Il sovrappeso non è una semplice condizione di disagio "estetico", ma soprattutto l’effetto di un disagio interiore dovuto al tentativo di affrontare le "intemperie" della vita, siano esse ansia, nervosismo, depressione, paura, noia, ecc. Inoltre, si sa che il sovrappeso genera malessere, malattie, aspettative di vita inferiore alla media. Ed inoltre un cattivo rapporto con sé stessi e con la propria immagine produce spesso una mancanza di fiducia e di stima verso sé stessi.
La Fame Emotiva e il Sovrappeso
Siete sostanzialmente affette da “eating emozionale”. Mai sentito parlare? Il Dott. Salvatore Simeone, Direttore Sanitario del Centro Medico Francois Broussais di Roma, ci descriverà nel dettaglio il profilo di una mangiatrice emotiva, vista la sua esperienza medica.
Il sovrappeso è spesso l’effetto di un disagio interiore dovuto alla necessità di affrontare lo "stress" della vita. Rientrare in uno o più dei gruppi significa avere un "blocco funzionale" dell'ipotalamo, che impedisce di ottenere un facile dimagrimento, perché in tali condizioni la ghiandola si mette sulla difensiva e accumula grasso con estrema facilità, rallentando bruscamente il metabolismo.
In sintesi, se credete o intuite che il vostro sovrappeso abbia a che fare con una "fame emotiva" legata a problemi affettivi o economici, a lutti o malattie, a paure, delusioni e quant'altro, non mettetevi mai a dieta. Perché? A parte un ennesimo fallimento, rischiereste di "starare ancora di più il vostro ipotalamo", che per difesa accumulerebbe altro grasso.
Come "Resettare" l'Ipotalamo
Per poter dimagrire stabilmente è necessario "resettare" il vostro ipotalamo, ovvero ad indurlo a "lasciar andare un po’ del grasso di difesa"; in un certo senso, si tratta di farlo rilassare, convincendolo che è tutto in ordine e che, quindi, tutto quel grasso accumulato non serve più.
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Da alcuni decenni gli scienziati hanno dimostrato che il problema del sovrappeso dipende dal fatto che l’ipotalamo, la ghiandola che governa il peso, tende ad accumulare grasso per "difesa" nei confronti di stati d’animo negativi, specialmente paura, ansia, rabbia, depressione, delusione, lutti.
In una situazione di allarme dell'ipotalamo, l'errore più grande che si può fare è mettersi a dieta, perché questo creerebbe uno stato di allarme ancora maggiore. E', invece, necessario imparare come gestire una situazione del genere, acquisendo i giusti dati; questo è l'obiettivo della dieta metabolica.
Principi della Dieta Metabolica
La domanda è molto intrigante… In realtà, secondo il nostro punto di vista, nessuna dieta può essere reputata, in assoluto, la dieta migliore, per il semplice fatto che, essendo già codificata, non può tener conto della complessità del singolo individuo. Infatti, succede sempre che chi va dal dietologo debba seguire un "regime" che non è stato pensato per lui/lei, ma era già preconfezionato. Di conseguenza, chi deve dimagrire si trova a dover seguire un percorso in cui non si identifica, e che per questo si rivelerà non solo pesante da effettuare, ma sempre fallimentare.
Noi crediamo che, per dieta salutare debba intendersi un "metodo" di dimagrimento che riesca ad assolvere almeno a 3 funzioni: la prima è la salvaguardia della salute; la seconda è la salvaguardia dell'equilibrio psico-emotivo di chi deve dimagrire; la terza, ovviamente, è un dimagrimento che soddisfi le proprie aspettative. Per quanto riguarda la salute, la dieta ideale è quella che non solo non fa male, ma che anzi riesce a curare le persone, ad esempio le classiche patologie che generalmente si accompagnano al sovrappeso, quali diabete, colesterolo, trigliceridi e ipertensione.
Caratteristiche Uniche della Dieta Metabolica
Esistono molti motivi per cui la dieta metabolica può essere considerata il metodo migliore per dimagrire, soprattutto stabilmente nel tempo. Innanzitutto, si fonda sulle soluzioni più moderne e scientifiche, come la capacità di migliorare il metabolismo con soluzioni naturali. Inoltre, tiene in grande considerazione anche le esigenze e le abitudini alimentari della persona che deve dimagrire, cosa inusuale in qualunque tipo di dieta. Infine, è l'unico metodo che si pone l'obiettivo di eliminare la "mentalità della persona grassa", prima causa del sovrappeso.
