Il periodo successivo a un intervento bariatrico è cruciale per il paziente, non solo per le possibili complicanze post-operatorie, ma anche per il necessario adattamento a un nuovo regime dietetico. Rivolgersi a un dietologo specializzato è fondamentale per ricevere le giuste indicazioni, poiché le quantità di cibo sono drasticamente ridotte e la modalità di alimentazione cambia radicalmente.
La chirurgia bariatrica è un intervento efficace per la perdita di peso, ma il suo successo dipende dall’impegno del paziente nel modificare permanentemente la dieta e le abitudini di vita. Questo tipo di interventi non sono però sempre sufficienti ed è in quel caso necessario ricorrere alla chirurgia bariatrica. Essa rappresenta l’opzione terapeutica migliore per quei pazienti con obesità grave (BMI ≥ 40), o moderata (BMI ≥ 35) ma con presenza di comorbidità associate (ad esempio diabete di tipo 2 o malattie cardiovascolari). Per questi pazienti, la chirurgia bariatrica è risultata essere il trattamento più efficace nel lungo termine.
Cos'è l'Obesità?
L’obesità è definita dall’OMS come una malattia cronica, complessa e multifattoriale, caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso che può portare a gravi conseguenze sulla salute. L’obesità rappresenta una delle maggiori sfide sanitarie a livello globale, con una prevalenza in costante aumento. Ad oggi, 1 persona su 8 nel mondo è obesa.
Questa malattia si associa ad una serie di comorbilità (es. diabete, ipertensione, aritmie) ed influenza negativamente la qualità della vita di tutti i giorni, accompagnandosi a problemi di movimento o di sonno. La diagnosi si effettua misurando il BMI, che deve essere maggiore o uguale a 30 nell’adulto. Altre misurazioni, come la circonferenza della vita, possono aiutare nella diagnosi.
Valutazione Nutrizionale Preoperatoria
È ampiamente dimostrato che i pazienti affetti da obesità grave hanno spesso carenze nutrizionali, attribuibili ad un’alimentazione poco varia, di scarsa qualità e molto calorica. Queste carenze si ritrovano a livello dei micronutrienti, come:
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- Ferro
- Vitamina B12
- Vitamina D
- Calcio
- Folati
È quindi fondamentale che il paziente riceva una valutazione nutrizionale prima dell’intervento di chirurgia bariatrica in modo da, se necessario, poter correggere attraverso integratori e cambiamenti nell’alimentazione eventuali carenze nutrizionali. Studi clinici hanno infatti dimostrato come una correzione delle carenze preoperatorie sia importantissima per non sviluppare nuovamente queste carenze nel post operatorio. Inoltre, un’educazione nutrizionale già preoperatoria preparerà i pazienti a seguire la corretta alimentazione che seguirà l’intervento, cruciale per la perdita di peso e per il mantenimento a lungo termine dei risultati.
Dieta Pre Chirurgia Bariatrica
È importante eseguire nelle settimane prima dell’intervento di chirurgia bariatrica una dieta ipocalorica, in grado di apportare benefici sia per l’intervento stesso, sia per il post-operatorio. Infatti, il paziente gravemente obeso presenterà:
- obesità intra-addominale
- fegato grasso e di dimensioni aumentate (epatomegalia ed epatosteatosi)
- parete addominale spessa
Queste caratteristiche possono rendere più difficile l’esecuzione dell’intervento chirurgico, esponendo quindi il paziente a maggiori rischi intraoperatori, ad un intervento di maggior durata e ad una degenza più lunga. Una dieta preoperatoria con calo del 5-10 percento del peso permette di diminuire le dimensioni del fegato e del tessuto adiposo situato intorno agli organi addominali, facilitando l’operazione e diminuendone i rischi. Aiuta inoltre anche nel controllo glicemico, particolarmente utile per i pazienti diabetici. Come dieta preoperatoria spesso si opta per una Dieta Chetogenica.
