Il tumore alla prostata è tra i più diffusi a livello maschile ma può essere curato se diagnosticato per tempo. Le cause del tumore alla prostata non sono del tutto chiare. Il primo fattore di rischio è l’età: l’età media dei pazienti è di circa 65 anni ed è difficile che questo tumore si manifesti sotto i 45 anni.
Poi c’è la familiarità: gli uomini che hanno familiari di primo grado che hanno avuto un tumore di questo tipo hanno il doppio delle possibilità di esserne vittime rispetto a chi non ha avuto malati in famiglia.
Il Ruolo dell'Alimentazione nella Prevenzione
Dal punto di vista preventivo, è utile consumare cibi che contengono sostanze antiossidanti come la vitamina A, la vitamina E, il selenio, lo zinco e il manganese. Largo dunque a pomodori, broccoli, agrumi e noci e bene vanno anche le carni rosse e i cereali integrali. Da mangiare con moderazione, invece, sono gli alimenti che possono irritare la prostata come il caffè, il cioccolato, i superalcolici e i frutti di mare.
L'attività fisica aiuta a favorire la circolazione sanguigna, anche a livello pelvico. Il consiglio è di praticare un’attività sportiva moderata ma costante, come può essere una camminata di circa 30 minuti ogni giorno. Non ci sono controindicazioni all’uso della bicicletta tranne nei casi in cui ci siano in atto prostatiti.
Il consiglio è di sottoporsi a una prima visita urologica di controllo attorno ai 40-45 anni, ma anche prima, se si è soggetti “a rischio”.
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Cosa Mangiare in Caso di Tumore alla Prostata
In caso di tumore della prostata, è importante valutare con uno specialista i bisogni specifici del singolo caso per poter utilizzare al meglio anche l’alimentazione come supporto alle terapie, in base allo stadio della malattia, allo stato nutrizionale del paziente, al tipo di trattamento e ai gusti personali.
Un’alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali e povera di prodotti animali e zuccheri raffinati potrebbe essere una strategia efficace e non invasiva per tenere a bada il tumore della prostata localizzato. Si tratta della dieta mediterranea, che già sappiamo essere utile nella prevenzione di tumori come quelli al colon e al seno.
Per capire meglio l’impatto di questo regime alimentare sulla progressione del tumore, i ricercatori hanno chiesto ai pazienti di compilare un questionario sulle proprie abitudini alimentari all’inizio del percorso di cura. Hanno poi suddiviso i partecipanti in tre gruppi in base al grado di adesione ai dettami della dieta mediterranea (basso, medio e alto).
Nello studio è stato anche calcolato un “punteggio” per misurare tale grado di adesione, più alto se la dieta mediterranea era seguita in modo più stretto, e sono state inoltre prese in considerazione alcune caratteristiche che possono influenzare l’andamento della malattia, dall’età all’uso di statine o alla presenza di diabete.
Per ogni aumento di un’unità nel punteggio, il rischio di progressione della malattia si è ridotto almeno del 10 per cento. È possibile che in Italia i benefici di un cambio di alimentazione sarebbero minori, visto che tradizionalmente nel nostro Paese la dieta mediterranea è più seguita rispetto a quanto fa la popolazione esaminata dai ricercatori americani.
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Recenti studi hanno dimostrato che l’assunzione di acidi grassi saturi e livelli crescenti di monoinsaturi aumentano il rischio di PCa, e i rischi maggiori sono derivati dall’assunzione di grandi quantità di cibi fritti. I dati riportati in una metanalisi suggeriscono che il consumo di bevande zuccherate sia associato a un aumentato rischio di sviluppo di PCa.
Inoltre, un aumentato consumo di prodotti caseari potrebbe aumentare il rischio di sviluppare PCa. Tutti gli studi suggeriscono una associazione tra consumi più elevati di alimenti grassi, cibi fritti, carne rossa e latticini e incidenza di PCa.
Oltre a influenzare gli esiti oncologici, lo stile di vita può anche migliorare la aumentata resistenza fi sica ai problemi creati dal tumore e ridurre i carichi emotivi dovuti alla patologia.
“L’assenza di sintomi precoci specifici nei pazienti con cancro alla prostata obbliga a elaborare strategie di prevenzione mirate ed efficaci”, spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia. “È fondamentale prendere coscienza di quelli che sono i principali fattori di rischio, come avere una storia familiare di tumore della prostata, l’età avanzata e la dieta.
Secondo Davide Arcaniolo, membro della Commissione scientifica Sia, tra i composti naturali più studiati in quest’ambito “vanno sicuramente annoverati le epigallocatechine e il licopene, sostanze ad azione antiossidante ed antinfiammatoria, contenute in grande quantità principalmente nel tè verde e nel pomodoro. In uno studio clinico su un gruppo di soggetti ad alto rischio di tumore alla prostata si è visto che chi assumeva regolarmente epigallocatechine derivate dal tè verde vedeva ridotto del 60% il rischio di ammalarsi rispetto a chi assumeva solo placebo.