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La dieta metabolica non è una dieta vera e propria, anzi idealmente è proprio l’esatto contrario di tutte le altre diete: infatti l’obiettivo fondamentale della dieta metabolica è quello di “liberare” le persone sia dalle diete che dai dietologi. Bisogna, infatti, partire dal presupposto incontestabile che le persone magre non stanno a dieta! Non preoccupatevi se non riuscite a capire subito il significato di questa frase: è normale non capirla, soprattutto per chi è a dieta da una vita. Capirete con il tempo! Infatti, la dieta metabolica prevede per voi anche l’apprendimento di piccoli “segreti” per iniziare a dimagrire non stando a dieta.
La dieta metabolica, così come è formulata, è un metodo esclusivo del Centro Medico Broussais di Roma. Il Centro Medico Broussais di Roma è uno dei più grandi centri di Medicina Biologica e Integrata esistenti in Europa e nel mondo ed è dedicato a François Broussais, grande medico naturalista dell’800. Il Centro si occupa di medicina d'avanguardia e si rivolge a tutte quelle persone che sono alla ricerca di un nuovo modello medico a cui affidare la propria salute. Largo A. Scopo di questo libro è aiutarvi ad individuare le vostre abitudini alimentari e a rendervi conto di come siano legate alle vostre emozioni. Quali cibi danno la carica e il buon umore? Quali invece hanno un effetto rilassante?
Il Ruolo del Digiuno Terapeutico
Certamente sì, ed è quella di dimagrire non stando a dieta. In una situazione di allarme dell’ipotalamo (paure, lutti, malattie, problemi economici, divorzi, incidenti, ecc), l’errore più grande che si può fare è mettersi a dieta, perché questo creerebbe uno stato di allarme ancora maggiore, con conseguente impossibilità a dimagrire, nonostante tutti gli sforzi.
Digiuno: negli ultimi anni ne abbiamo sentito parlare tanto, grazie anche alla diffusione di alcuni libri che hanno avuto una risonanza mondiale. Ma il digiuno è una pratica molto antica, che compare in tutte le religioni come mezzo rituale di purificazione e di maggiore avvicinamento al divino. In Italia il primo studio scientifico sul digiuno umano fu eseguito dal professor Luigi Luciani, direttore della cattedra di Fisiologia umana dell’Università di Firenze, il quale tenne in osservazione un volontario durante un digiuno di trenta giorni. Pubblicò in seguito, nel 1889, le sue considerazioni in un libro nel quale affermava che la persona non aveva mai presentato deviazioni verso la patologia, né aveva sviluppato uno stato di malattia o di privazione fisiologica.
Tipi di Digiuno
Esistono molti tipi di digiuno. Tra quelli più famosi, il metodo Gerson è basato soprattutto sulla disintossicazione a base di succhi di verdure e frutta. Nel “digiuno intermittente” di Michael Mosley si mangia normalmente per 5 giorni a settimana mentre nei 2 rimanenti si assumono solo 500 calorie per le donne e 600 per gli uomini. Ultimamente ha avuto molta risonanza anche la dieta “Mima digiuno” proposta da Valter Longo, che prevede una dieta di 5 giorni consecutivi al mese per 3 mesi a base di 1000 calorie il primo giorno e 700 nei successivi, con limitata quota proteica (il 10%), carboidrati integrali (35%) e grassi (55%).
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Quando si parla di digiuno molte persone pensano a un periodo completamente senza cibo e, conseguentemente, a un periodo di fame e privazione. In realtà, ci sono tanti tipi di digiuno, che non prevedono necessariamente l’astensione totale dal cibo.Diversi studi dimostrano, invece, che il digiuno è una pratica benefica, perché permette all’organismo di mettere in moto quei meccanismi riparativi che non riesce ad applicare se è impegnato nella digestione.Ma va bene per tutti? E può avere effetti collaterali?
