Maria Callas: Prima e Dopo la Dieta, Ascesa e Declino di una Divina

Maria Callas, soprannominata "La Divina", ha incantato il mondo con la sua voce e la sua anima complessa. Cantante, attrice, icona di stile e personaggio del jet set internazionale, Maria Callas è diventata una leggenda grazie alla sua voce e alla sua immagine, che ha plasmato con determinazione.

Un secolo fa, precisamente il 2 dicembre 1923, nasceva Maria Callas, la cantante greca considerata non solo il più grande soprano del Novecento, ma anche uno dei più importanti della storia della lirica.

All'inizio della sua carriera, Maria Callas, con un'altezza di un metro e 73, pesava cento chili e non si piaceva affatto. Un cambiamento era necessario per esaltare il suo fascino e il suo talento.

La Trasformazione Fisica: Una Scelta di Vita

Tra il 1952 e il 1954, Maria Callas perse 36 chili, come documentato da lei stessa sul calendario di scena. Nel 1952, per la Gioconda alla Scala, la bilancia segnava 92 chili; nel 1953, per la Norma di Trieste, era già arrivata a 80. Nel 1954, per il Don Carlo sempre nel Tempio del Piermarini, Maria esultò per aver raggiunto i 64 chili.

Nel 1954, per il Don Carlo sempre nel Tempio del Piermarini, Maria esulta per aver raggiunto i 64 chili. In mostra alla Scala di Milano c'è anche il celebre abito bianco che Maria Callas indossò nella Vestale diretta da Luchino Visconti. Era il 7 dicembre 1954 e per la prima volta la divina mostrava un fisico esile. Aveva perso 30 chili, leggenda narra dopo aver visto Audrey Hepburn in Vacanze Romane ed essersi giurata che sarebbe diventata magra come lei.

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La mostra Maria Callas in scena. Gli anni alla Scala, che la celebra a 40 anni dalla morte, propone gli abiti fra il 1950 e il 1961, l’età dei trionfi e poi dell’amore adulteroper Onassis, preludio all’età delle disillusioni, del tradimento di Onassis, dei tracolli nervosi, che a sentire l’ex cognata Pia Meneghini dipendevano dai farmaci per la tiroide presi per dimagrire.

Quando cominciò a dimagrire, cominciò anche a curare di più il suo look. Successivamente sviluppò uno stile più personale, caratterizzato da un eyeliner molto grafico, spesso molto allungato un po’ stile egizio.

Scandali e Rivalità

Accanto alla sua carriera ci furono parecchi scandali e avvenimenti tempestosi, ma anche una sublime performance nel film Medea di Pier Paolo Pasolini.

Una delle leggende più persistenti riguardava il suo peso. Si diceva che avesse ingerito un verme solitario per perdere peso, ma Callas fu costretta a smentire e denunciare un'azienda alimentare che sosteneva che il suo dimagrimento fosse dovuto alla loro pasta ipocalorica.

All'inizio degli anni Cinquanta, si diffuse la notizia di una sua acerrima rivalità con Renata Tebaldi, altra celebre soprano dell'epoca. Callas rispose dicendo che paragonarla alla collega sarebbe come “confrontare lo champagne con la Coca-Cola”.

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La Vita Privata e l'Amore per Onassis

Osannata e amata in tutto il mondo, Maria Callas fece parlare e scrivere i giornali anche per la sua vita turbolenta e soprattutto per la love story con il miliardario Aristotele Onassis. Per lui, Maria lasciò il marito Giovanni Battista Meneghini per poi scoprire, leggendo i giornali, che Onassis avrebbe sposato la vedova del presidente Kennedy, Jackie.

Il matrimonio con l'armatore greco Aristotele Onassis fu sicuramente la pagina più intensa e burrascosa dell'ultima parte della sua vita, tanto che molti sostengono che Callas morì a soli 53 anni il 16 settembre 1977, proprio per il dolore della separazione da lui. Lo conobbe nel 1957, mentre era ancora sposata con l'imprenditore Giovanni Battista Meneghini; quando la loro liason suscitò eccessivo scalpore sulla stampa, nel 1959 lasciò il marito per vivere con Onassis (rinunciò anche alla cittadinanza americana per accelerare le pratiche di divorzio).

