Letizia Crescenti: Recensioni e Approfondimenti sulla Dietista

In questo articolo, esploreremo le recensioni e l'approccio di Letizia Crescenti come dietista, fornendo informazioni utili per chi cerca un professionista della nutrizione. Affronteremo diverse tematiche legate alla nutrizione, tra cui la dieta FODMAP, la nutrizione artificiale e la gestione del diabete, basandoci su evidenze scientifiche e pareri di esperti.

La Dieta FODMAP e i Disturbi Intestinali

Molti utenti esprimono interesse per la dieta FODMAP, un protocollo nutrizionale che esclude gli zuccheri che creano maggiore fermentazione intestinale. FODMAP è un acronimo che si basa sugli zuccheri dall’alto potere fermentativo (fruttosio, lattosio, fruttani, xilitolo).

Una dieta ricca di questi zuccheri alimenta i sintomi più comuni della sindrome dell’intestino irritabile, ad esempio pancia gonfia, meteorismo, dolore addominali, irregolarità intestinali. Una dieta “low-FODMAP” quindi dai pochi zuccheri ad alto potere fermentativo porta ad una riduzione dei sintomi e ad un generale miglioramento della qualità della vita.

Per trovare beneficio, è importante fare scelte alimentari consapevoli. Risultano particolarmente fermentabili anguria, pesche, mele e pere. Per le verdure risultano da evitare asparagi, cipolla, aglio, barbabietola, cavolo verza. I latticini sono permessi a meno che non ci sia un'intolleranza di base.

Si consiglia non una drastica riduzione, ma una graduale esclusione di alimenti ad alto potere fermentativo. Una volta ristabilito il benessere, si può pensare a una graduale reimmissione. L'alimentazione non deve essere vista come un divieto di mangiare determinati cibi, ma come una presa di coscienza che un'associazione sbagliata o un carico di alimenti ad alto potere fermentativo possono portare a irritabilità e malessere.

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Dopo aver effettuato gli opportuni controlli gastrointestinali è bene procedere seguendo un piano alimentare con eliminazione graduale degli alimenti ricchi di zucchero che creano fermentazione. Anche in questo caso è bene farsi seguire da un nutrizionista che le dirà esattamente come procedere e le fornirà le linee guida per risolvere il suo problema.

Il protocollo Fodmap potrebbe sicuramente aiutarla ad identificare quali sono gli alimenti che, più di altri, le aumentano i fastidi descritti. Sicuramente le consiglio di scegliere un professionista preparato sul tema. Io mi sono appassionata del metodo in quanto lo trovo efficace ed educativo per la persona che lo segue, in quanto presto diventa indipendente nello scegliere gli alimenti che lo fanno stare bene. All'inizio è necessario farsi seguire per capire l'approccio, poi si è in grado di seguirlo da soli.

ll termine FODMAP raccoglie oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili. Si tratta di carboidrati presenti in una grande quantità di alimenti tra loro diversi che, se consumati quotidianamente da soggetti sensibili, possono causare disturbi intestinali, disturbi che spesso non si risolvono con la sola attenzione alle fibre come si fa per una sindrome da colon irritabile.

Un'alimentazione low-Fodmap esclude legumi, glutine, latticini e derivati salvo qualche eccezione, alcuni tipi di verdure e ortaggi e frutti, pertanto richiede un'attenta pianificazione e gestione dei macronutrienti da parte di un professionista del settore.

Consigli Pratici

  • Effettuare controlli gastrointestinali per escludere patologie.
  • Seguire un piano alimentare con eliminazione graduale degli zuccheri fermentabili.
  • Rivolgersi a un nutrizionista per una guida personalizzata.

Nutrizione Artificiale nel Diabete Mellito

La nutrizione artificiale (NA) è un altro campo di interesse, in particolare per i pazienti con diabete mellito. La NA può essere necessaria in situazioni in cui l'alimentazione orale non è sufficiente a soddisfare i bisogni nutrizionali del paziente.

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Diabete: Aggiornamenti e Ricerca

Il diabete mellito rappresenta un’importante problematica di sanità pubblica a livello mondiale, come testimoniato dal numero di casi di malattia più che raddoppiato negli ultimi 20 anni (1). Infatti, come riportato dall’International Diabetes Federation (IDF), nel 2015 erano 415 milioni le persone con una diagnosi di diabete, numero tuttavia destinato ad aumentare ulteriormente entro il 2040, quando le proiezioni indicano in ben 642 milioni i soggetti che saranno affetti da diabete a livello globale (1).

La prevenzione di malattie infettive attraverso la vaccinazione, rappresenta un aspetto importante della gestione della persona con diabete che ha, a causa della sua patologia, un aumentato rischio di contrarre infezioni e di andare incontro a complicanze gravi. Come spiegato in dettaglio nell’editoriale di questo numero, le nuove Linee Guida della SID contengono una sezione specifica dedicata alle vaccinazioni che riporta la forza delle evidenze per le quali è utile raccomandare ogni vaccinazione.

Come evidenziato anche dallo studio francese qui riassunto, la copertura vaccinale nei pazienti con diabete è ancora lontana da quanto sarebbe auspicabile; Verger e colleghi hanno condotto uno studio strutturato tramite interviste per comprendere le ragioni alla base di tale situazione.

Nel corso dello studio sono stati intervistati 19 soggetti; 10 di essi erano affetti da diabete di tipo 1 e 9 da diabete di tipo 2; 8 pazienti erano di età superiore ai 65 anni, una fascia di età per la quale è raccomandata la vaccinazione antinfluenzale indipendentemente dalla presenza di diabete, mentre 7 avevano tra i 50 e i 64 anni; 2 tra i 35 e i 49 e 2 tra i 18 e i 34 anni. Otto dei pazienti reclutati si erano sottoposti a vaccinazione antinfluenzale; per 7 di essi si trattava di un’abitudine ormai consolidata da diversi anni.

Tra i pazienti non sottoposti a vaccinazione, 2 dichiaravano di non essere stati informati di questa opportunità ed 1 di essere seguito da un medico omeopata che aveva sconsigliato tale pratica. I pazienti non vaccinati non apparivano consapevoli della possibile gravità della patologia influenzale e avevano una scarsa percezione del fatto che la patologia diabetica aumentasse il rischio di andare incontro a complicanze.

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Tale percezione non era elevata neanche tra i pazienti vaccinati. Tra i pazienti non vaccinati si riscontrava inoltre una maggiore percentuale di individui che ritenevano che la vaccinazione potesse non essere efficace o che temevano gli effetti collaterali di tale procedura, mentre i pazienti che si erano sottoposti a vaccinazione erano nella quasi totalità sicuri dell’efficacia del vaccino.

Lo studio, nonostante sia stato condotto su un gruppo numericamente esiguo di pazienti, rafforza la convinzione che è fondamentale instaurare l’abitudine a sottoporsi alle vaccinazioni, poiché questa si mantiene poi nel tempo.

Società Italiana di Diabetologia (SID)

Questo documento rappresenta la posizione ufficiale della Società Italiana di Diabetologia (SID) ma non può essere visto come prescrittivo per il singolo paziente e non può sostituire, in ogni caso, il giudizio clinico. È stato fatto ogni sforzo per raggiungere un consenso tra tutti gli autori.

Conclusioni

La figura del dietista è fondamentale per affrontare diverse problematiche legate all'alimentazione, dalla gestione dei disturbi intestinali al supporto nutrizionale in caso di diabete e altre patologie. Scegliere un professionista qualificato e con esperienza, come Letizia Crescenti, può fare la differenza nel percorso verso il benessere.

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