L'estate è alle porte e hai fretta di dimagrire? Vuoi smaltire rapidamente i chili in eccesso accumulati durante l'inverno e rendere il tuo corpo tonico in vista della 'prova costume'? Iniziamo col dire che alimentazione sana e attività fisica dovrebbero essere, al di là della prova costume, la base per il proprio ben-essere. Detto ciò, da anni Venere propone un trattamento non invasivo e dall'efficacia testata. Quest'anno, a quanto pare, anche i grandi marchi cosmetici hanno iniziato a rivolgere la loro attenzione al linfotaping. Venere, fatecelo dire, è sempre (o quasi) un passo avanti.
Cos'è il Linfotaping?
Il linfotaping è una specifica applicazione dell'ormai noto taping kinesiologico. Principalmente nato come kinesiotaping per essere utilizzato su problemi e disfunzioni muscolari, tendinei. Spesso usato anche per migliorare la stabilizzazione articolare e per il trattamento di edemi post traumatici.
Il Linfotaping consiste nell’applicazione del tape, un coloratissimo cerotto adesivo in tessuto elastico, con il fine di ottenere un effetto drenante che migliora l’ossigenazione dei tessuti e favorisce la circolazione sanguigna e linfatica. Il Linfotaping consiste nell'applicazione di uno speciale e resistente cerotto (tape) molto sottile che aderisce sulla pelle grazie ad un collante ipoallergenico.
Resistente all’acqua e dotato di un’elasticità pari a quella della pelle umana, solitamente il taping mantiene le sue proprietà fino a tre, quattro giorni prima di dover ripeterne l’applicazione.
Grazie alla sua ottima capacità drenante, il Linfotaping viene scelto da terapisti specializzati nel campo del Linfedema; in questo caso, il Linfotaping viene applicato sulla cute del paziente senza tensione, seguendo i canali linfatici. L'obiettivo è incrementare la circolazione sanguigna e linfatica locale migliorando così il drenaggio linfatico del paziente.
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Come Funziona il Linfotaping per Dimagrire?
Il cerotto elastico, applicato correttamente sulle zone a forte ritenzione idrica, garantisce diversi benefici: alza la cute, aumenta lo spazio tra i tessuti e migliora la circolazione dei fluidi facilitando il catabolismo degli acidi grassi. In questo modo le cellule di grasso vengono costrette a rilasciare maggiori quantità di acidi grassi che forniscono all’organismo l’energia necessaria per portare il sudore all’esterno.
Questo sistema può essere utilizzato sulle cosce per ridurne il volume (7 cm dopo la terza applicazione) e combattere la cellulite. Sui glutei consente di smaltire il grasso localizzato e risolvere il problema delle smagliature.
Grazie alla stimolazione meccanica, alla capacità di favorire il metabolismo e all’attivazione delle capacità naturali di guarigione dei tessuti, il linfotaping è ottimo anche per contrastare gli effetti del tempo e dello stress che invecchiano i tratti del viso. I cerotti posizionati sul viso creano una sorta di stretching e riducono la perdita di tono.
Come si Svolge una Seduta di Linfotaping?
Ma come si svolge una seduta di linfotaping? Il cerotto viene applicato in cabina, nelle zone interessate, dopo lo svolgimento di un massaggio drenante. Una volta applicati, "lavoreranno" h24 mentre noi facciamo altro. Malgrado siano cerotti di notevoli dimensioni, non danno nessun fastidio anzi, le gambe saranno più leggere e sgonfie anche la sera dopo una lunga giornata.
Prima dell’applicazione, il nastro deve essere preparato: la lunghezza, la larghezza e la forma dipendono dalla zona da trattare e dal tipo di applicazione. L’applicazione viene fatta su pelle asciutta, ben pulita e priva di sostanze come creme, oli od unguenti.
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Linfotaping e Linfedema
Il Linfotaping è un metodo di trattamento utilizzato in caso di Linfedema: per questo, viene spesso associato al trattamento di Drenaggio Linfatico Manuale e/o bendaggi elastocompressivi.
Il Sistema Linfatico e la Linfa
Nel corpo umano il liquido conosciuto come linfa ha un aspetto trasparente o lievemente giallognolo ed è costituito principalmente da acqua. Al suo interno si possono trovare anche proteine, grassi, tossine, elettroliti, residui di cellule ed altre sostanze; il suo pH è debolmente alcalino.
