Dieta significa stile di vita, prendersi cura di sé, avere consapevolezza del proprio stato di benessere e avere la determinazione per evitare fastidiosi stati di malessere. Il nostro corpo è una macchina complessa ed esiste una relazione profonda tra le nostre abitudini alimentari e la nostra salute. Gli alimenti e le modalità di cottura che scegliamo agiscono sul corpo stimolando una serie di risposte ormonali e biochimiche. E’ importante conoscere gli effetti delle nostre scelte e le sue conseguenze.
Ogni giorno, almeno 3 volte al giorno, scegli per te e per la tua famiglia, cosa mangiare, come abbinare i cibi tra loro e come cucinarli. Ogni volta che lo fai hai la possibilità di fare del bene al tuo corpo e alla tua salute perché il cibo è, o può essere, il farmaco naturale più potente che abbiamo a disposizione.
Quando pensi alla dieta pensi alla riduzione di grassi, carboidrati e al conteggio delle calorie? Dimentica rigidi regimi alimentari, il calcolo compulsivo delle calorie e l’angoscia del peso. Immagina ogni pasto ben organizzato con tutti i macronutrienti: carboidrati, proteine, grassi e con ingredienti funzionalmente sani, che hanno un’azione sulla fisiologia del corpo.
Chi è Francesca Musaio?
Sono Francesca Musaio, Biologa Nutrizionista, esperta di fisiologia della nutrizione. Mangiare per me significa nutrire il corpo con cibi sani per raggiungere un equilibrio tra corpo e mente che migliora la salute e il benessere globale del corpo. Sono mamma di due bambini e mi destreggio tra nutrizione e benessere al femminile.
Gravidanza e allattamento sono fasi delicate della vita di una donna. Le scelte alimentari hanno un ruolo fondamentale nei periodi del pre-concepimento, della gestazione e dell’allattamento e, non solo determinano il proprio stato di salute, ma anche quello presente e futuro del bambino. Questo è solo l’inizio di un lungo percorso. Il tuo ruolo di mamma nell’educazione alimentare di tuo figlio fino all’adolescenza sarà determinante per le scelte che farà da grande e per il suo stato di salute e benessere. Nutrizione Mamma vuole stare al fianco delle donne e rispondere a dubbi e domande in modo corretto e semplice, con consigli pratici su come gestire la propria alimentazione e quella dei più piccoli.
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Il filosofo Feuerbach, già alla metà del 1800, affermava ”Noi siamo quello che mangiamo”. Oggi questo principio è ancora più vero e influenzato dal modo di mangiare moderno più ricco di zuccheri, carboidrati raffinati, sale e grassi animali.
Come si svolge una consulenza con Francesca Musaio?
Durante il primo incontro approfondirò la storia medica clinica e gli obiettivi del paziente. Porta con te tutti gli esami che hai a disposizione. Ecco cosa faremo:
- Analisi della storia ponderale, ovvero come è cambiato il peso negli anni
- Analisi delle abitudini di vita e le preferenze alimentari
- Valutazione della composizione corporea: peso, altezza e circonferenze
- Analisi bioimpedenziometrica per la valutazione del metabolismo basale, massa magra, massa grassa, acqua totale, acqua extracellulare, massa cellulare
Tutte queste informazioni mi permetteranno di prepararti un Progetto Alimentare cucito su misura sulle tue esigenze. Inoltre, ricevi:
- Il planning settimanale per aiutarti ad organizzare il tuo piano alimentare
- Il diario alimentare, che ti aiuterà ad aumentare la tua consapevolezza e a monitorare gli effetti del cambiamento
- Il kit informativo di benvenuto per iniziare il tuo percorso di rieducazione alimentare
In genere l’appuntamento di controllo si fissa dopo 3-4 settimane dalla prima consulenza. La mia esperienza mi ha dimostrato che controlli più ravvicinati, soprattutto all’inizio del percorso nutrizionale, aiutano mamme e bambini a rimanere concentrati sull’obiettivo e permettono a me di valutare se la strada intrapresa è quella giusta. Ho creato una tappa intermedia che ho chiamato Sprint Check up, un rapido controllo di 15 minuti per valutare l’andamento del peso e del progetto alimentare.
