Il Dietista Libero Professionista: Requisiti, Competenze e Aspetti Fiscali

Avere un corretto stile di vita e abitudini alimentari sane è un'esigenza sentita da un numero crescente di persone, di tutte le età. Siamo sempre più consapevoli dell'importanza di seguire un regime alimentare equilibrato e del ruolo che la nutrizione ha nel mantenere uno stato di salute ottimale. Professionisti esperti come i nutrizionisti possono essere di grande aiuto per migliorare il benessere psico-fisico individuale.

Il dietista è il professionista sanitario esperto in nutrizione e alimentazione. Difatti questa figura professionale svolge in autonomia un'attività educativa e di informazione finalizzata alla prevenzione e al miglioramento della qualità della vita, sia per il singolo sia per la collettività.

Formazione e Abilitazione Professionale

Per poter svolgere la professione è necessario essere in possesso del diploma di laurea di primo livello in Dietistica (abilitante alla professione sanitaria di dietista), conseguito ai sensi dell’art. 6, comma 3, del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n.

Il percorso di formazione prevede il conseguimento della Laurea in Dietistica (classe L-SNT/03) - afferente alla Facoltà di Medicina e Chirurgia oppure essere in possesso di un titolo del previgente ordinamento riconosciuto equipollente o equivalente.

L’accesso al corso di laurea in Dietistica è a numero chiuso e programmato.

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Dallo studio dei fondamenti biomedici, dei principi generali dell’economia e della bioetica, della disciplina professionale, che già permettono le prime esperienze di pratica diretta, il percorso prevede poi l’insegnamento delle malattie del metabolismo e dell’apparato digerente.

La formazione universitaria può proseguire con il corso di Laurea Magistrale Scienze delle Professioni Sanitarie Tecnico-Assistenziali, oppure frequentando master di primo e secondo livello.

Ambiti di Competenza

È il D.M. n. 744 del 1994 a stabilire ambiti e competenze professionali del dietista, la sua figura e il suo relativo profilo professionale. Come detto, il dietista è l’operatore sanitario che svolge la sua attività professionale nel campo dell’alimentazione e della nutrizione allo scopo di rivedere e migliorare le abitudini alimentari del singolo e della collettività, educando per esempio all’adozione di stili di vita più salutari, elaborando programmi alimentari volti a impartire le buone pratiche in ambito nutrizionale.

Gli specifici atti di competenza, secondo il profilo professionale D.M. 744 del 1994, sono:

  • organizza e coordina le attività specifiche relative all’alimentazione in generale e alla dietetica in particolare;
  • collabora con gli organi preposti alla tutela dell’aspetto igienico sanitario del servizio di alimentazione;
  • elabora, formula ed attua le diete prescritte dal medico e ne controlla l’accettabilità da parte del paziente;
  • collabora con altre figure al trattamento multidisciplinare dei disturbi del comportamento alimentare;
  • studia ed elabora la composizione di razioni alimentari atte a soddisfare i bisogni nutrizionali di gruppi di popolazione e pianifica l’organizzazione dei servizi di alimentazione di comunità di sani e di malati;
  • svolge attività didattico - educativa e di informazione finalizzate alla diffusione di principi di alimentazione corretta tale da consentire il recupero e il mantenimento di un buono stato di salute del singolo, di collettività e di gruppi di popolazione.

Il Dietista svolge con autonomia professionale le procedure tecniche e l’attività tecnico-assistenziale, come da art.3 comma 1 L.

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Iscrizione all'Albo e Concorsi Pubblici

Per poter esercitare la professione, sia come dipendente sia come libero professionista, il dietista deve essere iscritto all’Albo di appartenenza, come da D.M.. Come per tutte le altre professioni sanitarie, l’accesso nel Servizio Sanitario Nazionale e in altri Enti pubblici è sottoposto al superamento di un concorso pubblico.

Le prove di concorso generalmente consistono in:

  • prova scritta: verte sulla soluzione di quesiti a risposta sintetica o questionario a risposta multipla inerenti argomenti relativi ai contenuti e metodi specifici della professione del dietista in tutte le aree di possibile intervento.
  • prova pratica: consiste nell’esecuzione di tecniche specifiche relative alla materia oggetto del concorso o nella predisposizione di atti connessi alla qualificazione professionale. Può consistere anche nella soluzione di quesiti a risposta sintetica o multipla
  • prova orale: verte sulle materie oggetto della prova scritta e della prova pratica.

Esempio di Quesiti Concorsuali

  • Al Dietista viene richiesto, presso l’ambulatorio dedicato, la valutazione di un paziente adulto affetto da insufficienza renale cronica quarto stadio. Si descriva il piano di trattamento dietetico nutrizionale.
  • Al Dietista viene richiesta la valutazione di una paziente di 16 anni affetta da DCA, anoressia nervosa di tipo restrittivo, con un indice di massa corporea (B.M.I.) inferiore a 16.

Dietista Libero Professionista: Aspetti Fiscali e Partita IVA

Se stai cercando informazioni su come avviare l’attività di dietista libero professionista, la domanda che probabilmente ti frulla per la testa è: “Devo aprire partita IVA?” La risposta breve è Sì, se vuoi esercitare la professione in modo autonomo.

