L’Ippocastano, il cui nome scientifico è Aesculus hippocastanum, è una pianta originaria dei Balcani e dell’Europa orientale. Da molti coltivato come pianta ornamentale, l’Ippocastano è in realtà parecchio utilizzato anche in fitoterapia, per i suoi benefici sull’organismo. In primis ottimo per la buona circolazione sanguigna.
Albero sacro a Giove, oltre alle foglie produce delle ghiande ricche di qualità e una corteccia altrettanto interessante dal punto di vista terapeutico. Molto apprezzato in Asia Minore, in Europa l’utilizzo delle parti dell’albero come rimedi fitoterapici è alquanto recente, l’albero è giunto in Europa nel 1500, nonostante abbia un’origine molto più antica.
Nel XIX secolo le foglie furono le prime droghe ad essere utilizzate, il cui estratto fu impiegato per trattare il dolore e le emorroidi con successo. L’uso della pianta come antidiarroico, antitussivo e come rimedio per abbassare la febbre è stato abbandonato nel tempo.
Identikit della Pianta
- Nome botanico: Aesculus hippocastanum
- Nome comune: Ippocastano
- Famiglia: Hippocastanaceae
- Benefici: Proprietà di supporto alle fisiologiche funzioni drenanti
Come riconoscere l’Ippocastano
L’ippocastano è un grande albero, imponente ed elegante, che può raggiungere i 30 metri di altezza. È originario della penisola balcanica e dell’Asia minore, ma oggi è molto diffuso anche in Italia. Presenta foglie palmate e i fiori sono profumati ed uniti in grappoli.
I suoi frutti, invece, somigliano molto alle castagne, ma non sono commestibili: vengono infatti chiamate “castagne d’India” o “castagne matte” e sono racchiuse in un riccio di colore verde ricoperto da molto aculei. Tra settembre e ottobre raggiungono la maturazione e, aprendosi, lasciano fuoriuscire da 1 a 3 semi di colore marrone brillante somiglianti alle castagne che conosciamo.
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Storia ed Etimologia
Il nome Hippocastanum deriva dal greco: “ippo” che significa cavallo e “kastanon” che vuol dire castagna ossia “castagna del cavallo”, in quanto i suoi frutti erano considerati medicamentosi per la tosse dei cavalli. Venne importato dalla Persia in Europa nel XVI secolo dagli Ottomani.
Le sue virtù terapeutiche, già note nella medicina popolare dell’Asia minore, vennero valorizzate soprattutto per merito di Artault de Vevey le cui osservazioni in merito alle sue intrinseche proprietà vennero rese note tra il 1896 e il 1909; in particolare, scrisse: “La sua Tintura calma il dolore e riduce i noduli delle emorroidi più rapidamente di ogni altro trattamento”.
Proprietà e Benefici dell’Ippocastano
L’Ippocastano è pianta utilizzata in fitoterapia, per la cura dei disturbi del microcircolo sanguigno. Utile per la buona salute dei vasi sanguigni e il trattamento di vene varicose, insufficienza venosa, ulcere venose, emorroidi e infiammazione del retto. È vasocostrittore e decongestionante. È antiedemigeno. È antiossidante.
- Flebotonico: Può supportare l’aumento del tono delle pareti venose, aiutandole così a rafforzarsi, contribuendo a evitare l’insorgenza di vene varicose, gonfiore alle gambe e senso di pesantezza.
- Drenanti (antiedemigene): Supportando la riduzione della ritenzione di liquidi.
L’azione protettiva e decongestionante delle foglie di Ippocastano le qualificano come rimedi per trattare la pesantezza agli arti inferiori, afflitti da gonfiore e infiammazioni. Migliora la fragilità dei capillari con un’azione di rinforzo delle pareti dei piccoli e grandi vasi.
L’azione antiedemigena le rende un valido supporto in presenta di traumi contusivi, di edemi e nel trattamento della cellulite. L’Ippocastano è tra le piante medicinali una delle più ricche di saponine, sostanze attive che hanno anche un’elevata azione coadiuvante, capaci di migliorare gli effetti benefici delle erbe officinali.
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Le saponine contenute nell’Ippocastano inoltre hanno una struttura molecolare tale da aumentare l’azione curativa degli attivi contenuti nella preparazione fitoterapica. L’interesse scientifico per la pianta è stato attirato dai risultati ottenuti nel migliorare la resistenza dell’endotelio vascolare. Attivo sulla cura delle vene varicose delle gambe, realizzata proprio grazie all’attività di rinforzo delle pareti venose.