Durante l’appuntamento di controllo valuteremo l’efficacia del Progetto Alimentare, analizzeremo le eventuali difficoltà di applicazione e se necessario faremo delle modifiche per ottenere i migliori risultati possibili. Durante la consulenza nutrizionale ripeteremo la valutazione della composizione corporea e l’analisi bioimpedenziometrica. Hai dubbi, domande o bisogno di assistenza sul Progetto Alimentare?
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Cook in Plus: un'iniziativa per la buona cucina
Cook in Plus è il delivery della buona cucina. Un network di ristoranti che offrono ricette di cucina funzionale e nutraceutica che arriva direttamente a casa. Il progetto è stato ideato dal ristoratore e Chef Roberto Cipolla. Docente di Biologia Applicata presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Organizzatore del Laboratorio di educazione alimentare in occasione di “Race for the cure”, evento mondiale sulla prevenzione del tumore al seno, in collaborazione con AIAB. Vuoi fissare un appuntamento?
Capricci a tavola: come affrontarli?
I vostri figli fanno tantissimi capricci per mangiare anche un solo cucchiaino di pappa? Non assaggiano, piangono, urlano, sputano e lanciano addirittura il piatto appena vi girate? Ci sono bambini molto voraci e poi ci sono quei bimbi a cui diventa un’impresa far mangiare quasi qualunque cosa.
Mia figlia fino a un anno mangiava quasi tutto quello che le proponevo - sono riuscita a propinarle una marea di risotti verdi con le verdure più temute dai bambini, frullate - poi qualcosa è cambiato. Sarà stato il nido? Il bambino è influenzato a livello sociale nella scelta degli alimenti e tende a mangiare per imitazione. Quindi anche l’osservazione dei compagni può portare a riproporre un comportamento positivo o negativo che sia.
D: Buongiorno Francesca, per prima cosa spieghiamo bene a tutti in cosa consiste il tuo mestiere.
R: Sono una biologa nutrizionista e mi occupo di nutrizione a 360 gradi ma con un’attenzione in più alle mamme e collaboro con alcuni pediatri per l’educazione alimentare di bambini e adolescenti. L’Italia purtroppo, come è noto ha un primato negativo in Europa proprio per l’aumento dell’obesità infantile.
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D: Capricci a tavola… perché succede anche con bambini piccolissimi? Hanno già i loro gusti?
R: Diciamo subito che tra i 2 e i 15 anni nessuno preferisce le verdure a pasta e dolci. E invece no! Alcuni bambini hanno un carattere determinato (anche a tavola) ed esprimono da subito i loro gusti, altri non amano alcune consistenze soprattutto quelle mollicce e viscide.
“No, no vojo questo!” segue tentativo di lancio del piatto. Come bisogna reagire? Mai forzare! Il mio pediatra dice che è inutile correre in cucina a cucinare altro se la bambina non vuole mangiare ciò che c’è nel piatto. Ha ragione? D’altro canto se il bambino mangia poche cose non si può prendere che mangi all’improvviso un cibo sconosciuto e impuntarsi non serve.
D: Diana è capace di strafogarsi di un piatto, che sia hamburger o pasta e legumi, e di rifiutarlo assolutamente se gli viene proposto qualche giorno dopo. Perché? A volte mi ritrovo a sentire mamme che mi dicono: fino a 2 mesi fa mangiava le zucchine, ora neanche più quelle! Il malessere ha una durata limitata… il rifiuto di un alimento dura più a lungo. In ogni caso mai insistere.
Parlando con le mamme, mi accorgo che tanti bambini si nutrono - a periodi - solo di pane o solo di pasta (la mia ha avuto il periodo hamburger): come gestire questi periodi a volte lunghi? E come gestire l’ansia delle carenze a cui va incontro il bambino? Il menu non lo sceglie il bambino! Non si chiede ad un bambino: Cosa vuoi mangiare? Si prepara e si propone. La scelta degli alimenti proposti di giorno in giorno ai vari pasti deve essere varia, inserendo di volta in volta cibi nuovi o cucinati in maniera differente.
D: Ultima domanda: il mio compagno ed io, quando ero incinta, eravamo sicuri che mangiando noi di tutto non avremmo mai avuto una bimba schizzinosa.
R: A partire dalle prime settimane di gestazione il feto inala il liquido amniotico e con esso viene a contatto con le sostanze che la mamma mangia. Nella teoria sarebbe perfetto, in pratica poi ogni bambino è un individuo a sé stante.
