Non solo dieta, ma sana alimentazione e benessere fisico a 360 gradi: rivolgersi a un nutrizionista e seguire i suoi consigli per cambiare le proprie abitudini alimentari è fondamentale per sentirsi meglio.
Ecco perché negli ultimi anni sono sempre più le persone che si rivolgono a questa figura specializzata.
Voglia di tornare in forma? Di togliere i chili di troppo? Di sostenere la prova costume e superarla col massimo dei voti? O, semplicemente, voglia di stare bene?
Cosa fa un nutrizionista?
Il nutrizionista è una persona laureata in biologia o farmacia e specializzata in nutrizione. Non è un medico, quindi non può prescrivere farmaci, ma può redigere e consigliare diete.
Volete cambiare il vostro modo di mangiare perché lo ritenete poco adeguato al vostro fabbisogno e alle vostre esigenze? Siete in cerca di consigli alimentari?
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Il ruolo del nutrizionista nella prevenzione dell'obesità infantile
L'obesità infantile è un problema di notevole rilevanza sociale. Il fenomeno, che in Italia colpisce un bambino su quattro, è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo. L’Abruzzo è al quarto posto in Italia per obesità infantile.
L’iperalimentazione infatti è dannosa fin dalla più tenera età: nei primi due anni di vita, oltre a causare un aumento di volume delle cellule adipose (ipertrofia), determina anche un aumento del loro numero (iperplasia). Da adulti pertanto, si avrà una maggiore predisposizione all’obesità e una difficoltà a scendere di peso o a mantenerlo nei limiti.
Oltre all’alimentazione scorretta e squilibrata, non è da sottovalutare, come fattore di rischio, la ridotta attività fisica o la sedentarietà, frutto di uno stile di vita sbagliato. I bambini sono spesso accompagnati a scuola dai genitori e passano ore davanti a tv e computer.
Anche il numero dei pasti durante la giornata e delle bibite dolci e gasate come sostituzione all’acqua è da tenere sotto controllo.
Quali cibi non devono mangiare i bambini? “La cosa più semplice ed efficace da fare è quella di evitare le calorie cosiddette sporche (grassi saturi e zuccheri semplici ndr) contenute in bibite gassate, gelati, merendine, e in quasi tutti i prodotti industriali. Bisogna assolutamente evitarli in tavola, ma si possono concedere occasionalmente fuori casa, per creare nel bambino la giusta gratificazione che si associa al cibo.
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L’obesità, sotto certi aspetti, può considerarsi un problema di natura ereditaria e, sotto altri, una conseguenza di fattori ambientali.
La migliore dieta da seguire? “E’ la dieta mediterranea, che io chiamo tradizione alimentare mediterranea, patrimonio mondiale dell’Unesco. L’umanità ha avuto una maestra per milioni di anni, ed è la natura.
L’obesità infantile porta conseguenze gravi sulla salute: disturbi respiratori, complicanze di tipo ortopedico, dolori articolari. Oltre ad avere una maggiore predisposizione al sovrappeso e all’obesità, la persona che è stata in eccesso di peso da piccola risulta maggiormente esposta a determinate patologie, soprattutto di natura cardiocircolatoria, ma anche di tipo endocrino, come il diabete.
Se il bambino tende ad aumentare di peso, occorre intervenire subito, senza aspettare che ingrassi troppo, abituare il bambino a tre pasti regolari composti da una colazione non abbondante ma sostanziosa, un pranzo ed una cena (non eccessivi), intervallati da uno spuntino a metà mattina e una merenda al pomeriggio.
Quando i chili di troppo sono già evidenti, occorre adottare ulteriori misure.
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Quando rivolgersi al nutrizionista?
Per un ADULTO invece, qual è il momento giusto per rivolgersi al nutrizionista? E per tornare al peso forma e mantenerlo, come bisogna comportarsi? “Fare una dieta dipende dalle coordinate sociali, dall’assetto metabolico, dall’ereditarietà. Senza seguire le mode alimentari, che sono solo un alibi.
