Molteplici studi clinici e ricerche della comunità scientifica mondiale hanno evidenziato ormai da tempo come l’insorgenza, ma allo stesso tempo la cura di molte patologie sia fortemente correlata all’alimentazione. Pertanto è molto importante che ogni persona, sia in condizioni fisiologiche sane, che affetta da patologie accertate dal medico, segua specifiche linee guida nutrizionali.
Nella società moderna si sente frequentemente parlare di dieta ma la sovrabbondanza di informazioni comunicate da enti e figure, spesso non accreditate, induce a divulgare tra la popolazione idee e nozioni forvianti che portano molte volte le persone a fare scelte alimentari sbagliate, ma soprattutto, ad assumere e perpetuare stili di vita non corretti. Informazioni imprecise inducono a pensare che la scienza della nutrizione e la dietetica siano un parere, quando invece sono una scienza ben riconosciuta con linee guida specifiche ed univoche, alle quali bisognerebbe attenersi per fascia di età, peso, sesso e condizioni fisiopatologiche.
Il lavoro del Nutrizionista e l’elaborazione di diete è un lavoro molto complesso, soprattutto quando i soggetti sono affetti da patologie. Il biologo nutrizionista valuta i tuoi fabbisogni nutritivi e eventuali intolleranze alimentari per stilare piani nutrizionali. Il nutrizionista funzionale stila piani nutrizionali personalizzati basandosi sui principi della Medicina Funzionale. Infatti questa disciplina riconosce che i nostri meccanismi biologici sono complessi e coinvolgono più organi.
L'Approccio della Medicina Funzionale
Secondo la Medicina Funzionale, che si basa sulle ultime evidenze scientifiche, sono cinque i fattori determinanti dell’equilibrio del nostro organismo. Il protocollo elaborato da un nutrizionista funzionale ha un approccio olistico. Ti sei mai chiesto perché i componenti della tua famiglia, con cui ti siedi a tavola per mangiare le stesse pietanze ogni giorno, hanno fisici diversi dal tuo? Ogni organismo reagisce a alimenti, stress e tossicità in modo diverso in base a fattori quali età, stato della salute intestinale, composizione genetica e trascorso.
È particolarmente vantaggioso consultare un nutrizionista funzionale se ti è stata diagnosticata o hai familiarità (o eredità) per una o più patologie.
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Come Scegliere il Nutrizionista Giusto
Innanzitutto è bene verificare che il nutrizionista che ti interessa sia iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi. L’esperienza del professionista è altrettanto importante. Un biologo nutrizionista con diversi anni di esperienza ha già fatto fronte a una varietà di patologie e problematiche nel corso della propria carriera. È poi bene scegliere un nutrizionista con specializzazioni adatte ai tuoi obiettivi. Infine, valuta la vicinanza dello studio del nutrizionista. Come abbiamo visto sopra, i consulti in studio sono più approfonditi di quelli online.
L'Importanza della Dietoterapia Personalizzata
A seconda dei casi, la dietoterapia interverrà rispettivamente sull’apporto energetico, sia della giornata che dei singoli pasti, sulla quantità e distribuzione relativa dei macronutrienti (Carboidrati, Lipidi e Proteine), su quella dei micronutrienti (sodio, fosforo, calcio, etc.) e della fibra alimentare (solubile e insolubile), sul timing e sul numero dei pasti nella giornata, sulla consistenza degli alimenti (diete semiliquide, liquide, etc.), sull’accoppiamento di taluni cibi, sulla eliminazione e/o ciclizzazione di alcuni alimenti e/o nutrienti.
Quella di seguito è una sintesi delle principali patologie di interesse nutrizionale, spesso in combinazione tra loro, per le quali sarà prevista una dietoterapia personalizzata e condivisa col paziente:
Obesità e Sovrappeso Grave
Premesso che l’obesità rappresenta una patologia complessa che necessita di un approccio complesso ed interdisciplinare (team multidisciplinare) e, possibilmente, adattato di volta in volta alle esigenze del singolo paziente, posso affermare che la terapia non farmacologica dell’Obesità e del grave Sovrappeso va indirizzata alla correzione di abitudini alimentari errate (educazione alimentare) ed alla ripresa di un’attività fisica compatibile con le condizioni cliniche attuali del paziente: in altre parole, spesso occorre instaurare un programma di riabilitazione fisica e nutrizionale.
L’intervento di correzione dell’obesità, in assenza di altre specifiche indicazioni terapeutiche, deve mirare alla riduzione di circa il 10 percento del peso iniziale (ottenuta con perdita prevalente di tessuto adiposo), soprattutto nel caso di obesità di I o II grado, o di franco sovrappeso, in un tempo ragionevole, da 4 a sei mesi.
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Le strategie dietetiche per contrastare l’obesità sono numerose, e vanno sempre valutate caso per caso, perché, mai come per l’obeso, le variabili in gioco sono in numero elevatissimo, di conseguenza, vanno plasmate e cucite addosso al singolo individuo e alla singola situazione che di volta in volta si presenta.
