La nicotina è un alcaloide che si trova con le più alte concentrazioni nelle foglie della pianta del tabacco (Nicotiana tabacum). Circa il 95% del contenuto alcaloide del tabacco è nicotina, insieme al 5% di alcaloidi minori compreso l’ anabasina, l’anatabina e la nor-cotinina.
Chimica e Assorbimento della Nicotina
La nicotina è una amina terziaria che può esistere come una forma caricata (ionizzata) o non carica (non ionizzata), a seconda del suo pH. La nicotina è una base debole con un pKa (dove Ka è la costante di dissociazione acida) di 8.0 in modo che a un pH fisiologico (7,4), il 69% è ionizzata e il 31% non ionizzata. La forma non ionizzata (detta anche base libera) passa prontamente attraverso le membrane, come la mucosa buccale, cosi che il pH del tabacco senza fumo influenza il livello e l’entità dell’assorbimento della nicotina. Più è alcalina (pH più alto) più rapidamente la nicotina è assorbito dal tabacco senza fumo.
Il fumo di sigaretta ha un pH acido di circa 5,5 a 6, per cui poca nicotina è assorbita attraverso la bocca, mentre grossi sigari hanno un pH alcalino, facilitando l’assorbimento. Le differenze di pH dei prodotti del tabacco dipendono dai ceppi di tabacco utilizzato e dai processi di stagionatura, nonché dai prodotti chimici utilizzati in lavorazione. Il pH delle soluzioni di nicotina influenza anche la farmacologia delle e-cigs. Le forme più remote di liquido da e-cig (e-liquido) contengono per lo più nicotina nella sua forma libera (free base) (pH da 7 a 9), che porta a una considerevole durezza durante l’inalazione. Recentemente gli e-liquidi hanno usato Sali di nicotina (come benzoato o lattato) con un pH acido (5,5), simile a quello delle sigarette.
Effetti della Nicotina sul Sistema Nervoso
La nicotina agisce sui recettori nicotinici dell’acetilcolina (nAChRs) che si trovano in tutto il sistema nervoso. L’acetilcolina è un neurotrasmettitore che agisce su quasi ogni organo del corpo, e similmente, la nicotina agisce su quasi ogni organo del corpo. Molti sottotipi di nAChRs sono presenti nel cervello. Ogni recettore è costituito da 5 sottounità. recettori nicotinici possono essere eteromerici con subunità a e b oppure omomerici con 5 subunità a7. I recettori nAChRs più abbondanti nel cervello sono a4b2 e a7 (omomerico). I recettori nAChR a4b2 possono anche contenere subunità a5 e/o a6 che alterano la fisiologia recettoriale e contribuisono alle differenze di suscettibilità alla dipendenza da nicotina. Un altro sottotipo di recettore ampiamente diffuso è a3b4 che media effetti cardiovascolari e altri autonomici della nicotina.
Quando la nicotina si lega alla parte esterna di un nAChR, un canale ionico si apre, permettendo l’ingresso di ioni calcio, sodio o potassio. Inizialmente, il recettore è attivato, poi segue la sua desensibilizzazione. La sensibilità alla nicotina e la farmacodinamica della risposta (come la durata della desensibilizzazione) variano a seconda della particolare tipologia del recettore, che si traduce in sviluppo differente e tempistica della tolleranza ai diversi effetti della nicotina.
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L’attivazione di questi recettori esitano in una facilitazione di rilascio di vari neurotrasmettitori compreso (I) la dopamina, che è risaputo segnalare il piacere ed è rilasciata da tutte le droghe d’abuso; (II) la noradrenalina e l’acetilcolina, che favoriscono la vigilanza e la funzione cognitiva; (III) il glutammato che favorisce la memoria e l’apprendimento; (IV) la serotonina che incide sull’umore e (V) GABA e endorfine, che migliorano lo stress e l’ansia.
Le connessioni neurali coinvolte nelle azioni della nicotina sono complesse. La nicotina coinvolge il sistema dopaminergico mesolimbico che è centrale nella neurobiologia della dipendenza. La nicotina si lega agli nAChRs nell’area tegmentale ventrale, che poi attiva i neuroni dopaminergici (DA) nel nucleo accumbens. La scarica dei neuroni DA è modulata dai neuroni GABAergici (GABA) e glutammatergici (GLU) in modo tale che i neuroni GLU aumentano la scarica mentre i neuroni GABA inibiscono la scarica. I nAChRs ad alta affinità a4b2 sono locati sui neuroni inibitori GABA, mentre i recettori nAChRs a7 sono locati sui neuroni eccitatori GLU. Le azioni della nicotina sui neuroni inibitori GABAergici desensibilizzano rapidamente, mentre le azioni sui nAChR a7 desensibilizzano più lentamente.