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Per quanto riguarda il licopene, contenuto in grandi quantità nel pomodoro, una metanalisi di 42 studi ne ha dimostrato un effetto protettivo superiore alla maggior parte degli altri composti, fatta eccezione per il tè verde. L’assunzione nella dieta è limitata da un basso assorbimento intestinale, che viene facilitato quando il pomodoro viene cotto.
Prosegue Palmieri: “Solo di recente un’altra sostanza, il pterostilbene, un antiossidante simile al resveratrolo del vino rosso e presente in diversi cibi, dal mirtillo alle arachidi, ha mostrato a sua volta proprietà preventive in uno studio appena pubblicato su Cancer prevention research. Un ruolo chiave, come supporto alla terapia di trattamento del cancro prostatico, svolge anche l’acido ellagico contenuto nella melagrana.
“Tuttavia, bisogna prestare la massima attenzione ai supplementi, che devono essere prescritti dallo specialista per individuare il tipo di prodotto giusto per ciascun paziente, con le giuste modalità di utilizzo, in modo che la dose corretta non sia troppa bassa e quindi inefficace ma neppure troppo alta e quindi a rischio di effetti collaterali”, conclude Palmieri.
Perché è importante la prevenzione a tavola
Gli interventi mirati alla salute della prostata attraverso l’alimentazione sono soprattutto due: bloccare l’effetto del deidrotestosterone, un ormone responsabile della crescita delle cellule maligne nella prostata, e assicurare un’azione antiossidante contro i radicali liberi dell’ossigeno.
Una dieta equilibrata dovrebbe essere varia, bilanciata nel numero di calorie e in grado di mantenere il peso forma; ricerche scientifiche hanno messo in evidenza come seguire una dieta ricca di vegetali e povera di grassi animali (grassi saturi), comporti una diminuzione del rischio di tumore.
L’organismo ha bisogno di numerosi nutrienti che derivano dal consumo di un’ampia varietà di cibi (frutta, verdura, legumi, cereali, pesce, pollame, carni e latticini, olii) che vanno distribuiti in modo equilibrato nell’arco della giornata e della settimana. Per tali ragioni, la dieta mediterranea, che comprende pietanze ricche di fibre, vitamine e minerali, si conferma come uno dei migliori regimi alimentari da seguire.
Quali alimenti mettere in tavola
Gli alimenti ideali sono quelli ricchi di minerali (soprattutto il selenio, che si trova nel pesce, nelle uova, nel fegato e nel pollame), vitamine (frutta e verdura fresche ) e fibre. Più precisamente:
- alimenti integrali, naturali e biologici (legumi, derivati della soia e cereali integrali come grano, orzo, riso, segale, avena), perché sono liberi da antiparassitari e altri contaminanti;
- alimenti vegetali freschi, per quanto possibile crudi, perché apportano nutrienti con azione preventiva per la salute e il benessere della prostata;
- alimenti contenenti fitoestrogeni e acidi grassi omega-3, perché bloccano il deidrotestosterone contrastando l’ingrossamento;
- alimenti contenenti carotenoidi tra cui soprattutto il licopene (ad esempio pomodori, carote, radicchio verde, spinaci, papaia, mango, cicoria, peperoni rossi, rucola, lattuga a cappuccio, lattuga, broccoletti di rape, cavoli di Bruxelles, melone, pompelmo rosa, fragola, uva rossa, albicocca), che si concentrano all’interno delle cellule della prostata proteggendola dall’azione dei radicali liberi.
Sebbene sia consigliato preferire verdure crude quando possibile, il pomodoro fa eccezione: per facilitare l’assorbimento del licopene è bene mangiare pomodori piccoli e cotti, poiché è difficilmente assimilato da pomodori crudi.
Il licopene ha un’altissima capacità antiossidante e anti radicali liberi: una volta assunto con gli alimenti vegetali si concentra soprattutto nella prostata, nei testicoli, nelle ghiandole surrenali, e nel fegato, dove si deposita se introdotto in abbondanza e non utilizzato.
La ricerca si sta concentrando su queste sostanze che sembrano avere un ruolo nella prevenzione del tumore della prostata:
- licopene (sostanza presente principalmente nel pomodoro rosso, ma anche nel melone e nel pompelmo rosa);
- vitamina A (abbondante negli alimenti vegetali: i più ricchi sono le albicocche, le arance, le carote, il cavolo, il crescione, l'indivia, i pomodori, il prezzemolo e gli spinaci);
- vitamina D (presente in pesce e uova);
- vitamina E (ne sono ricchi gli alimenti di origine vegetale: semi, cereali, frutta e ortaggi);
- derivati della soia;
- thè verde.
Alimenti da evitare
Fra le probabili cause alimentari dell’ingrossamento della prostata ci sono:
- peperoncino, spezie, pepe;
- insaccati e grassi saturi di origine animale (carni rosse cotte alla griglia, formaggi e fritti a causa degli ormoni sintetici dati agli animali per ingrassarli);
- superalcolici.
Inoltre, è dimostrato che i metaboliti del colesterolo, danno inizio alla degenerazione delle cellule prostatiche, che quindi promuovono l’ingrossamento della prostata.
