È uno degli argomenti più discussi e dibattuti sul web: dovremmo continuare a bere latte vaccino o abbandonarlo definitivamente? C’è chi crede che sia un alimento adatto solo ai bambini e chi, invece, pensa vada bene a qualsiasi età.
L’unico modo per capire se è davvero arrivato il momento di dire adieu al latte è quello di capire cosa ne pensano davvero gli esperti - lasciando da parte tifoserie e seguaci delle più disparate diete. Per riuscirci, Sheerluxe si è rivolto a medici e nutrizionisti che hanno finalmente risposto all’annoso dubbio.
Bere il Latte Vaccino: Benefici
La nutrizionista londinese Lily Soutter è categorica: secondo lei, il latte vaccino non fa male alla salute purché se ne beva poco e si scelga quello giusto - e non si soffra di intolleranze, ça va sans dire. Le accortezze sono semplici: “Fate attenzione che non ci siano zuccheri aggiunti, mentre è meglio scegliere quelli con più vitamine e minerali (alcuni tipi di latte indicano quando vengono addizionati, ndr).
Parliamo di un alimento ricchissimo di sostanze nutritive costituito principalmente da acqua insieme a una buona percentuale di grassi, carboidrati, proteine, vitamine e minerali. Di proteine, in particolare, è una grande fonte: secondo il Dairy Council, un bicchiere da 200 ml di latte parzialmente scremato contiene il 31% della razione giornaliera raccomandata.
Le proteine del latte contengono, inoltre, tutti gli amminoacidi essenziali di cui avremmo bisogno che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare e che fungono da “trasportatori" di minerali come il fosforo, il magnesio e il calcio. Il lattosio, alias il principale zucchero presente nel latte a cui molti diventano intolleranti nel tempo, è una fonte di energia che il nostro corpo può utilizzare rapidamente al momento del bisogno.
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Nella deliziosa bevanda troviamo anche le vitamine A, E, K, C, l'acido folico e la riboflavina. Last but not least, contiene grassi buoni uguali a quelli dell'olio e tanti altri a catena corta che il microbiota intestinale apprezza per funzionare meglio.
Bere il Latte Vaccino: Controindicazioni
I detrattori del latte vaccino lo sanno bene: recenti studi hanno dimostrato che bere più latte o consumare più latticini non migliora la densità ossea, anzi, l’abuso di causa un'inversione nella calcificazione per un effetto che i medici chiamano “tampone”. Il consumo dopo i 3 anni di età può avere un altro risvolto spiacevole: l’intolleranza al lattosio, un problema che si verifica quando non abbiamo più gli enzimi (lattasi) che scindono il lattosio in galattosio (che ai bambini piccoli serve per la formazione delle strutture nervose) e glucosio (zucchero = energia pura).
Il risultato? Sintomi sgradevoli come gonfiore, dolore addominale e rapide corse al bagno. Andrebbe bevuto con moderazione anche per evitare disturbi peggiori: diverse ricerche americane - di cui l’Health Professionals Follow-Up Study è stata la prima nel 1999 - hanno evidenziato una connessione tra il consumo di latticini e l'insorgere di tumori. No panic: sono risultati ancora nient’affatto conclusivi, quindi serviranno altre ricerche più approfondite prima di trarre conclusioni.
Ciò che preoccupa i medici è il contenuto di grassi saturi nel latte: berne troppo, soprattutto intero e magari lo stesso giorno in cui ci abbiamo dato dentro coi formaggi, potrebbe portarci a consumare più di 20 g di grassi saturi al giorno, quindi ad aumentare i livelli di colesterolo e rischiare di più l’insorgere di malattie cardiovascolari.
Occhio anche alla pelle: secondo un articolo dell’esperto F. William Danby pubblicato su WebMD, il latte contiene componenti simili all'ormone testosterone che possono stimolare le ghiandole della pelle che producono sebo, causando quindi acne. L’autore aggiunge anche che, nonostante molti notino il legame tra consumo di latte e acne, mancano ancora prove concrete (ancora una volta).
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Latte e Tumori: Cosa Dice la Scienza
La letteratura scientifica è ricca di studi che analizzano il legame tra consumo di latte e latticini e il rischio di sviluppare un cancro, e anche di analisi che prendono in considerazione i dati di più studi sulla stessa patologia (le cosiddette metanalisi) per dare maggior autorevolezza ai risultati delle singole ricerche e fare in un certo senso il punto della situazione.
Recentemente è stata pubblicata sulla rivista BMJ Open una panoramica delle revisioni sul tema, nella quale gli autori giungono alla conclusione che la qualità di questi lavori non è ancora sufficiente: servono studi di alta qualità e condotti secondo protocolli specifici per poter davvero caratterizzare la relazione tra latticini e cancro.
