Farmaci che Accelerano il Metabolismo: Nomi e Approfondimenti

Il problema del sovrappeso e dell'obesità è molto diffuso e comporta implicazioni negative per la salute e il benessere delle persone. Sempre più spesso si sente parlare di farmaci che aiutano nel dimagrimento e nella cura dall'obesità. I farmaci per l'obesità vanno assunti sotto consiglio medico e la maggior parte di essi richiede una prescrizione medica. Non tutti però: esistono farmaci per l'obesità che possono essere richiesti senza ricetta. Vediamo quali sono.

Cos'è l'obesità?

L'obesità, androide o ginoide, è una malattia causata da un eccesso di peso che può mettere a rischio la nostra salute. Questa condizione, sempre più comune, è legata a una combinazione di fattori, tra cui la genetica e lo stile di vita. In Italia, circa sei milioni di persone sono affette da obesità di diverso grado, con un rischio maggiore tra gli uomini rispetto alle donne.

L'obiettivo del trattamento dell'obesità va ben oltre la semplice perdita di peso. Si tratta di migliorare la qualità della vita, prevenire malattie e promuovere il benessere a lungo termine. Per raggiungere questo scopo, è fondamentale adottare uno stile di vita sano e sostenibile, con l'aiuto di un team di esperti che fornisca supporto e guida personalizzata. Non esiste quindi un farmaco in grado di risolvere questa condizione senza un adeguato cambiamento nelle abitudini alimentari e nello stile di vita.

La psicoterapia può aiutare a sviluppare strategie per gestire le emozioni legate al cibo, migliorare l'autoefficacia e affrontare eventuali disturbi alimentari che spesso coesistono con l'obesità. Un supporto adeguato come quello offerto da Serenis può contribuire a migliorare l'autostima e la percezione di sé stessi, elementi essenziali per un percorso di dimagrimento efficace e duraturo.

Farmaci per accelerare il metabolismo

Per combattere il sovrappeso e l'obesità, i medici hanno scoperto diversi farmaci e principi attivi che possono aiutare a perdere peso. Tra questi, alcuni dei più noti includono:

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Tirzepatide (Mounjaro)

Il Mounjaro è un farmaco antidiabetico autorizzato negli USA dalla FDA (Food and Drug Administration) il cui principio attivo è la tirzepatide. La tirzepatide è una molecola che agisce su due recettori: GIP e GLP-1. È utile per controllare il diabete. Inoltre, il dosaggio consigliato dallo specialista può aiutare anche i pazienti obesi. In Italia la tirzepatide non è ancora autorizzata ma gli studi sono promettenti e aspettiamo l’autorizzazione al farmaco entro il 2024.

La terapia dimagrante con la tirzepatide si basa su un meccanismo d'azione multifattoriale. Il farmaco agisce come un soppressore dell'appetito, riducendo la sensazione di fame e controllando gli impulsi alimentari. Inoltre il tirzepatide potrebbe aumentare il metabolismo basale, cioè la quantità di energia che il corpo brucia a riposo. Questo aiuta a bruciare più calorie durante il giorno, anche senza attività fisica intensa. La terapia prescritta dallo specialista con tirzepatide può migliorare il metabolismo dei grassi nel corpo. Questo aiuta a bruciare i depositi di grasso e a usare queste riserve come energia. È molto utile per chi ha difficoltà a perdere peso.

La tirzepatide è principalmente indicata per le persone con un indice di massa corporea (IMC o BMI) elevato, indicativo di sovrappeso o obesità. Nella maggior parte dei casi queste difficoltà sono da imputare a uno squilibrio ormonale o a malattie del metabolismo. La tirzepatide non è una “molecola miracolosa” per la perdita di peso. Deve essere utilizzato in sinergia con un programma di dimagrimento strutturato per le esigenze specifiche del paziente. Come abbiamo già detto, la prescrizione della tirzepatide in Italia dovrà, se autorizzata, essere effettuata da un medico esperto come per esempio un endocrinologo. Solo il medico può scegliere la terapia farmacologica, valutando attentamente la condizione del paziente, il suo storico medico e il rischio-beneficio dell'uso del farmaco.

