Maria Mayer: Biografia e Contributi nel Campo della Nutrizione Veterinaria

Ciao, mi chiamo Maria Mayer e sono l’ideatrice e coordinatrice del Gruppo Nutravet. Mi ritengo una persona dalle idee chiare: da sempre ho saputo come volevo strutturare il mio studio e poi il mio lavoro in modo da avvicinarmi ad un ideale di medicina più vicino all’individuo.

Formazione e Percorso Professionale

Il mio percorso in breve è questo: mi sono laureata in Medicina Veterinaria con lode presso l’Università di Teramo, nel 2010. Dopo un dottorato di ricerca conseguito con un progetto europeo a cavallo fra Italia, Svizzera e Argentina in cui ho approfondito l’uso delle medicine non convenzionali negli allevamenti biologici e il diploma in omeopatia veterinaria, ho lavorato come freelance occupandomi esclusivamente di medicine non convenzionali e nutrizione per cane e gatto, di cui mi interesso fin dai primi anni di facoltà.

Nel 2017 ho conseguito un Master di II livello in Alimentazione, Nutrizione e Dietetica Clinica del cane e del gatto e nel 2019 un secondo Master in Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) e Scienze della cura integrata, qualificandomi così (assieme alla mia collega e cara amica Marta Batti) come primo medico veterinario diplomato in Italia in questa materia.

Dal 2010 mi occupo anche di insegnamento, svolgendo diversi seminari e corsi, sia per privati che presso facoltà di Medicina Veterinaria, riscuotendo sempre molto successo per il mio stile dinamico e “inspiring”, che dà ispirazione e nuovi stimoli a chi mi ascolta.

Focus sulla Nutrizione e Svezzamento

In un momento di fine e inizio, parliamo di svezzamento corretto del cucciolo e del gattino, per capire quando e come affrontarlo in modo da ottenere un maggior stato di salute del soggetto e del suo microbiota.

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I diversi tessuti hanno, nell’organismo, curve di crescita diverse. Al momento dello svezzamento, i tessuti in più rapido accrescimento saranno il tessuto osseo per il cucciolo di grande taglia e il tessuto adiposo per il gattino e il cucciolo di piccola taglia [1]. Da questo si desume che errori di iper o ipoalimentazione in questo periodo iniziale della crescita, peri-svezzamento, porteranno a conseguenze diverse: una ipernutrizione nel cucciolo di taglia piccola comporterà soprattutto accumulo di maggior tessuto adiposo e conseguente obesità infantile, mentre nel cane di taglia grande potrebbe portare a difetti dell’apparato osteoarticolare [1, 2].

In molte situazioni, non sarà possibile controllare accuratamente il momento dello svezzamento, ma quando possibile sarebbe ideale che questo non cominciasse prima delle quattro settimane di vita.

Attorno alla 3° settimana dal parto si assiste normalmente al picco di lattazione materno, che però comincia anche a non soddisfare più interamente le necessità dei piccoli. Classicamente, l’indicazione è quello di cominciare ad inserire alimento solido in questo momento [2-4]. Uno svezzamento ponderato invece, dovrebbe tener conto di quanto detto in precedenza, tenendo a mente che non necessariamente farlo precocemente corrisponde al optimum per cucciolo e madre.

Soprattutto in caso di cucciolate numerose, è possibile comunque cominciare ad inserire gradualmente alimento solido attorno alla 3 o 4 settimana di vita.

Riguardo al come effettuare lo svezzamento, se effettuato con alimento fresco, è possibile cominciare in un rapporto 3:1 fra latte e nuovo alimento. Il consiglio è quello di preparare una razione bilanciata, basata sui cuccioli o gattini che vogliamo svezzare, e proporla inizialmente in piccole quantità.

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Inserendo l’alimentazione cucinata al posto del latte, dobbiamo comunque tenere conto cuccioli e gattini hanno un grande ricambio idrico [3] e che, anche se stiamo dando dell’alimento fresco, questo dovrà essere addizionato con acqua e/o dovrà essere lasciata acqua fresca a disposizione.

