Cosa fa il Medico Nutrizionista Sportivo?

Se hai già le idee chiare su quanto sia diventata necessaria questa figura professionale, saprai anche il motivo. Vogliamo stare bene con noi stessi: in età giovane, non sentirci meno degli altri per quanto riguarda la forma e la prestazione fisica.

Il nutrizionista sportivo è un professionista nel settore dell’alimentazione, specializzato nella corretta nutrizione per atleti e sportivi. Essendo uno specialista in nutrizione, il suo ruolo diventa centrale nel garantire la migliore prestazione e forma fisica attraverso la corretta alimentazione, tanto all’atleta professionista quanto allo sportivo amatoriale che si alleni con regolarità anche individualmente.

L’obiettivo è elaborare dei piani nutrizionali che vadano incontro alle esigenze di chi pratica sport, per ottimizzarne le prestazioni. Una corretta nutrizione può, oltre a migliorare le performance sportive:

  • Favorire il recupero e lo sviluppo muscolare;
  • Ridurre il rischio di infortuni;
  • Supportare, tramite l’alimentazione, eventuali condizioni particolari - ad esempio post infortunio, o durante un episodio di dipendenza da sport;
  • Ridurre il rischio di andare incontro a carenze nutrizionali, che potrebbero causare problemi di salute.

Inoltre, il supporto di un nutrizionista sportivo è essenziale sia per l’eventuale integrazione di nutrienti, sia per sviluppare corrette abitudini riguardo l’alimentazione.

Aree di Intervento del Nutrizionista Sportivo

Nel concreto, cosa fa il nutrizionista sportivo? Le aree di intervento comprendono:L’analisi della composizione corporea dell’atleta.

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Un esperto in questo specifico campo dell’alimentazione è in grado di determinare quale regime alimentare sia adeguato al metabolismo del soggetto e al fabbisogno energetico del suo organismo durante l’impegno atletico, sia in allenamento che in gara, prendendo in considerazione i parametri chiave che, se corretti, possono fare la differenza durante lo sforzo fisico e massimizzare il rendimento.

Il nutrizionista analizza i valori di metriche essenziali come la quantità di massa magra e grassa e la percentuale di idratazione, utilizzando strumenti ad alta precisione come il bioimpedenziometro, mettendole in rapporto con lo sforzo fisico da affrontare declinato nella sua durata e nella quantità di energia necessaria a sostenerlo, al fine di creare una strategia nutrizionale che preveda quattro momenti principali: alimentazione giornaliera e prima, durante e dopo l’attività sportiva.

Dieta sportiva quotidiana

Rappresenta il mezzo per il mantenimento dell’equilibrio raggiunto dall’organismo con le fasi che vedremo successivamente e si sviluppa con l’assunzione, nella giusta quantità e formulazione dei macronutrienti: carboidrati e lipidi, per conservare al livello corretto le riserve di energia; proteine, per lo sviluppo e la ricostruzione del sistema muscolare, oltre a vitamine e minerali, i cosiddetti micronutrienti essenziali per il funzionamento del corpo.

Regime alimentare precedente allo sforzo fisico

È il momento in cui viene fornita la quantità di energia necessaria per affrontare nel migliore dei modi e ottenere i risultati sperati nell’attività sportiva, tenendo però conto delle tempistiche tra l’assunzione degli alimenti e l’inizio dell’impegno fisico, dal momento che la digestione comporta un dispendio non indifferente delle energie immagazzinate precedentemente.

Alimentazione durante l’attività fisica

È importante soprattutto nel caso in cui l’atleta pratichi uno sport di durata. Durante l’allenamento, l’obiettivo è il rifornimento delle sostanze che consentono all’organismo di non consumare a scopi energetici le proteine delle fibre muscolari, quindi liquidi e carboidrati a basso indice glicemico.

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Nutrizione dopo l’impegno sportivo

La somministrazione delle sostanze consumate durante l’attività fisica, come il glicogeno, entro 60 minuti dalla sua conclusione, porta al recupero dell’equilibrio muscolare e idrosalino, oltre a sostanze ( le basi) per contrastare l’acidosi metabolica che normalmente si rileva dopo un esercizio fisico ad alto impegno e durata favorendo lo smaltimento della fatica in tempi brevi e la ricostruzione delle strutture fisiche danneggiate.

