La questione dei dolcificanti artificiali torna periodicamente alla ribalta, sollevando interrogativi sulla loro sicurezza e sul potenziale impatto sul peso corporeo. Questi composti, spesso presenti in barrette proteiche, proteine in polvere, prodotti "dietetici", bibite a zero calorie e alimenti light, sono diventati un elemento comune nelle diete di chi frequenta la palestra, cerca di dimagrire o semplicemente vuole controllare l'assunzione di zuccheri e calorie.
Cosa Sono i Dolcificanti?
Le sostanze dolcificanti o edulcoranti sono definite come "sostanze utilizzate per conferire sapore dolce ai cibi e alle bevande o per la loro edulcorazione estemporanea". Fanno parte degli additivi alimentari e sono sottoposte a rigorose procedure di valutazione prima di essere autorizzate per l'uso commerciale. In Europa, l'EFSA (European Food Safety Authority) e negli Stati Uniti la FDA (Food and Drug Administration) stabiliscono le dosi giornaliere accettabili (DGA) ed esaminano eventuali problemi di sicurezza.
La maggior parte dei dolcificanti artificiali non viene metabolizzata dall’organismo ed è, per questo motivo, che solitamente sono considerati sicuri. La FDA (Food and Drug Administration) ha stabilito una quantità giornaliera limite accettabile per ciascun dolcificante espressa in mg/kg peso corporeo ed è un valore che è solitamente settato ad 1/100 rispetto alla quantità a cui non si osservano effetti avversi.
Come qualsiasi altro ingrediente alimentare, la presenza di un dolcificante a basso contenuto calorico in un alimento o bevanda è indicata sull’etichetta del cibo (“con dolcificante”) e anche nell’elenco degli ingredienti (nome/numero “E”). Nel processo di approvazione, l’EFSA stabilisce anche per ogni dolcificante ipocalorico un’assunzione giornaliera accettabile (DGA).
Tipologie di Dolcificanti
Esistono diverse categorie di dolcificanti, tra cui:
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- Dolcificanti naturali: Presenti soprattutto nella frutta e nella verdura. A livello industriale si utilizza soprattutto il mais: si estrae l’amido e per idrogenazione e inversione si ottengono le sostanze desiderate dal potere dolcificante. Il loro potere edulcorante è, in genere, solo leggermente più basso rispetto allo zucchero da tavola (saccarosio) e contengono poco più della metà delle sue calorie. I più comuni nella nostra alimentazione sono quelli che finiscono in “olo” (sorbitolo, mannitolo, xilitolo…). Questi dolcificanti danno consistenza ai cibi e hanno un effetto rinfrescante che spiega anche il loro diffuso impiego nelle gomme da masticare, nella confetteria e nelle caramelle. Tra questi edulcoranti, si differenzia lo xilitolo per il fatto di non provocare carie.
- Dolcificanti intensivi: Sono sostanze che sono più dolci del classico zucchero da cucina (saccarosio) da 300 fino a 13’000 volte. Cosa significa? Utilizzandoli, a parità di percezione del gusto dolce, è sufficiente una quantità molto minore rispetto a quella di saccarosio. Rientrano in questa categoria: aspartame, acesulfame K, saccarina, taumatina, neosperidina DC, ciclammati e sucralosio (il più recente). Negli Stati Uniti l’uso dei ciclammati è proibito, dopo che sono emersi studi sugli animali che ne mettono in dubbio la completa innocuità. Ad eccezione dell’aspartame, i dolcificanti intensivi possono avere un retrogusto sgradevole: ad esempio, la saccarina è amara. L’aspartame può dare raramente effetti indesiderati in persone particolarmente sensibili: mal di testa, nausea, vomito, dolori addominali. Inoltre, poiché è una fonte di fenilalanina non può essere assunto da chi è affetto da fenilchetonuria (avviso che è obbligatorio in etichetta).
Esempi di Dolcificanti e Loro Caratteristiche
Di seguito sono riportati alcuni esempi di dolcificanti artificiali e le loro caratteristiche principali:
- Acesulfame K (E950): Ha contenuto calorico nullo poiché non viene metabolizzato dall’organismo; viene escreto con le urine; è resistente al calore, il che lo rende particolarmente adatto per conserve e marmellate, prodotti di pasticceria, o a lunga conservazione, oltre che nelle bibite gassate. Ha un potere dolcificante da 130 a 200 volte maggiore di quello del saccarosio, uguale a quello dell’aspartame e pari a metà di quello della saccarina. DGA[3] 9 (< max 15).
- Aspartame (E951): È un dolcificante ed esaltatore di sapidità artificiale, forse il più noto e diffuso tra i dolcificanti artificiali. È composto da due amminoacidi, l’acido aspartico e la fenilalanina, e l’estremità carbossilica della fenilalanina è esterificata con il metanolo. Pur avendo la stessa quantità di calorie del saccarosio il suo potere dolcificante è circa 200 volte maggiore, motivo per cui ne sono necessarie piccole quantità per dolcificare cibi e bevande. Come il ciclammato e la saccarina, è utile a chi soffre di diabete o vuole ridurre l’apporto di calorie nella dieta. Controindicato nelle persone che soffrono di fenilchetonuria, intensifica il sapore di frutta come il limone e l’arancia. Lo si trova in moltissimi prodotti, anche nei meno sospettati. Spesso presente nelle bevande ipocaloriche oppure in polveri istantanee, come caffè, tè, frullati a base di latte o frutta. Una dose efficace è di circa 20 mg per un adulto.
