Bridget Jones lo aveva capito da un pezzo. Ora, una ricerca lo conferma: il cibo per consolarsi nei “periodi un po' così” funziona. Soprattutto per le donne.
Chiamatelo cibo anti-stress, comfort food, annegare i dispiaceri nel cibo: ma la sostanza non cambia. È la conclusione di uno studio condotto dall’Università della California di Los Angeles (Stati Uniti) su oltre 2mila donne fra i 18 e i 19 anni.
Lo studio aveva come obiettivo proprio quello di valutare il rapporto tra il cibo e lo stress causato dagli eventi avversi della vita, e in particolare il suo ruolo di “effetto tampone”.
I Limiti della Ricerca
Dallo studio è emerso che la percezione dello stress psicologico era attenuata in chi scacciava ansia, noia e tristezza con un po’ di comfort food rispetto a chi, per sentirsi meglio, non mangiava. Tuttavia il cibo consolatorio non era per nulla efficace nelle donne che soffrivano di depressione.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Appetite, presenta tuttavia delle limitazioni, “a cominciare dal campione non rappresentativo per quanto numeroso e che ha considerato una fascia di età troppo limitata”, spiega la dottoressa Manuela Pastore, dietista dell’ospedale Humanitas di Rozzano (Milano) alla rivista Humanitas Salute.
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Ma Quali Sono, Esattamente, i “Comfort Food”?
Con questo termine vengono ricompresi tutti quegli alimenti che danno un senso di piacere a chi li consuma e che soddisfano un bisogno emotivo. Possono essere cibi o pietanze che ricordano l’infanzia che gratificano e che piacciono.
A ognuno il suo comfort food, ma tra le varie possibilità spiccano i cibi dolci che aumentano il buonumore: cioccolato, biscotti, torte, dolci, gelati. Seguiti, poi, dai junk food salati in sacchetto, che tamponano il nervosismo con il loro effetto uno-tira-l'altro.
Benedette Endorfine
Secondo la ricerca, l’effetto sul buonumore è da attribuire a particolari sostanze negli alimenti, in particolar modo in quelli contenenti carboidrati, che agiscono sul sistema nervoso centrale attraverso i neurotrasmettitori. Tra questi, i principali sono la serotonina, la dopamina e le endorfine.
La Ricetta del Buonsenso
Certo, il cibo in questi casi non è sempre la risposta giusta. Anche perché, abbuffandosi con alimenti in genere piuttosto pesanti, gli effetti sulla linea si riveleranno subito deleteri, accentuando lo stress e deprimendo ulteriormente l'autostima.
Tuttavia, in presenza di un'alimentazione sana e uno stile di vita corretto, secondo la dottoressa Pastore “la gratificazione e il conforto dato dal cibo può dare effetti positivi”. L'aiuto può rivelarsi effettivamente tale, poi, solo se si verifica un'altra condizione: “Si deve fare in modo che il cibo non diventi l’unica via di sfogo. L’atto consolatorio può divenire un gesto compulsiva e l’effetto sarebbe deleterio”.
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Il rischio, infatti, è quello di “innescare un meccanismo pericoloso di dipendenza. Il cibo consumato in eccesso in risposta ad una condizione emotiva è un meccanismo che non va incentivato o meglio va corretto, se presente. Diverso è consolarsi ogni tanto con un dolce purché non diventi un'abitudine”. Ah, il caro, vecchio buonsenso.
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