Il Metodo Psicosomatico per Dimagrire: Cos'è e Come Funziona

Il bisogno di mangiare non riguarda solamente il corpo. Tenere sotto controllo le proprie abitudini alimentari inizia quindi dall’autocontrollo del proprio benessere psicofisico.

Cos'è la Fame Emotiva?

«Si chiama “fame emotiva” e giunge quando abbiamo maggior bisogno di essere consolati e confortati in concomitanza a momenti di maggior stress e difficoltà. Spesso la rabbia, la noia, l’ansia, l’insoddisfazione, un senso di vuoto interiore o altre emozioni vengono confuse con la fame, che in questi casi non è fame fisica, ma ha invece delle origini psicologiche. Consciamente o inconsciamente, quando affrontiamo un problema o un momento particolarmente negativo della nostra vita privata, spesso mangiamo di più e senza prestare attenzione al fatto se gli alimenti siano sani o meno.

«Spesso mangiare è il modo più semplice e immediato per sopprimere o lenire le emozioni negative, come la paura, lo stress, la rabbia, la noia, la tristezza e la solitudine. I principali eventi della vita o, più comunemente, i problemi della vita quotidiana possono attivare delle emozioni negative che inducono a mangiare emotivamente e interrompere gli sforzi fatti per perdere peso.

Il Meccanismo della Fame Emotiva

Qual è il meccanismo che ci induce a consumare più cibo? «Alcuni soggetti mangiano meno di fronte alle emozioni forti. Altri invece reagiscono nutrendosi in modo impulsivo e consumando velocemente tutto ciò che si trovano davanti, senza rifletterci. Il cibo diviene una distrazione, ecco perché si parla di “comfort food”: talvolta è l’unica risposta indiscriminata alle nostre difficoltà affettive ed emotive, in mancanza di altre possibilità espressive.

«Mangiare per dimenticare può avere conseguenze anche gravi sulla nostra salute psico-fisica. Oltre alle emozioni negative, destinate a ritornare anche dopo un’abbuffata, resta difatti il problema dei chili in eccesso, del senso di colpa, della sensazione di rifiuto del proprio corpo.

Leggi anche: Scopri il Metodo Bianchini

Consigli Pratici per Gestire la Fame Emotiva

Ecco alcuni consigli utili per imparare a gestire la fame emotiva:

  • Tieni un diario alimentare. Scrivi ciò che mangi, quanto e quando assumi del cibo, come ti senti quando mangi e quanto sei affamato (fame fisica, ossia quando avvertiamo lo stomaco vuoto).
  • Impara ad ascoltare il tuo stomaco. Immagina lo stomaco come un palloncino gonfiabile, chiediti quanto tempo è passato dall’ultimo pasto e senti se lo stomaco è pieno, mezzo pieno o vuoto. L’immagine del palloncino può essere d’aiuto.
  • Impara a distinguere la fame fisica da quella emotiva.
  • Doma il tuo stress. Qualora lo stress contribuisca ad aumentare il tuo appetito emotivo, prova una tecnica di gestione dello stress, come lo yoga, la meditazione, un’attività fisica che ti appaga o la respirazione profonda.
  • Combatti la noia. Invece di consumare spuntini quando non hai fame, distraiti e sostituisci l’alimentazione disordinata con un comportamento che sia più sano e gratificante.
  • Elimina le tentazioni. Non tenere cibi poco sani in casa e se ti senti arrabbiato rimanda la visita al negozio di alimentari fino al momento in cui avvertirai le emozioni di nuovo sotto controllo.
  • Non punirti. Quando si cerca di perdere peso, si tende a fare l’errore di limitare troppo le calorie, di mangiare in modo ripetitivo gli stessi alimenti e bandire le leccornie. Questo può solo servire ad aumentare il desiderio di cibo, soprattutto in risposta alle emozioni difficili da gestire in modo diverso. Concentrati sui cambiamenti positivi che stai facendo nelle tue abitudini alimentari. Concediti il merito di apportare quelle modifiche che ti condurranno a un’alimentazione più sana, appagante e che ti aiuti a percepire meglio il senso di sazietà.
  • Chiedi aiuto. È più probabile che tu ceda alla fame emotiva se ti manca un’adeguata rete di supporto.

L'Importanza dell'Attività Fisica e del Rilassamento

Un fattore che aiuta davvero moltissimo la gestione della fame nervosa è l'attività motoria. L'esercizio fisico infatti, per tutti i vantaggi e i benefici che apporta, costituisce un elemento fortemente protettivo nei confronti della fame nervosa. Un altro elemento protettivo nei confronti della fame nervosa è la capacità di raggiungere attivamente uno stato di maggior rilassamento fisico e mentale.