Definizione e Benefici del Digiuno
Dottor Simeone, cosa si intende per digiuno?Esistono varie definizioni. Quelle più utilizzate sono le seguenti: “Il digiuno è un’astensione totale dal cibo per ragioni igieniche, terapeutiche, rituali o di protesta politica”. “Il digiuno è uno stato di privazione degli alimenti, volontario o imposto”. “Il digiuno è l’intervallo tra un pasto e l’altro”.Personalmente preferisco la terza perché, a pensarci bene, è la più semplice e immediata ed è anche quella che dimostra che, in fondo, siamo tutti digiunanti. Infatti, se ci riflettiamo bene, è capitato a tutti di stare a digiuno almeno per 12 ore: basta mangiare alle 20.00 di sera e poi fare colazione alle 8.00 del mattino seguente.A volte può essere capitato anche semplicemente di saltare una cena, per cui dall’ora del pranzo precedente delle 13.00 alla colazione del mattino successivo, mettiamo alle 8.00, passano 19 ore.
Ci sono sempre più studi che dimostrano che un digiuno è terapeutico: cosa avviene nel nostro organismo quando facciamo un digiuno?Diciamo che il vero digiuno terapeutico inizia almeno dopo le 36 ore, comprensive di due notti, poiché, in questo lasso di tempo, inizia a cambiare il metabolismo, passando da quello basato sugli zuccheri a quello chetogenico, ed è proprio questo cambiamento di metabolismo la chiave di volta per capire perché il digiuno ha eccezionali valenze terapeutiche.Infatti, quando un organismo è a digiuno, si verifica un meccanismo metabolico adattativo in grado di produrre energia a partire dalle sostanze di scarto del grasso, detti corpi chetonici, in particolare il D-beta-idrossibutirrato, che non è un semplice carburante, ma un supercarburante, dotato di maggiore efficienza nel produrre ATP rispetto al glucosio e agli acidi grassi”.
L’adattamento metabolico dell’uomo al digiuno è un meccanismo complesso e coinvolge ormoni, substrati e tessuti. In particolare, comunque, i corpi chetonici sostituiscono il glucosio come carburante, e questo rappresenta la chiave di svolta per il risparmio proteico. In parole povere, questo adattamento metabolico protegge anche la massa magra del soggetto a digiuno.Ma la cosa più importante è che moltissimi studi scientifici degli ultimi decenni hanno dimostrato che il metabolismo chetogenico è alla base dei miracoli terapeutici su tutti i fronti, in particolare sulle malattie dismetaboliche, cardiovascolari, neurodegenerative, e persino nei processi tumorali, in quanto il metabolismo basato sui corpi chetonici è estremamente sfavorevole alla proliferazione delle cellule neoplastiche.Come mai è così benefico per le malattie cronico-degenerative?Lo è perché il digiuno resetta e alcalinizza la matrice interstiziale (o tessuto connettivo), liberandola dalle tossine e dall’acidosi metabolica. Però vale la pena precisare che molto dipende dal comportamento del paziente una volta tornato a casa, dove è necessario essere molto affidabili nel seguire un corretto stile di vita.
Effetti Collaterali e Precauzioni
Che tipo di disturbi si possono verificare facendo un digiuno?Durante il digiuno l’organismo espelle molte tossine e, specialmente nel caso di persone molto intossicate (chi beve poco, chi non fa sport, chi ha subìto operazioni chirurgiche recenti, chi prende molte medicine ecc.), può provocare alcuni possibili “sintomi da disintossicazione”. Possono comparire stanchezza, mal di testa, nausea, insonnia, tachicardia, lombalgia e dolori muscolari. Tali sintomi si verificano molto raramente, specie se il digiuno viene fatto seguendo precise linee guida. Ripeto, i sintomi riguardano solo pochissime persone, e in ogni caso sono facilmente gestibili da un digiunoterapeuta esperto.Inoltre, da sempre utilizzo l’agopuntura a sostegno dei pazienti e, durante il digiuno, viene aumentata la termogenesi e di conseguenza anche la produzione di energia. Tutto questo consente di vivere il digiuno come uno “stato di grazia”, e i piccoli e rari fastidi possono essere gestiti con facilità.
