La Dieta Lemme: Analisi e Critiche di un Metodo Alimentare Controverso

La dieta Lemme è un regime alimentare che ha guadagnato notorietà per via dei suoi principi insoliti e della promessa di una rapida perdita di peso. Uno studio di Google l’ha inserita tra i temi più cercati online dagli italiani nell'estate del 2016: un argomento su cui non mancano curiosità, confusione e aspre polemiche.

Questo metodo alimentare si basa su specifiche combinazioni alimentari e sull'eliminazione di alcuni cibi e bevande, attirando sia seguaci entusiasti sia critici scettici, specialmente tra dietologi e nutrizionisti, che mettono in dubbio la validità scientifica dei suoi principi.

I Principi Fondamentali della Dieta Lemme

La dieta Lemme si fonda su alcuni principi chiave che la distinguono dalle diete tradizionali. In questo metodo non contano le calorie ingerite. Secondo l'ideatore, Alberico Lemme, la dieta è basata sulla biochimica del cibo e sull’effetto che ciò che mangiamo ha sul nostro metabolismo e, in particolare, sugli ormoni.

La "filosofia alimentare" sulla quale si basa la sua dieta, ha concetti tutt’altro che innovativi. Valutando i punti cardine di questa dieta non ci sono errori teorici, il problema è l’estremizzazione dei concetti.

Ecco alcuni dei principi cardine:

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  • Orari dei pasti: I pasti devono essere consumati in orari precisi, seguendo uno schema che varia a seconda delle fasi della dieta.
  • Niente calorie: Contrariamente alla maggior parte delle diete, la dieta Lemme ignora completamente il conteggio delle calorie.
  • Carboidrati solo al mattino: La dieta Lemme consiglia il consumo dei carboidrati solo nella primissima parte della giornata: ecco perché è permessa anche pasta a colazione.
  • Bevande consentite: Come bevande, è possibile bere solo acqua, anche gasata, tè e caffè purché rigorosamente senza zucchero.

Le Fasi della Dieta Lemme

La dieta è divisa in due fasi principali:

  1. Fase di dimagrimento: Ha una durata variabile a seconda di quanti chili si vogliono perdere. Mira alla perdita di peso rapida.
  2. Fase di mantenimento: Dura tre mesi e ha lo scopo di stabilizzare il peso raggiunto e prevenire il recupero dei chili persi. Durante questa fase le restrizioni dietetiche sono meno rigide, ma si continua a seguire le combinazioni alimentari specifiche.

Criticità e Rischi per la Salute

Secondo i medici tradizionali, il regime alimentare messo a punto dal dottor Alberico Lemme non si basa su nessuna evidenza scientifica. Anzi, molti esperti sollevano preoccupazioni riguardo ai potenziali rischi per la salute associati a questa dieta.

Analizzando il piano alimentare risulta evidente un eccessivo carico di proteine, il che è molto rischioso per la salute in quanto le proteine sono le uniche macromolecole che, quando vengono digerite, producono ammoniaca, composto tossico, che per essere eliminato necessita di entrare in complesse catene biochimiche per produrre urea. L’ammoniaca solo dopo essere stata convertita in urea può essere eliminata dal nostro organismo con le urine.

Ecco alcune delle principali criticità:

  • Eccessivo carico di proteine: La prima fase è caratterizzata da una dieta prevalentemente iperproteica, con carne e pesce a volontà e colazioni non convenzionali in cui, delle volte, è prevista anche la pasta. Un eccesso di proteine corrisponde inevitabilmente ad un affaticamento di organi come il fegato e i reni.
  • Perdita di peso rapida: Una riduzione ponderale troppo rapida può portare alla perdita di massa muscolare anziché solo di grasso. La riduzione del metabolismo basale può rendere più difficile il mantenimento del peso a lungo termine e può portare a un recupero rapido del peso perso una volta che si torna a una dieta normale.
  • Carenze nutrizionali: Le diete drastiche, specialmente quelle che vietano o riducono fortemente il consumo di frutta, verdura, ortaggi e legumi, spesso limitano l'assunzione di nutrienti essenziali, tra cui le fibre, le vitamine e i minerali. Questo può portare a carenze nutrizionali che possono avere effetti negativi sulla salute generale.
  • Comportamenti alimentari disordinati: Le diete estreme possono promuovere comportamenti alimentari disordinati, ossessioni e preoccupazioni eccessive nei confronti del cibo, compromettendo anche il rapporto con la propria immagine corporea, fino a sviluppare disturbi alimentari conclamati.