Cosa Mangiare Durante un Attacco di Fame Nervosa

Quando, durante un attacco di "appetito improvviso", ci troviamo a scegliere "cosa mangiare", per prima cosa dovremmo domandarci "se manca qualcosa". In genere, chi sente il bisogno di "sgranocchiare", può trovare un enorme beneficio nella scelta di verdura cruda. Chi invece predilige i cibi morbidi, può far fede sugli ormai diffusissimi yogurt bianchi magri, soprattutto in stile "greco". Attenzione! Qualsiasi sia la scelta, è bene ricordarsi di prediligere porzioni molto contenute (2-3 gallette, 1 yogurt ecc.) e di attendere, prima di un'eventuale aggiunta, almeno 10-20 minuti.

Raffaele Morelli e la Psicosomatica

Ti è capitato di vederlo in TV, di ascoltarlo in radio oppure magari di guardare uno dei suoi video su YouTube e ciò che hai sentito ti incuriosito e affascinato, quindi ti piacerebbe approfondire le idee di Raffaele Morelli sulla psicosomatica. Ecco perché in questo articolo capiamo chi è Raffaele Morelli, il suo pensiero e i suoi libri.Partiamo dal principio. Raffaele Morelli è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Pavia dal 1973. Successivamente si è specializzato in Psichiatria presso l’Università degli Studi di Milano nel 1977.

Ha raggiunto il grande pubblico partecipando a diverse trasmissioni televisive sia per la RAI che per Mediaset, come il Maurizio Costanzo Show, Tutte le mattine, Matrix, e molti altri. Non di rado lo possiamo ascoltare anche in radio ospite di alcune trasmissioni.Raffaele Morelli è anche autore di decine di pubblicazioni tra cui molte focalizzate sulla psicosomatica.

Leggi anche: Perdere Peso Velocemente

La Rivista di Psicosomatica di Raffaele Morelli

Nel 1979 Raffaele Morelli ha fondato l’Istituto Riza, gruppo di ricerca che pubblica la rivista Riza Psicosomatica, di cui è direttore e che è il più noto mensile italiano di psicologia. La sua mission è supportare il lettore nella realizzazione della sua unicità, superando i disagi emotivi che bloccano felicità e benessere. Mese dopo mese, infatti, Riza Psicosomatica offre nuovi modi per affrontare il disagio, suggerendo prospettive alternative da cui osservare i problemi che tormentano.

Tra gli obiettivi di Riza c’è quello di insegnare come accogliere i propri stati interiori, tra cui ansia e tristezza, senza commenti, come percepirli nel corpo, come farli sfumare dolcemente, accompagnandoci con semplici passaggi pratici che possono rapidamente migliorare la vita.

La Scuola di Psicosomatica Diretta da Raffaele Morelli

Nel 1994, dall’attività dell’Istituto Riza, è sorta anche la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad indirizzo psicosomatico, riconosciuta ufficialmente dal Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, di cui Raffele Morelli è attualmente il direttore, ed affiliata alla SIMP (Società Italiana di Medicina Psicosomatica).

La visione psicoterapeutica dell’istituto si basa sul concetto che ogni malattia è la manifestazione fisica di un disagio del sé. Pertanto, quando una persona si ammala, non sta facendo altro che esprimere un disagio che, oltre all’alterazione organica, interessa l’individuo nella sua globalità (mente e corpo). Utilizzando un codice simbolico si “sceglie” (del tutto inconsapevolmente) di volta in volta l’organo più adatto a rappresentare il proprio malessere: l’asma, l’ipertensione, la cefalea, la colite, l’alopecia sono solo alcuni esempi di come un problema esistenziale si può esprimere attraverso il corpo.

La psicoterapia ad indirizzo psicosomatico sviluppata dall’Istituto Riza, ha l’obiettivo di usare gli strumenti del setting per parlare con il malato e la sua malattia, favorendo la guarigione.

Leggi anche: Katia Salzano: La Dieta che Trasforma

La Scuola ha la visione junghiana come modello teorico di riferimento, e propone un approccio terapeutico cosiddetto “psicosomatico” diretto a trattare le malattie organiche di natura psicosomatica, i disagi come ansia, stress, panico, depressione, le problematiche giovanili e di coppia.

L’approccio psicosomatico non si sofferma sulla storia del paziente, su ciò che gli è accaduto e su quelle che crede che siano le cause dei suoi disturbi. Secondo questo approccio psicoterapeutico, infatti, cercare nella nostra storia le cause di ciò che siamo ci allontana dal presente che è l’unico luogo in cui vive e si manifesta il codice segreto dell’anima: “se l’anima vive nel presente, cercare le cause di ciò che io sono oggi nel passato è quanto di più fuorviante possa esistere.”

I disturbi vengono quindi interpretati come veri e propri “messaggi” dell’anima, che non servono a cambiarci, ma piuttosto a prendere atto del fatto che fanno parte di noi. Secondo l’approccio psicosomatico l’ansia, ad esempio, ha origini sconosciute e bisogna imparare ad accoglierla, non a combatterla perché spiegare, capire e cercare i perché non è utile.