Tipologie di Interventi di Chirurgia Bariatrica
La chirurgia bariatrica comprende una serie di procedure che mirano a ridurre l’assunzione di cibo e/o l’assorbimento dei nutrienti, contribuendo così a una significativa perdita di peso e al miglioramento delle condizioni di salute associate all’obesità. Questo tipo di interventi possono essere divisi in interventi restrittivi, interventi malassorbitivi e interventi ad azione mista restrittiva-malassorbitiva. In generale, gli interventi di chirurgia bariatrica offrono benefici significativi per il trattamento dell’obesità grave, portando ad:
- Una significativa perdita di peso
- Miglioramento delle comorbidità presenti, come ipertensione o l’apnea del sonno
- Benessere psicofisico
- Migliore qualità della vita
Interventi restrittivi
Mirano a limitare la quantità di cibo che lo stomaco può contenere, andando a ridurne fisicamente le dimensioni. La digestione e l’assorbimento degli alimenti avviene normalmente.
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- Sleeve Gastrectomy: l’intervento consiste nella rimozione dell’80-90% dello stomaco. La parte di stomaco resecata viene poi rimossa. Il chirurgo utilizza un tubo di calibrazione che lo guida nell’esecuzione dell’operazione.
- Bendaggio Gastrico Regolabile: un anello di silicone viene posizionato appena sotto la giunzione gastroesofagea, e collegato tramite un tubicino ad un serbatoio sottocutaneo. L’iniezione nel serbatoio di soluzione fisiologica consente di gonfiare o sgonfiare il bendaggio, regolando quindi il volume dello stomaco.
Interventi malassorbitivi
Agiscono modificando il normale processo di assorbimento dei nutrienti attraverso il tratto digestivo.
- Diversione biliopancreatica: L’intervento combina una grande resezione dello stomaco (se ne asportano circa i 2/3) con una riconfigurazione dell’intestino tenue. Questo viene infatti separato in due tubi diversi, dividendo così il cibo dai succhi digestivi, che si incontreranno solo nell’ultimo tratto prima del colon. Questa separazione per un lungo tratto di intestino tenue fa si che ci sia un ridotto assorbimento degli alimenti e quindi un grande calo ponderale.
Interventi ad azione mista restrittiva-malassorbitiva
- Bypass Gastrico (Roux-en-Y): viene creata una piccola sacca nello stomaco che è collegata direttamente all’intestino tenue, bypassando una grande parte dello stomaco e dell’intestino tenue. È reversibile, in quanto non causa la resezione di nessuna parte dell’intestino o dello stomaco.
- Mini-Bypass Gastrico: simile al bypass gastrico tradizionale, ma con una procedura meno complessa e con una sacca gastrica più lunga. L’intestino tenue viene collegato allo stomaco formando un loop. Presenta un rischio di carenze nutrizionali e complicanze leggermente inferiore rispetto al bypass tradizionale.
Dieta Post Chirurgia Bariatrica: dalla fase liquida a solida
Seguire un corretto regime alimentare dopo l’intervento è cruciale per permettere un corretto recupero dall’operazione stessa. Infatti il ridotto volume dello stomaco e l’edema gastrico che si verifica nel post operatorio rendono molto difficile o impossibile l’assunzione di cibi solidi.
Per questo motivo, i primi giorni dopo l’intervento prevedono una dieta liquida, e il passaggio ai cibi solidi avviene gradualmente nelle settimane successive all’intervento. Il tempo per la progressione verso i cibi solidi dipende dalla tolleranza individuale. È quindi fondamentale affidarsi ad un professionista della nutrizione che possa elaborare un piano alimentare personalizzato, sia per riprendersi al meglio dall’intervento sia per mantenere poi i risultati in maniera duratura.
Seguire queste fasi con attenzione e sotto la guida di un nutrizionista formato è essenziale per garantire un recupero sicuro ed efficace dopo la chirurgia bariatrica.
Fasi della dieta post-operatoria
- Liquidi: Per il primo e secondo giorno si potranno ingerire solo liquidi chiari, come acqua, camomilla, tisane, bevute lentamente e non più di mezzo bicchiere per volta. Dopo qualche giorno, il paziente potrà provare ad introdurre altri tipi di liquidi, come latte magro, succhi non zuccherati, thè, gelatina senza zuccheri. La fase successiva inizia quando la persona sarà in grado di tollerare questi alimenti, e in genere si verifica dopo circa 1 settimana dall’intervento.
