Emoglobina e Proteine Alte nelle Urine: Cause, Sintomi e Trattamento

La presenza di proteine nelle urine, condizione nota come proteinuria, indica un'eccessiva quantità di proteine escrete attraverso l'urina. Le cause di tale condizione possono essere molteplici, e non sempre indicano un problema grave. Spesso, infatti, la proteinuria può essere una condizione fisiologica e normale. Tuttavia, in alcuni casi, può essere sintomo di un danno renale più o meno severo.

La presenza di emoglobina nelle urine, chiamata emoglobinuria, è una condizione in cui questa proteina, normalmente contenuta nei globuli rossi, viene rilevata nelle urine. Poiché fisiologicamente nelle urine non è mai presente emoglobina, un riscontro di questa sostanza nelle stesse è sempre considerato patologico, spia di un problema (emolisi dei globuli rossi, ovvero rottura di queste cellule) nei vasi sanguigni o direttamente nell’apparato genito urinario.

Proteinuria: Cause e Diagnosi

Può accadere che una quantità minima di proteine (meno di 200 mg) e di albumina (meno di 30 mg) possano essere individuate nelle urine raccolte nell’arco di 24 ore. Per essere considerata nella norma, la quantità di proteine nelle urine non dovrebbe superare gli 8 mg/dl su campione occasionale e gli 80 mg nelle 24 ore. Normalmente, i livelli proteici urinari sono molto bassi: nelle 24 ore, le proteine eliminate con l'urina non dovrebbero superare i 200 mg.

Malattie dei glomeruli renali, piccoli "gomitoli" che filtrano il sangue a livello dei reni, possono causare proteinuria. Quando non funzionano correttamente, alcune proteine circolanti, principalmente l’albumina, possono passare nell’urina. Quando la compromissione d'organo è ormai instaurata, la concentrazione delle proteine è generalmente associata alla gravità del danno; l'aumento della proteinuria nel tempo indica un peggioramento della condizione e un decremento della funzionalità renale.

La prima causa di proteinuria è il diabete, sia di tipo I che di tipo II, a cui segue l’ipertensione arteriosa. Come anticipato, l'ipertensione ed il diabete rappresentano i due principali fattori di rischio per la proteinuria, la cui incidenza aumenta significativamente con l'aumentare dell'età e del BMI.

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Il modo migliore per individuare la proteinuria è quello di effettuare semplici esami di laboratorio. Il gold standard di riferimento per la diagnosi di proteinuria consiste nella misurazione quantitativa delle proteine urinarie nelle 24 ore. Un esame più accurato è rappresentato dal rapporto albumina su creatinina, che si effettua sulle urine della prima minzione mattutina.

Al posto del dipstick o del tradizionale esame delle urine nell'arco delle 24 ore, sempre più spesso i medici utilizzano una nuova tecnica, basata sul rapporto tra le concentrazioni urinarie di albumina (la più abbondante proteina plasmatica) e creatinina (un prodotto di rifiuto derivante dal normale metabolismo muscolare). Questo esame - noto anche come ACR, dall'inglese albumin-to-creatinine ratio - considera meritevole di approfondimenti diagnostici qualsiasi situazione in cui si registrino più di 30 mg di albumina per ogni grammo di creatinina (30 mg/g o 30 mcg/mg).

Proteinuria: Sintomi

Quando si presenta in maniera lieve o moderata, la proteinuria è generalmente asintomatica. Tra i sintomi della proteinuria - generalmente assenti nei casi lievi o moderati - rientrano la presenza di schiuma nelle urine e l'edema, cioè l'abnorme accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, a causa di un calo della pressione oncotica del plasma. La ritenzione idrica, con comparsa di edemi e gonfiori (soprattutto alle mani, ai piedi e alle caviglie, quindi al viso e all'addome nei casi più gravi), è comunque un segno tardivo, tipico degli stadi più severi di proteinuria.

Emoglobinuria: Cause e Diagnosi

L’emoglobina è una proteina contenuta all’interno dei globuli rossi ed ha il compito di trasportare l’ossigeno nel sangue dai polmoni a tutto l’organismo. Tale patologia si può verificare ogni qualvolta vi sia una emolisi importante (distruzione di globuli rossi) e conseguente eliminazione attraverso le urine. Un suo riscontro nelle urine indica che i globuli rossi sono stati distrutti (emolisi) ed il loro contenuto è stato riversato nel sangue stesso.

La diagnosi si effettua mediante l’esame delle urine, che rileverà la presenza anomala di questa proteina. L’esame obiettivo e la clinica del paziente sono molto importanti, poiché l’emoglobinuria si associa a diverse patologie.

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Vi è, inoltre, una serie di patologie che possono essere causa di emoglobinuria. L’emoglobinuria è la presenza di emoglobina nelle urine, dove normalmente questa proteina non è presente, motivo per cui tale riscontro risulta non fisiologico.

Emoglobinuria: Cause Possibili

  • Favismo: patologia genetica caratterizzata dal un carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi.
  • Glomerulonefrite
  • Calcolosi renale
  • Insufficienza renale
  • Carcinoma renale/vie urinarie
  • Coagulazione intravascolare disseminata (CID)
  • Reazione avversa a emotrasfusione
  • Ustioni estese
  • Anemia autoimmune
  • Malaria
  • Avvelenamento
  • Intossicazioni alimentari
  • Infezioni acute (es. sepsi)

Altre condizioni favorenti possono essere: sforzi eccessivi e prolungati, specialmente se vi è una condizione di disidratazione (es. corsa), oppure esposizione a temperature troppo basse; altro caso specifico è l’emoglobinuria parossistica notturna, nonché una malattia genetica che collega episodi di emoglobinuria in corrispondenza della minzione del mattino.

Trattamento

Per affrontare questo disturbo è importante comprendere la situazione complessiva della persona. Il rimedio migliore per far fronte alla proteinuria dipende dall’individuazione della causa che ha determinato il quantitativo anomalo di proteine nell’urina. Gli obiettivi del trattamento consistono essenzialmente nella correzione della proteinuria, per impedirne l’aggravamento. Il trattamento è rivolto alla causa scatenante, quindi si differenzia a seconda della stessa.

Alcuni farmaci antiipertensivi - appartenenti alla classe degli ACE-inibitori (ramipril, lisinopril, enalapril ecc.) e degli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II (es. losartan, valsartan, irbesartan) - possono ridurre la proteinuria e rallentare la progressione delle nefropatie associata verso gradi più severi di insufficienza renale cronica.

Il trattamento dell’emoglobinuria è fondamentalmente volto alla risoluzione della causa scatenante la patologia.

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Tabella riassuntiva dei valori di riferimento

Parametro Valore Normale
Proteine nelle urine (campione occasionale) Inferiore a 8 mg/dl
Proteine nelle urine (24 ore) Inferiore a 80 mg
Proteine nelle urine (24 ore) Inferiore a 200 mg
Albumina/Creatinina Ratio (ACR) Inferiore a 30 mg/g

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