Con l’esposizione prolungata alla nicotina, cambiamenti strutturali avvengono nel cervello. Notoriamente, vi è una up-regolazione dei nAChRs in molte zone del cervello della membrana cellulare. Si pensa che l'up-regolazione dei nAChR s sia correlato allo sviluppo della dipendenza fisica, incluso i sintomi di astinenza che si verificano quando si interrompe l'esposizione alla nicotina. Presumibilmente, i recettori up-regolati, che sono inattivi in presenza di nicotina, diventano di nuovo sensibili durante l'astinenza da nicotina.
Due altri sistemi di neurotrasmettitori giocano un ruolo importante nella dipendenza da nicotina. La corteccia insulare contiene una alta densità di neuroni contenenti ipocretina-1. La tolleranza si evolve in molti effetti della nicotina con esposizioni ripetute alla nicotina. Col tempo il cervello si adatta agli effetti persistenti per normalizzare la funzione cerebrale e il comportamento correlato. Quando l’esposizione alla nicotina è fermata, la funzione celebrale è alterata e messa in uno stato di mancanza.
La mancanza della nicotina risulta nell’attivazione del sistema del fattore del rilascio di corticotropina (CRF) coinvolta nella risposta da stress ipotalamo-ipofisario. I sintomi da mancanza, come l’ansietà e stress, sembra essere mediata almeno in parte da una sotto-reattività relativa del sistema dopaminergico ed iperreattività del sistema CRF. La dipendenza della nicotina sembra aumentata da altre sostanze chimiche del fumo di sigarette. L’acetaldeide per esempio aumenta l’autosomministrazione della nicotina in animali.
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La MAO catalizza la rottura di dopamina, noradrenalina e serotonina, che sono neurotrasmettitori che mediano la ricompensa per la nicotina. In animali, la somministrazione di farmaci che inibiscono i MAO favoriscono l’autosomministrazione di nicotina. I farmaci inibitori dei MAO sono stati usati per il trattamento della depressione. Le persone con malattie psichiatriche, compreso la depressione, sono più propensi a fumare ed essere maggiormente dipendenti. Una teoria è che l’inibizione delle MAO in seguito al fumo possono avere effetti benefici in fumatori depressi.
Nicotina, Metabolismo e Peso Corporeo
La nicotina, il principale composto psicoattivo presente nelle sigarette, è nota per avere effetti sul metabolismo. Essa agisce stimolando il sistema nervoso simpatico, aumentando temporaneamente il dispendio energetico. Questi effetti fisiologici possono spiegare perché i fumatori abbiano un peso corporeo leggermente inferiore rispetto ai non fumatori. Oltre al metabolismo, la nicotina interagisce con il sistema di ricompensa cerebrale.
Da un certo punto di vista, è vero che fumare “fa dimagrire”, come spesso si sente dire. La nicotina, infatti, è una sostanza anoressizzante in quanto il suo meccanismo d’azione stimola il centro della sazietà e inibisce quello della fame, entrambi presenti nell’ipotalamo del nostro cervello, per questo può favorire il dimagrimento. Ecco perché, quando si smette di fumare, molto spesso si prende qualche chilo, ma non sempre accade e, soprattutto, si può evitare.
L’aumento di peso non deve però essere una giustificazione per non rinunciare al vizio del fumo, dobbiamo considerare infatti anche i danni inizialmente “non visibili” che il fumo di sigaretta produce sul nostro corpo: tumore ai polmoni, leucemia, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), ictus, patologie del cuore e infarto, solo per citarne alcuni tra i più importanti.
Smettere di Fumare e Aumento di Peso: Realtà o Mito?
Molte persone che fumano temono che smettere di fumare possa portare a un aumento di peso. No, fumare non fa dimagrire. Non tutti, però, ingrassano dopo aver smesso di fumare. Le ragioni per la grande variabilità di peso osservata tra chi smette di fumare sono dovute ai diversi meccanismi che entrano in gioco una volta che si è abbandonato il pacchetto di sigarette.