Nel momento dello svezzamento, cuccioli e gattini subiscono passaggio, spesso brusco, dal latte della madre all’alimento solido [7]. In quello stesso periodo, spesso sono anche presenti altri stress sociali e ambientali, rappresentati in molte occasioni da un’adozione precoce o abbandono.

Queste modifiche si traducono in un’alterazione della composizione dei microbiota intestinale, con conseguente infiammazione intestinale che può portare alla proliferazione di agenti patogeni enterici e alla diarrea post-svezzamento [7]. Gli antibiotici in questo caso, forse anche in misura maggiore di come comunque farebbero anche più tardi in età pediatrica, possono contribuire a creare un circolo vizioso, diminuendo la diversità batterica e aumentando l’infiammazione intestinale [7, 8].

Il periodo peri-svezzamento e la crescita sono periodi delicati anche per l’instaurarsi di un corretto equilibrio fra sistema immunitario e ambiente, in particolare antigeni dell’alimento.

Durante le prime tappe della la crescita, la differenziazione dei linfociti, che ha inizialmente generato un repertorio praticamente illimitato di recettori delle cellule B e T per riconoscere tutti i tipi di antigeni diversi, comincia a ridursi. Un gran numero di linfociti avrebbe infatti recettori in grado di reagire agli auto-antigeni, così come ad antigeni estranei all’organismo, come gli alimenti e i batteri commensali, assolutamente innocui [9].

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Al contrario, la capacità dell’antigene somministrato per via orale di sopprimere le successive risposte immunitarie, sia nell’intestino che nel sistema immunitario sistemico, è stata descritta ampiamente in medicina umana da decenni. Anche se non è ben studiato in medicina veterinaria, è probabile che un meccanismo simile sia presente anche in cane e gatto e per questo appare prudenzialmente sconsigliabile un’alimentazione monoproteica nel corso (specialmente) del primo anno di vita.

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In alcuni casi è possibile effettuare una consulenza nutrizionale in modalità telemedicina con il supporto del medico veterinario curante.

Attenzione: la consulenza NON è mai da intendersi in sostituzione della visita clinica in presenza e non può essere richiesta per tutte le situazioni di urgenza e gravità tali da mettere a rischio l’incolumità dell’animale.

Riferimenti Bibliografici

  • Gramenzi, A., Appunti e materiale ppt Prof.A.Gramenzi, Master di Nutrizione in Nutrizione, Alimentazione e Dietetica Clinica del cane e del gatto aa2017.
  • Fascetti, A.J. and S.J. Delaney, Applied veterinary clinical nutrition.
  • Case, L.P., et al., Canine and feline nutrition.
  • Roudebush, P., et al., Small animal clinical nutrition.
  • Bermingham, E.N., et al., Post-weaning diet affects faecal microbial composition but not selected adipose gene expression in the cat (Felis catus). PloS one, 2013. 8(11): p.
  • Young, W., et al., Pre-and post-weaning diet alters the faecal metagenome in the cat with differences in vitamin and carbohydrate metabolism gene abundances. Scientific reports, 2016. 6: p.
  • Gresse, R., et al., Gut microbiota dysbiosis in postweaning piglets: understanding the keys to health. Trends in microbiology, 2017. 25(10): p.
  • Suchodolski, J.S., et al., The effect of the macrolide antibiotic tylosin on microbial diversity in the canine small intestine as demonstrated by massive parallel 16S rRNA gene sequencing. BMC microbiology, 2009. 9(1): p.
  • Pabst, O. and A. Mowat, Oral tolerance to food protein. Mucosal immunology, 2012. 5(3): p.
  • Suchodolski, J., The importance of the microbiome and metabolome in health and disease of dogs and cats. Acta Veterinaria Scandinavica, 2015. 57(Suppl 1): p.
  • Tang, M. L. K., and D. J. Martino.

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