Negli ultimi decenni il nostro rapporto con il cibo si è profondamente modificato sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, sviluppando alcuni comportamenti poco razionali e di conseguenza dannosi per la salute. I disturbi alimentari dovuti a tali comportamenti”, conclude lo specialista, “possono essere superati riappropriandosi di un corretto rapporto con la natura, rendendoci interpreti di un’alimentazione e di uno stile di vita più sani ed equilibrati.
La terra, con i suoi frutti, custodisce il segreto del mangiar sano migliorando al tempo stesso la qualità della vita.
Come riconoscere un professionista qualificato
L’operazione della Guardia di finanza ha portato al sequestro di uno studio nutrizionista abusivo, ma come si può fare per riconoscere un falso professionista? «Esiste un elenco dell’ordine dei biologi con i nomi dei professionisti abilitati a esercitare la professione sul territorio. Tutti possono consultarlo. Basta cercare il nome, il cognome e la data di nascita e si possono così controllare il percorso di studio, la laurea o la specializzazione di chi esercita la professione. In questo modo chiunque può avere un quadro chiaro e può decidere a chi affidarsi per il proprio piano alimentare in base alle competenze dello specialista scelto».
Quali sono le conseguenze di una dieta sbagliata? «I danni possono essere gravissimi sia per l’organismo sia a livello psicologico. Spesso una terapia sbagliata non fa altro che aggravare, a volte anche drammaticamente, una malattia pregressa. Anziché sostenere il benessere fisico e mentale, ad esempio, può favorire la tendenza a ingrassare. Bisogna fare attenzione perché la cattiva alimentazione può essere la madre di malattie complesse come la bulimia e l’anoressia. Inoltre, l’eccesso di peso e l’obesità sono tra i più importanti fattori di rischio di malattie e mortalità, sullo stesso livello del fumo».
In quale fase della vita bisogna prestare maggiore attenzione all’alimentazione? «In tutte le fasi a partire dal 36esimo mese di vita. Per dimagrire non sono necessari piani alimentari drastici, ma si perde peso mangiando le stesse cose che ti hanno fatto ingrassare, ma in quantità e in equilibrio. Basti pensare che le caratteristiche della materia vivente sono tre: l’alimentazione, l’accrescimento e la riproduzione. Due di queste tre importantissime funzioni attengono l’alimentazione».
Consigli utili per una sana alimentazione
Tutto il materiale pubblicato ha lo scopo di un rapido accesso ai consigli, suggerimenti e rimedi di carattere generale. I medici, ma anche i libri di testo, sono soliti dispensare, indicazioni scientifiche che comunque non possono in alcun modo sostituirsi al parere del medico curante o di altri specialisti del settore.
I cibi che fanno bene al riposo
Fanno molto bene al riposo notturno i cibi ricchi di energia, ma anche quelli ricchi di nutrienti come vitamine e sali minerali. Hanno importanza soprattutto frutta e verdura di stagione, ma anche cereali, frutta secca e semi.
Stitichezza cronica
Il regime dietetico, per chi soffre di stitichezza, dovrà essere a base di ortaggi freschi, o cotti, patate, yogurt, frutta cruda o cotta, pane integrale, brodi, grassi vegetali e burro. Mentre carne, pesce, uova, latte e pasta alimentare dovranno essere limitati, ma sempre presenti nella dieta. Nel regime alimentare non dovrà mancare un adeguato apporto di cellulosa (circa 12 g al giorno).
La cellulosa è contenuta nei: cavoli, ravanelli, peperoni, piselli, rape, castagne, cipolle, broccoli, cetrioli, insalata, pomodoro, spinaci, sedani, barbabietola, lenticchie, mandorle, nocciole, noci, pere, uva, mele, fichi, prugne, kiwi, ciliegie, albicocche, fragole, cachi, banane, frutta esotica (tranne ananas).
