Proteinuria: Meccanismi, Cause e Implicazioni Cliniche

Per proteinuria si intende la presenza di quantità superiori a 150 mg/die di proteine nelle urine. L'alta concentrazione di proteine determina la produzione di urine schiumose, più o meno dense. La proteinuria è presente in molti disturbi renali e si associa ad altre anomalie urinarie (es. ematuria). La forma isolata si manifesta, invece, senza altri sintomi. Le cause possono essere classificate in base al meccanismo di insorgenza.

Tipi di Proteinuria e Meccanismi

Esistono diversi tipi di proteinuria, ognuno con meccanismi di insorgenza specifici:

  • Proteinuria funzionale: Si tratta di un aumento temporaneo dell'escrezione di proteine nelle urine, causata da modificazioni emodinamiche glomerulari. In particolare, l'incremento di proteine nelle urine si verifica quando l'aumento del flusso ematico renale riversa maggiori quantità delle stesse nel nefrone. Ciò può risultare da attività fisica intensa, febbre, disidratazione e stress emotivo. La proteinuria funzionale si inverte quando il flusso ematico renale ritorna alla normalità.
  • Proteinuria ortostatica: Un particolare tipo di proteinuria funzionale, relativamente comune, è detta ortostatica o posturale. Questa è una condizione benigna, tipicamente osservata nei soggetti di età inferiore a 30 anni con funzionalità renale conservata. In tal contesto, la proteinuria è moderata e si verifica soprattutto quando il paziente è in posizione eretta (escrezione di meno di 2 g al giorno di proteine), mentre è assente dopo un periodo di allettamento, come dopo il riposo notturno. Per cui, l'urina contiene tipicamente una maggiore quantità di proteine durante le ore di veglia. In genere, la proteinuria ortostatica segue, come quella funzionale, un decorso benigno, spesso con risoluzione spontanea.
  • Proteinuria glomerulare: La proteinuria glomerulare deriva da malattie del glomerulo renale, che di solito implicano un aumento della permeabilità a tale livello; questa permette ad una maggiore quantità di proteine plasmatiche di passare nel filtrato. La proteinuria può derivare da disturbi glomerulari primitivi, come nefropatia membranosa, glomerulonefrite a lesioni minime e glomerulosclerosi segmentale focale. Importanti cause secondarie includono, invece, diabete mellito, uso di certi farmaci (inclusi FANS ed antibiotici), infezioni (HIV, epatite B e C, patologia post-streptococcica, sifilide, malaria ed endocardite), processi infiltrativi (come l'amiloidosi) e pre-eclampsia. La proteinuria glomerulare può derivare, inoltre, da patologie ad eziologia autoimmune (come la nefrite lupica) e neoplasie maligne (es. carcinoma del colon, dello stomaco o del polmone e linfoma).
  • Proteinuria tubulare: La proteinuria tubulare deriva da anomalie renali tubulo-interstiziali che impediscono il riassorbimento delle proteine da parte del tubulo prossimale. I fattori causali sono spesso accompagnati da altri difetti della funzione tubulare (es. perdita di bicarbonato e glicosuria) e, talvolta, da glomerulopatie. La proteinuria tubulare si può riscontrare in presenza di sindrome di Fanconi, necrosi tubulare acuta, nefrite tubulo-interstiziale e malattia renale policistica.
  • Proteinuria da iperafflusso: La proteinuria da iperafflusso si verifica quando una quantità eccessiva di piccole proteine plasmatiche (es. catene leggere delle immunoglobuline prodotte nel mieloma multiplo) supera la capacità di riassorbimento dei tubuli prossimali.

Proteinuria e Sindrome Nefrosica

Nella maggior parte dei casi, la proteinuria è la conseguenza di glomerulopatie, che in genere si manifestano come sindrome nefrosica. Quest'ultima è caratterizzata da un quadro clinico di proteinuria severa (>3,5 g/die) con edema, ipoalbuminemia, iperlipidemia e lipiduria. La sindrome nefrosica può rappresentare un processo primario (glomerulonefrite) o secondario ad un'affezione sistemica (es. nefropatia diabetica, pre-eclampsia, infezioni, nefrite lupica ed amiloidosi).

Funzione Renale e Proteinuria

I reni filtrano il sangue e tra i loro compiti è compreso quello di trattenere le proteine plasmatiche ed evitare che queste vengano escrete assieme ai prodotti di scarto con le urine e quindi perse.