Da quel momento Maria non fu più la stessa, iniziò il suo declino e morì in solitudine a Parigi nel 1977, in circostanze mai del tutto chiarite.

L'Eredità di una Divina

Della presenza fisica di Maria Callas non è rimasto niente. Non c’è una tomba dove portare un fiore, ad esempio. Esiste un loculo nel cimitero di Père-Lachaise a Parigi ma è vuoto perché il corpo di Maria venne cremato e le sue ceneri disperse nel Mare Egeo. Non c’è neppure un museo vero e proprio con cimeli che raccontino la sua storia. Le case dove ha vissuto sono state demolite oppure passate ad altro uso. I suoi effetti personali disseminati in giro per il mondo.

Il tesoro modenese: l'archivio dei cimeli di Maria CallasIlario Tamassia, 81 anni, arredatore di fama internazionale, è proprietario dell’Artistic Tamassia, enorme showroom di arredamento alle porte di Modena. Insieme al collega Marco Galletti da 40 anni custodisce una delle più importanti collezioni di cimeli appartenuti alla Callas.

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Dalla collezione di Tamassia emerge una Callas molto dolce, attaccatissima ai ricordi. "Lei era così. È passata alla storia come una professionista dalla disciplina ferrea. Ed è vero, era molto severa con se stessa. Ma era anche una persona romantica, dalla fede profonda e con il sogno, purtroppo mai realizzato, di creare una famiglia".

La collezione di Ilario Tamassia ha un valore inestimabile perché rappresenta il “cuore” della cantante. E Tamassia, con pazienza certosina, li ha radunati, conservandoli e catalogandoli con amore. Migliaia di lettere e fotografie, vestiti, cappelli, guanti, scarpe, quadri, mobili e soprammobili che Maria teneva in casa e che aveva scelto personalmente.

Il Sogno Premonitore di Tamassia

"La notte del 6 dicembre 1984, ricordo bene la data, feci un sogno strano", racconta il collezionista. "Sognai Maria Callas. Era bellissima, indossava un tubino nero e portava una collana di perle. Aveva i capelli raccolti a chignon, orecchini anch’essi di perle. Ero affascinato e timidamente le andai incontro e le baciai la mano. Ma quando feci per ritirare la mia, lei non la lasciava. La tratteneva forte ed io mi svegliai conservando proprio la sensazione della sua stretta. Ricordo che guardai l’orologio ed erano le 6. Continuavo a chiedermi che significato potesse avere il sogno. Io sono uno che crede ai sogni, soprattutto a quelli che si fanno all’alba perché, come è noto, sono premonitori. Un paio di ore dopo, squillò il telefono. Era Renzo, che era stato l’autista di Meneghini, marito della Callas. “Ancora la Callas”, pensai stupito. Renzo mi disse: “È tutta la notte che penso a te. Ti interessa comprare delle cose che appartenevano a Maria Callas?”. Ebbi come un brivido. Poi risposi di sì, che ero interessato. L’amico mi spiegò che Emma Brutti, la domestica di Meneghini che aveva ereditato l’intero patrimonio della cantante, voleva disfarsi di parecchi scatoloni che teneva nel garage. Erano pieni di oggetti e foto di Maria. Mi precipitai a Sirmione dove viveva la signora Brutti e acquistai tutto quanto, senza controllare né discutere il prezzo. Solo in un secondo tempo, esaminando il contenuto delle scatole, scoprii di avere tra le mani il “cuore di Maria” cioè le sue cose personali che conservava con cura. Ripensai al sogno. Possibile che la Callas avesse voluto dirmi di proteggere tutti quei ricordi? Da quel giorno ne sono stato il custode e ho girato mezzo mondo per acquistare altri oggetti perché, ne sono sempre stato certo, Maria stessa me lo aveva chiesto".

Tabella dei Cambiamenti di Peso di Maria Callas

Anno Evento Peso (kg)
1952 La Gioconda alla Scala 92
1953 Norma di Trieste 80
1954 Don Carlo al Teatro alla Scala 64

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