Attraverso test diagnostici, come l’elettrostratigrafia segmentale, valutiamo la distribuzione dell’adipe nel corpo e in particolare possiamo rilevare la presenza di grasso viscerale, quello più pericoloso, perché distribuito intorno agli organi interni. Il grasso viscerale è dannosissimo perché determina la comparsa di patologie gravi quali il diabete, malattie cardiovascolari le artriti e tumori. L’obiettivo è ottenere risultati concreti e duraturi con specifici programmi di mantenimento. La terapia con la tirzepatide è promettente per il controllo del peso e i dati in possesso della comunità scientifica sono brillanti.

Orlistat

Tra i farmaci disponibili senza prescrizione medica, l'Orlistat è senza dubbio uno dei più noti. Questo farmaco è disponibile in formulazioni da banco e può essere utilizzato da adulti con un BMI superiore a 28.

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L'orlistat (Alli®, Beacita®, Xenical®) è un farmaco che agisce bloccando gli enzimi che scompongono i grassi nel nostro intestino. In questo modo, una parte dei grassi ingeriti non viene assorbita dall'organismo, ed è proprio questo meccanismo a contribuire alla perdita di peso.

Disponibile in capsule da 60 o 120 mg, l'orlistat si assume durante i pasti principali e il dosaggio deve essere sempre concordato con il medico. L'efficacia può variare da persona a persona; tuttavia, possiamo iniziare a notare i risultati dopo alcune settimane di utilizzo regolare, specialmente se lo abbiniamo ad una dieta equilibrata e ad esercizio fisico.

L'orlistat è un farmaco con effetti collaterali che possono causare disturbi gastrointestinali come crampi, flatulenza e feci grasse, e può ridurre l'assorbimento di alcune vitamine. È controindicato durante l'allattamento e in presenza di problemi al fegato o di malassorbimento intestinale, ovvero quando l'organismo ha difficoltà ad assorbire i nutrienti. Inoltre, se si stanno assumendo altri farmaci, è fondamentale consultare il medico per evitare possibili interazioni dannose.

Liraglutide

La liraglutide, un farmaco inizialmente utilizzato per il diabete di tipo 2, ha dimostrato di essere efficace anche nel trattamento dell'obesità. Si trova in commercio come Saxenda. Grazie alla capacità di simulare l'azione di un ormone naturale, questo principio attivo contribuisce alla riduzione del peso corporeo e della massa grassa, agendo sulla sensazione di fame e sazietà. Somministrato tramite iniezione sottocutanea, una volta al giorno, questo farmaco deve essere associato a una dieta ipocalorica e all'attività fisica.

La liraglutide deve essere utilizzata con cautela in persone con particolari condizioni di salute, come malattie del fegato o disturbi gastrointestinali. Gli effetti collaterali più comuni includono nausea, vomito e diarrea.

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Naltrexone e Bupropione

Il farmaco a base di naltrexone e bupropione, noto con il nome commerciale di Mysimba, può aiutare a perdere peso, ma va assunto sotto stretto controllo medico. Può essere acquistato in farmacia solo ed esclusivamente presentando la ricetta medica.

Questo medicinale agisce sul cervello riducendo la voglia di mangiare, ma può causare effetti collaterali come nausea e mal di testa. È importante assumere il farmaco come prescritto e informare il medico di qualsiasi altro farmaco o integratore che si sta assumendo.

Semaglutide (Ozempic, Wegovy)

Si chiama Ozempic, nome commerciale della semaglutide sviluppata dall'azienda farmaceutica danese Novo Nordisk, e da qualche tempo è finito alla ribalta sui social, e non solo, come medicinale “miracoloso” per perdere chili di troppo. L’attenzione a questo farmaco è sorta recentemente perché a cercarlo non sono solo i soggetti obesi, cioè le persone con indice di massa corporea superiore a 30.0 kg/m2, ma anche moltissime persone in sovrappeso, desiderose di dimagrire e deluse dai risultati insoddisfacenti ottenuti sia dalle pratiche sportive che dalle diete più diverse.