Guardando più in dettaglio i risultati si nota che per i tumori del tratto gastrointestinale (esofago, stomaco, pancreas e colon-retto) alcuni lavori mostrano una diminuzione del rischio di ammalarsi associata al consumo di latticini, mentre altri non trovano legami significativi. Per i tumori che dipendono dagli ormoni (prostata, seno, endometrio e ovaio), i risultati sono ancora più eterogenei e lo stesso vale per tumori che colpiscono rene, tiroide e polmone.
Una revisione della letteratura pubblicata su Scientific Report nel 2016 non è riuscita a identificare alcuna associazione significativa tra consumo di latticini e rischio di tumore del polmone, mentre uno studio più recente i cui risultati sono stati pubblicati su JAMA Oncology suggerisce che lo yogurt potrebbe proteggere dal rischio di sviluppare questo tipo di cancro, soprattutto per opera dei prebiotici e probiotici in esso contenuti.
Latte e Anziani: Benefici e Controindicazioni
Il latte per una persona anziana, rappresenta un vero e proprio concentrato per la salute grazie alla sua capacità di integrare minerali, tra cui il più importante per un anziano - il calcio -, ma anche vitamine e proteine. Latte e latticini contrastano anche le due patologie classiche della terza età ovvero l’osteoporosi e la cosiddetta sarcopenia ovvero la riduzione costante della massa muscolare.
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Una persona anziana dovrebbe assumere almeno 1200 grammi di calcio al giorno per mantenere in forma l’intero sistema osseo che naturalmente dovrebbe essere aiutato anche da un esercizio quotidiano in grado di rafforzarne la muscolatura. In tal senso, numerosi studi provano che coloro che superano i 70 anni di età e assumono latticini, sono individualmente più forti e gli effetti sono correlati all’assunzione contemporanea di vitamina D che migliora nettamente l’assorbimento del calcio.
Il calcio inoltre, oltre ad avere un effetto positivo sulla salute, assume anche un ruolo di protezione e contrasto nei confronti di patologie comuni negli anziani come ad esempio il diabete di tipo 2.
Ci sono invece delle controindicazioni al latte e ai latticini negli anziani? No, a meno di condizioni particolari e predisposizioni alla formazione di calcoli renali. Da questo punto di vista, è sempre importante consultare il proprio medico di fiducia.
Latte Scremato: Fa Male o Fa Bene?
In commercio troviamo diversi tipi di latte, adatti a qualsiasi esigenza nutrizionale. Sono diversi coloro che si scagliano contro il latte parzialmente scremato, attribuendogli addirittura un effetto dannoso per l’organismo. Tuttavia, ci sono evidenze scientifiche che dimostrano esattamente il contrario.
Subito dopo la mungitura, il latte, che inevitabilmente è entrato a contatto con diverse impurità che derivano dall’ambiente esterno, dagli animali stessi e dagli attrezzi utilizzati per la mungitura, deve essere purificato e il processo industriale deputato a questo compito è la centrifugazione. Parliamo di una tecnica che, centrifugando il latte ad altissime velocità, riesce a separare la parte grassa dall’acqua, eliminando le particelle più pesanti.
Si ottengono, dunque, la panna e il latte magro. La scrematura riduce anche più del 50% la concentrazione di colesterolo cosìcchè in una tazza da 100 ml di latte il contenuto di colesterolo corrisponde a 4 mg. Molti attribuiscono alle vitamine D e A presenti nel grasso del latte il corretto assorbimento di calcio. E’ inconfutabile, invece, che anche il latte parzialmente scremato sia una fonte ricca di questo sale minerale, la cui quantità rimane invariata e riesce ad essere ben assorbita dall’organismo.
Inoltre, consumare latte parzialmente scremato si rivela un valido aiuto per coloro che soffrono di ipertensione. Pertanto, consumare latte parzialmente scremato significherà garantire all’organismo il giusto apporto di proteine necessarie alla riparazione delle cellule, alla regolazione dei processi metabolici e importanti per la corretta funzionalità delle attività immunitarie. Inoltre sarà la scelta giusta per assicurare al corpo un’adeguata quantità di zuccheri e, dunque, una funzione energetica importante per lo sviluppo dei tessuti nervosi e, infine, per garantire il giusto apporto di minerali che partecipano alla formazione e al mantenimento sia delle ossa sia dei denti e alla coagulazione del sangue.
Bere Latte da Adulti: Un Dibattito Senza Fine
“Bere latte da adulti è innaturale” dicono spesso i detrattori di questo alimento, sottolineando che gli esseri umani sono gli unici mammiferi che continuano a cibarsi di latte anche dopo lo svezzamento. In effetti il nostro organismo è “programmato” per consumare il latte materno nelle prime fasi della vita grazie a un enzima, la lattasi, che permette di digerire il lattosio (lo zucchero presente nel latte) dividendolo nelle sue due componenti, galattosio e glucosio.
