Avere la diarrea significa emettere in abbondanza feci molto morbide o acquose più volte al giorno e comunque con maggiore frequenza rispetto alla norma. A tutti può capitare di avere episodi occasionali di diarrea, in genere non preoccupanti. Quando si parla di diarrea si fa riferimento ad un’evacuazione anomala di feci, che si presentano in volume maggiore, più fluide e con una frequenza maggiore.
La diarrea è una condizione molto comune, sia negli adulti che nei bambini, che si manifesta con feci acquose e frequenti; spesso può presentarsi in associazione ad altri sintomi, come nausea, vomito e dolori o crampi addominali. Solitamente dura pochi giorni e non richiede particolari trattamenti medici, ma nei casi più gravi può andare avanti per settimane e debilitare pesantemente l’organismo, portando alla disidratazione. Per questo motivo, soprattutto nelle persone più fragili (bambini, anziani e soggetti con sistema immunitario debilitato) è fondamentale intervenire reintegrando i liquidi persi.
Con il termine diarrea s’intende un disturbo intestinale caratterizzato dall’emissione (evacuazione) di feci non formate o liquide. Questo disturbo provoca spesso più scariche diarroiche nell’arco della giornata, a volte anche molto ravvicinate tra loro, ma può altresì succedere di evacuare feci liquide solo una o due volte in ventiquattro ore.
È bene sottolineare che la diarrea non è una malattia: si può definire piuttosto come l’espressione di numerose infezioni o patologie, che può manifestarsi in forma acuta (più frequente nelle infezioni) oppure cronica (patologie gastroenteriche, come nel caso della Sindrome del colon irritabile). Tale condizione può diventare causa di deficit nutrizionali quali disidratazione per eccessive perdite di acqua e di minerali elettroliti (sodio, potassio, cloro, etc.), diminuito assorbimento delle vitamine liposolubili (A, E, D, K) e malnutrizione.
Nel caso di diarrea dopo un viaggio, è opportuno informare il medico sull’eventuale consumo di alimenti o bevande sospette. È importante individuare quanto prima la causa della diarrea per definire una terapia mirata.
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Cause della Diarrea
Tra le cause più comuni d’insorgenza della diarrea ci sono le infezioni e le contaminazioni alimentari; diventa, quindi, fondamentale adottare alcuni accorgimenti legati alle proprie abitudini igieniche e alimentari per scongiurare i rischi.
Escluse le cause patologiche e conseguenti all’assunzione di alcuni farmaci (come gli antibiotici), anche alcuni fattori dietetici possono essere causa di disturbi gastrointestinali. I disturbi intestinali, come la diarrea, possono peggiorare significativamente a qualità di vita, interferendo con le quotidiane attività sociali e lavorative.
Ecco alcuni alimenti che possono contribuire alla diarrea:
- Gli zuccheri: possono aumentare il contenuto di acqua ed elettroliti (sali minerali) a livello del lume intestinale, alterando in tal modo la motilità dell’intestino. Se ingerite grandi quantità di zuccheri, potreste avere dunque disturbi intestinali come la diarrea. Fra gli zuccheri maggiormente responsabili di questo fenomeno vi è il fruttosio, naturalmente contenuto nella frutta o aggiunto in alcuni cibi o bevande (ad es. succhi di frutta).
- I latticini: il latte, e i suoi derivati, contengono quantità variabili di lattosio che nei soggetti intolleranti può determinare diarrea. Si tratta di una intolleranza enzimatica, ovvero l’organismo è incapace, a causa di un deficit a carico di un enzima (la lattasi), di digerire il lattosio.
- I FODMAPs: il termine è un acronimo che sta per Fermentable-Oligo-Di- and - Mono-saccharides And Polyols. Si tratta di un gruppo di carboidrati (fruttosio, lattosio, fruttani, galattani e polioli) che sono scarsamente assorbiti nell’intestino e richiamano, pertanto, acqua nell’intestino con conseguente diarrea. Sono rapidamente fermentate dai batteri intestinali con produzione di gas.
- Il glutine: è una proteina contenuta nel frumento, farro, segale e orzo.
- I fritti e i cibi grassi: alcune persone manifestano tempi di digestione di questi cibi piuttosto lunghi.
- Cibi speziati: le spezie possono mascherare l’elevato contenuto di grassi negli alimenti.
- Caffeina: la caffeina accelera la motilità dell’apparato digestivo.
La causa più comune di diarrea, sia negli adulti sia nei bambini, è la gastroenterite, ovvero un’infezione intestinale e dello stomaco che può essere determinata da un ampio spettro di agenti infettivi (virus, batteri e parassiti). La gastroenterite causa una diarrea acuta a cui di solito si associano altri sintomi caratteristici come nausea, vomito, gonfiore e dolore addominale, e talvolta febbre.
Alimenti che disturbano il sistema digestivo: alcune persone hanno difficoltà a digerire determinati alimenti e, una delle conseguenze di questa difficoltà digestiva, è la diarrea.
