Dott. Eugenio Franzero: Recensioni e Specializzazione in Intolleranze Alimentari

Il Dott. Eugenio Franzero è un nutrizionista esperto in intolleranze alimentari, con particolare attenzione a quelle legate al vino.

Intolleranza Alimentare: Cosa Significa?

Le intolleranze si definiscono come “reazione avversa ad un alimento senza reazione immunitaria”. In questo risiede la differenza sostanziale tra intolleranze ed allergie: nelle prime si ha una risposta del sistema immunitario cellulare, ovvero si attivano i leucociti, mentre nelle seconde avviene una reazione di carattere immunitaria, ovvero produzione di immunoglobuline.

Anche da un punto di vista clinico, le manifestazioni delle intolleranze sono più sfumate, ma persistenti nel tempo, mentre nelle allergie i sintomi sono spesso violenti, ma di minor durata.

Intolleranze Alimentari Comuni

Le più note sono l’intolleranza al glutine (malattia celiaca) e il deficit delle lattasi (intolleranza al lattosio). Un'altra intolleranza, meno conosciuta ma frequente, è l’intolleranza all’istamina o istaminosi.

Altre intolleranze relativamente frequenti sono quelle a uova, solanacee, composite.

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Intolleranza Alimentare Correlata al Vino

Assolutamente sì, il vino può essere fonte di intolleranze: intolleranza all’uva (rara), ai solfiti ed in particolare intolleranza all’istamina.

A tal proposito, in collaborazione con il gruppo LOW HISTAMINES, è stato condotto uno studio specifico sull’uso di vini senza istamina (inferiore a 0.5 microgrammi/litro) contro vini normalmente in commercio (istamina superiore mediamente a 8-9 microgrammi/litro).

Questo studio ha dimostrato una correlazione clinica tra elevati livelli d’istamina nel vino e la comparsa di cefalee, colite e rush cutanei, verificando che l’uso dei vini riconosciuti Low Histamines non conduce alla comparsa dei sintomi.

Istaminosi: Di Cosa Si Tratta?

La diagnosi di istaminosi (Intolleranza alimentare alle istamine) è assai complicata. Esistono due forme di istaminosi: genetica (circa 1% della popolazione) ed acquisita (dal 10 al 15% della popolazione).

  • Nella forma genetica, un deficit genetico impedisce ad un enzima (DAO) di disgregare l’istamina assunta. La diagnosi può essere effettuata con un test del DNA.
  • Nella forma acquisita, si tratta di un accumulo legato all'assunzione di alimenti ricchi di istamina (vino, formaggi stagionati, prodotti conservati) od istamino liberatori (cioccolato, fragole). La diagnosi è fondamentalmente clinica ed anamnestica.

In entrambi i casi, il risultato finale è un livello tale di istamina che porta alla comparsa di sintomi quali cefalee, coliti, scariche diarroiche, rush cutanei, orticaria, spesso a carattere cronicizzato.

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Come Difendersi dall'Istaminosi?

Fondamentale in questi casi è una dieta personalizzata, sotto controllo medico, che porti ad una riduzione drastica di tutti quegli alimenti ricchi in istamina e di quelli istamino liberatori.

Esistono anche dei farmaci che apportano l’enzima mancante (DAO), ma personalmente li consiglio solo in casi rari e selezionati.

Più che uno scompenso di istamina, possiamo parlare di accumulo patologico di una sostanza che è normalmente presente nel nostro corpo, ma che oltre determinati livelli, essendo un mediatore chimico, porta allo scatenarsi di tutti quei sintomi di cui abbiamo parlato.

Il vino è certamente una di queste sostanze, insieme ai formaggi stagionati ed erborinati, la maggiore fonte di istamina nella nostra alimentazione; aggiungo che poco sopra ho parlato di una media di 8-9 microgrammi/ litro d’istamina nei vini in commercio, ma ne esistono anche con 25-30 mg/l.

Vini Low Histamines

Durante il Sympolium “Vino Sanitas e i vini Low Histamines” al Vinitaly, è stato suggerito l'utilizzo di vini garantiti Low Histamines a pazienti che soffrono di istaminosi, intolleranza alimentare alle istamine.

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Come dimostrato nello studio elaborato e presentato al Vinitaly, i vini certificati Low Histamines, utilizzati nella quantità indicate dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ovvero 150 ml due volte al giorno, non hanno portato al ripresentarsi dei sintomi di cui sopra ed in particolare della cefalea, al contrario di quanto avvenuto con i vini non certificati.

Il contenuto in istamina in un bicchiere di vino non certificato corrisponde a quello contenuto in 16-18 bicchieri di vino Low Histamines, credo sia evidente la differenza.

Recensioni dei Pazienti

Molti pazienti hanno espresso recensioni positive sull'efficacia del metodo del Dott. Franzero, sottolineando la sua professionalità e attenzione al paziente. Alcuni lo descrivono come severo, ma efficace, evidenziando i benefici ottenuti in termini di perdita di peso e miglioramento dei sintomi legati alle intolleranze alimentari.

Diversi pazienti hanno perso peso seguendo le indicazioni del dottore, senza soffrire la fame e senza dover pesare gli alimenti. Hanno inoltre riscontrato benefici come la scomparsa del mal di testa, sfoghi cutanei e mal di pancia.

Tra le testimonianze:

  • Un paziente ha perso 20 kg seguendo la dieta del Dott. Franzero.
  • Un altro paziente ha perso 12 kg in sei mesi.
  • Una paziente ha sottolineato la sensibilità del dottore e l'efficacia del suo metodo, che le ha permesso di perdere peso dopo anni di tentativi falliti.

Nutrigenomica

Dal 2007, il Dott. Franzero ha approfondito lo studio della NUTRIGENOMICA, ovvero la conoscenza, tramite l’analisi del DNA, di quanto le espressioni del nostro codice genetico possano essere influenzate e modificate dalle abitudini a tavola.

La conoscenza di queste mutazioni permette di elaborare piani alimentari dal grande potere preventivo su parecchie patologie, con una predisposizione famigliare: diabete, ipercolesterolemia, celiachia, solo per citare le più diffuse.

Consigli Dietetici

Non esiste una dieta standard per l'istaminosi, ma esistono pazienti differenti sui quali personalizzare una dieta in base a tante variabili: età, sesso, patologie, abitudini, ecc.

Come prima cosa suggerisco di rivolgersi ad un medico competente, che con anamnesi ed indagini adeguate accerti la diagnosi di istaminosi e poi sulla base dei dati acquisiti formulare un piano alimentare personalizzato.

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