L’Ozempic fa parte della famiglia degli Agonisti GLP-1, farmaci che mimano l’azione di un ormone naturale, il “glucagon-like peptide-1” (indicato con la sigla GLP-1). Questi farmaci nascono con un impiego specifico: il trattamento del diabete di tipo 2. Il loro meccanismo d’azione prevede infatti un aumento della produzione di insulina, l’ormone che abbassa il livello di zucchero nel sangue. Inoltre questi farmaci riducono la secrezione di glucagone, l’ormone che aumenta la glicogenolisi, cioè il rilascio di carboidrati che sono immagazzinati nel fegato. Permettono così di tenere sotto controllo la glicemia.

L’impiego di questi farmaci anti-diabete anche per la perdita di peso nasce dal fatto che essi, imitando il comportamento dell’ormone GLP-1, hanno inoltre la capacità di rallentare lo svuotamento gastrico in seguito all’assunzione di cibo e ridurre l’appetito mediante l’invio di segnali di sazietà al cervello. Una volta assunti dai pazienti, vanno ad occupare i recettori di GLP-1 in alcune aree del cervello che regolano i nostri comportamenti alimentari, inducendoci a smettere di mangiare e stimolando una sorta di rifiuto verso i cibi ultra processati, quelli che più fanno ingrassare.

Per questo motivo circa tre anni fa Novo Nordisk ha fatto domanda di autorizzazione per un nuovo farmaco che si chiama Wegovy e che è sostanzialmente l’Ozempic, ma con un dosaggio più alto e realizzato appositamente come rimedio contro l’obesità. Il farmaco è stato autorizzato negli Stati Uniti nel 2021 e all’inizio del 2022 nell’Unione Europea.

Oltre al Wegovy, ci sono poi il Mounjaro e lo Zepbound, prodotti da Eli Lilly, hanno la tirzepatide come principio attivo e presentano pochi effetti collaterali. A questi si aggiunge il Saxenda, prodotto sempre da Novo Nordisk con la liraglutide come principio attivo.

Dal Semaglutide al Tirzepatide: Gli Agonisti GLP-1R

Si tratta di farmaci, chiamati “agonisti del recettore per l’ormone GLP-1 (o agonisti GLP-1R)", che aiutano i soggetti sovrappeso/obesi a perdere tra il 15% e il 20% del loro peso corporeo, e a ridurre il rischio di problemi cardiaci. Il più popolare è semaglutide (Ozempic), ma ce ne sono altri quali, dulaglutide, lixisenatide, liraglutide, exenatide, e tirzepatide. Gli agonisti GLP-1R sono disponibili in formulazione iniettabile per via sottocutanea ad intervalli settimanali, ad eccezione di semaglutide, per il quale esiste anche la possibilità della somministrazione per via orale.

Grazie alla loro capacità di stimolare la secrezione di insulina, gli agonisti GLP-1R sono stati utilizzati con successo nelle fasi precoci del diabete di tipo 1, ma con un effetto sul controllo della glicemia che si attenua dopo mesi di trattamento. Sono altresì raccomandati per il controllo della glicemia in pazienti con diabete di tipo 2, anche prima di iniziare la terapia con insulina, perché il rischio di episodi di ipoglicemia è molto limitato, oltre che per l’effetto di riduzione del peso corporeo, che è spesso elevato in questi pazienti.

Sin dal 2016 molti studi clinici hanno dimostrato che gli agonisti GLP-1R possono prevenire eventi cardiovascolari importanti, come l’infarto acuto del miocardio o l’ictus, e la mortalità associata.

In particolare, uno studio recente in più di 17,000 pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica e in sovrappeso o obesi, ha dimostrato che semaglutide riduce del 20% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori (infarto, ictus, fatali e non-fatali) rispetto a chi ha ricevuto placebo (una formulazione visivamente simile a semaglutide, ma senza contenere il farmaco). Dai risultati di questo studio emerge che è necessario trattare 67 pazienti con semaglutide per 34 mesi per prevenire uno di questi eventi (infarto o ictus).

