Fesa di Tacchino alla Piastra: Calorie e Valori Nutrizionali

La fesa di tacchino è un taglio di carne bianca molto magra e dal sapore delicato. È molto digeribile e ha degli ottimi valori nutrizionali. La fesa di tacchino è un alimento molto saziante che può essere consumato da tutti, ad eccezione dei soggetti allergici.

Valori Nutrizionali della Fesa di Tacchino

Il petto di tacchino è un alimento di origine animale molto proteico, povero di lipidi e senza glucidi. Le calorie della fesa di tacchino derivano per il 90% da proteine e per il 10% da lipidi. La fesa di tacchino è un alimento proteico magro con un ridotto contenuto di grassi, ciò lo rende un alimento da cui puoi trarre numerosi benefici.

Ecco una tabella con i valori nutrizionali medi per 100 grammi di fesa di tacchino cruda (fonte INRAN):

Componente Quantità per 100g
Calorie 107 kcal
Acqua 73,9 g
Proteine 24,0 g
Lipidi TOT 1,2 g
Colesterolo 50,0 mg
Sodio 52,0 mg
Potassio 382,0 mg
Ferro 0,8 mg
Calcio 8,0 mg
Fosforo 200,0 mg
Tiamina 0,1 mg
Riboflavina 0,2 mg
Niacina 6,7 mg

Il petto di tacchino apporta diverse vitamine: soprattutto niacina (vit. PP), piridossina (vit. B6) e cobalamina (B12); sono presenti anche: tiamina (vit. B1), riboflavina (vit. B2) ed acido pantotenico (B5). Si apprezzano buone quantità dei sali minerali caratteristici delle carni (sia bianche che rosse), quindi ferro (Fe - tipo eme), fosforo (P) e zinco (Zn); sono presenti anche piccole dosi di selenio (Se). L'apporto energetico totale del petto di tacchino corrisponde a 107kcal/g (fonte INRAN), suddivise in: 95% da proteine e 5% da lipidi.

Benefici del Consumo di Fesa di Tacchino

Grazie a queste peculiarità, il petto di tacchino (come il petto di pollo) è uno dei cibi più utilizzati nelle diete dimagranti ipocaloriche, nelle diete iperproteiche finalizzate al culturismo e nelle diete contro l'ipercolesterolemia. Più in generale, il petto di tacchino è un alimento che si "incastra" facilmente in qualsiasi regime alimentare (con alcune eccezioni quali: patologie gravi, come l'insufficienza renale, o allergie specifiche). Diversi sono i benefici che possono derivare dal consumo di carne di tacchino, che contiene proteine dall'alto valore biologico e molto ferro.

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Grazie a queste sue caratteristiche nutrizionali e grazie anche al fatto che è una carne tenera (e dunque più facilmente masticabile e digeribile rispetto ad altri tipi di carne), il tacchino si presta a essere inserita in regimi alimentari anche di bambini, anziani e soggetti convalescenti.

Come Cucinare la Fesa di Tacchino

La fesa di tacchino si trova sul mercato sia cruda che già cotta (solitamente al forno). D’altro canto, la variante cotta di fesa di tacchino (l’affettato) è molto comoda e pronta all’uso. Spesso è un prodotto a base di carne di tacchino (75/80% fesa - 15-20% altre parti) addizionato con conservanti e sale.

Metodi di Cottura Consigliati

Il petto di tacchino è una PIETANZA (quindi un secondo piatto) ma rappresenta un ingrediente economico e redditizio per la composizione dei sughi dei primi piatti, per l'imbottitura dei panini e per il completamento dei piatti unici; il petto di tacchino è quindi un alimento estremamente diffuso poiché si presta "quasi" a tutti i tipi di cottura.

I più consigliati sono: piastra, padella (sautè - con o senza olio), griglia (gas o elettrica), fritto, bollito e al vapore; per contro, essendo un pezzo di carne magra, la morbidezza del petto di tacchino risente negativamente soprattutto delle cotture prolungate (in casseruola, stufatura, brasatura, al forno con o senza cartoccio ecc).

NB. Contrariamente a quanto molti credono, per preparare un petto di tacchino sufficientemente morbido NON è necessario utilizzare generose quantità di grassi aggiunti; infatti, la consistenza della carne cotta è compromessa soprattutto dalla disidratazione della stessa e dalla modificazione proteica, ma non dalla fuoriuscita dei lipidi; il metodo di cottura che rende il petto di tacchino più stoppaccioso è la grigliatura ECCESSIVA a carbone, poiché l'irraggiamento e la convezione privano l'alimento di tutte le sue componenti liquide.

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Per la cottura del petto di tacchino sono dunque necessari una temperatura molto elevata e tempi di cottura estremamente ridotti; tuttavia, ricordiamo ai gentili utenti che, per fare tutto questo, è necessario tagliare le bistecche di petto di tacchino in modo che il loro spessore NON superi 1,0-1,5cm.

Consigli Pratici per la Cottura

Avendo ospiti a cena, può capitare che uno di loro abbia esigenze alimentari particolari; generalmente, in sostituzione a qualsiasi pietanza, l'alimento più gettonato è il petto di tacchino (o di pollo) ma, per contro, si tratta anche dell'alimento più complicato da rendere appetibile mediante cotture "al naturale". Come abbiamo visto, il problema più grosso è la consistenza dura e filamentosa che il petto di tacchino acquisisce in cottura; nulla di più facile da ovviare. In tal caso si procede con il confezionamento della ben nota paillard, una pietanza a base di carne che, per definizione, dev'essere ben cotta (NB. sono sufficienti non più di 2-3 minuti) e sottilissima; lo spessore è inferiore a 0,5cm e in quanto tale ne facilita la masticazione compensando la consistenza più decisa. Associandovi una maionese allo yogurt o una salsa verde al prezzemolo il gioco è fatto.

Quanta Fesa di Tacchino Mangiare a Dieta?

La fesa di tacchino è una fonte di carne magra ricca di proteine animali e si può cucinare in moltissimi modi! La fesa di tacchino dev’essere cotta bene ma non troppo a lungo per evitare di renderla secca e ‘’stopposa’’. Grazie a queste peculiarità, il petto di tacchino (come il petto di pollo) è uno dei cibi più utilizzati nelle diete dimagranti ipocaloriche, nelle diete iperproteiche finalizzate al culturismo e nelle diete contro l'ipercolesterolemia.

In media si consiglia di consumare 100-150 grammi di petto o fesa di tacchino per un massimo di 2 volte a settimana. Tuttavia, non è possibile prenderla come indicazione univoca, in quanto tutto dipende dal proprio stato di salute, dal proprio regime alimentare nel suo complesso e così via. Per rispondere a questa domanda è dunque necessario rivolgersi ad un professionista della nutrizione che sarà in grado di analizzare caso per caso e indicare la quantità ottimale di questa carne da consumare all’interno della propria dieta.

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