Spesso sono le grandi quantità a spaventare i bimbi: un piatto stracolmo di verdure può scoraggiare i più piccoli, che possono non sentirsi in grado di finirlo. Ad es. cominciate con piatti grandi e poca verdura nel bimbo inappetente. E per i cibi che non piacciono chiediamo perché: ho chiesto a mia figlia perché non le piacciono gli spinaci: sono mollicci. I carciofi? Tutta la famiglia deve cercare di avere lo stesso tipo di alimentazione. In questo ambito la famiglia ricopre un ruolo cruciale come modello. Dobbiamo trasferire un’idea positiva del cibo: dobbiamo essere per prima noi convinti di quello che stiamo dicendo loro.
Non chiedere al bambino cosa vuoi da mangiare? né offrire alternative. Non lasciare che i gusti del bambino influenzino quelli della famiglia.
A tavola con la nutrizionista
Siamo felici di comunicare che a brevissimo il nostro lavoro e quello dei produttori da cui ci riforniamo verrà affiancato da quello della dott.ssa Francesca Musaio. Insieme a lei scopriremo quali sono le proprietà dei prodotti che consumiamo, vi daremo consigli su come utilizzarli e abbianarli, e, perchè no, organizzeremo incontri e dimostrazioni pratiche. Rimanete sintonizzati …
Dott.ssa Francesca Musaio Biologa nutrizionista ed esperta in bioterapia nutrizionale, una branca della nutrizione che utilizza gli alimenti e le loro diverse proprietà a scopo terapeutico. La salute, infatti, si costruisce a tavola proprio in base alle scelte che facciamo ogni giorno in cucina. I cibi che scegliamo quotidianamente ci trasformano dall’interno e possono influire positivamente sul corpo, sulla mente e sulla qualità e la durata della vita. Da sempre si occupa di diabete, insulino resistenza dell’adulto e del bambino, sindrome dell’ovaio policistico, microbiota intestinale. Mamma di due bambini le piace aiutare mamme, papà e bambini a mangiare bene e mantenersi in salute, accompagnandoli in un percorso nutrizionale che, un passo alla volta, li porterà a cambiare abitudini alimentari; perché le piccole rivoluzioni sono quelle che ci portano più lontano.
Le domande delle mamme alla nutrizionista
A cura della Dott.ssa Francesca Musaio, Biologa Nutrizionista delle Mamme. Dopo 9 incontri in cui abbiamo incontrato più di 100 donne, diverse per aspetto, per età e abitudini, ho stilato una lista di tratti comuni e di domande frequenti. Per ognuna ti indicherò quale può essere la causa e i relativi suggerimenti.
Ritenzione idrica
Un aspetto ricorrente emerso dalle rilevazioni delle composizioni corporee. Il dato che la segnala è l’alterazione dell’acqua extracellulare (in eccesso) e intracellulare (in difetto).Talvolta a questo si aggiunge anche uno stato di disidratazione. “Ma come? Trattengo acqua, ma risulto disidratata?” Questa domanda frequente trova risposta nel fatto che una presenza importante di tessuto adiposo presente impedisce all’acqua, seppure si beva tanto, di entrare nelle cellule, perché grasso e acqua sono incompatibili.Questo spiega perché la riduzione dell’adipe determina un miglioramento anche dell’idratazione.Cosa fare per la ritenzione idrica? E dopo tanto impegno concedersi dei massaggi che andranno a potenziare i risultati ottenuti garantendo un drenaggio dei liquidi e delle tossine accumulate.
Diastasi
Le risposte della nutrizionista delle mamme “Perché quando mangio la pancia si gonfia e sembro incinta?” Dopo aver valutato eventuali connessioni con intolleranza al lattosio, celiachia o intestino irritabile, bisogna inserire tra le possibilità anche la diastasi, cioè la separazione dei muscoli retti dell’addome. Una condizione possibile sia nelle donne che hanno avuto gravidanze ma anche nei soggetti obesi o che hanno avuto nel corso della vita cicli ripetuti di perdita e recupero del peso. È importante quindi convogliare i pazienti verso le figure professionali (nutrizionista, gastroenterologo, ecografista, chirurgo, ecc.) che possano fare una corretta diagnosi di un’eventuale diastasi dei retti addominali.
