Monia Farina Nutrizionista: Un'Analisi Approfondita della Dieta Paleo

La dieta Paleo è super popolare negli Stati Uniti, come attestato dal nuovo sondaggio "2017 Dietary Fluidity Report". Amatissima da star come le attrici Jessica Biel e Megan Fox, questa dieta si basa su un’alimentazione povera di cibi trasformati.

In particolare, mangiare Paleo significa dire addio a conservanti, additivi e tossine e nutrire il proprio corpo con alimenti freschi, anti ossidanti e anti infiammatori. Eppure, questo regime alimentare è spesso finito nel mirino degli esperti, con accuse di poco equilibrio e inefficacia.

Abbiamo chiesto il parere della nutrizionista Monia Farina.

Cos'è la Dieta Paleo?

«Prima di tutto specifichiamo che non esiste un’unica dieta Paleo di riferimento: dai riscontri antropologici passati e presenti (ovvero dagli scavi archeologici e dagli studi sulle popolazioni di cacciatori-raccoglitori ancora esistenti) emergono notevoli differenze nella composizione delle loro diete. Tutte però sono accomunate dall'eliminazione di cereali, legumi e latticini».

Le Basi Generali della Paleo

Le basi generali della Paleo sono:

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  • evitare il latte e i suoi derivati;
  • evitare i farinacei (pane e pasta, biscotti, dolci e tutti i prodotti lievitati);
  • evitare tutti gli alimenti che hanno subito trasformazioni;
  • evitare tutti i prodotti industriali, come piatti pronti, cioccolato, caramelle, zucchero, merendine, salse, salumi;
  • evitare tutti i cibi confezionati.

Validità Scientifica della Dieta Paleo

«Al momento non esistono studi scientifici di parere concordante in grado di dimostrare la validità universale di questa dieta. Ci sono, tuttavia, in letteratura studi scientifici che illustrano casi di supporto della dieta Paleo nella terapia di alcune patologie intestinali e metaboliche», sottolinea la nutrizionista.

Pro e Contro della Dieta Paleo

Ma quali sono i pro e i contro della dieta Paleo? Sintetizza l'esperta:

Pro

«Tra i pro, quello di ridurre il consumo di alimenti modificati rispetto al loro stato originario attraverso i vari metodi di trasformazione, cottura, conservazione. Eliminare per esempio il pane bianco e altri prodotti farinacei raffinati, formaggi, salumi e carni confezionate fa bene all'organismo: si tratta infatti di alimenti molto poveri dal punto di vista nutrizionale, con meno proteine, vitamine e minerali rispetto ai loro equivalenti non trasformati, mentre sono ricchi di sodio e conservanti.

Inoltre, seguendo questa dieta per periodi tempo limitati ed entro un percorso nutrizionale concordato con un professionista, si hanno benefici in terapie per diabete, patologie intestinali e perdita di peso».

Contro

«Il consumo eccessivo di carne e pesce (previsto dalla Paleo) non è sostenibile ecologicamente, dato l’elevato impatto ambientale degli allevamenti intensivi.

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Ricordiamo che le carni di animali allevati ai nostri giorni sono prodotti molto diversi da quelle di animali liberi di cui si nutrivano i nostri avi: sono più grasse (ricche di grassi saturi, quelli “cattivi”) e possono contenere tracce più o meno rilevanti di contaminanti, sulla cui tossicità il dubbio è perlomeno legittimo.

Il consumo eccessivo di carne comporta, inoltre, un maggior rischio di problemi renali, cardiovascolari e tumorali».

Adattamento Umano e Dieta Paleo

Infine, l’ipotesi che l’organismo umano sia oggi il medesimo di quello dell’epoca dei cacciatori-raccoglitori è corretta solo a metà.

«È vero infatti che il corpo umano si è adattato e la nostra genetica e anatomia sono cambiate molto poco da allora, ma l’organismo umano, al contempo, ha sviluppato alcune variazioni significative: si veda ad esempio in alcune popolazioni la mutazione che ha consentito di mantenere la produzione dell’enzima lattasi (per digerire il lattosio) anche oltre il periodo dell’infanzia, oppure la flora batterica che colonizza l’intestino umano, che subisce mutazioni rapide e differenti a seconda dello stile di vita e dell’alimentazione.

Inoltre, eliminare per sempre dalla tavola alimenti complessi significa indebolire l’intestino, invece che aiutarlo.

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