Le allergie alimentari sono dovute ad una reazione immunologica verso proteine alimentari normalmente tollerate chiamate allergeni. Sono coinvolte le IgE, anticorpi specifici della reazione allergica, e possono presentarsi con sintomi lievi o gravi. Il 2-4% della popolazione adulta è interessata da allergia alimentare, vi è una maggiore incidenza nei bambini, pari al 6-8% nei primi anni di vita. Le allergie alimentari sono più’ comuni nei primi 3 anni di vita, ma si possono presentare a qualsiasi età.
Cosa sono le Proteine LTP?
Il nome scientifico è Lipid Transfer Protein (LTP); si tratta di proteine a basso peso molecolare diffusissime in molti alimenti vegetali, come frutta, verdura e cereali. In questi casi si parla di allergia, cosa ben diversa dall'intolleranza. Le proteine sono delle proteine molto diffuse nel regno vegetale. Si tratta di composti che hanno una funzione di difesa, sono una sorta di “antibiotici naturali” che proteggono la pianta dall'infestazione da microrganismi parassiti.
Queste piccole proteine si ritrovano in moltissimi alimenti di origine vegetale e hanno principalmente un ruolo di difesa dagli agenti esterni e dalle infezioni, sia per la pianta che per il frutto.
Vista la loro importante funzione difensiva, le LTP sono spesso contenute negli strati esterni, ad esempio nella buccia del frutto. La pesca è l'alimento indiziato numero uno, visto che ha una concentrazione molto elevata di queste proteine. L'allergia alla pesca è ricorrente e le LTP di questo frutto sono le più studiate.
Caratteristiche delle LTP
- Proteine termo- e gastro-stabili
- L'allergenicità non viene ridotta dalla cottura o dalla digestione
- Possono causare sintomi cutanei, respiratori, gastrointestinali e sistemici, fino allo shock anafilattico
Alimenti che Contengono LTP
La grande diffusione di questa proteina nel mondo vegetale (frumento, orzo, mais, pesca, mela, scarola, cavolo, frutta con guscio, legumi etc..) rende la dieta di eliminazione molto complessa, specialmente per l’acquisto di prodotti confezionati come pasta, pane, biscotti o prodotti da forno salati, a causa della presenza di frumento e/o della contaminazione con frutta a guscio o altri alimenti contenenti LTP.
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Oltre alla pesca altri frutti coinvolti in questa forma di allergia alimentare, sono le albicocche, le mele, le pere e le ciliege. Ci sono poi le verdure come l'asparago, il finocchio, i fagiolini e le differenti varietà di cavolo. Ma le LTP possono essere anche alla base di alcuni tipi di allergia al frumento, allergia al riso e allergia al mais e di alcune forme di allergia alle noci e allergia alle nocciole.
Esempi di Alimenti che Contengono LTP
- Frutta: Pesche, albicocche, mele, pere, ciliegie
- Verdure: Asparagi, finocchi, fagiolini, cavoli
- Cereali: Frumento, riso, mais
- Frutta a guscio: Noci, nocciole
Sintomi dell'Allergia alle LTP
In genere la prima manifestazione clinica avviene al contatto o ingestione con la buccia della pesca, che rappresenta il capostipite delle LTP. Di solito la sindrome (sintomi allergia) si manifesta con un gonfiore delle labbra, eritema, vescicole e un fortissimo prurito in bocca. Possono però anche presentarsi sintomi gastroenterici.
Le nsLTP sono proteine termo- e gastro-stabili, per cui l’allergenicità non viene ridotta dalla cottura o dalla digestione e possono causare sintomi da cutanei, respiratori, gastrointestinali e sistemici, fino allo shock anafilattico.
Si tratta, infatti, di proteine resistenti all'azione degli enzimi digestivi e al calore, per cui spesso cucinarli non risolve. Ad eccezione di alcune verdure come l'asparago, i cavoli e i finocchi che se bolliti perdono le LTP che vengono rilasciate nell'acqua di cottura. La carica allergenica si attenua un po' anche con il riso lessato.
I pazienti positivi a LTP possono presentare sintomi cutanei, respiratori, gastrointestinali e sistemici, fino allo shock anafilattico.
