Recensioni su Maria: Nutrizionista e Approccio al Paziente

Molti, avendo cercato il supporto e l'intervento di moltissimi nutrizionisti e dietologi e applicando ogni genere di regime dietetico, naturalmente ben al di fuori di qualunque linea guida e con successi parziali e transitori, sono caduti nello sconforto.

La figura del nutrizionista è centrale nella valutazione dello stato nutrizionale delle persone. Uno dei motivi per cui da anni ripeto che la professione del Biologo nutrizionista non consiste nel "fare diete" è proprio questo: la nostra legge istitutiva dice chiaramente che il nostro compito è valutare lo stato nutrizionale delle persone e l'elaborazione di un eventuale piano nutrizionale è l'atto definitivo di un processo molto più complesso.

L'Ordine Biologi Lombardia ha di recente lanciato una campagna contro l'abusivismo: chi non è iscritto non può esercitare la professione, molto semplice. Un professionista sanitario abusivo mette in pericolo i pazienti e danneggia i giovani che si stanno affacciando alla professione, con le numerose difficoltà che ben conosciamo.

Non ne faccio una faccenda di concorrenza, perché non può esserci concorrenza con chi nella vita non si è preparato. Si tratta di salute delle persone e di tutela dell'immagine della professione. Perché non può passare l'idea che di nutrizione come di calcio possano parlare tutti. Come non tutti possono formulare diagnosi o impostare terapie. O patrocinare cause, progettare edifici, firmare certificati di idoneità statica.

Il diabete mellito rappresenta un’importante problematica di sanità pubblica a livello mondiale, come testimoniato dal numero di casi di malattia più che raddoppiato negli ultimi 20 anni (1). Infatti, come riportato dall’International Diabetes Federation (IDF), nel 2015 erano 415 milioni le persone con una diagnosi di diabete, numero tuttavia destinato ad aumentare ulteriormente entro il 2040, quando le proiezioni indicano in ben 642 milioni i soggetti che saranno affetti da diabete a livello globale (1).

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La prevenzione di malattie infettive attraverso la vaccinazione, rappresenta un aspetto importante della gestione della persona con diabete che ha, a causa della sua patologia, un aumentato rischio di contrarre infezioni e di andare incontro a complicanze gravi. Come spiegato in dettaglio nell’editoriale di questo numero, le nuove Linee Guida della SID contengono una sezione specifica dedicata alle vaccinazioni che riporta la forza delle evidenze per le quali è utile raccomandare ogni vaccinazione.

Come evidenziato anche dallo studio francese qui riassunto, la copertura vaccinale nei pazienti con diabete è ancora lontana da quanto sarebbe auspicabile; Verger e colleghi hanno condotto uno studio strutturato tramite interviste per comprendere le ragioni alla base di tale situazione.

Nel corso dello studio sono stati intervistati 19 soggetti; 10 di essi erano affetti da diabete di tipo 1 e 9 da diabete di tipo 2; 8 pazienti erano di età superiore ai 65 anni, una fascia di età per la quale è raccomandata la vaccinazione antinfluenzale indipendentemente dalla presenza di diabete, mentre 7 avevano tra i 50 e i 64 anni; 2 tra i 35 e i 49 e 2 tra i 18 e i 34 anni.

Otto dei pazienti reclutati si erano sottoposti a vaccinazione antinfluenzale; per 7 di essi si trattava di un’abitudine ormai consolidata da diversi anni. Tra i pazienti non sottoposti a vaccinazione, 2 dichiaravano di non essere stati informati di questa opportunità ed 1 di essere seguito da un medico omeopata che aveva sconsigliato tale pratica.

I pazienti non vaccinati non apparivano consapevoli della possibile gravità della patologia influenzale e avevano una scarsa percezione del fatto che la patologia diabetica aumentasse il rischio di andare incontro a complicanze. Tale percezione non era elevata neanche tra i pazienti vaccinati.

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Tra i pazienti non vaccinati si riscontrava inoltre una maggiore percentuale di individui che ritenevano che la vaccinazione potesse non essere efficace o che temevano gli effetti collaterali di tale procedura, mentre i pazienti che si erano sottoposti a vaccinazione erano nella quasi totalità sicuri dell’efficacia del vaccino.

Lo studio, nonostante sia stato condotto su un gruppo numericamente esiguo di pazienti, rafforza la convinzione che è fondamentale instaurare l’abitudine a sottoporsi alle vaccinazioni, poiché questa si mantiene poi nel tempo.

Di seguito alcune recensioni dirette sulla professionista Maria:

  • Dott.ssa molto preparata,competente ed umana.
  • Dott.ssa molto professionale,preparata ed umana. Competente nel lavoro e molto disponibile.

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