La nutrizione artificiale (NA) è da considerarsi a tutti gli effetti un trattamento medico fornito a scopo preventivo o terapeutico, con precise indicazioni, controindicazioni ed effetti collaterali. La NA è da considerarsi un trattamento che tende a sostituire in modo temporaneo o permanente il deficit di un organo o di un apparato.
La NA NON è definibile terapia palliativa, tuttavia, in quanto terapia sostitutiva dell'alimentazione naturale, può trovare indicazione nell'ambito di cure palliative accanto ad altri trattamenti medici (e non) riservati a pazienti in cui non vi sia più possibilità di attuare trattamenti eziologici o curativi della patologia di base. In pazienti affetti da patologie la cui prognosi, per quanto riguarda la sopravvivenza, è significativamente dipendente dal deterioramento dello stato di nutrizione e dall'insorgenza di uno stato di malnutrizione, a causa della preclusa o insufficiente alimentazione per via naturale (es.
Al centro dell'attività medico-chirurgica si colloca il principio del consenso, il quale esprime una scelta di valore nel concepire il rapporto medico-paziente, nel senso che tale rapporto pare fondato prima sui diritti del paziente che sui doveri del medico.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge (art. 32 Cost.). Art.9 Desideri precedentemente espressi.
La NA, come tutte le terapie mediche, in accordo con la convenzione di Oviedo, va prescritta ed assicurata in presenza delle riconosciute indicazioni e richiede il consenso informato del malato: essa può pertanto anche essere rifiutata da un malato se capace di intendere e di volere.
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GIUDIZIO SOSTITUTIVO: pronunciamento da parte del fiduciario, se è stato nominato dal paziente o da parte dei familiari nell'ordine previsto dal codice civile (art. 408 c.c.).
MIGLIORE INTERESSE DEL PAZIENTE: la cui base etica è il consenso presunto, cioè la scelta del programma terapeutico che possa favorire al meglio lo stato di salute del paziente.
Il medico deve attuare gradatamente il trattamento terapeutico in modo da portare il paziente verso un miglioramento della propria capacità decisionale. Tale processo deve essere accuratamente documentato.
Prof. Verzé: NA inidonea ed inefficace a conseguire il bene del paziente, finendo per prolungare non la vita ma il processo del morire.
Modalità delle DAT: il dichiarante esprime orientamenti e informazioni utili per il medico, circa l'attivazione di trattamenti terapeutici purché in conformità a quanto prescritto dalla presente legge e alimentazione e idratazione devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo.
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Istituzione del registro nazionale delle DAT nell'ambito di un archivio nazionale unico informatico.
Appare chiaro che la Bioetica, più che fornire risposte, fa scaturire domande e non appare conclusiva in quanto deve tener conto di implicazioni giuridiche, mediche, etiche, deontologiche e religiose di tutti gli attori implicati nel processo decisionale.
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