Le saponine della composizione sono attive nel lenire gli stati infiammatori. Riducono il diametro del vaso sanguigno con un’attività detta di vasocostrizione dei capillari, un’azione capillarotropa che migliora la permeabilità e la resistenza dei vasi capillari, il cui effetto è, tra l’altro, di aumentare la pressione sanguigna. L’estratto è utile nel trattamento di ematomi e di contusioni post traumatiche.
Le foglie agiscono sulle infiammazioni che provocano stati dolorosi, la sperimentazione dell’efficacia sulle artriti ha dimostrato che la pianta ed i suoi attivi sono dei validi rimedi per la flogosi articolare. Con le applicazioni esterne e l’uso interno in combinazione aiuta a drenare le scorie che stazionano tra le cellule con una salutare azione di pulizia dei tessuti, di fatto preventiva dell’insorgenza del processo infiammatorio.
Le foglie di Ippocastano sono utili per trattare edemi e contusioni, ristagni venosi e pesantezza degli arti inferiori. Migliora la tonicità dei vasi, anti-couperose. Usato come impacco lavante sui capelli grassi e nelle maschere per rinforzare le fibre capillari.
L'Ippocastano può essere usato a supporto del buon mantenimento fisiologico in caso di:
- Insufficienza venosa
- Emorroidi
- Crampi muscolari notturni ai polpacci
- Fragilità capillare
- Cellulite
- Edemi post-operatori
Inoltre, da uno studio condotto su 80 pazienti affetti da emorroidi, è emerso che l'assunzione dell'estratto di semi di ippocastano tre volte al dì per un periodo di due mesi, è in grado di diminuire il sanguinamento e il gonfiore provocato da questo disturbo.
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Costituenti Chimici
I semi dell’ippocastano contengono una miscela di saponine triterpeniche nota come escina, oltre a cumarine (esculetina), flavonoidi (quercetina), proantocianidine, amido e acidi grassi insaturi, vitamine.
Infatti, questo prezioso principio attivo è in grado di ridurre l'attività dell'elastasi e della ialuronidasi, due enzimi che attaccano l'endotelio dei vasi e la matrice extracellulare, indebolendone la struttura.
Modalità d'Uso
L'ippocastano può essere utilizzato sotto forma di decotto ottenuto dalla bollitura dei semi contusi oppure assumendo la tintura madre, il gemmoderivato o l'estratto.
Utilizzo in breve: uso interno, 1 cucchiaio per tazza d’acqua; uso esterno, suffumigi, impacco lavante, maschere capillari.
Maschere: Indicato l’impiego dell’estratto per applicazioni con erbe e polveri, per rinforzare i capelli fragili e trattati e per regolare il sebo eccedente di pelle e capelli. Mescolare le erbe in parti uguali, prelevare tre cucchiaini della miscela e versarvi sopra 200 ml di acqua.
Come si assume? L'ippocastano si trova in commercio sotto forma di gocce, tisane, estratti. Esistono poi numerosi prodotti per uso esterno tra cui gel e pomate per ridurre ematomi, lividi ma anche per combattere la cellulite.
Esempi di dosaggio:
- Tintura madre: (usata per gambe gonfie o pesanti) 30 gocce diluite in acqua, da una a tre volte al giorno.
- Gemmoderivato: 50 gocce diluite in acqua, una o due volte al giorno.
- Estratto: 250-300 mg, pari a 50 mg di escina, da assumere per almeno un mese due volte al giorno.
Avvertenze
In seguito all'assunzione di semi d'ippocastano possono manifestarsi irritazioni a livello della mucosa gastrointestinale. Evitare l'uso di ippocastano in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, nefropatie o insufficienza renale, in età pediatrica, gravidanza, allattamento ed in presenza di ulcere peptiche.
I rimedi a base di ippocastano sono generalmente ben tollerati e solo raramente si possono verificare effetti collaterali. Tra gli effetti collaterali dell'ippocastano troviamo soprattutto sintomi gastrointestinali come reflusso gastrico e nausea.
L'uso di ippocastano è controindicato in caso di allergia e questo rimedio non va usato in caso patologie renali ed epatiche e se si assumono antiaggreganti piastrinici e anticoagulanti.
Conservazione: conservare in luogo fresco ed asciutto, lontano da fonti di luce diretta.
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