Altrettanto significativa è la notizia recente che lo studio FLOW, in più di 3,500 pazienti con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica, è stato interrotto per eccesso di efficacia del trattamento con semaglutide. L’agonista GLP-1R ha ridotto del 24% il rischio di progressione della malattia renale verso l’insufficienza renale terminale (e la necessità di dialisi o trapianto), oltre che il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, rispetto a chi ha ricevuto placebo. Inoltre dagli studi preclinici emerge la possibilità che gli agonisti GLP-1R abbiano anche altri effetti terapeutici oltre a quelli su diabete, malattie cardiovascolari e renali. Sembra ad esempio che abbiano un effetto neuroprotettivo nella malattia di Parkinson e in quella di Alzheimer. Tuttavia, questi risultati incoraggianti attendono la validazione clinica in studi con sufficiente durata e adeguata numerosità di pazienti.

"Osservazioni impressionanti sono state raccolte anche in ambito oncologico", ha osservato Giuseppe Remuzzi, Direttore dell'Istituto Mario Negri: "Pur non disponendo di uno studio controllato, è stata evidenziata, su due milioni di pazienti con diabete di tipo 2, la funzione protettiva dal rischio di sviluppre tumori associati all'obesità, come quelli a carico del colon, della colecisti e del pancreas".

Cosa dice il primo grande studio sull'Ozempic sugli effetti nel lungo periodo

A gennaio 2025 sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Medicine i risultati del primo grande studio sugli effetti di un uso prolungato dei farmaci cosiddetti “agonisti del recettore per l’ormone GLP-1”, o GLP-1RA, di cui il più famoso è l'Ozempic.

La ricerca è stata condotta su oltre 17.000 persone in sovrappeso o obese, senza diabete ma ad alto rischio cardiovascolare. I risultati hanno confermato che Ozempic non solo favorisce un dimagrimento significativo, ma riduce il rischio di eventi cardiovascolari gravi, anche tra chi non soffre di diabete.

In particolare, è emerso che i pazienti trattati con Ozempic e altri agonisti del recettore GLP-1 hanno una minore probabilità di sviluppare 42 diverse patologie, tra cui insufficienza renale cronica, ictus, problemi di coagulazione e malattie cardiache. Inoltre, il trattamento sembra ridurre il rischio di Alzheimer del 12%, di schizofrenia e altri disturbi psicotici del 18%, infezioni batteriche e dipendenze.

Tuttavia, lo studio ha anche evidenziato alcuni rischi e possibili effetti collaterali da non sottovalutare, alcuni dei quali già evidenziati in precedenza: i pazienti che hanno assunto farmaci GLP-1RA hanno mostrato un rischio maggiore per 19 condizioni, tra cui un aumento dell’11% per l’artrite e addirittura del 146% per la pancreatite, una grave infiammazione del pancreas. Altri effetti indesiderati frequenti sono stati nausea, vomito, dolori addominali, pressione bassa, così come un aumento dei casi di calcoli renali, diverticolite ed emorroidi.

Gli autori sottolineano che, pur trattandosi di risultati incoraggianti che segnano un passo avanti importante nella lotta all’obesità e alle sue complicanze, è necessario continuare a monitorare la sicurezza a lungo termine di questi farmaci.

Si tratta di farmaci sicuri?

Gli agonisti GLP-1R sono diventati estremamente popolari, nonostante la scarsità di dati a lungo termine sulla loro sicurezza. Sono stati riportati eventi avversi seri, quali pancreatiti, ostruzione intestinale, paresi dello stomaco, comparsa di pensieri di suicidio (non confermata in studi più recenti, in più di 1.5 milioni di pazienti con diabete di tipo 2) o di autolesionismo. Tuttavia servono conferme a queste osservazioni. Per molti pazienti obesi e a rischio elevato di malattie cardiovascolari, diabete e malattie renali, probabilmente i benefici superano i rischi, almeno a breve termine.