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Come detto, la nicotina è considerata una sostanza anoressizzante, ma è poco chiaro se ciò sia dovuto ai suoi effetti diretti sul sistema nervoso centrale. Alcuni studi suggeriscono che la riduzione dell’appetito sia dovuta a un effetto della nicotina su alcune sostanze coinvolte nella regolazione dell’appetito, tra cui il neuropeptide Y e il pro-opiomelanocortina. Anche gli effetti della nicotina sul metabolismo sono abbastanza controversi e poco chiari.
Si pensa spesso che la nicotina aumenti il metabolismo e quindi le calorie che bruciamo: in realtà, l’aumento di peso dopo aver perso l’abitudine al fumo dipende soprattutto da noi stessi. L’assenza di nicotina fa riscoprire i sapori e gli odori del cibo e quindi ne aumenta il desiderio. Inoltre, molte persone tendono a confondere il desiderio di nicotina con la fame e/o a sostituire il gesto di portare la sigaretta alla bocca con quello di portare del cibo alla bocca.
Molte persone si chiedono: “Ma se smettendo di fumare dovessi prendere peso, il sovrappeso non è comunque un fattore di rischio per la salute? Tanto vale continuare a fumare!”. NO! Sia il fumo che il sovrappeso sono dei fattori di rischio per molte malattie cardiovascolari, tuttavia, studi scientifici hanno dimostrato che i benefici dovuti allo smettere di fumare sono superiori rispetto ai rischi connessi all’eventuale aumento di peso. Smettere di fumare riduce notevolmente il rischio di mortalità per tutte le cause, per malattie cardiovascolari e per tumore polmonare in primis.
Nonostante l’evidenza di un possibile effetto della nicotina sul controllo del peso, è fondamentale sottolineare che il fumo non è, e non deve essere, considerato un metodo per dimagrire. Peraltro diversi studi hanno dimostrato che il fumo cronico può essere associato a una redistribuzione del grasso corporeo, con un maggiore accumulo di grasso viscerale, che è metabolicamente più pericoloso rispetto al grasso sottocutaneo.
Il metabolismo può rallentare dal 3 al 5% dopo la cessazione del fumo, riducendo il consumo calorico giornaliero. Esiste anche il fenomeno del craving. Il craving è una forte e improvvisa bramosia per un determinato alimento, spesso ricco di zuccheri o grassi, che può essere scatenata dall’astinenza da nicotina. Quando si smette di fumare, bisogna distinguere tra fame reale e astinenza da nicotina, evitando di compensare la mancanza della sigaretta con il cibo. Il cambiamento che comporta l’addio al tabacco non è solo fisico, ma anche mentale e comportamentale ed è importante affrontarlo con consapevolezza.
Benefici Immediati dello Smettere di Fumare
Quando smetti di fumare, già dopo 20 minuti potrai sentire la tua frequenza cardiaca ridursi, dopo qualche giorno la pelle sarà più lucida e i tuoi denti più bianchi. Il desiderio di una sigaretta, di solito, dura 3-5 minuti. Quindi, devi solo riuscire a resistere pochi minuti!
Consigli per Non Ingrassare Quando Si Smette di Fumare
Tra i numerosissimi benefici che derivano dallo smettere di fumare, bisogna fare i conti con alcuni temporanei effetti collaterali: uno dei principali è l’aumento di peso che, con qualche piccolo accorgimento, può essere tenuto a bada. Molte persone, pur desiderose di smettere di fumare, rimandano per timore di ingrassare.
Ecco alcuni consigli utili:
- Dedica del tempo alla sana attività fisica in sostituzione di quello che utilizzeresti per fumare. Sarebbe sufficiente una mezz'ora di camminata a passo veloce tutti i giorni per andare a sostituire l’effetto anoressizzante della nicotina e contrastare il rallentamento del metabolismo basale. Inoltre, l’attività fisica contribuisce a rilasciare i cosiddetti ormoni della felicità come le endorfine e la dopamina che favoriscono la sensazione di benessere e riducono ansia e stress che possono derivare dallo stop al fumo.
- Programma la tua spesa in anticipo: fai una lista di cibi sani e nutrienti e compra solo quelli elencati, come frutta e verdura di stagione, legumi, pesce fresco, carni magre, latte e formaggi come Grana Padano DOP.