Le Accuse dei Nutrizionisti

Molti nutrizionisti criticano aspramente la dieta Lemme. Giorgio Calabrese, nutrizionista e docente di dietologia umana e dietoterapia, attacca dicendo che «sono tutte fandonie» e che «non c’è nessun appeal scientifico in tutto ciò che dice» Alberico Lemme.

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Luca Piretta, gastroenterologo, docente di nutrizionismo e patologie digestive, accusa Lemme di non essere adatto a proporre diete «essendo lui un farmacista, mentre la dieta la deve proporre un medico».

Il dottor Lemme è un farmacista, pertanto non abilitato a prescrivere diete o piani alimentari, che dir si voglia, e infatti lui sostiene di non prescrivere diete ma di elargire consigli.

I Pro della Dieta Lemme

Nonostante le numerose critiche, la dieta Lemme presenta anche alcuni aspetti positivi:

  • Non tiene conto delle calorie: La verità è che “una caloria non è una caloria”, vale a dire che ridurre 500 kcal da carboidrati, piuttosto che da proteine o da lipidi per l’organismo non è la stessa cosa.
  • Sfrutta l’indice glicemico: Lemme dà molta importanza all’indice glicemico, ovvero a quanto velocemente sale la glicemia dopo aver consumato un pasto rispetto ad uno alimento considerato standard.
  • Compliance: Almeno all’inizio la persona segue facilmente la dieta, perché, anche se limitata ai cibi concessi, può mangiare “ad libitum”.

I Contro della Dieta Lemme

Oltre alle criticità già menzionate, ecco altri aspetti negativi:

  • Non esiste il concetto di porzione: Lemme fa presente ai suoi discepoli che possono mangiare ciò che vogliono tra gli alimenti concessi, rischiando quindi spesso che il malcapitato possa ad esempio trovarsi a mangiare 500 g di carne oppure 4-5 uova contemporaneamente.
  • Abolizione completa del sale: L'eliminazione completa del sale può comportare il risultato opposto all’atteso e questo perché vengono attivati degli ormoni che sono in grado di ricreare l’omeostasi.
  • Dieta Low-Carb: Tendenzialmente si tratta di una dieta a basso tenore di carboidrati. Dico tendenzialmente perché non essendoci in realtà una porzione ben definita, la mattina il cadetto potrebbe tranquillamente svegliarsi ingurgitando mezzo kg di pasta, vanificando quindi anche gli effetti di una low-carb.
  • Inutilità dello sport: Questa tra tutte forse è la peggiore affermazione di Lemme. È vero che da sola l’attività fisica non consente di raggiungere l’obiettivo, ma se abbinata alla giusta dieta, allora si che il miracolo può avvenire.

Testimonianze e Successi

Nonostante le critiche, alcune personalità del mondo dello spettacolo hanno dichiarato di aver avuto successo con la dieta Lemme. Iva Zanicchi ha affermato di aver perso 7 chili in due settimane grazie a questo metodo. Flavio Briatore è un altro sostenitore della dieta Lemme.

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La Posizione del Mondo Scientifico

Il mondo scientifico, la cui opinione è l’unica che conta quando si parla di alimentazione, ha espresso forti dubbi sulla validità scientifica della dieta Lemme. Andrea Ghiselli, presidente della Società italiana di Scienze dell’Alimentazione, ha definito la dieta di Alberico Lemme come avente «un valore taumaturgico e non scientifico».

Tabella Riassuntiva: Pro e Contro della Dieta Lemme

Aspetti Positivi Aspetti Negativi
Non tiene conto delle calorie Eccessivo carico di proteine
Sfrutta l'indice glicemico Potenziali carenze nutrizionali
Consumo carboidrati solo al mattino Abolizione completa del sale
Compliance iniziale Comportamenti alimentari disordinati
Inutilità dello sport

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