Usare 2 cucchiai al giorno di crusca macinata un po’ grossa. Per le stitichezze abituali, nelle quali prevalgono dolori addominali spastici, si dovranno usare in prevalenza alimenti a basso contenuto di cellulosa.
Non saltare il pasto principale
La diminuzione di zuccheri nel sangue, stimola il surrene a rilasciare Cortisolo (ormone dello stress) che ha il compito di recuperare le energie necessarie all’attività del cervello. Durante il giorno non saltare il pasto principale, ma anche se si vuole stare leggeri è necessario comunque mangiare un panino con prosciutto crudo o cotto (2 fettine) o con tonno, aggiungere una frutta e bere acqua.
Allergia al Nichel
Se è stata diagnosticata da un medico “allergia al nichel” è necessario usare alcuni comportamenti da tenere sia per l’alimentazione che per l’uso di oggetti. I cibi proibiti sono tutti quelli in scatola e surgelati, frutti di mare, crostacei, aringhe, ostriche, fagioli, asparagi, spinaci pomodori, piselli, funghi, granoturco, farina di grano intero, pere cotte, pere fresche, the, cacao, carote, cioccolato, lievito in polvere, noccioline e bevande fermentate.
La sonnolenza
La sonnolenza è un fenomeno fisiologico del tutto opportuno ed anche desiderabile, se compare al momento giusto, cioè quando si va a letto. A volte però, la sonnolenza compare di giorno e si manifesta con il noto colpo di sonno improvviso, disattenzione e ritardo nei tempi di reazione nelle attività quotidiane.
Molte malattie possono associarsi a sonnolenza eccessiva, come il diabete, l’obesità, l’ipotiroidismo e la depressione espressa sotto forma di apatia e di stanchezza. L’alimentazione, però, è la prima analisi a cui si deve ricorrere, poiché, è necessario valutare con meticolosità ed attenzione la circostanza per mettere in atto un programma specifico.
L’assunzione esagerata di alcol e di cibo (soprattutto se è ricco di grassi) aumentano la propensione al sonno. È necessario, pertanto, mangiare ad orari regolari, mantenere un peso corporeo adeguato, evitare l’obesità e svolgere un’adeguata attività fisica durante il giorno.
Oltre alla sonnolenza diurna è molto diffusa la sonnolenza notturna, definita la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS -Obstructive Sleep Apnea Sindrome). Questo tipo di disturbo è poco considerato, sottovalutato e, sovente, ignorato. Implica ripetute interruzioni dell’attività respiratoria e del sonno (fino a 100 volte per notte) con conseguenti brevi risvegli (di 3-4 secondi).
Non ci sono vere e proprie cause ma più fattori come il soprappeso e l’obesità. Nelle ore notturne si rilevano come russamenti, improvvisi risvegli, sensazioni di soffocamento, sudorazione e necessità di urinare frequentemente. Durante la giornata, invece, si hanno cefalee mattutine, sonnolenza, sensazione di stanchezza, variazione dell’umore e riduzione della concentrazione e dell’attenzione per l’insufficiente riposo notturno.
È una condizione auto-aggravante e a evoluzione progressiva che richiede un tempestivo inquadramento dello specialista. Riconoscere per tempo il disturbo è molto importante al fine di evitare effetti negativi sulla salute, poiché, lo scompenso è a carico dell’apparato cardio-vascolare con oscillazioni sia della frequenza cardiaca sia dei valori di pressione.
Se la sindrome non è trattata in modo adeguato il paziente ha sonnolenza diurna così marcata che si addormenta anche mentre mangia. Si possono incorrere, pertanto, in incidenti che mettono a rischio la vita propria e quella altrui. Il primo passaggio da fare è quello del cambiamento delle abitudini alimentari e della diminuzione del peso corporeo.
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