Con l'avanzare dell'età, la quantità di lattasi nell’organismo spesso diminuisce, fino a scomparire quasi del tutto attorno ai 5 anni. Ecco la ragione alla base delle difficoltà di molte persone nel digerire latte e latticini che, in alcuni casi, può trasformarsi in una vera e propria intolleranza al lattosio.
Proprio la “natura”, però, è intervenuta con modifiche a livello genetico nel corso dei millenni, consentendo ad alcuni soggetti di mantenere buoni livelli di lattasi anche in età adulta e potersi cibare così di latte senza problemi. È un classico esempio di evoluzione: non è un caso che la lattasi persista in circa 9 adulti su 10 in Scandinavia (popolazioni tradizionalmente dipendenti dal consumo di latte e derivati anche per l’apporto di vitamina D), con percentuali che si riducono spostandosi verso sud e verso est, fino ad arrivare al 15 per cento in Sardegna e a percentuali quasi nulle nelle popolazioni orientali di Cina e Giappone.
Cosa Contiene il Latte?
Per meglio comprendere l’importanza di latte e latticini per la salute è importante capire di cosa stiamo parlando dal punto di vista dei macro- e micronutrienti. L’acqua rappresenta circa il 90 per cento del contenuto di un litro di latte. La restante parte è composta da proteine, zuccheri (lattosio) e grassi in percentuali diverse a seconda dell’origine del latte stesso: quello umano contiene per circa l'1 per cento proteine, per il 4 per cento grassi e per il 7 per cento zuccheri, mentre quello bovino (il più utilizzato per il consumo umano) contiene più proteine (3,2 per cento), meno zuccheri (5 per cento) e una quantità simile di grassi (4 per cento).
Le proteine del latte sono complete dal punto di vista del contenuto di aminoacidi, i mattoncini che le compongono, e hanno una vasta gamma di funzioni, dalla difesa contro microrganismi alla facilitazione dell’assorbimento dei nutrienti. In alcuni casi inoltre fungono da fattori di crescita, ormoni, enzimi e stimolo per il sistema immunitario.
Meno abbondanti, ma non per questo meno importanti, sono i minerali e le vitamine contenuti in questi alimenti. Un litro di latte bovino contiene 1.200 mg di calcio, 940 mg di fosforo, 430 mg di sodio e 580 mg di potassio, oltre a retinolo, vitamina E, biotina (vitamina B8), riboflavina (vitamina B2) e altre vitamine del gruppo B (B6 e B12).
Alcune delle molecole contenute in latte e derivati, in determinate situazioni o in dosi superiori a quanto raccomandato dagli esperti, possono essere dannose per la salute, in particolare i grassi saturi e il colesterolo o alcuni fattori che stimolano la crescita delle cellule (il più noto è IGF1) e che sono più abbondanti nei consumatori di questi alimenti.
Alternative Vegetali al Latte
Negli ultimi anni grazie al diffondersi di abitudini e scelte alimentari che escludono i prodotti di origine animale, come il veganesimo, abbiamo la possibilità di scegliere molte bevande prodotte a partire da diversi vegetali: legumi, frutta secca e cereali. Le più comuni sono a base di riso, soia e mandorla.
Nella bevanda vegetale di soia, l’unica che almeno sotto il profilo proteico si avvicina al latte, abbondano le lecitine di soia, molecole che aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo e che sembrano avere effetti positivi per il cuore. Sono inoltre presenti omega-3, i grassi buoni che aiutano a tenere pulite le arterie.
La bevanda vegetale di riso può essere una valida scelta per chi è intollerante al lattosio, del tutto assente in questa bevanda. Inoltre non contiene colesterolo né grassi saturi “cattivi”, e può essere consumata anche da chi deve tenere sotto controllo questi parametri.
Tutte le bevande vegetali, che siano di riso, soia o mandorla, rispetto al latte vaccino sono carenti di alcuni micronutrienti importanti come calcio, vitamina D e vitamina B12. Spesso le aziende addizionano questi micronutrienti ai loro prodotti; in questo caso si parla di prodotto “fortificato”. Non dimentichiamoci di leggere sempre le etichette e di scegliere bevande vegetali a cui non siano aggiunti zuccheri semplici, come saccarosio o glucosio, o grassi, come l’olio di girasole nel latte d’avena o di riso.
Tabella Comparativa dei Nutrienti (per 100ml)
| Nutriente | Latte Vaccino Intero | Latte Vaccino Parzialmente Scremato | Bevanda di Soia (non fortificata) | Bevanda di Riso (non fortificata) |
|---|---|---|---|---|
| Calorie | 64 | 47 | 33 | 47 |
| Proteine (g) | 3.2 | 3.4 | 3.3 | 0.3 |
| Grassi (g) | 3.6 | 1.5 | 1.8 | 1.0 |
| Carboidrati (g) | 5 | 5 | 2.5 | 9.0 |
| Calcio (mg) | 120 | 120 | 15 | 10 |