Quando si parla di digiuno, molte persone sono spaventate dalla possibilità di dover soffrire la fame per lungo tempo. Cosa direbbe a queste persone?Che è un falso problema, sia perché l’agopuntura stimola endorfine ad azione antifame, sia perché, dopo un paio di giorni, si aggiunge anche l’effetto antifame derivante dai corpi chetonici.Uno dei luoghi comuni è che il digiuno faccia male alla salute e possa creare esso stesso diversi disturbi. È così?Già ho spiegato le valenze del digiuno, per cui il mio consiglio per coloro che temono che possa far male è quello di andare a studiare tutti gli studi scientifici pubblicati, oppure leggere il mio libro Il digiuno felice.
Il digiuno va bene per tutti oppure per persone con certe patologie è sconsigliato?Il digiuno non va bene per chi ne ha paura, perché non lo conosce, così come non è consigliabile per persone che soffrono di bulimia nervosa. Infine, non è consigliabile per persone molto defedate (cioè deperite), non perché possa nuocere, anzi, ma solo perché chi è molto defedato potrebbe non avere la forza vitale per sostenere il grande cumulo di tossine che vengono rimosse. In questi casi meglio ricorrere alla dieta vegetale.Ci sono limiti di età per poter seguire un digiuno?I limiti riguardano solo i bambini e gli adolescenti, ma non perché il digiuno farebbe loro male, quanto perché a quell’età il ragazzo non ha la consapevolezza di capire il digiuno.Per il resto, ho avuto tante persone tra gli 80 e i 90 anni che hanno seguito un digiuno, e sono sempre stati più che bene.
Quali sono gli step per un digiuno senza controindicazioni?I capisaldi sono quelli di bere bevande calde fatte con acqua a bassissimo residuo fisso (almeno 3 litri al giorno). Poi evitare lo sport e le grosse fatiche e dormire 8 ore.Un altro consiglio importantissimo è quello di non stimolare l’intestino con lassativi, poiché nel digiuno è normale che non si vada in bagno, visto che non si formano scorie fecali.Molte testimonianze di persone che hanno seguito il digiuno con Lei, parlano di esperienza spirituale.
Il Metabolismo Chetogenico
“Per digiuno si intende quella condizione in cui non vi sia assunzione di alcun tipo di nutrimento, neppure minimo, a parte acqua e leggerissime tisane naturali senza calorie”, spiega l’esperto. “Il vero digiuno terapeutico inizia quando finiscono le riserve di glucosio e il nostro metabolismo passa da quello glicidico a quello chetogenico, basato cioè sui corpi chetonici che derivano dalla metabolizzazione dei grassi di riserva. L’adattamento fisiologico allo stato di digiuno inizia solo nel momento in cui iniziano a scarseggiare le riserve di zuccheri, sia quelle presenti nel circolo sanguigno sia quelle che sono immagazzinate nel fegato sotto forma di glicogeno. Questo accade a partire dal secondo giorno di digiuno, quando l’organismo inizia ad utilizzare i corpi chetonici, cioè gli scarti dei grassi di riserva per poter nutrire il cervello senza intaccare la massa magra. La fisiologia del digiuno è stata studiata soprattutto negli ultimi 45 anni. “E grazie a importantissimi studi scientifici pubblicati su Pub Med. Questi studi - dice il dott. Simeone - hanno dimostrato che i corpi chetonici non solo proteggono la massa magra, ma rappresentano un vero e proprio “super carburante” per il cervello molto più dello zucchero stesso. Stimola la produzione delle sirtuine: particolari proteine dotate di attività enzimatica in grado di riparare le cellule. Aumenta l’acqua intracellulare, che è l’unica che si perde nel corso della vita. “Sono 5 o 6 - dice il medico - e comprendono pesantezza di testa, un po’ di stanchezza, qualche dolore muscolare, qualcuno dorme meglio altri dormono peggio, un po’ di tachicardia perché il digiuno è una vera e propria febbre, un po’ di nausea quando si beve l’acqua, soprattutto nelle persone che hanno una costituzione linfatica, cioè che hanno troppa umidità addosso. Un digiuno di 2 notti (cioè ceno la domenica, rimangio martedì a colazione) - conclude il dott.
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