Ma perché è così allettante per noi professionisti della nutrizione l'apertura della Partita IVA?

Vantaggi del Regime Forfettario

  • Imposta sostitutiva vantaggiosa: Invece delle classiche aliquote IRPEF a scaglioni, pagherai un'unica imposta sostitutiva con un'aliquota agevolata generalmente del 15% (o addirittura del 5% per i primi 5 anni se rispetti determinati requisiti).
  • Esenzione IVA: Non dovrai preoccuparti di addebitare, riscuotere e versare l'IVA.
  • Contabilità semplificata: Dimentica registri complicati e mille scartoffie. Con il forfettario, la contabilità è ridotta all'osso. Non dovrai applicare l'IVA in fattura, non dovrai tenere la contabilità analitica e la dichiarazione dei redditi è semplificata.
  • Determinazione forfettaria del reddito imponibile: Non dovrai calcolare analiticamente costi e ricavi. Il tuo reddito imponibile sarà determinato applicando un coefficiente di redditività (che per le attività professionali è generalmente del 78%) al tuo fatturato.
  • Niente ritenuta d'acconto: Non subirai la ritenuta d'acconto da parte dei tuoi clienti (anche se dovrai specificarlo in fattura).

Il regime fiscale forfettario per un dietista è vantaggioso. Ma attenzione, però. Il forfettario non è per tutti.

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Limiti del Regime Forfettario

  • Limite di fatturato: Il tuo fatturato da dietista dell'anno precedente (2024) non deve aver superato gli 85.000 euro.

Come Aprire la Partita IVA

Aprire la partita IVA è più semplice di quanto pensi. Il codice ATECO è come il tuo "timbro fiscale", identifica univocamente la tua attività. È fondamentale scegliere il codice ATECO corretto al momento dell'apertura della partita IVA.

86.90.29 - Altre attività paramediche indipendenti nca: Se sei dietista, questo è il codice corretto da utilizzare. Attenzione: anche se sei un dietista, non usare codici generici o riferiti ad altre professioni sanitarie.

L'apertura di una partita IVA in regime forfettario ha costi generalmente contenuti. Se ti affidi a un commercialista per l'apertura, dovrai ovviamente considerare il suo onorario, che può variare a seconda del professionista.

Imposte e Contributi

Come accennato, se sei un dietista in regime forfettario, si pagherà un'imposta sostitutiva sul tuo reddito imponibile. Si calcola sul reddito imponibile (cioè il 78% del fatturato forfettario).

  1. Contributo soggettivo (15%): Calcolato sul reddito imponibile. Ha un minimo fisso di 1.126 €.
  2. Contributo integrativo (4%): Applicato al fatturato. Va aggiunto in fattura al cliente.

Fatturazione in Regime Forfettario

Emettere fatture in regime forfettario è più semplice rispetto al regime ordinario.

  • Descrizione della prestazione: Dettagliata (es. "Consulenza nutrizionale personalizzata").
  • Dicitura obbligatoria: "Regime forfettario di cui all'art. 1, commi da 54 a 89, della legge n.".
  • Assenza di IVA e ritenuta d'acconto: Non devi indicare l'IVA e devi specificare che non applichi la ritenuta d'acconto (es. "Si richiede la non applicazione della ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, della legge n.").

Ma, quanto guadagna un dietista con partita IVA? Avere la partita IVA da dietista in regime forfettario è un passo fondamentale, ma non l'unico. Se sogni di aprire il tuo studio, dovrai pensare anche a permessi, locali a norma, assicurazione, attrezzature, marketing e... E qui entra in gioco un vero alleato: un software come Forfè Manager, che ti aiuta a gestire contabilità, fatture, scadenze e limiti di fatturato senza perdersi tra mille fogli Excel. Perché sì, il forfettario è semplice… finché non ti ritrovi con la calcolatrice in mano alle 22 di sera.

Regime Ordinario vs. Regime Forfettario

  • Ordinario: Paghi l’IRPEF con il sistema degli scaglioni progressivi di reddito e percentuali che vanno dal 23% al 43%. Le percentuali si applicano al tuo imponibile fiscale che si calcola sottraendo al totale dei tuoi ricavi i costi che hai dovuto sostenere per la tua attività e i contributi che hai versato l’anno precedente.
  • Forfettario: Paghi un’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni di attività e non devi applicare l’IVA ai tuoi prezzi. Con questo regime fiscale non potrai scaricare le spese effettivamente sostenute per la tua attività ma solo una quota determinata forfettariamente secondo un valore detto coefficiente di redditività che per lavorare come dietista è del 78%, e poi sottrarre i contributi pagati l’anno precedente.

Tabella Riassuntiva: Regime Fiscale per Dietisti

Caratteristica Regime Ordinario Regime Forfettario
Imposta sul reddito IRPEF a scaglioni (23% - 43%) Imposta sostitutiva (15% o 5%)
IVA Applicazione e versamento IVA Esenzione IVA
Contabilità Analitica, con registrazione costi e ricavi Semplificata, senza registrazione dettagliata
Calcolo del reddito imponibile Ricavi - Costi - Contributi Fatturato * Coefficiente di redditività (78%) - Contributi
Limite di fatturato Nessuno 85.000 euro

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