Quante volte è capitato nella vita di controllare, a uno specchio o passando davanti a una vetrina, la nostra immagine? Ma cosa e chi veramente vediamo nello specchio? Qual è l’immagine che si riflette in quella superficie che fa paura ma che in maniera ossessiva viene consultata? L’immagine corporea è la rappresentazione soggettiva che ognuno di noi ha del proprio corpo, indipendentemente da come appare effettivamente nella realtà. L’errata percezione dell’immagine corporea è comune nella popolazione generale ed è anche una componente fondamentale di diverse malattie gravi, tra cui il disturbo da dismorfismo corporeo, l’anoressia e la bulimia nervose e l’obesità.
Le distorsioni nell’immagine corporea sono spiacevoli e possono avere anche risvolti tragici. Una percezione errata del proprio corpo, infatti, può influire sulla salute fisica e psicologica, causando stress e sofferenza e influenzando l’autostima, l’umore e la socialità, anche in ambito lavorativo. La comprensione dei motivi alla base delle distorsioni percettive del corpo nelle condizioni cliniche è essenziale per affrontare le sensazioni e convinzioni relative all’immagine corporea e consentire agli individui che ne soffrono di condurre vite più soddisfacenti e produttive.
Cos'è il Dismorfismo Corporeo?
Oggi si parla di Body Dismorphic Disorder, Disturbo da dismorfismo corporeo. Ovvero: quello strano complesso mentale per cui una persona percepisce il proprio corpo diverso da come è in realtà. Più grasso, giusto per fare un esempio.
La dismorfofobia fa parte dell'ampio gruppo delle fobie ma rientra anche nella più estesa categoria dei disturbi somatoformi, caratterizzati da sintomi tangibili in assenza di una patologia organica che ne giustifichi la presenza. Essa è caratterizzata da una visione distorta del proprio aspetto esteriore indotta dall'eccessiva attenzione per la propria immagine corporea. L’elemento peculiare che la contraddistingue è la preoccupazione per uno o più difetti fisici: tali difetti sono spesso totalmente immaginari, oppure, se è presente una reale, minima anomalia, il soggetto la ingigantisce fino a considerarla una vera e propria deformità.
Quando si soffre di disturbo da dispercezione corporea, ci si concentra intensamente sul proprio aspetto e sull’immagine corporea, controllando ripetutamente lo specchio, curandosi per molte ore al giorno o cercando rassicurazioni negli altri. La percezione dei difetti e i comportamenti ripetitivi assunti causano un notevole disagio e influiscono sulla vita quotidiana, sul benessere e sul comportamento alimentare. Spesso, chi soffre di questo disturbo è alla costante ricerca di procedure cosmetiche per tentare di "aggiustare" il difetto percepito. Queste dinamiche, generalmente, conferiscono una soddisfazione o una riduzione del disagio solo temporanea.
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Componenti della Distorsione dell'Immagine Corporea
La distorsione dell’immagine corporea è un sintomo che comprende varie componenti. In particolare, quelle riconosciute in psicologia sono: la componente cognitiva e percettiva e quella affettiva.
- Componente cognitiva: Deriva da pensieri e credenze riguardanti la forma, l’aspetto del corpo e la sua rappresentazione nella mente.
- Componente percettiva: Implica l’identificazione e la stima del corpo insieme all’accuratezza della valutazione da parte degli individui delle dimensioni, della forma e del peso del proprio corpo rispetto alle loro proporzioni effettive e alla reale forma fisica.
- Componente affettiva: Comprende i sentimenti e l’eventuale senso di insoddisfazione che gli individui sviluppano nei confronti della propria corporatura.
Quindi, la distorsione dell’immagine corporea può manifestarsi come disturbo della percezione (cioè come visione distorta del corpo) e del concetto (cioè insoddisfazione nei confronti del corpo).
Il disturbo percettivo comporta l’incapacità di valutare accuratamente le dimensioni del proprio corpo, mentre l’insoddisfazione corporea include sentimenti e cognizioni negative. Si ritiene che i disturbi dell’immagine corporea si manifestino anche a livello comportamentale, con ossessione e preoccupazione, evitamento, controllo del corpo e della dieta.
L’immagine corporea negativa mostra, tipicamente, un’insoddisfazione per la persona intera o per singole parti del corpo, preoccupazione per l’aspetto e comportamenti come il frequente controllo dello specchio, il controllo ossessivo del peso o l’evitamento di situazioni pubbliche. L’insoddisfazione corporea è attribuibile a una discrepanza tra la percezione dell’immagine corporea e la sua immagine idealizzata.
Cause del Dismorfismo Corporeo
Non è noto in modo specifico cosa causi il disturbo da dispercezione corporea. Come molte altre condizioni di salute mentale, essa può derivare da una combinazione di problemi, tra cui la presenza di altri casi in famiglia, valutazioni o esperienze negative sul proprio corpo, problematiche di identità, disturbi della personalità o funzioni cerebrali anormali e livelli alterati dei neurotrasmettitori, come la serotonina, nel cervello.
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Le cause del disturbo da dismorfismo corporeo sono complesse e spesso derivano da una combinazione di fattori biologici, psicologici e ambientali.
- Traumi ed esperienze negative: eventi traumatici nell’infanzia o nell’adolescenza possono avere un grande impatto.
- Della salute mentale: l’ossessione per i difetti percepiti può portare a elevati livelli di ansia, depressione e bassa autostima.
- I media e i social network: hanno un’influenza significativa sulla percezione del corpo.
Campagne che valorizzano la diversità e l’accettazione di sé possono contribuire a ridurre l’incidenza di disturbi come il dismorfismo corporeo.
