Dieta per Reflusso: Cosa Mangiare a Colazione

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo comune che può colpire persone di ogni età. Si manifesta quando gli acidi dello stomaco risalgono nell'esofago, provocando una sensazione di bruciore nota come pirosi o bruciore di stomaco. Sebbene esistano farmaci per gestire il reflusso, l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione e gestione dei sintomi.

Reflusso Gastroesofageo: Cos'è e Come si Manifesta

Il reflusso gastroesofageo è un fenomeno caratterizzato dalla risalita dei succhi gastrici (acidi), prodotti dallo stomaco, verso l’esofago e che, nei casi più gravi, arrivano fino in gola. In caso di reflusso gastroesofageo si sperimenta spesso una sensazione di bruciore retrosternale che può salire fino alla gola e in alcuni casi anche a uno o a entrambe le orecchie. Un altro sintomo del reflusso è la tosse cronica, causata da una irritazione a carico della gola e che può essere accompagnata da una sensazione di nodo alla gola, difficoltà nella deglutizione e modifiche del timbro della voce.

Le cause del reflusso possono variare: dal consumo di pasti abbondanti e grassi a cattive abitudini alimentari, stress, o problemi anatomici come un'ernia iatale. Ma perché la valvola che separa stomaco ed esofago si indebolisce? La perdita di tono del muscolo dello sfintere esofagero può dipendere da fattori anatomici, ernia iatale o da alcune condizioni e abitudini. Ad esempio, si può soffrire di reflusso in gravidanza o in caso di sovrappeso e obesità a causa di una eccessiva pressione nell’area addominale, oppure può essere una conseguenza di scorrette abitudini alimentari o legate allo stile di vita.

Reflusso Laringo-Faringeo: Una Variante Meno Conosciuta

Difficoltà di deglutizione e tosse insistente sono tra i sintomi tipici di una forma di reflusso meno conosciuta, quella laringo-faringea. Il reflusso laringo-faringeo è un tipo di reflusso che coinvolge il malfunzionamento dello sfintere esofageo superiore, situato tra la laringe e l’esofago. Esiste però un secondo tipo di reflusso, quello legato al malfunzionamento dello sfintere esofageo superiore. Tutti gli altri sono tipici del reflusso laringo-faringeo.

La raccolta di informazioni sulla storia clinica del paziente e l’esame obiettivo possono portare il medico a sospettare questa patologia, ma la diagnosi va confermata attraverso la fibroendoscopia, durante la quale si utilizza un tubo flessibile collegato a una telecamera che, introdotto per via nasale, consente di ispezionare le vie aeree superiori fino al di sotto delle corde vocali.

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Consigli Generali per Gestire il Reflusso con l'Alimentazione

Una strategia è quella di fare piccoli pasti più volte al giorno, evitando di riempire troppo lo stomaco. Mangiare troppo e troppo in fretta può far pressione sullo sfintere esofageo inferiore, facilitando la risalita degli acidi. È anche consigliabile cenare almeno 2-3 ore prima di coricarsi, per dare il tempo allo stomaco di digerire correttamente. In caso di obesità e sovrappeso l’aumento della pressione intraddominale, premendo contro le pareti dello stomaco, favorisce la risalita del contenuto gastrico.

Si consiglia di masticare bene e mangiare lentamente. La triturazione del cibo e l’azione della saliva (che contiene enzimi digestivi) facilitano la successiva funzione gastrica. Tutto quello che viene mangiato in fretta (il classico panino “al volo”) allunga il lavoro dello stomaco. Quindi, pasti piccoli e frequenti ed evitare la classica “abbuffata”. Mai affrontare la notte subito dopo un lauto pasto! Sappiamo adesso come e cosa mangiare ma…..

Inoltre, un’alimentazione irregolare e la mancanza di uno stile di vita sano possono essere alla base di queste problematiche. L’alimentazione, inoltre, ha un senso se il soggetto ha un buon stile di vita. È importante controllare l’apporto calorico, mantenere un peso ideale, idratarsi adeguatamente, e preferire metodi di cottura che utilizzano meno grassi.

Cosa Mangiare a Colazione in Caso di Reflusso

Per la prima colazione vanno bene biscotti secchi, marmellate e miele. Evitare quelli farciti con creme o cioccolato. E preferire i biscotti secchi e piccole quantità di marmellata alla frutta. Fiocchi d'avena: Sono una buona scelta perché aiutano a mantenere la sensazione di sazietà senza stimolare eccessivamente la produzione di acido.

Il latte non è controindicato in quanto, essendo un cibo alcalino, neutralizza l’acidità del reflusso. Meglio il latte scremato poiché il latte intero è ricco di grassi, proteine e calcio che aumentano l’acidità gastrica e rallentano lo svuotamento dello stomaco. Quindi, non esagerare con il latte in quanto dopo un immediato beneficio si ha una veloce ricomparsa dei sintomi.

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Alimenti Consigliati e da Evitare

Scegliere cibi che non aggravano il reflusso è essenziale per evitare i sintomi sgradevoli. Si consigliano carni bianche e magre, pesce, formaggi freschi, latte scremato, uova alla coque, biscotti secchi, olio d’oliva, e abbondanti porzioni di frutta e verdura. Tra le verdure, che non dovrebbero mai mancare nella dieta abituale, contro il reflusso si possono consumare verdure a foglia verde come gli spinaci, il cavolo nero, le biete o bietole.

Chi soffre di reflusso gastroesofageo può avere una riduzione dei sintomi limitando o evitando alcuni alimenti e bevande. Limitare l’uso di thè, caffè, bibite gassate, bibite contenenti caffeina, succhi di frutta (arancio, pompelmo, limone, ananas, pomodoro). Attenzione alla menta che viene spesso indicata (soprattutto come bibita) come “da evitare” perché sembra ridurre il tono della valvola tra stomaco ed esofago.