L'Importanza della Nutrizione nello Sport

La nutrizione è essenziale nello sport perché influenza direttamente le capacità atletiche, come forza, resistenza, e rapidità di recupero. Piani alimentari sbilanciati o non adeguati alle esigenze di uno sport specifico possono compromettere la prestazione e aumentare il rischio di infortuni.

Ogni atleta ha esigenze uniche in base al tipo di sport, al ruolo in squadra e agli obiettivi individuali. Formare gli atleti su scelte alimentari consapevoli è un altro aspetto fondamentale. Attraverso workshop o incontri individuali, il nutrizionista può insegnare come evitare comportamenti alimentari scorretti o l’abuso di integratori.

Collaborazione con lo Staff Tecnico

Il nutrizionista lavora in sinergia con allenatori, preparatori atletici, fisioterapisti e medici per sviluppare strategie integrate. L’obiettivo comune è massimizzare le prestazioni e ridurre i tempi di recupero dagli infortuni.

Integrare un nutrizionista nello staff tecnico di una squadra sportiva è un investimento strategico per migliorare la performance, prevenire infortuni e garantire il benessere a lungo termine degli atleti. In un contesto sempre più competitivo, la figura del nutrizionista non è più un’opzione, ma una necessità.

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Percorso di Studi: Come Diventare Nutrizionista Sportivo?

Per diventare nutrizionista sportivo occorre seguire un iter piuttosto preciso. Anzitutto, occorre diventare nutrizionista. Per fare ciò, occorre ottenere anzitutto una laurea specialistica o magistrale in:

  • Biologia;
  • Biotecnologie agrarie;
  • Biotecnologie industriali;
  • Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche;
  • Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio;
  • Scienze della nutrizione umana;
  • Scienze Biologiche (vecchio ordinamento).

In seguito, è necessario il superamento dell’Esame di Stato da biologo, con successiva iscrizione all’Albo dell’Ordine dei Biologi. Senza questo passaggio, non è possibile praticare la professione.

Infine, occorre specializzarsi in nutrizione sportiva. Per fare ciò è possibile seguire diverse strade, tra master post-laurea e corsi di specializzazione appositi. In seguito, soprattutto se si è alla propria prima esperienza, è consigliabile svolgere degli stage o dei tirocini affiancando dei professionisti già avviati nel settore, per poter “toccare con mano” la professione e iniziare ad acquisire dimestichezza. Spesso sono le stesse scuole o università ad indirizzare gli studenti verso le opportunità di tirocinio.

Quanto Costa un Nutrizionista Sportivo?

Quanto costa un nutrizionista sportivo dipende da vari fattori, tra cui: La zona in cui il professionista opera; Gli anni di esperienza; Eventuali specializzazioni ulteriori.

In generale, però, una visita dal nutrizionista sportivo si aggira tra gli 80 e i 200 euro.

Quanto Guadagna un Nutrizionista Sportivo?

Non è facile dare una risposta univoca su quanto guadagni un nutrizionista sportivo: dipende infatti, soprattutto, dagli anni di esperienza accumulati, dal luogo in cui si opera e da svariati altri fattori.

Secondo una stima, un biologo nutrizionista, in generale, guadagna in media tra i 13.000 e i 14.000 euro l’anno. Si tratta, tuttavia, di una stima che può differire anche di molto, caso per caso.

All'inizio della carriera un nutrizionista sportivo potrebbe avere uno stipendio di circa 850 euro al mese ma con l'aumentare dell'esperienza questa cifra portrebbe salire fino a 2500 euro mensili e oltre.

Il Team del Nutrizionista Sportivo

Il nutrizionista sportivo lavora raramente da solo, ma opera in sinergia con altre figure professionali. L’alimentazione, infatti, è solo un tassello - per quanto importante - del delicato mosaico che compone il benessere fisico e mentale degli atleti.