- Tieni sempre a portata di mano alimenti a basso contenuto calorico come frutta di stagione tagliata a pezzetti o verdura da pinzimonio come carote e finocchio.
- Anche le gomme da masticare potrebbero aiutare, almeno inizialmente, ma senza esagerare per non arrecare danni allo stomaco, già provato da anni di fumo.
- Da non sottovalutare l’importanza di bere, soprattutto acqua: sorseggiarla quando ci viene fame è già utile di per sé. Bere acqua non gasata o tisane non zuccherate, oltre a favorire il senso di sazietà come già detto, aiuta a rendere il muco dei polmoni più fluido, così da aiutare a “ripulirli” più velocemente, a sostituire con piccole bevute il gesto di accendere una sigaretta e a ridurre la stipsi, specialmente se si mangiano alimenti ricchi di fibre come cereali integrali, legumi e verdure. Inoltre, bere le bevande giuste favorisce la fuoriuscita dal corpo della nicotina attraverso le urine.
- Mangia per le calorie che realmente consumi. Rispettare il proprio bilancio energetico è importante per non ingrassare.
- Per mantenere la gestualità della sigaretta senza fumare si può tenere in bocca una radice di liquirizia, se non si è ipertesi, uno stuzzicadenti o un tronchetto di cannella.
- Importante è rifornire la dispensa di cibi sani e non di comfort food, ovvero alimenti molto lavorati, ricchi in grassi, zuccheri, sale e amidi che fanno aumentare la massa grassa, e quindi il peso. Via libera a verdura, frutta fresca e secca, cereali integrali, legumi e prodotti ittici.
- Per prevenire l’insorgenza del mal di testa attenzione ai formaggi stagionati, ai latticini in generale, ai salumi insaccati e agli alcolici che, tra l’altro, riducono l'autocontrollo.
La Dipendenza da Nicotina: Un Meccanismo Complesso
La nicotina stimola la dopamina, per questo si avverte il bisogno urgente e incontrollabile di fumare: per compensare un bisogno di piacere, un meccanismo dal quale è poi difficile uscire. La dopamina, infatti, è un neurotrasmettitore endogeno che scatena un processo chimico a livello cerebrale che interagisce con i meccanismi della motivazione, della gratificazione, è l’ormone del piacere. L’ assenza, o carenza, di dopamina può comportare deficit della concentrazione, dell’umore, delle emozioni, della memoria, del controllo motorio.
La sigaretta ha effetti di breve durata, infatti necessita di un “richiamo” continuo, ma è una compensazione facile: basta comprare un pacchetto, un accendino e fumare una sigaretta quando ne viene la voglia. Non richiede impegno, sforzo, fatica. Smettere di fumare, invece, richiede coraggio, costanza e consapevolezza dell’importanza di prendere questa decisione per la nostra salute e per quella di chi ci circonda.
Benefici a Lungo Termine dello Smettere di Fumare
I benefici legati allo smettere di fumare sono numerosi, e ormai noti, ma per iniziare ad osservarne alcuni bisogna aspettare a lungo, come ad esempio l’epitelio dei bronchi che solo dopo dieci anni senza fumare, torna al pari di quello dei non fumatori. Non tutti, però, riescono a pensare ai benefici che arriveranno con il tempo, o a quanto potrebbero guadagnare in termini di salute smettendo di fumare.
Benefici Immediati e Tangibili
Ci sono benefici più immediati e tangibili che potrebbero incentivare maggiormente i fumatori a prendere l’importante decisione di smettere?«Trenta minuti dopo avere spento una sigaretta le mani e i piedi aumentano un po’ di temperatura e il cuore batte più lentamente, il monossido di carbonio si riduce della metà entro le otto ore e, aumentando la capacità polmonare, il respiro diventa più facile.
Lo sanno bene gli sportivi che fumano: il monossido di carbonio ha una vita breve, senza fumo si sviluppa più resistenza agli sforzi e i riflessi sono più rapidi, i crampi ai polpacci sono meno frequenti, e tachicardia e mal di testa diminuiscono.
Gestione dei Sintomi dell'Astinenza
Tosse, insonnia, mal di testa, stipsi e ansia sono alcuni dei sintomi che possono accompagnare i primi mesi dopo che si è spenta l’ultima sigaretta, per non dimenticare il craving, quella voglia matta di fumare che a volte sembra impossibile da allontanare.
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