Condimenti: evitare il burro, strutto e dado. Meglio condire solo con olio d’oliva (meglio se extra-vergine). Fritti e soffritti dovrebbero essere evitati .

Tra le fonti di carboidrati, oltre all’avena e ai cereali integrali si possono includere anche le patate, ricche di amido dall’azione emolliente utile in caso di disturbi gastrointestinali. Frutta a guscio come le noci, le mandorle, le nocciole e semi oleosi come quelli di lino sono indicati anche nella dieta di chi soffre di reflusso.

Altri Consigli Utili

Bere acqua naturale non gassata: l’acqua diluisce i succhi gastrici e quindi protegge lo stomaco. Attenzione alle bevande alcoliche ! Da evitare assolutamente i superalcolici. No al vino bianco, meglio un bicchiere di rosso. Attenzione agli abbinamenti dei cibi in particolare evitare prodotti che contengono proteine con diversa provenienza come nel caso di uova e legumi oppure di carne e formaggi.

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Evitare di mangiare subito prima di andare a dormire, in quanto il processo digestivo non è completato e la posizione orizzontale può favorire la risalita dei succhi gastrici nell’esofago. Controllare il peso corporeo, evitando le condizioni di sovrappeso e obesità, in quanto i chili in eccesso rappresentano uno dei principali fattori di rischio per la risalita dei succhi gastrici.

Cosa Mangiare con Reflusso Gastrico, Biliare ed Esofagite da Reflusso

Cosa mangiare con il reflusso gastrico, il reflusso biliare e l’esofagite da reflusso? Sia la scelta di quali cibi evitare e cosa mangiare con il reflusso, sia il seguire uno stile di vita sano e mangiare pasti piccoli e frequenti, sono attenzioni fondamentali per il trattamento di questi disturbi. La scelta di cosa mangiare per calmare il reflusso gastroesofageo, il reflusso biliare e l’esofagite da reflusso è importante perché può aiutare a contrastarne i sintomi.

Il reflusso biliare, invece, è caratterizzato dalla risalita della bile verso lo stomaco e nei casi più gravi verso l’esofago. La bile è la sostanza prodotta dal fegato che si concentra nella cistifellea, prima di essere rilasciata nella prima parte dell’intestino (duodeno) per digerire i grassi, subito dopo lo stomaco. L’esofagite da reflusso è un’infiammazione, momentanea o persistente nel tempo, dell’esofago, il condotto che porta il cibo dalla bocca allo stomaco.

Terapia Farmacologica e il Ruolo del Microbiota

La terapia farmacologica può includere l’uso di inibitori della pompa protonica o antagonisti dei recettori H2 per ridurre la produzione di acido. Si tratta di farmaci che, con un meccanismo diverso, sono in grado di impedire la produzione di acido cloridrico da parte delle cellule della mucosa gastrica.

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha iniziato a esplorare in modo approfondito il legame reflusso laringo-faringeo e i trilioni di microrganismi che abitano il nostro corpo. I ricercatori hanno analizzato la differenza nella composizione del microbiota laringofaringeo tra pazienti affetti da questo tipo di reflusso e individui sani. I pazienti con reflusso laringo-faringeo presentavano una maggiore abbondanza di Prevotella, un batterio noto per la sua capacità di promuovere l’infiammazione, rispetto ai soggetti sani. Al contrario, batteri come Fusobacterium e Porphyromonas erano meno presenti nei pazienti. Oltre alla composizione del microbiota, lo studio ha esplorato l’impatto di vari fattori di rischio sulla salute del tratto laringofaringeo. Secondo i ricercatori le abitudini alimentari giocano un ruolo importante perché possono alterare il microbiota contribuendo così alla progressione della malattia.

Esempio di Dieta Ipocalorica per Reflusso

Di seguito un esempio di dieta ipocalorica per una persona in sovrappeso con reflusso:

Parametro Valore
Sesso M
Età 40
Statura 182 cm
Circonferenza polso 18,1 cm
Costituzione Robusta
Statura/polso 10,1
Tipo morfologico Normolineo
Peso 85 kg
Indice di massa corporea 25,7 (Sovrappeso)
Peso fisiologico desiderabile 79,8 kg
Metabolismo basale 1805 kcal
Dispendio energetico 2545,1 kcal
Dieta IPOCALORICA - 10% 1780 kcal
Lipidi 25% (445kcal, 49,4g)
Proteine 1,2g/kg * peso fisiologico

NB. Eventualmente, ridurre il sovrappeso Ripartire maggiormente i pasti riducendone il volume Eliminare gli alimenti che promuovono la secrezione gastrica (nervini: caffè, tè, alcolici) Eliminare spezie e bevande gassate Eliminare/ridurre al minimo i pasti molto grassi Eliminare/ridurre al minimo i cibi proteici poco digeribili, quindi crudi o con cottura prolungata Eliminare/ridurre al minimo i cibi molto freddi o molto caldi Eliminare/ridurre al minimo cioccolata, menta, cipolla e aglio.

La malattia da reflusso gastro-esofageo deve essere anche associata ad alcune abitudini ben precise; ad esempio: abolizione del fumo di sigaretta, eliminazione degli abiti troppo stretti, mantenimento della postura eretta durante e dopo i pasti, masticazione prolungata, coricarsi almeno 3 ore dopo il pasto e la non esecuzione di sforzi fisici subito dopo il pasto.

Importante: Se i sintomi del reflusso interferiscono notevolmente sulla qualità della vita del paziente e/o non sembrano migliorare nonostante l’adozione di strategie pensate per la gestione degli stessi, è importante sottoporsi a una visita medica presso uno specialista in gastroenterologia.

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