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Malattie che colpiscono l’intestino: esistono numerose condizioni che provocano irritazione e infiammazione dell’intestino e che, di conseguenza, possono provocare diarrea.
Tipi di Diarrea
Si possono distinguere due tipologie di diarrea, le forme acute che hanno una durata limitata di alcuni giorni e quelle croniche. In caso di diarrea cronica, la diagnosi differenziale è più complessa.
- La diarrea acuta ha durata inferiore a 14 giorni ed è spesso causata da infezioni, intossicazioni alimentari o farmaci.
- La diarrea cronica persiste per più di 4 settimane e richiede sempre una valutazione medica approfondita per identificare la causa sottostante. Può essere dovuta a malattie infiammatorie croniche, malassorbimento, disturbi funzionali o condizioni sistemiche.
Tra le varie tipologie di diarrea, poi, se ne distingue una particolare, detta diarrea del viaggiatore: si tratta di una sindrome caratterizzata da scariche di feci liquide di intensità variabile, che colpisce le persone in viaggio all’estero, in particolare in Paesi dove le condizioni igieniche e sanitarie sono carenti. Generalmente la sintomatologia dura due o tre giorni, ma in alcuni casi può arrivare a 7-10 giorni.
Sintomi Associati
Oltre all’alterazione delle feci, la diarrea si associa spesso a crampi addominali, nausea, vomito, febbre e malessere generale. I crampi sono tipicamente colici, intermittenti e localizzati intorno all’ombelico o nella parte bassa dell’addome. La disidratazione può manifestarsi con sete, secchezza della bocca, riduzione della produzione di urina, stanchezza e capogiri. Nei casi severi si possono sviluppare alterazioni elettrolitiche con crampi muscolari, debolezza e alterazioni del ritmo cardiaco. Sintomi extraintestinali possono includere mal di testa, dolori muscolari e articolari, specialmente nelle forme infettive.
Come Prevenire la Diarrea
Non è sempre possibile prevenire la diarrea, ma è possibile adottare alcuni comportamenti volti a ridurre il rischio e la probabilità di infezioni o contaminazioni alimentari, che possono provocarla.
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- Praticare una buona igiene: lavare accuratamente le mani con acqua e sapone dopo aver utilizzato il bagno o preparato e mangiato il cibo.
- Conservare correttamente gli alimenti: prestare attenzione alla corretta temperatura di conservazione e/o cottura degli alimenti è fondamentale.
- Fare attenzione a cosa si beve e si mangia durante i viaggi: come anticipato, quando si è in viaggio è preferibile evitare l’acqua del rubinetto (sia per bene che per lavarsi i denti) e le bevande servite con i cubetti di ghiaccio. Vanno sempre preferite bibite in bottiglia, sigillate, o liquidi che siano stati bolliti (caffè o tè).
Cosa Mangiare e Cosa Evitare in Caso di Diarrea
Quando è presente la diarrea, infatti, può essere utile privilegiare nella propria dieta alcuni cibi a discapito di altri.
Tra i vegetali privilegiare carote, fagiolini, funghi, patate, zucca, asparagi, zucchine e barbabietole, avendo cura di rimuovere semi e bucce e di cuocerli prima di consumarli. Così come esistono alimenti da preferire, ci sono alcuni cibi che possono rendere le feci liquide e che, di conseguenza, sono da evitare o limitare, soprattutto in presenza di diarrea cronica.
Per tenere sotto controllo la diarrea evitando peggioramenti e fastidi in più, ecco la dieta giusta.
Durante la fase acuta della diarrea, la dieta dovrebbe essere leggera e facilmente digeribile. Il riso bianco bollito rappresenta l’alimento base ideale perché fornisce energia senza irritare l’intestino. Le carni bianche come pollo o tacchino, cotte al vapore o bollite senza grassi aggiunti, forniscono proteine di alta qualità facilmente digeribili. Il pesce magro come merluzzo o sogliola può essere introdotto gradualmente. Le mele cotte o grattugiate, grazie al contenuto di pectina, hanno effetti astringenti naturali. Le carote bollite sono ben tollerate e forniscono beta-carotene. Il pane tostato o i crackers non salati possono essere introdotti gradualmente.
Durante gli episodi di diarrea è fondamentale evitare alimenti che possono peggiorare il disturbo o irritare ulteriormente l’intestino. Cibi ricchi di grassi come fritture, insaccumi, formaggi stagionati e dolci elaborati sono difficili da digerire e possono stimolare la motilità intestinale peggiorando la diarrea. Bevande contenenti caffeina come caffè, tè forte e bevande energetiche possono stimolare la motilità intestinale. L’alcol ha effetti irritanti sulla mucosa intestinale e può peggiorare la disidratazione. Cibi piccanti, speziati o molto conditi dovrebbero essere evitati perché possono irritare l’intestino infiammato.
In caso di diarrea, è bene evitare di consumare cibi che generalmente possono aumentare i sintomi del disturbo, fino a che le feci non saranno tornate normali.
