Questo articolo esplora il significato della maglietta Goldrake vegana nel contesto più ampio del movimento vegano in Italia. Analizziamo i dati sull'adozione del veganismo, le motivazioni etiche e ambientali che lo guidano, e le tendenze future di questo stile di vita.
Il Calo del Veganismo in Italia: Realtà o Percezione?
A giudicare dagli ultimi dati Eurispes sulle abitudini alimentari degli italiani, gli allarmi ciclici su carni, prodotti lavorati, formaggi non sono stati sufficienti per rimpolpare il fronte del movimento vegano.
Nonostante il proliferare di ristoranti e spazi dedicati, nel 2015 si registra un calo del 55% a fronte dell’anno precedente. Cosa significa questo in termini di numeri?
Che in Italia solo lo 0,2% della popolazione si dichiara vegana (erano lo 0,6% nel 2014) e l’emorragia è costante: nel 2013 si superava l’1%. I vegani in Italia sarebbero dunque lo 0,2% della popolazione, circa 120mila persone.
Un piccolo popolo che, secondo il rapporto Eurispes 2014, comprende il 7,1% della popolazione: circa 4,2 milioni di persone, contro 3 milioni e 720mila del 2013. Nel 2014 i vegani si sono quasi dimezzati.
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E oggi sono diminuiti ulteriormente, se quanto riporta G.R. è corretto. I dati di Eurispes non sono disponibili se non si è registrati ed iscritti al servizio, ma basta cercare sulle testate nazionali.
Nonostante il calo nella percentuale di vegani dichiarati, crescono ancora vegetariani e vegani in Italia.
Le Ragioni Dietro la Scelta Vegana
Personalmente ho abbracciato questa scelta molti anni fa per motivi etici, ma poi mi sono reso conto che questa filosofia di vita mi dava la possibilità di essere in armonia con tutto quello che mi circonda a 360°.
I vegani sono persone semplici che svolgono una normale vita sociale, lavorativa, facendo, però, delle piccole scelte giornaliere evitando, cosi, nel limite possibile e delle loro possibilità di non uccidere e sfruttare tantissimi animali indifesi.
Si deve riflettere sul fatto che non esistono animali di seria a e animali di serie b; purtroppo oggi per cultura personale, regole imposte dalla società o per motivi religiosi, ci è stato indicato ed inculcato, come comportarci, cosa sia giusto, e cosa no, mangiare.
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Un esempio è la diversità presente nel modo nella scelta alimentare, in India per motivi religiosi alcuni non mangiano carne bovina o di maiale, cosi come il divieto di bere alcolici.
Molti paesi asiatici fanno uso di carne proveniente da cani, gatti, topi o vari insetti. Solo al pensiero, penso ci faccia rabbrividire, credo che in Europa nessuno mangerebbe il proprio cane o il proprio gatto, ma un coniglio, un maiale o un vitello? Perché no?!
La domanda dovrebbe essere posta al contrario, perché sì? Per un vegano sono animali alla pari, con gli stessi diritti, e in quanto essere umano (definito superiore) ha la capacità di non sfruttare per propri usi e bisogni un altro essere vivente.
La Storia del Veganismo
La storia insegna: il fenomeno vegan, come molti pensano, non è la moda del momento, ma è un valore che è stato sempre presente nell’indole umana, lo dimostrano le testimonianze che sono arrivate fino ai nostri giorni, ma che non aveva ancora avuto un movimento, che permettesse di coinvolgere tutte le forze in un’unica organizzazione a cui far riferimento.
Infatti, lo studio della paleontologia ha dimostrato che l’alimentazione dei nostri progenitori era a base di soli vegetali, che provenivano dal raccolto di ciò che la natura offriva.
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La storia ci ha indicato, attraverso testimonianze e documenti, che l’istinto di difendere chi non ha voce, era già presente in molti esponenti storici del passato.
Con il termine Vegan, quindi, si stabilì una filosofia che indica uno stile di vita che si basa sulla scelta etica (a difesa degli animali contro lo sfruttamento da parte dell’uomo) che non fosse soltanto di carattere alimentare ma che coinvolgesse anche le varie problematiche legate all’ambiente e al sociale.
L'Impatto Ambientale del Consumo di Carne
Stiamo sfruttando e degradando gran parte del pianeta per trasformare risorse in cibo. Il numero di abitanti cresce sempre di piu e con esso la richiesta di cibo, che deve essere a basso costo e di alto profitto.
In pratica per ogni chilo di carne che si ottiene dall’animale ucciso, bisogna dar da mangiare 16 kg di vegetali all’animale vivo senza contare il numero smisurato di litri di acqua usati sia per coltivare i vegetali dati in pasto, che per la sopravvivenza dell’animale.
Se ci soffermiamo su alcune considerazioni, un chilogrammo di carne può sfamare circa 5 persone, mentre 16 chilogrammi di cerali riescono a nutrire, e per alcuni giorni, numerose persone, e inoltre è sicuramente meno impattante in termini di risorse.
Esiste un lavoro, dal titolo China Study, effettuato da T. Colin Campbell, che pare sia lo studio più completo mai scritto sul tema. Con China Study il biochimico T.
L'Esplosione del Veganismo e i Vantaggi Collaterali
Attorno al 2010 avviene l’esplosione vera e propria della filosofia vegana, grazie ad una maggiore possibilità di accedere a risorse alimentari prima difficilmente reperibili e rendere disponibile prodotti a base vegetale, facilitando la scelta.
Chi invece fa la scelta etica, in difesa per gli animali, trova ad avere come effetto collaterale questi vantaggi: una miglior salute, perché vengono eliminati dalla dieta i cibi più dannosi, e un impatto ambientale pari a zero.
Tabella Riassuntiva: Evoluzione del Veganismo in Italia
| Anno | Percentuale di Vegani |
|---|---|
| 2013 | >1% |
| 2014 | 0.6% |
| 2015 | 0.2% |
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