Un nutrizionista sportivo dunque spesso lavora affiancando o affiancato da:

  • Personal trainer e preparatori atletici, “banalmente”, gli allenatori degli sportivi. Questi ultimi definiscono i piani di allenamento e ne controllano l’andamento, rimodulandoli se necessario;
  • Mental coach. Sono figure essenziali per il benessere psicologico degli atleti. I mental coach possono aiutare a gestire episodi di ansia e di stress, e forniscono agli sportivi i giusti strumenti per sviluppare un atteggiamento mentale vincente;
  • Fisioterapisti. Si occupano della prevenzione dagli infortuni e dell’eventuale riabilitazione.

Esempio di Piano Alimentare Personalizzato

La valutazione nutrizionale con BIA (Analisi dell’Impedenza Bioelettrica) è una tecnica avanzata utilizzata dai nutrizionisti sportivi per misurare la composizione corporea. La BIA permette di ottenere dati precisi su massa magra, massa grassa e idratazione, fornendo una panoramica dettagliata dello stato nutrizionale dell’atleta. Questi dati sono fondamentali per elaborare piani alimentari personalizzati e monitorare i progressi nel tempo.

Errori Comuni e Miti da Sfatar

Gli atleti spesso hanno idee vaghe circa l’importanza della nutrizione nello sport. Ad esempio: “se sono sazia/o vuol dire che mangio abbastanza”, “se evito il cibo spazzatura sono già brava/o”, “se non sento l’esigenza di mangiare in un altro modo significa che il mio corpo non ne ha bisogno”, “faccio così da anni e mi sono trovata/o sempre bene”, “ho un’alimentazione corretta per la mia salute e questo basta anche per lo sport”, “mangio abitualmente “alimenti per sportivi”, come bresaola, albume d’uovo, pollo, riso, ecc. e quindi la mia è già una “dieta sportiva”.

La nutrizione nello sport è ben altro! Non è soltanto rinuncia al cibo spazzatura e consumo di qualche prodotto preso dallo scaffale di un grande magazzino.

L'Importanza della Squadra: Nutrizione, Idratazione e Riposo

L’allenamento, inteso come esercizio finalizzato ad attivare i cambiamenti necessari ad aumentare le capacità di prestazione sportiva, non può fare bene il lavoro da solo. Serve avere intorno una vera squadra: nutrizione, idratazione, riposo. Se lo facciamo giocare da solo i risultati non sono ottimali; se è in team con tutti gli altri giocatori invece sì. E le differenze non sono da poco. Interessano la capacità di allenarsi bene, di recuperare al meglio tra un allenamento e l’altro e di adattarsi a eseguire prestazioni sempre migliori.

Durante l’allenamento diamo uno stimolo alle nostre capacità sportive, ma il lavoro non finisce quando andiamo a fare la doccia, invece inizia allora! Per molte ore, se vogliamo che l’allenamento già concluso “faccia tutto il suo lavoro”, dobbiamo gestire al meglio anche nutrizione, idratazione e riposo. Altrimenti il nostro impegno, la nostra fatica, lo stress che dobbiamo tollerare quotidianamente per conciliare sport, lavoro, studio, famiglia e vita sociale, sono ripagati soltanto parzialmente.

Nutrizione e Idratazione: Le Regole Fondamentali

Allora dobbiamo conoscere e applicare delle regole di nutrizione nello sport e idratazione nello sport. Ad esempio: quante, quali proteine, quante volte nella giornata e in quali momenti? E gli aminoacidi, come i ramificati o gli essenziali, sono da aggiungere o inutili se la dieta con alimenti ordinari è già ben organizzata? Quanti alimenti energetici come carboidrati e/o grassi servono? Come introdurli se vogliamo essere ben riforniti ma allo stesso tempo raggiungere la migliore composizione corporea (supporto ai muscoli ma riduzione del grasso corporeo)? Come devo idratarmi se voglio evitare di intaccare la resa dell’allenamento? Devo assumere prodotti a base di vitamine, di acidi grassi omega-3 o di ferro e, nel caso, come sceglierli e quanti me ne servono davvero?

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