Tra il 2023 e il 2024 stiamo assistendo a una crescita senza precedenti della sperimentazione sul cibo. La creazione di nuovi alimenti artificiali sta minacciando il comparto agroalimentare tradizionale. Ma ci sono anche le polemiche sulla carne artificiale (o carne coltivata), che si avvicina sempre più all’approvazione europea.
Risale al 12 febbraio 2024 il primo evento di degustazione di carne coltivata in Europa. Diamo uno sguardo più da vicino a questo mondo in piena espansione con l’aiuto di Marco Ceriani, esperto in nutrizione e benessere alimentare.
Il Futuro dell'Alimentazione: Insetti e Carne Coltivata
L’ibrido manzo-riso, un esempio di cibo del futuro; è rosa perché il mezzo di coltura cellulare contiene rosso fenolo, un monitor dell’acidità. La ricerca di alternative sostenibili alla produzione tradizionale di proteine animali si conferma una delle sfide più pressanti del nostro tempo.
Ceriani sottolinea come gli insetti, essendo artropodi, condividano caratteristiche simili ai crostacei, rendendoli non solo una fonte proteica valida ma anche sostenibile. Gli insetti sono ricchi di proteine e non hanno un cattivo sapore. Ecco perché potrebbero piacere agli sportivi. Chi le ha provate dice che sanno di vaniglia.
«Dobbiamo sensibilizzare le persone al fatto che siamo in un mondo di 8 miliardi e mezzo di persone e a breve nel 2030 saremo più di 10 miliardi», sottolinea, evidenziando la necessità di un approccio alimentare che sia sostenibile ed eticamente responsabile. Quello da evidenziare, secondo Ceriani, «non è un problema di carboidrati o di lipidi, il problema sono le proteine, perché scarseggiano e intanto cambiano i gusti alimentari globali».
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Il documento FAO (Food and Agricolture Organization) sulle crisi alimentari rivela che nel 2021 193 milioni di persone in 53 Paesi sono state esposte al rischio di insicurezza alimentare acuta.
Secondo Marco Ceriani, nutrizionista sportivo che in passato ha seguito anche il grande Marco Pantani, ad approfittare della novità potrebbero essere soprattutto gli atleti, visto che la farina di insetti è ideale come sostituto delle proteine del latte oltre che essere un'ottima base per barrette energetiche o hamburger.
Ma perché uno sportivo italiano dovrebbe mangiare una barretta proteica a base di grilli o farsi uno shaker con le proteine in polvere di tarme? La parola farina ci fa venire in mente i carboidrati. Ma la farina di insetto ha invece un 70/80% di proteine nobili e contiene persino omega 3. Parliamo di proteine con un profilo aminoacidico completo, pari a quello dell’uovo, che è la proteina di riferimento per gli sportivi. Poi hanno un sapore delicato. Il baco da seta e le larve, per esempio, sanno di nocciola e vaniglia.
Ceriani, qualche giorno fa è apparsa la notizia che in Europa ora si possono mangiare insetti. Presto ci troveremo le mosche nel piatto? Facciamo chiarezza: sono state approvate le tarme della farina, che ora possono entrare nel ciclo alimentare intere, essiccate o come ingredienti. Non è una liberalizzazione come qualcuno ha scritto.
Il regolamento europeo prevede metodi di allevamento e trasformazioni delle tarme molto precisi. È un primo passo. E alcuni prodotti a base di insetti potrebbero arrivare sugli scaffali già per Natale. Quali insetti arriveranno sulle nostre tavole? Tarme della farina in prima battuta, poi grilli. Purtroppo noi italiani a Bruxelles non siamo stati bravi a sponsorizzare i bachi da seta, di cui siamo unici produttori in Europa. Peccato: quando nell’anno dell’Expo proposi il Pan Seta, a base di farine di baco da seta, ebbe molto successo.
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Che aspetto avranno gli insetti commestibili? Non quello di un insetto. Si tratta di sfarinati con cui creare hamburger, polpette, sughi tipo il ragù. Addirittura c’è chi ha fatto i macarones con la farina di grilli. Non c’è da stupirsi, nei paesi dove si allevano, come Olanda e Belgio o la Svizzera, dove si trovano già in alcune preparazioni nei reparti vegetariani.
Rimane il fattore disgusto: in quanti se la sentiranno di mangiare gli insetti? Gli sportivi di solito amano le sfide. Potrebbero apprezzarli. Poi se parliamo di insetti il disgusto è visivo o indotto. Se chiediamo a qualcuno se mangerebbe un insetto è ovvio che dirà di no. Ripeto: qui non si tratta di mettere nel piatto spiedini di cavallette, come avviene in alcuni paesi del sud est asiatico.