Sono, invece, sconsigliati, in generale tutti gli alimenti ricchi di fibre di origine vegetale grezze e di scorie, in quanto accelerano il transito e lo svuotamento intestinale. cibi a base di salse piccanti, mostarda, senape, spezie.
Reidratazione
Durante la fase acuta è fondamentale bere molti liquidi, anche a piccoli sorsi, per prevenire la disidratazione. A tal proposito, è importante garantire particolare attenzione ai soggetti anziani e ai bambini che sono maggiormente a rischio di disidratazione.
Chi soffre di diarrea dovrebbe preoccuparsi dell’idratazione, per reintegrare i liquidi persi, optando innanzitutto per brodo e tè caldo. Ulteriore accorgimento: bere di frequente e a piccoli sorsi. Un bicchierone d’acqua assunto tutto d’un fiato finisce con il dilatare le pareti dell’intestino, il quale reagisce espellendo ciò che non riesce ad assorbire.
Per la prevenzione della disidratazione è bene bere molti liquidi. Vanno bene acqua, brodi, succhi di frutta, bevande sportive, bibite senza caffeina e tisane.
In alcuni casi, per reintegrare i liquidi e i sali minerali persi, può essere utile l’assunzione di soluzioni reidratanti orali. Gli integratori reidratanti sono delle polveri in bustina da sciogliere in acqua, ricche in sali minerali e glucosio, in proporzioni specifiche.
Rimedi casalinghi: La reidratazione con soluzioni saline fatte in casa può essere preparata mescolando un cucchiaino di sale e sei cucchiaini di zucchero in un litro di acqua bollita e raffreddata. Il riso bollito è uno degli alimenti più utili perché fornisce carboidrati facilmente assorbibili e ha effetti astringenti che possono ridurre la frequenza delle evacuazioni. L’acqua di cottura del riso, ricca di amidi, può essere bevuta per fornire liquidi ed elettroliti. Le tisane a base di camomilla, menta o zenzero possono avere effetti calmanti sull’intestino e aiutare a ridurre crampi e nausea.
Quando Consultare un Medico
Se il disturbo va avanti per più di qualche giorno, diventa fondamentale richiedere un consulto medico, in quanto potrebbe nascondere condizioni mediche più gravi.
Nei casi più gravi di diarrea, invece, può rendersi necessaria la valutazione di uno specialista in gastroenterologia.
Quando la diarrea non è un episodio passeggero, ma al contrario tende a ripresentarsi periodicamente o a essere persistente, è probabile che sia dovuta a disturbi funzionali od organici dell’intestino, in questo caso è necessario fare riferimento al medico di medicina generale o allo specialista gastroenterologo, al fine di avere una diagnosi corretta e intervenire appropriatamente. I medici, in questi casi, dopo aver indagato sulla storia clinica familiare, sulla cronologia dei viaggi e su eventuali contatti con persone infette, possono suggerire ai pazienti di sottoporsi a test o esami specifici per un controllo ulteriore.
La diarrea richiede attenzione medica immediata quando si associa a segni di grave disidratazione come sete intensa, secchezza delle mucose, riduzione della produzione di urina, capogiri, debolezza marcata o alterazioni dello stato di coscienza. La presenza di sangue nelle feci, febbre alta, dolori addominali severi o segni di peritonismo dovrebbero sempre essere valutati urgentemente perché possono indicare infezioni invasive o complicanze che richiedono trattamento specifico. Particolare attenzione va posta ai soggetti immunocompromessi, agli anziani e ai bambini piccoli, che hanno maggior rischio di complicanze.
Se la diarrea non migliora o scompare entro pochi giorni è consigliabile richiedere un consulto medico.
Trattamenti Farmacologici
La diarrea acuta spesso si risolve nell’arco di alcuni giorni, senza bisogno di una terapia specifica o particolari cure.
antibiotici o antiparassitari: farmaci che uccidono i batteri o parassiti responsabili dell’infezione intestinale. La cura con gli antibiotici va riservata ai casi in cui la diarrea abbia origine da infezioni batteriche e deve essere comunque valutata e prescritta dal medico.
farmaci antidiarroici: in alcuni casi, se la diarrea non accenna a migliorare, possono essere utili in quanto agiscono rallentando i movimenti dell’intestino per favorire un maggior assorbimento dell’acqua contenuta nelle feci, oppure riducendo la quantità di acqua prodotta dall’intestino tenue. In questo modo le feci risultano più solide e gli attacchi di diarrea meno frequenti.
I farmaci antidiarroici possono contribuire a ridurre la diarrea. Tuttavia, questi farmaci non intervengono sulle cause della diarrea, ma attenuano il sintomo e agiscono bloccando la motilità dell’intestino, ostacolando così anche l’eliminazione rapida di batteri e tossine. Inoltre, a meno che siano prescritti dal medico curante, non dovrebbero essere presi se è presente la febbre o se compaiono sangue o muco nelle feci e, nella maggior parte dei casi, non dovrebbero essere usati nei bambini.