- Cibi frullati: In questa seconda fase si potranno ingerire cibi frullati e purea, con consistenza liquida e senza quindi pezzi solidi nella miscela. Esempi di alimenti consumabili: carni magri, pescato, uova, verdure cotte, fiocchi di latte, fagioli.
- Cibi morbidi: Dopo un periodo di tempo variabile a seconda del singolo individuo, e dopo il parere favorevole del medico, è possibile tornare ad introdurre gradualmente i cibi solidi nella dieta. Bisognerà provare un alimento alla volta per essere sicuri di riuscire a tollerarlo. Le porzioni saranno sempre piccole.
- Dieta completa ed equilibrata: Dopo circa tre mesi il paziente sarà in grado di avere nuovamente una alimentazione completa ed equilibrata. Cionostante, alcuni alimenti potrebbero ancora non essere tollerati. Per questo è sempre importante provare un nuovo alimento alla volta.
Linee Guida comportamentali
- Masticare accuratamente e lentamente il cibo
- Smettere di mangiare appena si avverte la sensazione di sazietà
- Non bere durante i pasti ma tra un pasto e l’altro
- Assumere 1,5-2 litri di acqua al giorno per prevenire la disidratazione
- Aspettare un ragionevole lasso di tempo prima di andare a dormire dopo aver mangiato
- Consumare 3 pasti principali e 2 spuntini al giorno
- Non bere bevande gassate
- Non usare condimenti troppo elaborati ed evitare cibi che possono irritare lo stomaco (spezie come pepe o peperoncino)
- Limitare il più possibile l’assunzione di bevande alcoliche
- Evitare cibi fritti e di cucinare con grassi in cottura
Chirurgia bariatrica, carenze e integrazione
La chirurgia bariatrica, pur essendo un intervento efficace per la perdita di peso, può comportare diverse carenze nutrizionali che è importante controllare ed eventualmente integrare.
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Carenza di proteine
La carenza proteica può essere determinata da vari fattori, come il vomito persistente, la diarrea, la difficoltà nel tollerare determinati cibi, il ridotto intake, un minore assorbimento. La sufficiente integrazione proteica è fondamentale per non perdere massa magra e massa muscolare durante la rapida perdita di chili che segue l’intervento. Le linee guida raccomandano l’assunzione di:
- 60-120 g/die di proteine per le procedure esclusivamente restrittive
- 80-120 g/die per le procedure malassorbitive
Per raggiungere questi valori potrebbe quindi essere necessario assumere delle integrazioni.
Carenze di micronutrienti
Sono più comuni in quelle tipologie di interventi di chirurgia bariatrica che inducono malassorbimento. Cionostante, le cattive abitudini alimentari e le difficoltà nell’ingerire determinati alimenti possono portare a deficit nutrizionali anche nei pazienti sottoposti a interventi restrittivi.
I micronutrienti che vanno a mancare più frequentemente sono:
- Ferro
- Vitamina B12
- Calcio e Vitamina D
- Folati (Vitamina B9)
- Vitamine A, E, K la cui integrazione sarà necessaria nei pazienti sottoposti a diversione biliopancreatica.
Anche in questo caso, multivitaminici e minerali possono essere dei preziosi alleati per reintrodurre i micronutrienti di cui si è carenti. In generale, è importante per il paziente seguire una dieta quanto più più possibile varie equilibrata, e sottoporsi a periodici controlli di laboratorio per monitorare i livelli di nutrienti ed intervenire tempestivamente nel caso in cui venissero riscontrate carenze.
Effetti Collaterali dopo l’intervento di Chirurgia Bariatrica
La chirurgia bariatrica, pur essendo efficace per la perdita di peso e il miglioramento delle comorbidità, può comportare una serie di effetti collaterali. Conoscere e gestire questi effetti è cruciale per il recupero e la qualità della vita dei pazienti post-intervento.