  • Corpuscolo di Malpighi: (formato da capsula di Bowman e glomerulo renale): si tratta di strutture altamente specializzate che filtrano il sangue mediante un meccanismo a barriera che, come un filtro, blocca le proteine plasmatiche di grandi dimensioni e permette il passaggio solo di quelle più piccole. Si forma così la pre-urina.
  • Tubulo renale: in questa struttura si ha il riassorbimento delle proteine di dimensioni più piccole che non sono state trattenute dai glomeruli, si trasforma così la preurina nell’urina definitiva.

Diagnosi

Alcuni test utilizzati per diagnosticare la proteinuria includono:

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  • Albumina urinaria: è un test utilizzato per stabilire la presenza di microalbumina nelle urine. Questo test risulta spesso positivo in soggetti con proteinuria da diabete in quanto l’albumina urinaria rappresenta un indicatore precoce di danno renale.
  • Rapporto albumina su creatinina: la creatinina è un prodotto del metabolismo muscolare che viene escreto nelle urine ad una velocità costante.
  • Urea e creatinina su campione di sangue: sono prodotti di scarto rilasciati nel sangue e che, tramite la filtrazione renale, giungono nelle urine.
  • Velocità di filtrazione glomerulare: è un parametro molto attendibile dello stato di salute dei reni.

Trattamento

Gli obiettivi del trattamento consistono essenzialmente nella correzione della proteinuria, per impedirne l’aggravamento. Il trattamento è rivolto alla causa scatenante, quindi si differenzia a seconda della stessa. Proteinurie occasionali, come quelle che si riscontrano in seguito ad esercizio fisico intenso o episodio febbrile, sono clinicamente insignificanti e non necessitano di trattamento.

Uromodulina e Rischio di Ipertensione

A dirlo è uno studio italiano pubblicato su Nature Medicine. L’uromodulina, proteina presente nelle urine, è stata legata a un rischio maggiore di sviluppare l’ipertensione arteriosa, oltre che danno renale. Per evitare il problema basta ridurre il consumo di sale.

In particolare, le persone che avevano delle varianti in grado di metterle “a rischio” di pressione alta o danno renale producevano molta uromodulina, viceversa i portatori delle varianti protettive. Alti livelli di espressione provocano un maggiore riassorbimento di sodio, potenziando l’azione di una specifica proteina di trasporto localizzata nel rene: questo si traduce in un aumento della pressione sanguigna.

Diuresi e Minzione

Con il termine diuresi si vuole definire l'escrezione e l'emissione dell'urina formatasi a livello dei reni. La diuresi definisce la quantità di urina prodotta ed eliminata nell'arco di un determinato periodo di tempo. I glomeruli filtrano circa l'80% del sangue che giunge a livello renale, quindi grossomodo 150 ml di plasma al minuto per un totale che si aggira intorno ai 180 litri al giorno. Senza riassorbimento di liquidi da parte del rene, la diuresi sarebbe pari a 180 L al giorno.

Minzione: è il processo di espulsione dell'urina accumulata nella vescica attraverso l'uretra. La minzione viene regolata da due muscoli posti alla base dell'uretra: uno volontario, l'altro controllato dal sistema nervoso autonomo e, dunque, in grado di provocare l'emissione di urina in base a meccanismi riflessi.

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Ormoni e Diuresi

  • Vasopressina (ADH): L'ADH riduce la diuresi e la sua secrezione aumenta nelle condizioni di disidratazione.
  • Aldosterone: Prodotto dal surrene, aumenta il riassorbimento del sodio nel tubulo distale e nel dotto collettore, accelerando nel contempo l'eliminazione di potassio ed idrogenioni.
  • Peptide natriuretico atriale: Un peptide secreto da cellule specializzate del miocardio in seguito ad un eccessivo aumento del volume ematico (alta pressione sanguigna), che ha un effetto diuretico.

Composizione dell'Urina

L'urina è composta per il 95% di acqua e per il resto di sostanze organiche e sali inorganici. Per quanto riguarda le sostanze organiche, il composto che si ritrova in maggior quantità è l'urea, il prodotto ultimo del metabolismo delle proteine, che si produce per deaminazione degli aminoacidi. Altro componente è l'acido urico, che si ottiene metabolizzando gli acidi nucleici, e la cui quantità dipende da quanto l'alimentazione è ricca di composti purinici.

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