La linfa si forma dopo che il sangue arterioso, scorrendo attraverso i capillari, ha trasportato alle cellule dei diversi tessuti del corpo gli elementi nutritivi. Le cellule a loro volta, dopo aver ricevuto questo nutrimento, riversano a livello interstiziale (al di fuori della parete cellulare) tutte le sostanze di scarto come, ad esempio, residui metabolici, cellule morte o batteri.
Parte di questo liquido viene riassorbito grazie alla presenza dei capillari venosi e va ad alimentare il flusso di sangue verso il cuore; pare del liquido viene invece eliminato dal sistema linfatico. Lungo il percorso dei vasi linfatici si trovano i linfonodi, corpuscoli biancastri di forma ovale che funzionano come dei veri e propri “filtri” e che contribuiscono alle difese immunitarie dell’organismo.
La linfa circola all’interno del corpo nei vasi del sistema linfatico in modo unidirezionale, ed il suo movimento è dato principalmente dalla muscolatura liscia (involontaria) che ricopre le pareti dei vasi linfatici. La circolazione può anche essere promossa dalla contrazione muscolare (es. esercizio fisico) e del diaframma, o dalla circolazione sanguigna.
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Può accadere che, per diverse cause, la circolazione della linfa non sia ottimale e che si determini il ristagno del liquido interstiziale nei tessuti con la formazione di edemi o gonfiori.
La linfa che circola nell’organismo svolge inoltre un ruolo di “spazzino”, permettendo l’eliminazione delle tossine che si accumulano in seguito ad una alimentazione impropria, allo stress o all’inquinamento ambientale.
Massaggio Linfodrenante
Il massaggio linfodrenante, detto anche drenaggio linfatico manuale o più semplicemente linfodrenaggio, è una pratica finalizzata alla movimentazione del liquido che rimane “intrappolato” nei tessuti, e specialmente in quello connettivo.
Nonostante già gli antichi Greci, come ad esempio il grande medico Ippocrate, conoscessero la linfa, il massaggio linfodrenante è una “invenzione” piuttosto recente che risale all’inizio del secolo scorso. I padri di questa nuova tecnica sono considerati il danese Emil Vodder e il medico francese Leduc, che fondarono ognuno la propria scuola.
Poiché i vasi linfatici sono più sottili e delicati di quelli sanguigni, le tecniche di massaggio si basano su pressioni leggere e movimenti delicati. Questi movimenti sono articolati allo scopo di drenare la linfa dalle zone periferiche del corpo sino ai gangli linfatici e da qui ai grandi vasi del torace, fino ad arrivare alla struttura detta terminus situata nella parte superiore del torace fra fosse clavicolari e collo. Grazie a questo particolare massaggio si possono migliorare molti aspetti legati alla fisiologia del corpo.
Il massaggio in sé rappresenta un momento piacevole che, se eseguito in modo lento e disteso, contribuisce a rilassare il sistema nervoso. I linfonodi che vengono trattati con il massaggio sono stimolati nella loro funzione immunitaria aumentando perciò l’efficacia delle difese naturali dell’organismo.
Applicazioni del Massaggio Linfodrenante
Il massaggio linfodrenante può essere efficacemente impiegato per trattare sia problemi legati all’estetica che in caso di particolari patologie. Per quanto riguarda gli aspetti estetici, solitamente questo massaggio è consigliato nel caso di cellulite, smagliature e invecchiamento cutaneo; il massaggio linfodrenante è utile anche per il trattamento del viso. È bene sottolineare che, per quanto riguarda il problema della cellulite, il massaggio non è da considerarsi come una cura ma come un palliativo.
Il drenaggio linfatico manuale in campo medico viene utilizzato per trattare diversi tipi di disturbi e patologie, come ad esempio tutti i casi di edema (ritenzione di liquidi) che affliggono le donne durante la sindrome premestruale ed in gravidanza, nonché gli edemi postoperatori e dovuti ad eventi traumatici, sia linfodinamici che linfostatici. Un’applicazione molto importante del massaggio linfodrenante è in caso di linfedema del braccio, un effetto collaterale che colpisce il 60% circa delle donne che hanno subito interventi di mastectomia e che si manifesta con un ingrossamento del braccio dovuto al ristagno linfatico.
Oltre a queste patologie, il massaggio linfatico è utile anche nel caso di disturbi di minore entità come emicranie, cefalee e stitichezza.
Il massaggio linfodrenante non deve essere considerato solo come una prerogativa di chi soffre di particolari disturbi, ma come un valido aiuto per proteggere la propria salute.
Come si Esegue il Massaggio Linfodrenante?