Questi alimenti causano un’acidificazione dell’intero organismo e dell’urina portando ad una condizione patologica che predispone ad infiammazione degenerativa della prostata. Ciò significa che chi ha un problema di tumore della prostata dovrebbe assolutamente evitare cibi e bevande che possano irritare le vie urinarie come gli insaccati, i fritti, i cibi piccanti o speziati. Sarebbe da limitare anche il consumo di bevande gassate ma soprattutto di bevande alcoliche.
L’importanza dell’idratazione
È opportuno bere almeno due litri di acqua al giorno, meglio se oligominerale. Bevendo tanto si lava la prostata e si evita il ristagno delle sostanze irritanti contenute nell'urina. Queste sostanze non determinano direttamente ipertrofia ma, provocando irritazione, generano i tipici disturbi urinari dell'Ipb, anche quando questo disturbo è ancora silente.
Per quanto riguarda le bevande alcoliche, è consigliabile non superare i due bicchieri di vino al giorno: il vino, infatti, contiene vari antiossidanti, tra cui il resveratrolo.
Diversi studi hanno già evidenziato il ruolo, nell’insorgenza del tumore prostatico, di una dieta particolarmente ricca di grassi saturi e di un eccessivo consumo di carne rossa e latticini. Lo stesso vale nel carcinoma renale dove i troppi grassi d’origine animale possono essere una concausa della patologia.
Il consiglio è quello di seguire una dieta il più possibile varia ed equilibrata, con eventuali raccomandazioni specifiche. Un’alimentazione a base prevalentemente vegetale può essere utile a contrastare alcuni problemi associati al tumore prostatico, inclusi quelli legati all’incontinenza e alla vita sessuale.
Sappiamo che “il maggior consumo di alimenti salutari, soprattutto di origine vegetale, è associato a una riduzione del rischio di tumore della prostata avanzato o fatale. Conosciamo però ancora poco gli effetti di una dieta di questo tipo sulla qualità di vita dei pazienti”.
I pazienti che consumano una dieta a prevalenza vegetale (e quindi hanno ottenuto punteggi più alti negli indici di dieta vegetale) hanno mostrato un rischio di progressione di malattia inferiore del 52% rispetto a quelli che seguono una dieta meno “verde”. Risultati simili anche per il rischio di ricorrenza della malattia, che si riduce del 53% con una dieta particolarmente ricca di alimenti vegetali.
“I risultati di questo studio indicano che un regime alimentare a base vegetale si associa a un minor rischio di progressione e ricorrenza del carcinoma prostatico” affermano gli autori, sottolineando che questo beneficio sembra maggiore negli over-65 e in persone con un ritmo di camminata sostenuto/veloce (oltre 3 ore/settimana). “Dopo una diagnosi di tumore della prostata, ai pazienti dovrebbe essere raccomandata una consulenza su dieta ed esercizio, per migliorare gli esiti clinici” concludono.
Ogni terapia messa in campo contro il tumore della prostata porta con sé effetti collaterali e può influenzare diversi aspetti dello stato di salute e della vita quotidiana, incluse le abitudini alimentari.
Come ricordano gli esperti del Cancer Research UK, la giusta alimentazione può molto spesso aiutare a ridurre questi sintomi, ma a causa dei trattamenti potrebbe essere difficile seguire una dieta sana e bilanciata. Anche in questo caso è opportuno rivolgersi agli esperti che possono dare consigli utili e personalizzati su cosa portare a tavola.
Sulla base dei trattamenti e dello stato di salute generale del paziente, i consigli su come scegliere gli alimenti possono infatti cambiare: per una persona sottopeso potrebbe per esempio essere necessario consumare cibi ricchi di calorie, da evitare invece in chi è sovrappeso.
Restando nell’ambito delle diete a base vegetale, ecco alcuni consigli generali che possono aiutare a modificare la propria alimentazione rendendola più “sana”:
- Consuma almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno (vanno bene alimenti freschi, cotti, surgelati o in scatola).
- Cerca di portare in tavola frutta e vegetali di diversi colori per garantirti l’assunzione di una varietà di vitamine e minerali.
- Consuma ogni giorno alimenti che contengono amido (patate, pane, pasta, riso).
- Cerca di scegliere cereali integrali quando possibile.
- Non dimenticarti dei legumi: fagioli, lenticchie e piselli sono poveri in grassi e sono una buona fonte di proteine, da consumare in alternativa alla carne.
Tabella Riassuntiva degli Alimenti Consigliati e da Evitare
| Alimenti Consigliati | Alimenti da Evitare/Limitare |
|---|---|
| Pomodori (cotti) | Cibi fritti |
| Broccoli | Bevande zuccherate |
| Agrumi | Prodotti caseari (in eccesso) |
| Noci | Alcolici |
| Carni rosse (con moderazione) | Carni rosse processate |
| Cereali integrali | Caffè (con moderazione) |
| Pesce | Cioccolato (con moderazione) |
| Uova | Superalcolici |
| Fegato e pollame | Frutti di mare |
| Legumi | Peperoncino, spezie, pepe |
| Derivati della soia | Insaccati |
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