, mostrare empatia verso le sfide che il paziente affronta, adattare il proprio stile comunicativo alla persona che si ha di fronte ed evitare rigorosamente il giudizio fine a se stesso.
Gestione delle Aspettative Irrealistiche
Nell’era dei social media, molti pazienti arrivano dal nutrizionista con aspettative irrealistiche o credenze totalmente errate sull’alimentazione, influenzati da diete “miracolose” o atteggiamenti alimentari ai limiti del pericoloso. Il biologo nutrizionista ha il compito di riallineare queste aspettative alla realtà, spiegando con chiarezza e tatto cosa significa perdere peso in modo sano e sostenibile (circa 0,5-1 kg a settimana).
Mantenimento della Motivazione del Paziente
Cambiare abitudini alimentari consolidate non è facile: anche con il miglior piano alimentare del mondo, se il paziente non riesce a seguirlo nel tempo, i risultati saranno scarsi. Per questo motivo, la mancanza di aderenza e il calo di motivazione dei pazienti costituiscono spesso una problematica non banale per i biologi nutrizionisti. Il nutrizionista deve prevenire queste situazioni attraverso un supporto costante e proattivo.
Pianificazione dei Pasti
Che tu stia cercando di perdere peso o semplicemente di migliorare la tua alimentazione, la pianificazione dei pasti è un passo facile per aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi. Ecco alcuni motivi per cui la pianificazione dei pasti è importante:
Leggi anche: Benefici di una dieta sana
- Evitare la fame impulsiva: Quando hai fame e il livello di zucchero nel sangue scende sei più propenso a mangiare tutto ciò che puoi ottenere il più velocemente possibile.
- Ridurre lo stress: Avere fame e rendersi conto di non avere nulla da preparare è senza dubbio stressante.
- Aumentare la varietà: Adottare un menù settimanale ti permette di mangiare una varietà di cibi diversi e può aiutarti a mangiare più frutta e verdura, il che consente di ridurre il rischio di malattie croniche date dallo stile di vita.
- Risparmiare tempo: Organizzare i pasti in anticipo può ridurre la temuta domanda “cosa c’è per cena?”.
- Pianificare la spesa: Quando si tratta di pianificare i pasti, vai al supermercato con un piano e sai come utilizzerai tutti gli alimenti che acquisti.
- Risparmiare denaro: Risparmiare denaro è qualcosa che tutti cerchiamo di fare e la pianificazione dei pasti è un ottimo modo per raggiungere questo obiettivo.
Consigli Utili per una Dieta Efficace
Ci sono molti trucchi per gestire il tuo peso, ma l’alimentazione corretta e l’attività fisica sono la vera chiave per il dimagrimento. Fondamentalmente durante una dieta puoi mangiare tutto, e in effetti non dovresti vietarti nulla se desideri mantenere il peso raggiunto. Le privazioni (drastiche) non servono a nulla! La nostra dieta, ovvero quella mediterranea, è sicuramente un ottima scelta per dimagrire e rimanere in forma, in quanto risulta essere varia.
Regolarità Alimentare
Avere una certa regolarità alimentare (per quanto possibile) aiuta a sostenere meglio la dieta e ad avere una maggiore regolazione del senso di fame. Cerca di fare 5 pasti al giorno: 3 principali (colazione, pranzo, cena) e 2 spuntini (metà mattina e metà pomeriggio).
Alimentazione Varia
Variare gli alimenti è una delle regole cardine di una dieta completa, salutare e non monotona.
Esempio di Dieta Settimanale: Dieta Chetogenica
La dieta chetogenica (o dieta keto) punta alla riduzione drastica di carboidrati e all’aumento dell’assunzione di grassi. In questo modo, si porta l’organismo in uno stato di chetosi. La chetosi, rappresenta uno stato metabolico, in cui il corpo utilizza i grassi come fonte principale di energia, invece di utilizzare i carboidrati.
Proporzioni dei Macronutrienti nella Dieta Chetogenica
Le proporzioni dei macronutrienti nel menu settimanale dieta chetogenica possono variare leggermente a seconda dell’individuo e dei suoi obiettivi, ma solitamente sono le seguenti:
- Grassi: 70-80% delle calorie totali
- Proteine: 20-25% delle calorie totali
- Carboidrati: 5-10% delle calorie totali
Alimenti Consentiti e Non nella Dieta Chetogenica
Nella dieta chetogenica, il “menù settimanale nutrizionista”, è strutturato in modo tale da prediligere l’assunzione di alimenti ad alto contenuto di grassi come carne, pesce, uova, formaggi, oli, avocado e noci e tende a limitare il contenuto di carboidrati come pane, pasta, cereali, frutta e zuccheri.
Vantaggi e Svantaggi della Dieta Chetogenica
Vantaggi:
- Perdita di peso: questo regime alimentare può aiutare ad un perdita di peso veloce senza sentire fame anche in casi di blocchi del peso
- Controllo della glicemia: è un piano alimentare per coloro che soffrono di diabete di tipo 2, in quanto aiuta a controllare i livelli di zucchero nel sangue
- Miglioramento della salute del cuore: La dieta chetogenica riduce i livelli di colesterolo LDL e aumenta i livelli di colesterolo HDL cosi da poter migliorare la salute del cuore.
