Il Dietologo Obeso: Un Paradosso?

L’obesità è una patologia che colpisce tendenzialmente il mondo occidentale e negli ultimi anni la percentuale di persone obese è aumentata drasticamente. L’obesità è una condizione patologica che può portare all’insorgere di svariate problematiche di salute.

Spesso, si associa la figura del dietologo a quella di una persona in perfetta forma fisica. Ma cosa succede quando un esperto di nutrizione si trova a combattere con il proprio peso? È il caso di Michele Amenta, un dietologo palermitano che, nonostante la sua forma fisica, non manca di competenze e porta avanti una battaglia sui social contro chi vende trattamenti e diete dannose.

Michele Amenta: Dietologo e Star dei Social

Il dottor Michele Amenta, 58 anni, palermitano, è una star dei social con i suoi video sul dimagrimento. A fatica, dopo 40 secondi, riesce ad allacciarsi il bottone più alto, «ma il numero di collo non lo so», a spanne si direbbe ben oltre i 47 centimetri canonici della taglia XXXL.

«E dire che appartengo a una schiatta di medici. Mio padre Giovanni pediatra, mio zio Armando ginecologo, mia moglie Maria Teresa Cascio specialista in scienze dell’alimentazione, le mie due figlie laureande in medicina. E il mio omonimo Michele Amenta, cugino, è stato il più giovane primario di urologia in Italia. Tutti normopeso». C’è chi ci mette la faccia, io la panza».A che scopo?«Nobile. Apro gli occhi alla gente, turlupinata da stregoni che nessuno controlla».

Durante il lockdown il nostro organismo ha introdotto più kilocalorie di quante ne abbia bruciate, proprio per l’impossibilità di uscire di casa. Esistono delle formule che indicano chiaramente le condizioni del nostro fisico, in particolare il Body Mass Index che si calcola dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza calcolata in metri: se lei pesa 90 kg ed è alto 1,80 metri, il suo B.M.I. sarà 90/(1,8×1,8)= 27,7. Ebbene, con un B.M.I. di 27,7 lei sarebbe chiaramente sovrappeso.

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La Missione Sociale di Amenta

In un'intervista al Corriere della Sera, Michele Amenta spiega con estrema franchezza quale sia la sua missione sui social, una lotta contro i «diplomati in scienze motorie che si esercitano sui pazienti: concedono un giorno a settimana di cibo a volontà e così li costringono a pagare cure che durano anni».

Ma al di là delle polemiche sul web, il lavoro non gli manca e per una sua visita i tempi di attesa sono lunghi, mesi e mesi. Senza contare che la sua forma fisica non è sempre stata quella attuale: «Da giovane ero atletico e bello. Pesavo 60 chili».

Body Shaming e Competenze

Nonostante i titoli e le competenze, però, c'è chi lo guarda e disapprova per quella che viene percepita come una contraddizione in termini: come può consigliare il metodo migliore per dimagrire o rimanere in forma, se lui stesso pesa 150 chili? «Per questi bulli lo strabico non può fare l’oculista e lo zoppo l’ortopedico. È body shaming, li denuncio», si sfoga.

Le Abitudini Alimentari di un Dietologo

Così come ammette le sue abitudini alimentari sbagliate: non fa mai colazione, a volte salta anche il pranzo... «un digiunto intermittente involontario», lo definisce.

«Lentamente. Con l’età il metabolismo basale cala. La mia è un’obesità grave, ho un debole per i formaggi erborinati e i dolci. Non ho mai fatto colazione in vita mia. Salto anche il pranzo. Pratico un digiuno intermittente involontario. Mangio solo la sera».

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La Difesa dei Carboidrati

Michele, poi, è un paladino che si lancia alla difesa dei carboidrati, e in particolare sottolinea quanto la pasta sia un alimento sano: «L’uomo è onnivoro e per stare bene ha bisogno del 60 per cento di carboidrati, del 25 di grassi, del 15 di proteine. Abbasso le diete iperproteiche, low carb, chetogeniche. Danneggiano la salute. Le leggi naturali non si possono cambiare».

Consigli e Riflessioni sull'Obesità

L’obesità è una malattia, deve essere molto chiaro. È al quinto posto nel mondo tra i fattori di rischio per numero di morti ogni anno ed è corresponsabile dello sviluppo di neoplasie. Pensi che, per ogni aumento di un valore pari a 5kg/mq dell’indice B.M.I., la probabilità di sviluppare alcune forme tumorali aumenta con le seguenti percentuali:

  • Utero del 62%
  • Vescica 31%
  • Rene 25%
  • Cervice 10%
  • Tiroide 9%
  • Leucemia 9%
  • Fegato 19%
  • Colon 10%
  • Ovaie 9%
  • Mammella del 5%

Inoltre l’obesità porta a complicanze sia precoci, sia tardive. Tra le prime ci sono la facile affaticabilità, le alterazioni osteoarticolari e problemi psicologici legati alla perdita di autostima, all’insicurezza e all’isolamento.

Fattori di Rischio e Abitudini

Ovviamente l’alimentazione. Nei primi due anni di vita l’iperalimentazione provoca iperplasia e ipertrofia (ovvero aumento del numero e aumento del volume) delle cellule adipose. Vi sono poi altri fattori di rischio ben noti come la sedentarietà e la familiarità e altri meno noti come le condizioni economiche.

C’è anche un fattore di rischio generalmente sconosciuto ed è la temperatura dell’ambiente in cui viviamo. Alzando la temperatura delle nostre abitazioni fino a 21-23 gradi, contro i 19 consigliati, si riduce la spesa energetica del nostro organismo favorendo un aumento di peso.

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Consigli Pratici

Si possono fare tante cose… Si può ridurre il tempo dedicato alla tv per dedicarsi ad attività più dinamiche; si può praticare sport; si può decidere di fare le scale anziché prendere l’ascensore; si può parcheggiare l’auto lontano dal posto da raggiungere; si può camminare velocemente.

A proposito della camminata veloce, pensi che sarebbe sufficiente meno di mezz’ora al giorno per diminuire il rischio di contrarre molte patologie. Invece per quanto riguarda l’alimentazione? Diciamo innanzitutto che il digiuno fa male, sempre: provoca la progressiva atrofia dei villi intestinali, con conseguente rischio di sepsi.

L'Importanza delle Calorie

«Sono il fulcro. L’obesità è la malattia di chi supera il fabbisogno calorico giornaliero. A quel punto il corpo mette da parte le calorie di troppo e le trasforma in grasso di riserva energetica. Per dimagrire devo bruciarle. Serve un deficit ca-lo-ri-co!».

La Pizza vs. la Pasta

Lei teorizza che la pizza ha meno calorie della pasta.«Confermo: 250 per un etto. Ma sa quanto arriva a pesare una pizza al Sud? Mezzo chilo. Sono 1.250 calorie».

Composizione Nutrizionale (valori indicativi per 100g):

Alimento Calorie Carboidrati Grassi Proteine
Pizza 250 circa 30g circa 10g circa 10g
Pasta Circa 350 Circa 70g circa 1.5g circa 12g
Anguria Americana 30 7.55g 0.15g 0.61g

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