Quando una persona perde molto peso in breve tempo, come capita con semaglutide e gli altri agonisti GLP-1R, si perde non solo grasso, ma anche la massa muscolare magra, in quanto introducendo meno alimenti ad elevato contenuto in proteine (ad esempio pollo, pesce, uova), vengono a mancare gli aminoacidi necessari a mantenere la muscolatura, e quindi la forza. D’altra parte vanno evitati alimenti ad alto contenuto di grassi, perché rendono dolorosa la sensazione di sazietà avvertita dal soggetto. Inoltre, chi assume questi farmaci ha spesso anche meno sete, con il rischio di disidratarsi; si raccomanda quindi di bere acqua a sufficienza, monitorandone la quantità assunta ogni giorno.

C’è però anche un aspetto positivo. Chi è obeso e perde decine di chili, quasi sempre diventa molto più consapevole della qualità di ciò di cui si nutre. Temendo di riacquistare peso, queste persone tendono a evitare soprattutto gli snack, le bevande zuccherate e i dolci e, in generale, gli alimenti ipercalorici, e poveri dal punto di vista nutrizionale.

A chi si può prescrivere l’Ozempic?

In Italia semaglutide (Ozempic®) è rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) solo per il trattamento di adulti affetti da diabete mellito di tipo 2 non adeguatamente controllato, in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico: a) come monoterapia, quando l’uso di metformina è considerato inappropriato a causa di intolleranza o controindicazioni; b) in aggiunta ad altri medicinali per il trattamento del diabete. Per quanto riguarda l’obesità, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha recepito la valutazione positiva dell’Agenzia Europea dei Farmaci (EMA) per semaglutide, approvando il farmaco anche per questa ulteriore indicazione, ma per ora non ne è prevista la rimborsabilità dal SSN. In sintesi, in Italia semaglutide ha l’indicazione anche per il trattamento dell’obesità, ma comunque solo a pagamento.

A questo proposito è interessante osservare che le aziende produttrici di farmaci agonisti GLP-1R stanno adottando diversi nomi commerciali per lo stesso prodotto, in relazione all’indicazione terapeutica specifica (diabete di tipo 2 o obesità). Questo è anche il caso di semaglutide, in commercio col nome di Ozempic® per il trattamento del diabete di tipo 2 e col nome di Wegovy® (non ancora disponibile in Italia) per l’obesità. La spiegazione è che per il controllo del diabete è sufficiente una dose non superiore a 1 mg per settimana di semaglutide (Ozempic®) per raggiungere il massimo effetto sulla glicemia, mentre per l’obesità serve raddoppiare la dose (2.4 mg per settimana) per perdere più di 10 kg di peso. Visto il numero crescente di soggetti obesi, l’alto dosaggio necessario per ottenere anche solo una riduzione minima di peso, e i costi elevati del farmaco, si comprende come il SSN non possa per ora rimborsare la prescrizione di semaglutide per questi pazienti.

Va infine considerato un aspetto etico: la corsa all’uso di semaglutide da parte di chi è obeso o semplicemente in sovrappeso (nonostante i costi e la ripresa di peso alla sospensione del trattamento), attualmente mette a rischio la disponibilità di Ozempic® per la popolazione di pazienti con diabete di tipo 2 per cui il farmaco è indicato e rimborsabile dal SSN.

Integratori per dimagrire

Il mercato degli integratori alimentari per dimagrire offre una vasta gamma di prodotti, ciascuno con una formulazione specifica e un meccanismo d'azione potenzialmente diverso. Questi integratori possono contenere fibre, erbe, vitamine, minerali e altri composti natural; l'efficacia di questi prodotti è spesso oggetto di dibattito scientifico. È importante ricordare che gli integratori non sono farmaci e non sostituiscono una dieta sana e l'attività fisica.

Prima di acquistare un integratore per dimagrire, è importante verificare se esistono studi scientifici che ne attestino l'efficacia. Gli studi clinici sono fondamentali per capire se un prodotto funziona davvero, se è sicuro e permettono di valutare se l'integratore aiuta a perdere peso, qual è la dose giusta da assumere e se ci sono effetti collaterali. Ricordiamo che non tutti gli integratori sono uguali e non tutti sono supportati da prove scientifiche solide.