Sindrome Metabolica
Rappresenta un gruppo di alterazioni metaboliche che si associano più frequentemente di quanto atteso e che aumentano in modo sinergistico il rischio Cardiovascolare. Indipendentemente dai criteri diagnostici ogni intervento dietoterapico sarà rivolto a ridurre, o addirittura eliminare, i singoli fattori di rischio, avendo come punto di partenza quella di determinare un calo ponderale, mirato alla perdita della sola componente di tessuto adiposo in eccesso, specie di quello maggiormente pericoloso, il viscerale.
La riduzione del peso corporeo è di per sé capace di migliorare l’insulino-sensibilità (che affligge la quasi totalità dei pazienti affetti da tale sindrome) e, quindi, di esercitare effetti benefici su tutte le altre alterazioni che caratterizzano la sindrome metabolica.
Diabete
Tipo I. Il Diabete di tipo 1 è spesso definito “giovanile” in quanto si presenta solitamente in giovane età e costituisce circa il 10% dei casi. Questa forma di diabete è causata da un attacco del nostro sistema immunitario contro le cellule β del pancreas che porta progressivamente, attraverso meccanismi non ancora completamente noti, alla distruzione delle cellule stesse. Di conseguenza, il paziente affetto da Diabete di tipo 1, non avendo cellule β funzionanti è incapace di produrre l’insulina e dovrà inevitabilmente ricorrere all’ausilio di insulina esogena iniettata ogni giorno e per tutta la vita. Si tratta quindi di una vera e propria malattia autoimmune.
Tipo II. Il diabete di tipo 2 rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. La causa di tale patologia non è tanto la incapacità del pancreas di produrre insulina quanto la incapacità dei tessuti di rispondere correttamente al suo segnale. Si instaura una condizione definita di insulino-resistenza caratterizzata da tessuti che, non rispondendo a tale ormone, non riescono a far entrare il glucosio. In linea generale questa forma di diabete si presenta in età più avanzata, verso i 30-40 anni, ed è strettamente correlata con fattori di rischio quali il sovrappeso, l’obesità, la familiarità e lo scarso esercizio fisico.
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Diabete Gestazionale. In questo periodo, oltre ad una serie di cambiamenti fisici e fisiologici, si instaura nella madre una condizione di insulino-resistenza dovuta alla maggiore produzione dell’ormone lattogeno placentare, di estrogeni, progesterone ed altri ormoni controregolatori (cortisolo, catecolamine e GH). Il profilo glicemico delle gestanti affette da GDM è caratterizzato da valori bassi di glicemia durante il digiuno e picchi nel periodo post-prandiale.
In questa fase, l’iperglicemia non trattata provoca il passaggio attraverso la placenta di un’elevata quantità di glucosio, stimolando nel feto una maggiore produzione di insulina. Subito dopo il parto, i valori glicemici della madre ritornano normali. Tuttavia, resta rilevante il rischio, in seguito, di manifestare alterazioni metaboliche come diabete mellito di tipo 2 e sindrome metabolica. Anche in gravidanza perciò una moderata attività fisica ed un’alimentazione bilanciata sono tra i principali fattori di prevenzione. La dieta deve essere idonea e bilanciata, sostituendo cibi grassi e ad alta densità calorica con frutta e verdure che danno senso di sazietà.
Altre Patologie di Interesse Nutrizionale
- NAFLD (Non-Alcoholic Fatty Liver Disease); condizione patologica caratterizzata dall’accumulo di lipidi nel fegato. Presenza di encefalopatia (complicazione dei danni al fegato che interessa la salute del cervello).
- Colecistectomia laparoscopica e calcolosi.
- Sospensione dell’alimentazione per os ed impostazione programma alimentare artificiale di NPT o NPP bilanciato in nutrienti, liquidi, sali e vitamine. CHO 60 % delle cal.
- Malattia renale cronica (CKD): trattamento dietetico nutrizionale specifico e personalizzato.
Salute Intestinale e Nutrizione
Mantenimento del Microbiota intestinale. L’intestino umano ospita centinaia di diverse specie di batteri (con un numero di cellule batteriche che supera l’intero ammontare delle cellule che compongono il corpo umano) e costituisce un vero e proprio ecosistema che svolge ruoli fisiologici importantissimi per la salute dell’ospite, tanto da essere considerato come un “organo microbico”, che lavora all’interno dell’organismo.
Diverticolosi e diverticolite (e stipsi). La fibra di frutta e verdura si è dimostrata la più utile ed efficace per cui il soggetto è invitato a consumare ogni giorno 5 porzioni di frutta e verdura. C’è da porre attenzione sull’asportazione dei semi e sull’evitare cibi da cui è difficile allontanare la fibra, ad esempio fragole, fichi, more, kiwi, nocciole, mandorle. In questo modo si vuole evitare che semi o alcune parti poco frantumabili rimangono intrappolate nei diverticoli determinando la comparsa di un processo infiammatorio. L’aumento della quantità di fibra nella dieta deve essere lento e graduale.