- Saccarina (E 954): Ottenuta chimicamente a partire dal toluene, edulcorante sintetico, la saccarina viene utilizzata come saccarina o sotto forma dei suoi sali di potassio, sodio e calcio. La saccarina dolcifica 300-350 volte più dello zucchero ed è spesso utilizzata in associazione ad altri dolcificanti.
- Neotame: è un dolcificante semisintetico costituito da una molecola di acido L-aspartico e da una di D-alanina; offre il vantaggio di una grande stabilità chimica. Ha un potere dolcificante pari a 2.000 volte quello del saccarosio e 10 volte quello dell’aspartame.
- Sucralosio: edulcorante artificiale, si presenta come una polvere bianca solubile in acqua, e può essere trasformata in pasticche per addolcire, per esempio, té e caffè, ma anche ogni forma di alimento che necessita di un dolcificante. Stabile alle alte temperature ha un elevato potere dolcificante (37.000 volte superiore rispetto a quello del saccarosio). Contiene tuttavia fenilalanina, un aminoacido considerato pericoloso per i malati di fenilchetonuria. La dose massima consigliata per tutti è di 5 mg/kg di peso, in base al principio di precauzione che prevede di stabilire una dose di cento volte inferiore rispetto a quella che ha destato qualche preoccupazione (in questo caso sui conigli in gravidanza).
- Eritritolo: Il potere dolcificante dell’eritritolo è di circa il 60-70% rispetto allo zucchero convenzionale. Tuttavia, l’alcool zuccherino fornisce a malapena energia (con circa 20 kCal/100g, venti volte meno del saccarosio) e non influisce sui livelli di insulina. Ciò significa che, quando è assorbito dal corpo, non viene rilasciata insulina nel sangue. L’eritritolo, sciolto in acqua, lascia sulla lingua un sapore rinfrescante. Questa proprietà è ideale per bevande estive a ridotto contenuto calorico. Si addice anche molto bene alla preparazione di prodotti da forno e dolci. In combinazione con alimenti ricchi di proteine come il quark o lo yogurt, si ottiene un effetto saziante che dura a lungo. Se si usa l’eritritolo per la dolcificazione e si vuole ottenere la solita dolcezza dello zucchero bianco, la quantità deve essere aumentata di circa un quarto. Come altri alcol zuccherini, l’eritritolo è classificato come innocuo per la salute. Il nostro corpo assorbe il 90% del sostituto dello zucchero attraverso l’intestino tenue e lo espelle inalterato attraverso i reni. Questo riduce notevolmente la flatulenza che è più comune con gli altri alcol zuccherini. Questo perché la flatulenza è principalmente causata dalla fermentazione batterica dei dolcificanti nell’intestino crasso. Le persone con intestino sensibile, intolleranza al fruttosio o all’istamina dovrebbero, per sicurezza, evitare i sostituti dello zucchero.
Dolcificanti e Aumento di Peso: Mito o Realtà?
Se i dolcificanti artificiali sono acalorici o hanno poche calorie, possono far ingrassare? E come se effettivamente non contribuiscono all’eccesso energetico? Sono stati proposti diversi meccanismi che correlano il loro consumo e l’ingrassamento.
Un altro meccanismo vede, invece, come i dolcificanti artificiali abbiano un ruolo attivo a livello gastrointestinale e metabolico. I recettori del gusto non sono presenti sono nel cavo orale ma anche (scoperta relativamente recente) nell’intestino, dove fanno da mediatori per la secrezione dell’ormone GLP-1 (glucagon-like peptide 1).
Conosci il detto “Siamo quello che mangiamo“? Bene, ma non solo: sei anche quello che mangiano i tuoi batteri intestinali. Una volta che i macronutrienti vengono scissi, prima di venir assorbiti ed entrare nel circolo portale o linfatico, devono superare anche il microbioma intestinale che deve essere in salute per poter essere un alleato vantaggioso per l’uomo.
Diversi studi hanno esaminato il potenziale impatto dei dolcificanti sulla flora batterica intestinale e sul metabolismo. Alcune ricerche suggeriscono che l'assunzione di dolcificanti artificiali durante la gravidanza potrebbe influenzare la predisposizione all'obesità nei figli, a causa di alterazioni nel microbioma intestinale.
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Moderazione è la Chiave
Cadere preda di facili giudizi o pregiudizi è sempre facile. Non conviene bere litri e litri di coca cola zero al giorno, anche se non ha calorie e allo stesso modo non conviene neanche privarsi dei dolcificanti artificiali. Se da una parte sono utili per ridurre l’apporto di zuccheri e l’intake energetico, dall’altra un loro abuso non fa bene alla salute.
Come quasi sempre in nutrizione, la chiave sta nella moderazione e non nell’eliminazione o l’eccesso!
Tabella Riassuntiva dei Dolcificanti Artificiali
| Dolcificante | Potere Dolcificante (vs Saccarosio) | Calorie | Note |
|---|---|---|---|
| Acesulfame K | 130-200 volte | 0 | Resistente al calore, adatto per prodotti da forno. |
| Aspartame | 200 volte | Basso | Controindicato per persone con fenilchetonuria. |
| Saccarina | 300-350 volte | 0 | Spesso usata in combinazione con altri dolcificanti. |
| Neotame | 2000 volte | Basso | Stabile chimicamente. |
| Sucralosio | 37000 volte | 0 | Stabile alle alte temperature. |
| Eritritolo | 60-70% | 0.2 kcal/g | Basso impatto insulinico, riduce la flatulenza rispetto ad altri alcoli zuccherini. |
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