Tra gli integratori per dimagrire, quelli a base di sostanze naturali come caffè verde, tè verde, guaranà, garcinia cambogia e piperina sono tra i più noti e diffusi insieme a berberina, Liposuril Gocce e glucomannano. Questi prodotti sfruttano le proprietà di piante e frutti per favorire il metabolismo e ridurre l'appetito.

Chi prescrive i farmaci per obesità?

I farmaci per la gestione dell'obesità devono essere prescritti da un medico specialista come il dietologo o l'endocrinologo.

Perché grande attenzione e interesse sono rivolti all’obesità?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce un individuo obeso secondo un parametro noto come “indice di massa corporea” (IMC), che si ottiene dividendo il peso corporeo (in kg) per il quadrato dell’altezza (m2). Secondo questa definizione un soggetto è obeso quando IMC è uguale o superiore a 30.0 kg/m2, mentre è sovrappeso quando IMC è compreso tra 25.0 e 29.9 kg/m2. L’obesità è considerata grave quando il peso corporeo supera del 60% quello ideale, cioè di circa 40 kg quello ideale. Si stima che nel mondo più di 770 milioni di adulti siano obesi, e la previsione per il 2030 è che il numero supererà il miliardo di individui. Si tratta di un problema enorme visto che l’obesità si associa al diabete di tipo 2 (quello che un tempo si definiva diabete dell’adulto) e, di conseguenza, alle sue complicanze renali, cardiovascolari e neurologiche.

Dieta, esercizio fisico e chirurgia per dimagrire?

Se si è in sovrappeso, o obesi, è opportuno rivolgersi al proprio medico per avere consigli su come dimagrire in maniera sicura e accertarsi che non vi siano altre cause. In genere, il modo migliore per perdere peso consiste nel combinare una dieta salutare con attività fisica regolare.

Tabella riassuntiva dei farmaci e integratori

Farmaco/Integratore Principio Attivo Meccanismo d'Azione Effetti Collaterali Comuni Prescrizione Medica
Mounjaro Tirzepatide Soppressore dell'appetito, Aumento del metabolismo basale N/A (in attesa di autorizzazione in Italia) Sì (se autorizzato)
Alli, Beacita, Xenical Orlistat Blocca l'assorbimento dei grassi nell'intestino Crampi, flatulenza, feci grasse No
Saxenda Liraglutide Simula l'azione di un ormone naturale, riduce fame e sazietà Nausea, vomito, diarrea
Mysimba Naltrexone e Bupropione Agisce sul cervello riducendo la voglia di mangiare Nausea, mal di testa
Ozempic, Wegovy Semaglutide Agonista del recettore GLP-1, aumenta la produzione di insulina Pancreatite, problemi gastrointestinali
Integratori per dimagrire Caffè verde, tè verde, guaranà, ecc. Favoriscono il metabolismo e riducono l'appetito Variano a seconda del prodotto No
Fonti:
  • ShowDoc. (n.d.-b). (2011). Evaluation of efficacy and safety of orlistat in obese patients. Indian Journal of Endocrinology and Metabolism, 15(2), 99.
  • M., Yanovski, J. A., & Calis, K. A. (2000). Orlistat, a new lipase inhibitor for the management of obesity. Pharmacotherapy the Journal of Human Pharmacology and Drug Therapy, 20(3), 270-279.
  • (n.d.). Farmaci per il trattamento dell’obesità. (2021, May 12).
  • Il miglior integratore per dimagrire? Non esiste. Fondazione Umberto Veronesi. (n.d.).
  • ISS. In questa paginaLA CACCIA ALLA SEMAGLUTIDE IN TUTTE LE FARMACIEPERDITE DAL 10 AL 25 PER CENTO DEL PESOUN FRENO ALL’ALZHEIMER IN CHI HA IL DIABETEDUE COMMENTI SCIENTIFICI A CONFRONTORISCHIO DI OBESITA’ SARCOPENICACOMPENSARE CON PROTEINE E MOVIMENTOUNA MALATTIA CRONICA RECIDIVANTEMIGLIORA LA QUALITA’ DEL MUSCOLO RIMASTOUN FORTE HANDICAP: LA RIPRESA DEL PESO PERDUTO.

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