Gastrite e ulcera peptica: La gastrite è una condizione di infiammazione della mucosa gastrica. Reflusso gastro-esofageo (RGE). In caso di reflusso gastrico, dieta e alimentazione hanno un ruolo fondamentale.
Sindrome del colon irritabile (IBS): E’ un disturbo di cui soffre quasi il 20% della popolazione adulta caratterizzato da sintomi cronici o ricorrenti come gonfiore, crampi e dolori addominali, nausea, diarrea o stitichezza, meteorismo e flautolenza. Ridurre l’apporto di alimenti ricchi di FODMAP, con una dieta a ridotto contenuto di questi zuccheri, potrebbe essere un valido aiuto nel trattamento dei sintomi associati alla sindrome.
SIBO: small intestinal bacterial overgrowth; aumentata concentrazione batterica nei tratti alti dell’intestino dove non ci dovrebbero essere. Disbiosi intestinale: condizione di squilibrio della flora batterica intestinale.
Malattie Infiammatorie croniche intestinali (MICI): malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa. Leaky Gut Syndrome o alterata permeabilità intestinale.
Malattie Autoimmuni e Nutrizione
La Dott.ssa Paola Lemasson ha una notevole esperienza nel trattamento nutrizione per le malattie autoimmuni. Le attività svolte come nutrizionista delle malattie autoimmuni, consentono di dare al paziente tutte le risposte alle sue problematiche. Una malattia autoimmune, è caratterizzata da una disfunzione del sistema immunitario che induce l’organismo ad attaccare i propri organi e tessuti.
Esistono numerose malattie autoimmuni. Fra le più diffuse, ricordiamo la malattia di Graves, l’artrite reumatoide, la tiroidite di Hashimoto, il diabete mellito di tipo 1, il lupus eritematoso sistemico (lupus) e la vasculite. Altri disturbi ritenuti di origine autoimmune sono il morbo di Addison, la polimiosite, la sindrome di Sjögren, la sclerosi sistemica progressiva e molti casi di glomerulonefrite (infiammazione dei reni).
Il sospetto che l’alimentazione errata potesse contribuire ad attivare o aggravare le malattie infiammatorie è stato sempre molto forte. Gli alimenti pro-infiammatori sono quelli che per le loro caratteristiche hanno la possibilità di peggiorare lo stato d’infiammazione. In genere si tratta di alimenti industriali molto elaborati che contengono tra gli ingredienti oltre a grassi saturi e colesterolo, anche additivi, coloranti, dolcificanti ed esaltatori di sapidità.
Il protocollo autoimmune condivide molti dei principi della paleodieta, ma è qualcosa di più scientifico. Questo tipo di approccio elimina gli alimenti infiammatori e in grado di causare danni all’intestino. Si tratta di una dieta che elimina alcune categorie di alimenti: in primo luogo, quelli contenenti glutine e caseine. Ne traggono vantaggio le persone che soffrono di patologie infiammatorie croniche, patologie autoimmuni, ipotiroidismo o certe forme di disequilibrio endocrino.
L’attivazione del sistema immunitario comporta la liberazione di citochine e anticorpi che danno luogo ad uno stato di infiammazione inizialmente solo a livello locale. I sintomi che si possono manifestare in questa fase sono cattiva digestione (dispepsia), gonfiore e senso di pesantezza, alitosi, diarrea e/o stipsi e colon irritabile.
Se questa condizione perdura nel tempo, lo stato infiammatorio cronicizza e si diffonde anche ad altri organi posti a distanza dall’intestino stesso, generando in queste sedi ulteriori focolai infiammatori.
Il Ruolo del Biologo Nutrizionista in Terapia Farmacologica
Il biologo nutrizionista è in grado di seguire, dal punto di vista nutrizionale, anche persone con patologie, diagnosticate da un medico e che assumono farmaci, prescritti sempre da un medico. In caso di patologie in terapia farmacologica il biologo nutrizionista può dunque lavorare in sinergia con il medico curante o, in alternativa ci si può rivolgere ad un dietologo che come formazione è un medico, con specialità in scienze dell’alimentazione.
È dimostrato che lo stile di vita e le scelte alimentari incidono profondamente nella possibilità di evitare lo sviluppo di malattie, di controllarne l’evoluzione o, al contrario, favorirne l’insorgenza. Per la prevenzione tutte le linee guida sono in accordo nell’indicare la dieta mediterranea come schema alimentare di riferimento. Una corretta alimentazione è scientificamente riconosciutacome arma fondamentale da associare alla cura medica, poiché in grado di potenziarne i risultati e ottimizzare l’effetto dei farmaci, portando in taluni casi a ridurne il dosaggio.
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