E con le intolleranze come la mettiamo? Dobbiamo guardare agli insetti come ai crostacei: le intolleranze ai crostacei sono basse, riguardano circa il 2% della popolazione. E nel caso degli insetti, eliminata la corazza si riducono ulteriormente. Le proteine del latte (Whey) generano molte più intolleranze se è per questo.
E la tossicità? Manco a parlarne: l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) è attenta e rigorosa. Dato per assodato che né i grilli né le tarme sono tossici, il problema è come e dove li si alleva e cosa gli si dà da mangiare. Ma entrando in un ciclo produttivo che richiede l’autorizzazione della Commissione Europea, gli insetti per preparazioni alimentari dovranno essere allevati in un ambiente sterile e sicuro. E ci sarà molta attenzione a riguardo.
Critiche e Resistenza all'Innovazione
Ceriani critica le resistenze al cambiamento e l’innovazione nel settore agroalimentare, sottolineando come queste spesso nascondano interessi consolidati che frenano il progresso. «La posizione del nostro Paese diventa contraddittoria», osserva, riferendosi alla resistenza all’adozione di pratiche biotecnologiche avanzate come gli OGM, nonostante l’importazione massiccia di prodotti che ne contengono.
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Dello stesso parere è Elena Cattaneo, farmacologa, biologa e Senatrice a vita: «La posizione del nostro Paese è singolare quando si scopre che, mentre si vieta la ricerca biotecnologica pubblica sulle piante, gli OGM li importiamo e li mangiamo. «Se li mangiamo - continua Cattaneo - la prima cosa che mi viene in mente è che non è vero che sono pericolosi per la salute.
Ogni innovazione comporta la rottura di uno status quo culturale e spesso economico, a cui le società rispondono in modo diverso. Nello stesso senso è orientata Cattaneo: «Le nostre piante sono invase da parassiti e noi stiamo perdendo delle tipicità agricole di cui andiamo fieri nel mondo perché non vogliamo studiare, sperimentare e usare le bio-tecnologie OGM e non OGM.
La necessità di una ricerca scientifica più autonoma è evidente. Ceriani in questo senso è categorico: «La scienza non è democratica, in essa non c’è spazio per opinioni la cui solidità non è stata testata tramite un percorso sperimentale.
Ruolo dell'Informazione e Integrazione Alimentare
L’informazione gioca un ruolo cruciale nel modellare le politiche alimentari future e nel guidare l’accettazione sociale verso opzioni più sostenibili.
Il Dott. Ceriani è consulente di atleti e team professionisti. La nutrizione sportiva e l'integrazione sono argomenti cardine del suo lavoro.
Il successo inizia a tavola, le prestazioni sportive sono legate ad una corretta alimentazione e la figura del nutrizionista è associata in maniera imprescindibile a quella dell'allenatore e del preparatore atletico. "Il merito delle vittorie è sempre e solo dell'atleta", precisa il dott. Marco Ceriani, esperto di nutrizione e benessere che ha seguito Claudio Chiappucci, Marco Pantani e la duplice campionessa olim...
Marco Ceriani ha lavorato per cinque anni con Marco Pantani. Ha creato numerosi prodotti per l’integrazione e ha scritto "i diari della borraccia (edito dalla Liberia dello Sport).
Marco Ceriani: Ad alcuni episodi negativi, compiuti da persone irresponsabili, non si può fare di tutta l'erba un fascio.
A chi si chiede se gli integratori sono davvero il primo passo verso i farmaci, Ceriani risponde: "Non bisogna essere pietrificato... affermare che non c’è alcuna relazione tra integratori e farmaci. Anzi, chi produce integratori non può produrre farmaci. L’integrazione serve ad integrare la corretta alimentazione. Se uno si inietta un farmaco, in quaranta minuti, l’integratore entra in circolo in due minuti. Questo è lo scopo dell’integrazione.
Marco Ceriani: Ecco un altro esempio di disinformazione. La creatina non c’entra proprio nulla. Non è un prodotto dopante, ma un integratore. Esistono diversi tipi di creatina. Oppure è diffusa la contraffazione. Nel settore farmaceutico, mettono un po’ di zucchero e le fanno passare per Viagra. Le vendite sono crollate.
Marco Ceriani: Ovviamente si. Il doping non può fare miracoli. Non si possono fare i 100 metri in 9 secondi se non si è un atleta diverso. Invece, vincono sempre gli stessi. Campioni si nasce. La prima qualità del campione è la genetica. Il doping è una scorciatoia che non porta da nessuna parte, mettendo in pericolo la propria salute.
La Dieta Mediterranea
La dieta mediterranea è patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. “La Dieta Mediterranea - si legge nella motivazione del Comitato Unesco è un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. È caratterizzata da un modello nutrizionale che è rimasto costante nel tempo e nello ...
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