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Diagnosi dell'Allergia Alimentare
La diagnosi di allergia alimentare è un percorso complesso che richiede una figura specialistica, Allergologo o Pediatra Allergologo, con specifiche competenze. L’avvio di tale percorso è affidato al Medico di Medicina Generale o al Pediatra di Libera Scelta, che rivestono pertanto un ruolo di primaria importanza nel riconoscimento del paziente da indirizzare verso un iter diagnostico più approfondito.
I successivi step, della diagnostica allergologica, a gestione specialistica, possono articolarsi su tre livelli successivi, dai test cutanei a quelli sierologici con metodica molecolare. Diverse variabili, tra cui il tipo di storia clinica, la natura dell’allergene e soprattutto l’età e il profilo del paziente, concorrono alla Scelta dell’iter diagnostico più corretto, la cui definizione richiede pertanto una specifica esperienza nel settore.
I test diagnostici standardizzati, in vivo (prick test) e in vitro (esami ematici o sierologici), sono finalizzati all’individuazione dell’allergene alimentare responsabile. Anche l’interpretazione dei comuni test in vitro, ovvero del dosaggio delle IgE Specifiche verso estratti alimentari, richiede un’attenta valutazione clinica e anamnestica al fine di quantificare la rilevanza clinica della eventuale positività riscontrata.
In caso di dubbio diagnostico persistente, oppure in ambito pediatrico, dove certe allergie alimentari possono tendere ad una spontanea e graduale risoluzione, è possibile procedere a test di provocazione orale con alimenti.
Infatti queste molecole presentano piccole variazioni che le differenziano da alimento ad alimento ma bastano poche differenze chimiche per annullare la reazione clinica. In virtù di questa variabilità, se c'è una positività ai test molecolari, questa va ben circostanziata e studiata caso per caso per evitare di eliminare altri alimenti contenenti LTP a prescindere. Infatti l'esclusione a priori è un comportamento molto pericoloso che può finire addirittura per aggravare l'allergia.
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Gestione dell'Allergia alle LTP e Dieta di Eliminazione
Come tutte le allergie alimentari una rigorosa dieta di eliminazione è necessaria per evitare che si manifestino reazioni allergiche. Il paziente allergico a LTP avrà cura di evitare l’assunzione e/o associazione degli alimenti crudi o cotti contenenti LTP specificati dal medico sulla base della storia clinica, della risposta ai test allergologici, all’omologia di struttura e/o alla concentrazione di LTP.
Si raccomanda di assumere frutta fresca, precedentemente tollerata, sempre dopo averla sbucciata accuratamente. Non dovranno essere assunti alimenti contenenti LTP in associazione a F.A.N.S.
Da oggi la dieta di eliminazione negli allergici alle LTP non sarà più così restrittiva, ma potrà essere varia, sicura e semplice.
Data la diffusa distribuzione delle LTP nel mondo vegetale e la varietà di espressione clinica che caratterizza l’allergia alle LTP, sono necessarie conoscenze allergologiche approfondite per una gestione ottimale di tale condizione clinica.
Generalmente viene richiesta la mia consulenza o appena dopo la diagnosi, prima che il centro di allergologia abbia avuto il tempo di formare il paziente in maniera esaustiva, o perché ai genitori è stata fornita semplicemente una lista di alimenti da escludere e poche altre indicazioni, spesso troppo generali e non personalizzate.
Un’altra difficoltà riguarda l’eventuale mensa scolastica e la richiesta della dieta speciale: i genitori si lamentano del fatto che la dieta per allergia LTP è troppo restrittiva, in quanto esclude tutti gli alimenti che possono contenere le proteine LTP (praticamente quasi tutta la frutta e verdura e molti cereali), senza la possibilità di personalizzarla in base alle effettive tolleranze del bambino.
Il motivo per cui ho voluto scrivere queste poche righe è perché vorrei sensibilizzare le persone su questa allergia, così diffusa ma ancora, in molti casi, difficile da gestire da parte soprattutto dei genitori, spesso lasciati a loro stessi. Mi capita che venga richiesta la mia consulenza da genitori con figli ai quali è stata diagnosticata l’allergia LTP e che, per vari motivi, hanno difficoltà a gestirla o temono che il proprio figlio possa andare incontro a malnutrizione per difetto, viste le numerose esclusioni alimentari.