Il percorso didattico proposto, coerentemente con le competenze che la normativa vigente prevede per il biologo, è caratterizzato da un'approfondita e aggiornata preparazione teorico-operativa di livello altamente qualificato nelle discipline biochimiche, biomolecolari, epidemiologiche ed igienistiche, farmacologiche e tossicologiche, fisiologiche e patologiche, genetiche e microbiologiche.
Il piano didattico prevede l'articolazione in percorsi formativi di area per orientare il laureato verso specifici ambiti di attività.
Un percorso formativo è indirizzato verso aspetti più specificamente biomedici con sbocchi professionali nell'ambito sanitario; un secondo percorso formativo è rivolto verso aspetti applicativi della biologia nell'ambito della nutrizione, della sicurezza alimentare e della tutela della salute.
Percorsi Formativi e Specializzazioni
Nella terza fase, ovvero di specializzazione dell'offerta formativa lo studente approfondisce le conoscenze nei rimanenti ambiti disciplinari della 'Biodiversità ed ambiente' e 'Nutrizionistico e delle altre applicazioni' e in settori specifici del 'Biomolecolare' e 'Biomedico'.
- Il percorso formativo Biosanitario approfondirà ulteriormente discipline degli ambiti Biomedico (es. MED/04, MED/05, BIO/12) e Biomolecolare (es. BIO/18).
- Il percorso formativo Alimenti e Nutrizione approfondirà in particolare discipline nell'ambito biomedico (es. MED/42, BIO/14) e 'Nutrizionistico e delle altre applicazioni' (es.
- Il percorso formativo Forense approfondirà discipline nell'ambito Biodiversità ed ambiente (es.
La Prova Finale
Questo ha lo scopo di permettere allo studente di applicare le conoscenze precedentemente acquisite nella fase di disegno sperimentale, raccolta dati, analisi, interpretazione e discussione.
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La prova finale rappresenta un importante momento formativo del corso della laurea Magistrale.
Consiste nella predisposizione di un lavoro sperimentale che approfondisce aspetti originali relativi ad argomenti pertinenti il Corso di Laurea affrontati nel biennio di studio.
I risultati dell'attività di ricerca, svolta ed elaborata in modo originale dallo studente, saranno descritti sotto forma di elaborato scritto (tesi) che poi lo studente esporrà e discuterà davanti alla Commissione di Laurea.
La valutazione conclusiva è espressa in centodecimi.
Nel caso del raggiungimento di 110/110 il Presidente può proporre la lode, che è assegnata solo se è raggiunta l'unanimità della Commissione.
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Competenze Acquisite
Il biologo che predilige il percorso formativo Biosanitario acquisirà le conoscenze e le competenze relative alla biologia delle cellule e dei tessuti e alle modificazione della funzione in condizioni patologiche e alla prevenzione di queste.
Acquisirà inoltre la capacità di analizzare i dati biologici attraverso i metodi bioinformatici, di elaborare strategie sperimentali per lo studio di problematiche di vario tipo dalla cellula all'organismo.
Il Biologo che predilige il percorso formativo forense acquisirà la capacità di analizzare ed interpretare in funzione degli specifici scenari e della normative vigente le tracce biologiche siano esse legate al corpo umano o animale (ad esempio nei crimini contro la fauna selvatica) sia che siano di tipo ambientale.
Il Diabete e l'Approccio Dietoterapico
«Il diabete rappresenta una vera e propria “patologia sociale”: incidenza e prevalenza della malattia sono in costante crescita, così come la fascia di popolazione che ne viene colpita.
Il diabete di tipo 2, malattia metabolica pari a circa il 90 per cento del totale dei casi, può essere rallentato attraverso una serie di accorgimenti che il medico specialista ha il compito di indicare al paziente».
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«È molto importante agire in modo preventivo, andando a modificare alcuni comportamenti di vita per dilazionare l’esordio vero e proprio della malattia e delle sue complicanze.
Il diabete è un continuum: si comincia con un’insulino-resistenza che, a un certo punto, induce il pancreas a reagire e a produrre più insulina, quando questa non basta più occorre intervenire con i farmaci.
«Con un piano dieto-terapico attraverso il quale si spiega al paziente come comportarsi a tavola per abbassare l’indice glicemico dei pasti e come regolarsi nella vita di tutti i giorni con un’attività fisica più aerobica che rivolta al potenziamento muscolare.
Se non basta, si può ricorrere a una terapia farmacologica da assumere per via orale o, in alcuni casi, sottocute.
«Il trattamento fa la differenza perché interviene sui meccanismi di stanchezza del pancreas e va proprio alla fonte della causa dell’iperglicemia.