Cambiare atteggiamento in quest’ottica, quindi, secondo questo approccio, ci sposta su di un piano razionale ottenendo un sollievo istantaneo, perché si impara ad osservare i disturbi senza dare giudizi, semplicemente constatandone la presenza e accettando che siano un aspetto di noi.

Raffaele Morelli e la Psicosomatica: Libro dopo Libro

Secondo Raffaele Morelli e l’approccio psicosomatico, i sintomi del corpo arrivano sempre per indicarci un bisogno profondo che non stiamo assecondando. Cambiare atteggiamento mentale ci aiuta a superarli e a diventare completi, rientrando in contatto con la nostra essenza più vera.

Secondo il pensiero di Raffaele Morelli, i simboli, le analogie, le metafore sono le chiavi di lettura più adatte a comprendere e curare i disagi (anche quelli che possono sembrare più complessi), ma anche la loro origine e la loro evoluzione.

Lui crede fermamente che il sintomo e la malattia non vadano considerati esclusivamente un problema da risolvere ma che rappresentino la strada attraverso cui un individuo si esprime e, allo stesso tempo, un modo per cominciare a trovare delle soluzioni.

Questa lettura della malattia e del disagio, teorizzata da Raffaele Morelli e dai suoi collaboratori dell’Istituto Riza alla fine degli anni settanta, si ispira in particolare al concetto di Sincronicità, proposto da Jung, dalla Medicina della Tradizione e da alcuni insegnamenti della Fisica moderna e della Teoria della complessità.

Alcune Pubblicazioni di Raffaele Morelli

  • “Verso la Concezione di un Sé Psicosomatico”
  • “Dove va la medicina psicosomatica”
  • “Dimagrire senza dieta. Il metodo psicosomatico”
  • “Guarire senza medicine. La vera cura è dentro di te”

“Dimagrire senza dieta. Il metodo psicosomatico” nasce da anni di osservazioni di pazienti che ingrassano. Secondo lo psichiatra è impossibile dimagrire se prima non si è risvegliata una passione, un desiderio, un interesse che è stato sopito per molto tempo, perché nella maggior parte dei casi il grasso nasconde aspirazioni più profonde e una grande voglia di provare piacere.

In questo libro viene quindi proposto l’approccio psicosomatico per perdere peso, che pone la mente al centro di tutto, per riuscire a dimagrire senza soffrire. Un metodo innovativo che ribalta molti dei luoghi comuni sulle diete.

Secondo Raffaele Morelli, infatti, si fa oramai un consumo esasperato di medicinali, costosi e spesso pieni di controindicazioni, e ci si dimentica che in noi vive un sapere innato capace di determinare un’auto-guarigione che non riguarda solamente quelli che vengono definiti disturbi psichici (come ansia, panico, depressione) ma anche alcune patologie che sono solo in apparenza esclusivamente fisiche (come tachicardia, asma, eczema, ipertensione, colite…).

Dieta Equilibrata Psicosomatica®

Per dimagrire davvero serve un "metodo" che sia semplice, pratico, stabile e motivante. Dimagrire con la Dieta Equilibrata Psicosomatica® significa riscoprire se stessi, in modo nuovo, trasformando mente e corpo in funzione della felicità e del benessere. Non serve apparire "belli" senza sentirsi "belli dentro". Non serve dimagrire per gli altri, ma serve farlo pensando di prendersi cura di se stessi.

La Dieta Equilibrata Psicosomatica® consiste in un percorso dove ogni singola visita prevede l'incontro con il biologo nutrizionista e con lo psicologo.

Spesso le diete non funzionano perché i divieti risucchiano l’energia vitale e l’inconscio è costretto a ribellarsi. Invece di mettersi a dieta si può iniziare ad ascoltarsi, spesso dietro il desiderio di cibo c’è spesso rabbia e solitudine; coccolarsi e smetterla di essere ipercritici con se stessi, spesso dietro la voglia di trasgredire c’è la voglia di vivere.

Spesso le persone che ingrassano si sono dimenticate di se stesse, del piacere della vita, hanno imprigionato la loro anima, i loro desideri e interessi. E’ importante fermarsi e a valutare quanto, nella propria quotidianità ci siano momenti di piacere, di estremo coinvolgimento.

Le passioni sono il brucia-grassi più efficace. Bisogna tornare a innamorarsi: di un uomo, di una donna, della vita. Chi da spazio alla novità, chi non sta a pensare e a rimuginare sulle difficoltà della vita, su cosa poteva essere e non è stato perde peso più facilmente. Bisogna volersi bene prima di pretendere da se stessi.

tags: #metodo #psicosomatico #per #dimagrire #cos'è

Scroll to Top