Insulino resistenza
Ecco i consigli della nutrizionista delle mamme “Perché non riesco a perdere peso rapidamente? Come mai ingrasso soprattutto sulla pancia?” Sono domande molto comuni tra le mamme. La risposta spesso si cela dietro l’insulino resistenza, una condizione patologica che ho ritrovato frequentemente nelle interviste fatte alle mamme. Si tratta di un’alterazione della risposta delle nostre cellule all’insulina. L’insulina è l’ormone prodotto dal pancreas per regolare la glicemia, ossia il livello di glucosio nel sangue. Il glucosio, che è per il nostro organismo un po’ come la benzina per la macchina, entra nelle cellule proprio grazie al segnale innescato dall’insulina, ma se le cellule cominciano a “diventare sorde” a questo segnale, ecco che si instaura la resistenza insulinica. Cosa comporta? Ad esempio determina una maggiore facilità a prendere peso (soprattutto a livello addominale) così come una maggiore difficoltà a perderlo. In questi casi oltre all’alimentazione, in cui l’apporto di fibra da verdura, ortaggi e (se necessari) integratori è fondamentale per la modulazione glicemica, riveste un ruolo altresì importante l’attività fisica. Nelle donne, questa condizione, è spesso associata alla sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Spesso si sa di avere cisti ovariche senza aver indagato questa condizione. Se non lo avete mai fatto, parlatene con il vostro ginecologo.
Menopausa
“Da quando sono in menopausa il mio corpo si è trasformato” - I consigli della nutrizionista delle mamme sulla nutrizione in menopausa Con l’arrivo della menopausa poi, il diverso assetto ormonale, la diminuzione degli estrogeni e dell’azione lipolitica determina un aumento proprio della circonferenza vita, portando anche le donne che in età fertile non hanno mai avuto la pancia, ad assumere una conformazione androide o a mela. In questa fase della vita il consiglio è di cambiare il proprio rapporto con la scelta del cibo. Alimenti consigliati sono ad esempio quelli ricchi di iodio come pesce, sedano e cavoli per stimolare la funzione della tiroide e quelli contenenti molecole dotate di attività estrogenica, definiti fitoestrogeni, di cui sono ricchi ad esempio salvia e rosmarino.
Mancanza di tempo per cucinare
“NON HO TEMPO DI FARE DOPPIE PREPARAZIONI” Un’altra situazione comune alle donne e mamme che lavorano è trovare il tempo per mangiar bene. Fuori casa e in casa entrano in crisi per la preparazione del menù. Spesso pensano di dover fare delle preparazioni diverse rispetto al resto della famiglia. In questo caso la mia funzione è quella di essere una sorta di “problem solver” dell’alimentazione, e spiegare che dieta non è pollo e insalata!!! Dieta in casa significa saper scegliere gli ingredienti, prepararli in maniera gustosa per tutta la famiglia e concedersi qualche volta anche una frittura o un dolce, tornando il giorno dopo ad occuparci della nostra salute e di tutta la famiglia. Per i pranzi al lavoro si può optare anche per panini con verdura o si può mangiare in mensa o al ristorante avendo cura di scegliere le pietanze e le porzioni più adatte. A casa impieghiamo per tutta la famiglia il tempo e le energie che dedichiamo all’alimentazione dei nostri piccoli. Preparare per tutta la famiglia i piatti non solo è un ottimo esempio ma ci permette di non faticare per tornare in forma.
Effetto Yo-Yo
Molte delle mamme incontrate hanno spesso parlato della loro vita dividendola in “quando sono a dieta” e “quando non sono a dieta” . Molte hanno avuto esperienze di diete classiche, restrittive e che prevedono esclusioni soprattutto di pane e pasta e hanno rinunciato ben presto a seguire piani alimentari giornalieri (in cui viene stabilito giorno per giorno, ad ogni pasto quello che deve essere consumato). Questo tipo di dieta mostra una maggiore percentuale di abbandono da parte del paziente. Il “drop out “ ha come conseguenza, soprattutto per noi donne che di diete ne seguiamo diverse nel corso della nostra vita, di rallentare il metabolismo, spesso di perdere massa muscolare anziché massa grassa innescando il ben noto effetto yo-yo.
Donne in gravidanza
Le famose pancine del Mommy’s Beauty Lounge , donne in gravidanza e in allattamento, lamentano spesso la mancanza di precise indicazioni nutrizionali per la loro condizione. “Quanta carne devo mangiare nel II e III trimestre? E quanta pasta?
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