- Miglioramento delle prestazioni mentali: La dieta chetogenica aiuta a migliorare le prestazioni mentali e la concentrazione, in particolare nei casi di epilessia e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
Svantaggi:
- Sintomi di “scarso apporto di carboidrati”: è possibile riscontrare sintomi come mal di testa, stanchezza, stitichezza, nausea, vertigini e irritabilità nella prima fase della dieta, questi sintomi sono dovuti ad uno scarso apporto di carboidrati.
- Difficoltà a seguire la dieta: La dieta chetogenica, può essere difficile da seguire a lungo termine a causa della limitazione dei carboidrati, poiché i carboidrati sono presenti in molti cibi
- Possibili carenze nutrizionali: è possibile avere una riduzione dell’apporto di vitamine, fibre e minerali poiché abbiamo si ha una bassa quantità di carboidrati.
- Effetti sulla funzione renale: La dieta chetogenica può aumentare lo stress sui reni, specialmente in persone che presentano una funzione renale compromessa.
- Effetti sulla salute intestinale: riducendo drasticamente i carboidrati, si può avere una ripercussione sulla salute del microbiota intestinale, che può avere un impatto sulla digestione e sulla salute generale.
Esempio di Dieta Settimanale: Dieta Mediterranea
La dieta mediterranea rappresenta un regime alimentare equilibrato. Lo scopo è quello di avere un dieta settimanale che tende a favorire uno stile di vita sano ed equilibrato. Questo tipo di dieta aiuta a prevenire le malattie croniche, come le malattie cardiovascolari, il diabete, alcuni tipi di cancro e l’obesità.
Proporzioni dei Macronutrienti nella Dieta Mediterranea
Le proporzioni dei macronutrienti nel menu settimanale nutrizionista per la dieta mediterranea possono variare a seconda dell’individuo e dei suoi obiettivi, ma solitamente sono le seguenti:
- Grassi: 25-35% delle calorie totali
- Proteine: 10-20% delle calorie totali
- Carboidrati: 50-60% delle calorie totali
Frequenza di Consumo degli Alimenti nella Dieta Mediterranea
Ora ti fornisco la frequenza con cui vengono consumati gli alimenti in un “menù settimanale nutrizionista” basato su una dieta mediterranea settimanale.
- Si consiglia di mangiare almeno 5 porzioni tra frutta e verdura. Entrambe gli alimenti sono presenti in tutti i pasti principali con una maggiore quantità di verdura rispetto alla frutta.
- I cerali integrali come pasta, pane, riso e altri prodotti a base di cereali integrali, vengono consumati quotidianamente e si trovano alla base della piramide alimentare della dieta mediterranea.
- I legumi, come ceci, fagioli, lenticchie e piselli, vengono consumati almeno 2-3 volte alla settimana.
- Il pesce viene consumato almeno 2 volte alla settimana, prediligendo pesce azzurro come sardine, sgombro, acciughe e tonno.
- Il consumo di carne rossa è limitato a 1-2 volte alla settimana ma è preferibile consumare la carne bianca come pollo, tacchino e coniglio
- Le uova vengono consumate 2-4 volte alla settimana.
- I prodotti caseari a basso contenuto di grassi, come yogurt e formaggi freschi, vengono consumati moderatamente, fino a 2 volte al giorno.
- La frutta secca come noci, le mandorle e altri tipi di frutta secca vengono consumati quotidianamente, ma con una certa moderazione, a causa del loro alto contenuto calorico.
Vantaggi e Svantaggi della Dieta Mediterranea
Vantaggi:
- Riduzione del rischio malattie di cardiovascolari: la dieta mediterranea essendo una dieta ricca di grassi monoinsaturi aiuta a ridurre i livelli di colesterolo e prevenire l’insorgenza di malattie cardiache.
- Migliore controllo del diabete: la dieta mediterranea è ricca di cereali integrali, frutta, verdura e legumi, che possono aiutare a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
- Migliore salute mentale: la dieta mediterranea è ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e oli vegetali, che aiutano a ridurre il rischio di depressione e migliorare la salute mentale.
- Migliore longevità: la dieta mediterranea è stata associata a una maggiore longevità e un minor rischio di morte prematura
Consigli Aggiuntivi per una Dieta Sana
- Pesati una volta al mese e controlla che il tuo Indice di Massa Corporea (IMC) o Body Mass Index (BMI) ricada nell’intervallo del normopeso.
- Cereali, legumi, verdura e frutta sono alimenti importanti perché apportano carboidrati (soprattutto amido e fibra) ma anche vitamine, minerali e acidi organici. Inoltre, cereali e legumi sono anche buone fonti di proteine.
- Per stare bene è necessario introdurre con l’alimentazione una quantità di grassi equilibrata, senza sbilanciarsi né per eccesso né per difetto.
- Per appagare il desiderio del sapore dolce è preferibile consumare prodotti da forno piuttosto che caramelle, barrette, cioccolata.
- Asseconda sempre il senso di sete e anzi tenta di anticiparlo, bevendo a sufficienza, mediamente 1,5 - 2 litri di acqua al giorno (8 bicchieri).
- Riduci la quantità di sale che si consuma giornalmente.
tags: #dieta #del #biologo #nutrizionista #esempio