Dieta per l'Ernia Iatale: Cosa Mangiare e Cosa Evitare

L'ernia iatale è una condizione patologica dovuta al passaggio di una parte dello stomaco dall'addome al torace, attraverso un foro del diaframma. Implicati sono lo stomaco e lo iato, una piccola apertura localizzata sul muscolo diaframma, attraverso cui passa l’esofago che deve portare liquidi e cibi dalla bocca verso lo stomaco. Può capitare che lo iato per qualche ragione si indebolisca, ovvero si allarghi, consentendo a una piccola parte dello stomaco di fuoriuscire da questa fessura e di protendersi verso l’alto, in direzione della cassa toracica.

La correlazione tra questo disturbo e la dieta è molto stretta: l’ernia iatale coinvolge infatti lo stomaco e l’esofago. È una condizione piuttosto comune, in particolare tra le persone anziane, caratterizzata dal passaggio di una porzione dello stomaco nel torace. Le cose si complicano quando all’ernia iatale si accompagna il reflusso gastroesofageo con gli acidi contenuti nello stomaco che risalgono e raggiungono l’esofago: è la stessa ernia che lo favorisce.

Anche se una buona percentuale di pazienti affetti da ernia iatale non lamenta alcun sintomo, l'osservanza delle giuste regole dietetiche e comportamentali risulta importante per evitare che l'ernia cresca di dimensioni.

L'Importanza dell'Alimentazione per l'Ernia Iatale

L’attenzione all’alimentazione per l’ernia iatale è ancor più importante che in condizioni normali, poiché è una patologia che riguarda l’apparato gastrointestinale. Una dieta poco equilibrata o ricca di cibo “spazzatura” è tra le prime cause che possono aumentare i disturbi.

Solitamente le prime misure da adottare per ottenere un miglioramento consistono nel modificare il proprio stile di vita: la sedentarietà e abitudini alimentari scorrette generano peggioramenti. Al contrario, uno stile di vita sano, in cui si prediligono determinati alimenti e si mantiene il corpo in movimento, aiuta ad andare verso un miglioramento.

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Cosa Non Mangiare con l'Ernia Iatale: Alimenti da Evitare

Come approccio generale per scegliere cosa non mangiare con l’ernia iatale è necessario ridurre l’apporto di alimenti che favoriscono l’acidità, pertanto i cibi da evitare sono:

  • Cibi grassi: sono spesso causa di reflusso ma anche di un peggioramento dei sintomi perché stimolano la produzione di una maggiore quantità di acido nel corso della digestione. Particolarmente dannosi sono i cibi ricchi di grassi saturi, quindi latticini, burro, panna, formaggio fresco, insaccati, carne di maiale e i fritti. Allo stesso modo vanno evitati anche le preparazioni a base di carne che richiedono molte ore di cottura, come stufati, spezzatini, brasati e ragù.
  • Agrumi: Arance, pompelmi e limoni, succo d’arancia e di mirtillo, pomodoro e sugo e salsa, ma anche tutti gli alimenti a base acida, sono da eliminare o da ridurre significativamente nella dieta.
  • Cibi piccanti: in cima alla lista fra i cibi ‘irritanti’, specie per l’esofago, ci sono il pepe e il chily.
  • Menta e cioccolato: questi due alimenti golosi contengono sostanze chimiche ‘nocive’ che possono stimolare il rilascio di acidi nello stomaco e far rilassare il cardias. Attenzione alla menta che viene spesso indicata (soprattutto come bibita) come “da evitare” perché sembra ridurre il tono della valvola tra stomaco ed esofago.
  • No alla caffeina e alla teina: quindi a caffè, thè, alcool, e ogni altra bevanda che possa contenere queste sostanze. Limitare l’uso di thè, caffè, bibite gassate, bibite contenenti caffeina, succhi di frutta (arancio, pompelmo, limone, ananas, pomodoro).
  • Altri alimenti da evitare: Evitare metodi di cottura lunghi, bolliti, stufati e fritti. Tra gli alimenti da non mangiare ricordiamo la pizza. Questi alimenti concorrono ad un rallentamento della digestione e dello svuotamento dello stomaco, con conseguente aumento dell’acidità di stomaco e i disturbi dell’ernia iatale.

