Linee Guida ESPEN sulla Nutrizione Enterale: Aggiornamenti e Novità

Progressi finora impensabili che aprono nuove sfide, una maggiore attenzione all’ambiente in cui ci si nutre e un’attenzione mirata su patologie di largo impatto ma in cui la nutrizione è ancora trascurata: questi i motivi alla base degli aggiornamenti alle linee guida presentate a Milano nel corso del 46esimo congresso della Società Europea di Nutrizione e Metabolismo (ESPEN).

Nutrizione nei pazienti affetti da demenza

Elisabet Rothenberg, docente di nutrizione geriatrica al Dipartimento di Scienze della Salute all’università di Kristianstad (Svezia) ha presentato gli aggiornamenti alle linee guida ESPEN su nutrizione/idratazione e demenza, pubblicate nel mese di giugno 2024. Si tratta di 40 raccomandazioni, sette a livello istituzionale e 33 a livello individuale.

La demenza comporta numerosi ostacoli a una corretta nutrizione, dalla difficoltà di preparare i pasti e di usare le posate, alla perdita di appetito dovuta ai farmaci, alla facilità con cui il paziente dimentica di mangiare o bere, fino a disfagia e al rifiuto di nutrirsi. A questo si aggiungono gli aspetti e le comorbidità tipiche dell’età avanzata.

Tra i numerosi aggiornamenti (le linee guida precedenti risalivano al 2015) si segnala per la prima volta la raccomandazione di affidare il paziente a personale qualificato - e di un counseling personalizzato sulla dieta - così come di inserire il paziente in un ambiente piacevole e stimolante al momento del pasto, che invogli a mangiare.

Gli studi su questo tema non hanno un livello di evidenza molto forte ma mostrano in generale risultati positivi, sia che si tratti di migliorare illuminazione e contrasto, di provvedere a un ambiente il più possibile familiare e domestico, sia di servire i pasti in aree comuni in un contesto sociale. È necessario invece evitare il più possibile fattori di distrazione.

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L’uso di cibi fortificati o di texture modificate per contrastare lo scarso apporto di nutrienti, la disfagia o i problemi di masticazione è raccomandato mentre non lo sono altri tipi di supplementi o diete specifiche, ha specificato Rothenberg: "Va sottolineato che non raccomandiamo le diete chetogeniche, che al momento vengono promosse come una soluzione per molte patologie diverse. Non troviamo prove, però, a supporto del loro uso di routine né, per lo stesso motivo, raccomandiamo i probiotici".

In generale, inoltre, si raccomanda ora di usare pratiche operative standardizzate, incluso screening e valutazione sistematica dei pazienti.

Nutrizione per la fibrosi cistica

Attese da tempo erano anche le nuove linee guida ESPEN sull’alimentazione per la fibrosi cistica (FC), stilate nel 2016 e aggiornate a febbraio 2024. Nella sua presentazione, Michael Wilschanski, primario di gastroenterologia pediatrica dell'Ospedale universitario Hadassah di Gerusalemme, ha messo l’accento su come l’aumentata speranza di vita e di standard di cura per i pazienti affetti da FC abbia creato intere nuove classi di pazienti di cui tenere conto.

La fibrosi cistica causa problemi nutrizionali, tra le altre cose, sia a causa dell'insufficienza pancreatica sia di un aumentato fabbisogno energetico dovuto alle difficoltà respiratorie. Di norma lo sforzo principale è mantenere dunque un indice di massa corporea nella norma, il che richiede un apporto calorico giornaliero raccomandato (RDI) del 120-200% rispetto alla norma e un’alimentazione ricca di grassi (35-40%), con un occhio di riguardo alle vitamine liposolubili.

Tuttavia, grazie ai progressi significativi ottenuti per alcune varianti genetiche della CF che beneficiano dall’uso di farmaci modulatori del canale CFTR, capaci di rallentare o fermare il declino funzionale agendo sulla causa della malattia invece che sul sintomo, alcuni pazienti ora iniziano ad affrontare il problema opposto, ovvero l’eccesso di peso.

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L’aumentata speranza di vita, che nei casi più felici è valutata ormai oltre gli 80 anni di età, fa sì che oggi esistano donne affette da FC che possono sostenere una gravidanza, nonché pazienti in età avanzata. Le linee guida per la nutrizione devono dunque tenere conto di questi casi, un tempo quasi impensabili ma oggi fortunatamente sempre più frequenti.

Nutrizione e BPCO, linee guida in arrivo

Sempre in tema di patologie polmonari, Peter Collins, senior lecturer in nutrizione e dietetica alla Sydney Nursing School dell’Università di Sydney (Australia), ha presentato il lavoro in corso per stilare le linee guida ESPEN sulla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Collins ha esordito ricordando l’entità del problema: "Attualmente si stima che fino a 390 milioni di persone nel mondo soffrano di BPCO e uno studio recente su JAMA suggerisce che questo numero potrebbe superare i 600 milioni di individui entro il 2050. Se consideriamo la prevalenza minima di malnutrizione nei pazienti con BPCO, che è di circa il 20% e in alcuni casi può arrivare fino al 50% nei pazienti ricoverati, questa è una cifra che dovrebbe allarmare la maggior parte dei sistemi sanitari in tutto il mondo".

Ciò nonostante, le attuali informazioni sulla gestione nutrizionale della BPCO sono scarse e confuse: non è chiaro quale sia l'IMC ottimale per i pazienti con BPCO, quali dovrebbero essere gli obiettivi nutrizionali, quanta energia e proteine dovrebbero essere fornite, o come si debba agire durante un'esacerbazione acuta della BPCO rispetto a quando i pazienti sono stabili o impegnati nella riabilitazione polmonare. Le linee guida del Regno Unito, australiane o americane, sono tutte troppo vaghe, secondo il parere espresso da Collins.

"Man mano che le nostre conoscenze sul supporto nutrizionale nei pazienti con BPCO aumentano, siamo sempre più interessati alla modalità di supporto nutrizionale. Dovremmo usare integratori in polvere o liquidi, oppure opzioni pronte da bere? Sono state presentate ricerche che valutano l'utilità di un supporto nutrizionale leggermente modificato per questi pazienti, come acidi grassi omega-3 e diversi tipi di diete proteiche. Queste sono tutte aree in cui siamo ancora incerti e dobbiamo esplorare ulteriormente la letteratura" ha proseguito Collins.

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Al momento il gruppo di lavoro sulle linee guida ha identificato 14 domande chiave, che spaziano dai requisiti energetici e proteici dei pazienti, alla valutazione dal punto di vista nutrizionale, oppure se la nutrizione può influenzare l'incidenza della BPCO, e sta terminando il vaglio della letteratura. Restano però da comprendere i livelli di evidenza e concordare le future raccomandazioni.

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