Dismorfismo Corporeo e Disturbi Alimentari
Quando si presentano insieme il dismorfismo corporeo e i disturbi alimentari, la situazione può diventare particolarmente complessa. Sebbene ci sia una correlazione tra BDD e disturbi alimentari, non tutte le persone con BDD svilupperanno un disturbo alimentare, e viceversa.
Avete presente quella foto della bionda anoressica che si vede paffuta nello specchio? Chiaramente, il Body Dismorsphic Disorder è l’accessorio trendy che arriva insieme al disturbo alimentare. In fondo, perché una persona che pesa quaranta chili può voler dimagrire ancora?
Chi soffre di disturbi alimentari e di dismorfismo si può anche vedere magro, ma mai abbastanza magro. La verità è che il Body Dismorphic Disorder è solo una bugia perfettamente somatizzata. Chi soffre di disturbi alimentari si illude di avere del peso in eccesso - così ha una ragione simil-logica per rintanarsi ancora di più nella malattia.
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In pratica: non vuoi perdere peso perché ti vedi grassa, ma ti vedi grassa perché vuoi perdere peso. O, per la precisione, perché inconsciamente vuoi continuare ad avere un disturbo alimentare.
Sintomi del Dismorfismo Corporeo
L’attenzione smodata per l’aspetto, i pensieri e le preoccupazioni eccessive e i comportamenti ripetitivi possono essere indesiderati, difficili da controllare e richiedere così tanto tempo da causare grave angoscia, panico e problemi nella vita sociale, lavorativa, scolastica o nel rapporto con i genitori. Non si tratta, come si potrebbe pensare, di un problema che affligge solo le donne e le ragazze. Ad esempio, una preoccupazione per la corporatura troppo piccola, non abbastanza muscolosa, o per l’eccessiva magrezza (dismorfia muscolare) si verifica quasi esclusivamente negli uomini.
I sintomi si manifestano a livello comportamentale. Il soggetto si convince di avere un difetto fisico e questo pensiero diventa fisso e ossessivo tanto da perseguitarlo, da condizionarlo nella vita quotidiana o da spingerlo a rinunciare a ogni tipo di relazione sociale. Ad esempio chi è tormentato dall'idea di avere piedi deformi può decidere di non indossare più sandali e calzature aperte e arriva a non recarsi in spiaggia d’estate.
La gran parte dei soggetti dismorfofobici sperimenta grave disagio per la propria supposta deformità e descrive le sue angosce e preoccupazioni come "intensamente dolorose", "tormentose", o "devastanti". I più trovano le loro ansie difficili da controllare e non fanno alcun tentativo per contrastarle.
In alcuni soggetti questa forma fobica può causare stress emozionale e incapacità di tessere adeguate ed equilibrate relazioni sociali e sessuali, con conseguente isolamento e con il rischio di dare il via a una sequenza di altre patologie tra cui il disturbo antisociale di personalità e il disturbo evitante di personalità. Si possono, poi, determinare comportamenti fobico-ossessivi che, nei casi più gravi, evolvono in disturbi della sfera alimentare quali anoressia e bulimia.
Trattamento del Dismorfismo Corporeo
Un approccio terapeutico integrato può aiutare le persone affette da dismorfofobia a gestire i sintomi e a migliorare la qualità della vita.
- Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT): la CBT è considerata il trattamento di prima linea per il dismorfismo corporeo. Questa, insieme ad altre psicoterapie, aiuta i pazienti a identificare e modificare i pensieri distorti riguardo al proprio corpo, a ridurre i comportamenti compulsivi e ad aumentare l’autostima.
- Terapia farmacologica: gli SSRI, usati per l’ansia e la depressione, possono aiutare a ridurre i sintomi ossessivo-compulsivi della dismorfofobia.
- Gruppi di supporto: partecipare a gruppi in cui le persone condividono esperienze simili può fornire un senso di comunità e ridurre il senso di isolamento. Il supporto di amici e familiari è cruciale nel percorso di recupero.
La terapia dei pazienti con disturbo di dismorfismo corporeo è quasi sempre infruttuosa se l'approccio è di tipo chirurgico, odontoiatrico o dermatologico. Insomma non è la correzione del difetto fisico a rappresentare la soluzione del problema. Spesso occorre, invece, un supporto di tipo farmacologico: i medicinali serotoninergici (antidepressivi che agiscono sui recettori della serotonina, neurotrasmettitore sintetizzato nel sistema nervoso centrale) sono efficaci nel ridurre i sintomi in almeno il 50% dei casi.
Prevenzione
Non esiste un modo per prevenire il disturbo da dispercezione corporea. Tuttavia, poiché esso spesso esordisce nella prima adolescenza, l’identificazione precoce del problema e l’inizio del trattamento negli adolescenti e nei bambini, che si affacciano al cambiamento che comporta questa parte della vita, possono essere di beneficio.
Il disturbo da dispercezione corporea, di solito, non migliora da solo. Se non trattato sotto la sorveglianza di un medico o uno psicologo, infatti, può peggiorare nel tempo, causando depressione grave e persino pensieri e comportamenti suicidi.
La terapia cognitivo-comportamentale è l'intervento più comunemente usato e maggiormente supportato empiricamente per migliorare la percezione dell'immagine corporea. La terapia farmacologica comprende la somministrazione, in seguito a consulto medico, di inibitori della ricaptazione della serotonina.
Superare il disturbo da dismorfismo corporeo è un percorso che richiede tempo, impegno e il supporto di professionisti qualificati. Se riconosci i segnali della dismorfofobia questi segnali in te o in una persona cara, non esitare a chiedere aiuto. Esistono numerosi centri e professionisti specializzati nel trattamento del BDD, pronti a offrire supporto e guida.