Cosa Mangiare con l'Ernia Iatale: Alimenti Consigliati

Dopo aver visto gli alimenti da evitare, vediamo cosa mangiare con l'ernia iatale e quali sono gli alimenti consigliati:

  • Cereali e derivati: tra i quali preferire riso integrale, cous cous, pane di segale e multicereali. Pasta e riso si possono mangiare con sughi e condimenti leggeri. Per la prima colazione vanno bene biscotti secchi, marmellate e miele.
  • Frutta e verdura: sono da scegliere con attenzione perché possono favorire il miglioramento o il peggioramento dei sintomi. Sì a pere, banane, mele, avocado, papaja, kiwi, carote, cavolo, broccoli. Soprattutto le mele, le banane e le patate dovrebbero essere parte integrante della dieta perché svolgono una azione lenitiva sulle pareti dello stomaco; si possono usare anche pere e frutta secca (con moderazione visto il suo alto apporto calorico) e per verdure asparagi, carciofi, zucchine e carote. Alcuni frutti sono meglio, per l’ernia iatale, quelli esotici. Tutte le verdure vanno bene in quanto le fibre indigeribili sono molto utili per facilitare il regolare transito intestinale.
  • Sale: Insaporire le pietanze con quello iodato. L’uso regolare di sale arricchito di iodio fa bene all’ernia iatale, ma occorre fare attenzione se si soffre di pressione arteriosa.
  • Latticini: Per quanto riguarda latte e derivati, tra quelli che possono essere consumati, troviamo latte parzialmente scremato, formaggi magri, formaggi di soia; yogurt con moderazione. Il latte non è controindicato in quanto, essendo un cibo alcalino, neutralizza l’acidità del reflusso. Meglio il latte scremato poiché il latte intero è ricco di grassi, proteine e calcio che aumentano l’acidità gastrica e rallentano lo svuotamento dello stomaco. Quindi, non esagerare con il latte in quanto dopo un immediato beneficio si ha una veloce ricomparsa dei sintomi. Tra i formaggi sono più adatti quelli freschi (come ricotta o mozzarella).
  • Carni e pesce: Scegliere carni magre e non processate. Le carni più indicate sono quelle bianche (tacchino, pollo) e quelle magre (vitello e coniglio). Attenzione alle carni grasse (maiale) e quelle affumicate. Tra gli affettati si possono mangiare la bresaola e il prosciutto (sia crudo che cotto). Gli insaccati vanno evitati o assunti con molta moderazione. Sì al consumo di pesce. Il pesce è ricco di omega 3 che apporta particolari benefici all’apparato gastrico. Vanno bene tutti i tipi di pesce (sia fresco che surgelato).

Rimedi e Consigli Aggiuntivi

Insieme alla dieta, occorrerebbe seguire anche alcuni comportamenti corretti correlati per lo più ad abitudini culinarie, della quotidianità e/o allo stile di vita.

  • Frazionare i pasti: In particolare sarebbe bene ridurre la ‘sostanza’ dei pasti e renderli più frequenti, dando il giusto tempo alla digestione, specie alla sera. Quindi, pasti piccoli e frequenti ed evitare la classica “abbuffata”.
  • Attendere prima di coricarsi: Ovvero lasciando passare almeno 2 o 3 ore dalla cena prima di coricarsi. Mai affrontare la notte subito dopo un lauto pasto! Attendere almeno due o tre ore dal termine del pasto prima di coricarsi per il riposo notturno.
  • Masticare lentamente: Si consiglia di masticare bene e mangiare lentamente. La triturazione del cibo e l’azione della saliva (che contiene enzimi digestivi) facilitano la successiva funzione gastrica. Tutto quello che viene mangiato in fretta (il classico panino “al volo”) allunga il lavoro dello stomaco.
  • Attenzione al peso: Mangiare bene significa fare attenzione a non aumentare o a perdere peso, se necessario. Infatti anche l’obesità aumenta la pressione sull’addome e conseguentemente tutte le implicazioni digestive e non. In caso di obesità e sovrappeso l’aumento della pressione intraddominale, premendo contro le pareti dello stomaco, favorisce la risalita del contenuto gastrico.
  • Attività fisica: Il moto fa bene, evitando però, specie in palestra, esercizi per gli addominali e nella quotidianità cercare di chinarsi il meno possibile e non indossare cinture strette e ventriere.
  • Riposo: Anche il riposo ‘comodo’ ha la sua importanza. Sarebbe infatti indicato alzare l’appoggio per il tronco e la testa di circa 20-30 centimetri, mettendo dei cuscini o dei supporti sotto il materasso. Una piccola strategia che aiuta a tenere gli acidi lontano dallo stomaco durante il sonno. Per evitare disturbi durante il sonno evitare posizioni a pancia in giù e aumentare il numero dei cuscini.
  • Condimenti: evitare il burro, strutto e dado. Meglio condire solo con olio d’oliva (meglio se extra-vergine). Fritti e soffritti dovrebbero essere evitati.

In ogni caso è importante abbinare un’alimentazione corretta, fare esercizio fisico, riposare e ridurre ansia e stress.

E se tutto questo non bastasse, sotto consiglio medico, è possibile ricorrere a una eventuale terapia farmacologica con antiacidi e/o farmaci che riducono specificamente la produzione acida gastrica.

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