Il culturismo parla pescarese grazie a Marco Cascini, 33 anni, residente a Santa Teresa di Spoltore e laureato in Scienze motorie. Da anni svolge l’attività di personal trainer, mental coach ed è preparatore atletico di diverse squadre dilettantistiche; attualmente, è legato alla compagnia pescarese Asd San Marco.
Ama allenarsi e lo fa da 15 anni, ma solo a 33 anni ha scoperto il culturismo. A tal proposito, ha partecipato al campionato nazionale categoria medio max Wabba tenutosi a Cesena, vincendolo e accedendo ai mondiali. Un risultato importante, che lo ha spinto a dichiarare: «Per avere successo nella vita è necessario centrare i propri obiettivi: è un impegno importante che va perseguito con passione ed empatia. Ho molta passione per il mio lavoro e la mia vincita la dedico alla mia città».
L'Inchiesta sulle Sostanze Dopanti
Marco Cascini è stato coinvolto nell'inchiesta dei carabinieri del Nas, denominata operazione “Mr. Muscoli”, su un vasto giro di sostanze dopanti da parte di frequentatori di palestre del 2019. L’inchiesta nasce tre anni prima e dalla denuncia del padre di quello che era ritenuto uno dei principali indagati (poi assolto dal gup Francesco Marino). Quel padre preoccupato «disse», scrive il Gup nei motivi della sentenza, «di aver scoperto che il figlio, frequentatore di palestre, faceva uso nella sua attività sportiva di sostanze dopanti pericolose per la salute»: da qui la denuncia per tutelarne l’incolumità. Il denunciante aveva anche scattato fotografie delle confezioni delle sostanze in possesso del figlio, che depositò ai carabinieri.
Le indagini accertarono subito, dalle telefonate intercettate, che il suo principale rifornitore era Igor Gnagnarelli (condannato con il rito abbreviato a 1 anno e 10 mesi). Era lui che lo riforniva di farmaci anabolizzanti e i Nas assistettero in diretta al primo scambio, sequestrando un borsone con diverse confezioni e quattro ricette mediche. Dalle indagini emerse che il medico non aveva nulla a che fare e il destinatario di quelle ricette non era neppure un suo assistito: «Appare evidente», scrive il giudice, «che le ricette in questione siano state contraffatte da Gnagnarelli allo scopo di procurare al destinatario l’acquisto di farmaci dopanti».
L’assoluzione dell'indagato viene spiegata dal giudice in quanto «l’utilizzo delle sostanze dopanti configura il reato esclusivamente quando sia accertata la funzionalizzazione dell’utilizzo di tali sostanze all’alterazione di una determinata competizione sportiva». E quindi non potendo provare la sua partecipazione a una competizione sportiva ed essendo noto che i frequentatori di palestre «dove si pratica il culturismo indulgono all’utilizzo di anabolizzanti per accrescere in modo abnorme la propria massa muscolare anche per fini meramente estetici», ecco il perché dell’assoluzione.
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Ma l’intreccio di telefonate spiate dagli investigatori permise di allargare la platea dei consumatori e dei rifornitori, e così si arrivò a Marco Cascini (anche lui condannato a 1 anno e 2 mesi), pedinato dai carabinieri anche durante degli scambi di buste di farmaci sequestrati dopo l’immediato intervento. Nella perquisizione nella sua abitazione «e nei due studi di dietista in uso a Cascini», i Nas rinvennero e sequestrarono numerosi farmaci anabolizzanti, molti provenienti da Paesi esteri (Grecia, Bulgaria, India, Moldavia, Hong Kong e Spagna). Anche in casa del terzo condannato, Federico De Lellis (1 anno e 4 mesi) vennero ritrovati farmaci dopanti, oltre a confezioni di Nandrolone e a numerose ricette intestate «a vari nomi di sanitari, uno dei quali esistente, altri con nomi inventati». Vennero ritrovati anche «manoscritti contenenti una contabilità di prodotti indicati con diminutivi eloquenti».
Insieme alle tre condanne ci sono state tre assoluzioni dopo la riqualificazione di alcuni reati o l’estromissione di altri.
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