Certo, osservare le indicazioni del piano dieto-terapico risulta molto più impegnativo che prendere una pastiglia ma, oltre a farci bene, ci fa anche sentire meglio in quanto la percezione di benessere legata all’attività fisica è molto gratificante.
So bene che trovare il tempo per l’attività fisica è molto difficile: le necessità di lavoro e quelle conviviali ci spingono a rinunciare a quell’ora di tempo che avevamo pensato di riservarle.
«Non ci sono ricette miracolose.
Si tratta di mangiare in modo equilibrato e di prendere in considerazione le indicazioni dell’Istituto dei Tumori: cinque porzioni al giorno di frutta e verdura che, nel caso di iperglicemia, andrebbero più orientate sulla verdura.
Del resto, anche gli immunologi sottolineano oggi l’importanza della parte dieto-terapica: l’insulino-resistenza promuove l’infiammazione a bassa soglia.
«Penso soprattutto alla grande distribuzione che propone tantissimi alimenti carichi di additivi utilizzati per mantenerli freschi, fragranti e croccanti per mesi.
Si tratta di sostanze che hanno un alto indice glicemico: lo sciroppo di glucosio o quello di fruttosio inducono l’insulino-resistenza, quest’ultima favorisce quell’infiammazione a bassa soglia che rappresenta l’origine di quella sensazione di malessere apparentemente inspiegabile.
È questa disponibilità di cibo di bassa qualità a far sì che la diagnosi di iperglicemia venga oggi sempre più anticipata.
Ma ci pensate? Una volta se volevamo una torta dovevamo farcela o andare in pasticceria, oggi la troviamo dappertutto e in qualsiasi momento.
«Sui bambini è molto deleterio: attraversano un’età in cui si è molto più fragili e si instaurano le usuali abitudini alimentari.
Una cattiva abitudine diventa poi difficile da sradicare e può comunque produrre danni in età adulta.
«Premesso che oggi ogni impegno sociale diventa un’occasione conviviale e gli amici li vediamo sempre più spesso a tavola, a casa come al ristorante, la dieta non va vissuta come un fattore restrittivo ma come qualcosa che ci fa stare meglio e che scegliamo per il nostro piacere e benessere: mangiare meno e mangiare meglio è un regalo che ci facciamo per stare bene, non un’imposizione del medico.
Servizi e Competenze Cliniche
L’èquipe medica della struttura è altamente qualificata ed è in grado di gestire problemi gastroenterologici, anche di natura oncologica, in pazienti di tutte le età, dall’adolescente all’anziano.
Vengono eseguite tutte le indagini endoscopiche diagnostiche, quali l’esofagogastroduodenoscopia (EGD), l’enteroscopia con videocapsula endoscopica (VCE) o con doppio pallone (DBE - Double Balloon Enteroscopy), la pancolonscopia, l’endoscopia delle vie biliari e pancreatiche, l’ecoendoscopia (EUS, Endoscopic Ultra Sonography).
La struttua è inoltre sede del Centro di riferimento per l’ecografia gastroenterologica, centro estremamente qualificato per lo studio di addome superiore e inferiore, anse intestinali, lesioni e malattie epatiche, tramite metodiche ecografiche eseguite con strumentazione d’avanguardia.
Vengono eseguite prestazioni come la pH Metria con tecnica tradizionale o capsulare (Bravo), la pH impedenziometria, la manometria esofagea ad alta risoluzione, la manometria ano-rettale e l’ecografia trans-anale, metodiche essenziali per lo studio della malattia da reflusso gastro-esofageo e per varie forme di disturbi della motilità gastrointestinale, inclusa la stipsi.
Inoltre, una buona parte del lavoro è dedicata anche alla gestione dei campioni biologici, di pazienti che partecipano alle sperimentazioni cliniche dei farmaci di fase II/III multicentrici.
Inoltre viene effettuato il monitoraggio dei livelli di farmaci biologici su campioni di sangue di pazienti affetti da malattie infiammatorie intestinali (IBD), utile per ottimizzare la gestione terapeutica di questi pazienti.
La struttura rappresenta un centro di riferimento a livello nazionale nell’ambito delle malattie infiammatorie croniche intestinali (malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa).
L’attività clinica viene svolta nell’ambito di ambulatori specialistici dedicati, un ambulatorio dedicato a farmaci biologici a somministrazione sottocutanea ed un servizio ambulatoriale infusionale dedicato a famaci biologici a somministrazione endovenosa.
E' presente da più di 30 anni un centro dedicato alla malattia celiaca ed ai disordini glutine correlati.
Infine, non va dimenticata la competenza dell’équipe nel trattare rari tipi di tumori del tratto gastrointestinale di origine neuroendrocrina, avvalendosi di un specifico Centro di riferimento per la diagnosi e cura dei tumori neuroendocrini gastro-entero-pancreatici.
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