Elena Garella: Nutrizionista e il suo Approccio al Benessere

Secondo l’OMS il concetto di salute non è più inteso come assenza di malattia, ma va reinterpretato come wellbeing, cioè "completo benessere fisico, psichico e sociale". Questa nuova concezione ha contribuito a ridefinire l’alimentazione non più come apporto di soli nutrienti, ma anche di elementi nutrizionali che possono contribuire al wellbeing.

Alimenti Funzionali: Un Approccio Innovativo all'Alimentazione

È su questa base che si è diffuso il consumo degli alimenti funzionali. Ma cosa sono? Comuni alimenti, integratori alimentari o farmaci? Oggi, il mercato degli alimenti funzionali si è così esteso, attraverso la ricerca scientifica e tecnologica, che la loro classificazione e la loro definizione rimangono tuttora problemi irrisolti.

Nel testo vengono analizzate, secondo le recenti evidenze scientifiche, le sostanze biologicamente attive utilizzate come ingredienti per la produzione di alimenti funzionali già presenti in commercio e disponibili per il consumatore.

Endometriosi: Un Approccio Olistico per il Benessere Femminile

Il loro simbolo è il girasole e nel mondo sono 176 milioni. Parliamo delle donne, e non solo, affette da endometriosi. In Italia, secondo i dati riportati dal Ministero della Salute, sono circa 3 milioni, ovvero il 10-15% delle donne in età riproduttiva. La patologia interessa circa il 30-40% delle donne infertili e il 50% delle donne con mestruazioni dolorose.

«L’endometriosi è una malattia molto complessa, cronica e invalidante, - spiega Alessandra De Cicco Nardone, ginecologa del Policlinico Gemelli di Roma - che colpisce una donna su dieci. È dovuta alla presenza di endometrio, il tessuto che normalmente si trova all’interno dell’utero e che si sfalda a ogni mestruazione, in organi diversi dall’utero. La malattia si presenta con quadri clinici variabili: esiste infatti un’endometriosi che colpisce le ovaie, la parete dell’utero, di tipo superficiale e quella profonda».

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«Nella maggior parte delle pazienti - continua De Cicco - il sintomo principale è rappresentato dal dolore, che può essere mestruale, può presentarsi durante l’ovulazione o ancora, a seconda delle sedi interessate dalle lesioni, manifestarsi in modo specifico durante la defecazione, la minzione o i rapporti sessuali».

Altre volte, invece, si tratta di un dolore pelvico diffuso, accompagnato da svenimenti, nausee, mal di testa e stanchezza. Questi sintomi sono così intensi da risultare debilitanti. La malattia può essere riconosciuta da un esperto tramite ecografia transvaginale o risonanza magnetica, ma: «Ad oggi non si conoscono ancora caratteristiche patognomoniche o biomarcatori sufficienti per effettuare diagnosi certa, - prosegue Baldi - è necessario, infatti, un intervento invasivo in laparoscopia per effettuare un esame istologico».

«L’endometriosi sconta il difetto di parità di genere maggiore in Italia. Non ci sono fondi per la ricerca e non c’è ancora una cura, ma si possono alleviare i sintomi - racconta il Professor Pietro Giulio Signorile, Presidente della FIE - con la pillola progestinica e una corretta alimentazione».

«Per una dieta corretta - spiega Maria Cassano, nutrizionista della FIE - bisogna partire dalla perdita di massa grassa, in quanto il tessuto adiposo ha un’azione pro-infiammatoria. È fondamentale, continua la specialista, assumere alimenti di qualità, prodotti animali che non provengano da allevamenti intensivi o non controllati, cereali antichi, grassi buoni, frutta e verdura: «Ci sono alimenti che hanno un ruolo anti-estrogenico, riducendo i livelli di aromatasi, enzima che converte ormoni maschili in femminili: il sedano, la curcuma, il rosmarino, il miele di acacia.

Alle donne affette da questa patologia si prospetta, purtroppo, una vita di rinunce, che può estendersi anche alla vita sociale e relazionale, a causa dell’isolamento che l’ignoranza e la banalizzazione della malattia possono determinare. Non mancano poi le difficoltà legate all’attività lavorativa, dovute alla totale mancanza di tutele.

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«Bisogna concedersi il diritto di ammalarsi, - sottolinea la psicologa Valentina Marcattilj - cioè creare uno spazio di accoglienza della malattia, riconoscendo la caducità della realtà. Dialogare con la patologia. Quando la malattia assorbe completamente l’energia della paziente, si possono sviluppare stati di ansia o episodi depressivi. «Bisogna prendere consapevolezza del presente e accettarlo, - conclude Marcattilj - concedendosi compassione».

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