Il massaggio linfodrenante si basa su movimenti simili a delle “carezze” compiuti delicatamente con i palmi delle mani, con le dita ed in particolare coi polpastrelli, ad un ritmo molto lento. Le tecniche di massaggio partono dalle zone centrali del corpo, e sono finalizzate a svuotare i liquidi ivi presenti per “lasciare spazio” a quelli che verranno poi drenati dalle parti periferiche del corpo. Si tratta di movimenti di pompaggio attuati coi palmi delle mani e le dita tese, che si muovono in senso ovale.
Il massaggio secondo la scuola Leduc si basa su una minore varietà di movimenti, rappresentati dalla cosiddetta “manovra di richiamo” che serve per svuotare i collettori dalla linfa che deve esser drenata, e dalla “manovra di riassorbimento”, finalizzata a far entrare la linfa presente nei tessuti all’interno del sistema di collettori.
Il massaggio linfodrenante può anche essere compiuto con l’ausilio di speciali macchinari. Questi dispositivi si basano solitamente su meccanismi pneumatici che, applicando in sequenza diverse pressioni sulla pelle, stimolano il drenaggio dei fluidi.
Controindicazioni al Massaggio Linfodrenante
Per le persone che soffrono di infezioni allo stato acuto, trombosi venosa profonda, flebite, ipotensione, tumori mi o insufficienza cardiaca il massaggio linfodrenante è sconsigliato dal momento che potrebbe acutizzare i problemi già esistenti.
Linfotaping Estetico: Cosa Aspettarsi?
Stimolando il drenaggio dei liquidi in eccesso, il linfotaping estetico è ottimo per contrastare la cellulite che, per la maggior parte delle volte, comincia con la ritenzione idrica. Così come sul corpo, gli effetti si vedono già dalle prime applicazioni e si noteranno presto sia la riduzione dei segni di espressione, delle rughe intorno agli occhi e le odiatissime naso labiali che danno un aria imbronciata e triste.
Puoi applicare i cerotti due o tre volte a settimana per un paio di ore dopo aver fatto una buona detersione del viso, oppure puoi applicarli la sera prima di andare a dormire per poi toglierli alla mattina seguente.
Consigli Importanti
Se per una distorsione come quelle che ho avuto io è possibile applicare i cerotti anche da soli, per il linfotaping estetico è necessario rivolgersi a qualche esperto. Per applicare i cerotti correttamente il corpo deve assumere delle posizioni particolari, soprattutto quando si va a lavorare sulla parte posteriore. Queste “pliche”, infatti, permettono un effetto benefico sulla microcircolazione tramite una variazione della pressione all’interno dei vasi sanguigni e linfatici, favorendo la circolazione ed il drenaggio.
Questo tipo di tecnica è poco invasiva e non provoca reazioni avverse; è possibile, in una percentuale minima di soggetti particolarmente sensibili, che l’adesivo provochi una lieve irritazione cutanea.
Parere dell'Esperto
Per ridurre la circonferenza delle cosce c’è un unico modo: ridurre il volume degli adipociti, che sono le cellule che contengono l’adipe (grasso). E perché questo avvenga c’è una sola possibilità: dimagrire. E l’unica strategia per dimagrire è quella di assumere meno calorie rispetto a quelle che si consumano. In quest’ottica, l’attività fisica, che permette di bruciare calorie, è un’alleata del dimagrimento.
Per quanto riguarda l’eliminazione dei ristagni di liquidi, che sono i responsabili della “pelle a buccia d’arancia” che caratterizza la cellulite, non ci sono presidi che possono dare un qualsivoglia risultato. L’unico trattamento che può determinare un miglioramento sulla cellulite è rappresentato dal massaggio linfodrenante, eseguito da un professionista. Se effettuato nel modo corretto, riesce a riattivare la circolazione della linfa, riducendo il gonfiore dovuto al suo ristagno tra un adipocita e l’altro.
La camminata a passo sostenuto può contribuire a ottenere un simile effetto perché aumenta l’efficacia della cosiddetta “pompa muscolare”, che sono i muscoli della gamba da cui dipende il corretto ritorno del sangue venoso verso il cuore. Quando la pompa muscolare lavora male, perché non si fa movimento, si ha infatti come diretta conseguenza un aumento dei ristagni di liquidi.
Al riguardo, a volte può essere sufficiente eliminare drasticamente dalla propria dieta gli zuccheri semplici: dolciumi, gelati, creme, biscotti e così via. In ogni caso, è sempre bene evitare il fai-da-te e rivolgersi a un nutrizionista.
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