Dumping Syndrome
Questa complicanza interessa gli interventi di sleeve gastrectomy e di bypass gastrico. Essa si verifica quando cibi, soprattutto ricchi di zuccheri o grassi, transitano troppo rapidamente direttamente dallo stomaco all’intestino tenue, passando per la sacca gastrica costruita durante l’intervento stesso.
- Sintomi: nausea, vomito, vertigini, sudorazione, diarrea
- Gestione: mangiare piccoli pasti frequenti, limitare i cibi ad alto contenuto di zuccheri o grassi, consumare pasti ricchi di fibre e proteine, bere liquidi tra un pasto e l’altro e non durante
Nausea, vomito e singhiozzo
- Cause: ingestione di eccessiva quantià di cibo oppure cibo mangiato troppo velocemente o senza masticarlo adeguatamente.
- Gestione: mangiare lentamente, masticare bene, evitare cibi difficili da digerire.
Disidratazione
- Cause: non dover bere durante i pasti e la difficoltà a riuscire a ingerire grandi quantità di liquidi in una sola volta
- Gestione: Bere almeno 1,5-2 litri d’acqua al giorno ed altri liquidi a basso contenuto calorico frequentemente durante il giorno, evitando bevande gassate e caffeinate.
Costipazione
- Cause: può verificarsi se non si mangia una sufficiente quantità di fibra o se non si fa abbastanza esercizio fisico. Può anche acuirsi una situazione di stitichezza già precedente.
- Gestione: aumentare l’assunzione di fibre, bere molti liquidi, fare attività fisica regolare.
Blocco della tasca gastrica
- Cause: deposito alimentare nell’area dove è stata fatta la connessione tra stomaco ed intestino tenue, che causa un vero e proprio blocco. Se i sintomi persistono è importante rivolgersi al medico curante.
- Sintomi: nausea, vomito, dolori addominali
- Gestione: rivolgersi al medico se i sintomi persistono. Sospendere l’assunzione di cibi solidi fino al consulto medico.
Infine, potrebbe verificarsi una mancata perdita di peso o un suo riguadagno. Per questo motivo è importante farsi accompagnare nel percorso da un professionista della nutrizione, per ottenere i risultati desiderati e mantenerli nel tempo.
Esempio di alimentazione a lungo termine
Nello specifico, all’inizio è importante frazionare i pasti in 6-7 momenti diversi della giornata, riducendone le dimensioni, ed utilizzare alimenti ad elevato contenuto proteico, come yogurt, carne liofilizzata o formaggi cremosi, per evitare la perdita di massa muscolare. Restano sempre valide invece le indicazioni di mangiare lentamente, masticando con cura ogni boccone, mantenere una posizione eretta durante e dopo il pasto e fermarsi immediatamente non appena sopraggiunge il senso di sazietà.
Bere acqua o tisane non zuccherate è molto importante, ma va fatto lontano dai pasti per evitare proprio di anticipare il senso di sazietà riempiendo lo stomaco con un volume a cui non corrisponde apporto nutrizionale e che impedirebbe di consumare il giusto quantitativo di cibo. Se un alimento provoca una reazione di rigetto è importante fare un secondo tentativo dopo qualche giorno, per evitare di escluderlo completamente senza che ce ne sia davvero bisogno e mantenere così una dieta liquida.
Ogni giorno possono poi essere consumate due porzioni di quantità ridotta a seconda della tolleranza di verdura cotta o cruda (saltuariamente sostituibile con legumi), e 200g di frutta matura e senza buccia. Tra i condimenti sono da preferire l’olio d’oliva o di semi, le erbe aromatiche, le spezie, l’aceto, il succo di limone. Con moderazione possono essere anche consumati prodotti dolcificati con saccarina, ciclamato di sodio, stevia. Va evitato lo zucchero da tavola e tutti i dolcificante del commercio a base di sorbitolo.
Tra i liquidi non danno problemi brodi di carne e vegetali, tisane senza zucchero, tè e caffè senza caffeina, mentre le loro versioni normali vanno consumate con moderazione.