Calcio (Ca) e fosforo (P) sono due nutrienti essenziali di grande interesse nutrizionale.
Si tratta, più precisamente, di minerali macroelementi, poiché il fabbisogno dell'organismo è > 100 mg/die. La funzione principale di calcio e fosforo è di garantire la rigidità dello scheletro.
Il Ruolo Fondamentale del Calcio
Il calcio è il metallo più abbondante nel corpo umano.
In una dieta onnivora, la maggior parte del calcio proviene dal latte e derivati.
In mancanza di questi ultimi, diventano importanti anche i vegetali, soprattutto i legumi e i cereali.
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È buona norma non considerare le acque ad alto residuo fisso come sorgenti di calcio, poiché non tutti gli studi concordano sulla biodisponibilità di questo minerale nell'acqua.
Carenza di Calcio e Malattie Ossee
La carenza di calcio è frequentemente associata alle malattie ossee: osteoporosi, osteopenia e rachitismo; ma ciò non significa necessariamente che, in presenza di una rarefazione ossea, la causa primaria sia proprio l'insufficiente apporto di calcio.
Il Ruolo del Fosforo
Anche la maggior parte del fosforo si trova depositata nello scheletro e nei denti, legato al calcio.
Come il calcio, anche il fosforo è indispensabile per irrigidire le ossa (idrossiapatite).
La carenza di fosforo è rara.
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Le cause primarie possono essere la malnutrizione generalizzata, certi farmaci, alcune patologie metaboliche, endocrine o renali.
Ancor più raro è l'eccesso, che può essere causato ancora una volta dalle problematiche metaboliche di regolazione.
L'Importanza dell'Attività Fisica
L'attività fisica rappresenta un potente stimolo per mantenere o per aumentare la massa ossea.
Vengono consigliate, a tal proposito, attività di tipo anti-gravitario come la camminata, la corsa, la danza ecc.
Non esiste un'età migliore di un'altra per trarre giovamento dalla pratica regolare di attività sportive.
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Metabolismo miocardico del calcio nell’insufficienza cardiaca
Lo sviluppo di insufficienza cardiaca si associa ad una serie di modificazioni dei meccanismi subcellulari che regolano i livelli intracellulari di calcio.
I meccanismi che sono alla base di tali eventi però sono tuttora ancora da chiarire.
La depolarizzazione della membrana permette attraverso i canali di tipo L ad una piccola quantità di calcio di entrare nella cellula.
Questo agisce su specifiche aree del reticolo sarcoplasmatico causando la liberazione di una quantità maggiore dello stesso ione.
Dopo la contrazione della cellula, l’evento chiave per la disattivazione del sistema contrattile è la rimozione del calcio dal citosol.
Ciò avviene con l’attivazione di una serie di pompe che a seconda della loro ubicazione e tipo espellono calcio nello spazio extracellulare o (modalità prevalente) lo immagazzinano nel reticolo sarcoplasmatico.
Meccanismi che quindi agiscono sulla quantità e sul tempo di permanenza del calcio transitorio e/o che modifichino l’affinità dello stesso calcio per le varie proteine del sistema contrattile possono quindi influenzare la performance cardiaca.
In prospettiva futura, quindi interventi che determinino un aumento del calcio disponibile per la contrazione, ad esempio incrementando i livelli di SERCA 2 nel miocardio, potrebbero essere promettenti possibilità terapeutiche per il trattamento dello scompenso cardiaco.
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