L'articolo tratta delle recensioni sul dietologo Piero Simoni, con un focus su un caso giudiziario che lo ha visto coinvolto in una condanna per lesioni personali gravissime.
Il Caso Giudiziario
È stato condannato a un anno di reclusione con l'accusa di lesioni personali gravissime Piero Simoni, medico di Roma che nel 2014 prescrisse a C.P., ex manager di Luiss Enlabs, pillole per dimagrire a base di fenilpropanolamina, farmaco psicoattivo della classe delle amfetamine e con proprietà anoressizzanti. La donna si è costituita parte civile nel processo tramite l'avvocato Massimo Iona.
Secondo la Procura, come riporta il Corriere della Sera, la pillola poteva essere regolarmente prescritta, ma solo per scopi terapeutici e non per una dieta dimagrante a causa dei suoi principi.
Il Dramma della Paziente
Il dramma della donna inizia alla fine dell'estate del 2014: dopo essere divenuta mamma di due gemelli l'ex manager ha difficoltà a perdere peso, e si rivolge dunque a Simoni per iniziare un percorso di dimagrimento. Il dietologo le prescrive allora la fenilpropanolamina, che tra gli effetti collaterali include il rischio di essere colpiti da ictus cerebrali.
Iniziata la dieta e presa la prima pillola, la donna si sente male e viene ricoverata in ospedale, finendo in coma. Oltre ad aver perso la mobilità a causa della paralisi, la donna ha perso anche l'uso della parola rendendo necessario l'ausilio di un tablet per comunicare.
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Denunciato, il pm chiese il rinvio a giudizio per il medico, accusato di lesioni gravissime. Il processo ha inizio nel 2018: nel capo d'imputazione della Procura si legge che l'uomo ha prescritto alla paziente "per uso non terapeutico una preparazione galenica magistrale contenente fenilpropanolamina, sostanza stupefacente in quanto classificata quale precursore di droga". Ieri, infine, la condanna a un anno per Simoni.
Reazioni e Testimonianze
Con le pasticche sperava di perdere i quattro chili presi con una gravidanza gemellare Catia Parenza, quarantenne romana, ex manager della Luiss Enlabs. Fortunatamente non è morta. Ma ha dovuto rinunciare alla vita precedente. Niente più lavoro, jogging, nuotate, ma neppure fare la spesa. Dall’autunno del 2014 è costretta su una sedia a rotelle o sulle stampelle, quasi priva dell’uso della parola, e costretta a vedere crescere i suoi bambini, ora 9 anni, senza potersi dedicare, come vorrebbe, a loro.
Il dottor Simoni è stato condannato per lesioni gravissime e assolto dall’accusa di somministrazione di farmaci illeciti. La signora Parenza ha pianto quando ha saputo della sentenza. «Ho denunciato affinché altri non cadano nello stesso errore, nella stessa trappola», ha spiegato tramite il suo legale, l’avvocato Massimo Ionà.
Qualche ora dopo l’assunzione della prima pastiglia, invece, l’ictus emorragico. Un collegio di periti nominati dal giudice non ha escluso il nesso di causalità tra il farmaco e l’invalidità. Ma le inchieste su finti dietologi e medici non specializzati o nutrizionisti che consigliano diete “truffa” o addirittura prescrivono anoressizzanti sono piene le procure. Da Torino a Palermo. Lo scorso giugno, a Cassino, un ragazzo di 26 anni è morto. L’ipotesi è che a ucciderlo siano stati i prodotti che assumeva per dimagrire. L’inchiesta è ancora in corso.
Il Parere dell'Esperto
«Se ci fosse una formula chimica capace di far dimagrire senza provocare danni alla salute, il farmaco sarebbe stato già prodotto e probabilmente rientrerebbe tra quelli coperti dalla mutua, perché l’obesità è una malattia che comporta un enorme aggravio per le casse del Sistema sanitario nazionale». Marcello Ticca, medico, docente di Scienze dell’Alimentazione, vicepresidente della Società italiana scienze alimentazione, non ha dubbi e non si stanca di ripeterlo: «Se dilaga il fenomeno di diete che promettono di fare miracoli e di medici spregiudicati, che prescrivono farmaci pericolosi, è a causa dell’ignoranza e del fatto che le persone preferiscono credere nei miracoli che nella scienza».
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«Credo che ci siano due tipi di problemi - spiega Ticca - in primo luogo, una moltiplicazione di persone che prescrivono diete, anche medici di primo pelo e l’allargamento della platea è andato a scapito della qualità. Ma il nodo riguarda l’ignoranza - continua l’esperto. Molti studi medici prescrivono diete sulla base di intolleranze che, in realtà, non possono essere individuate. Poi, sulla base di test poco attendibili, eliminano il cibo dalla dieta. Le intolleranze non fanno ingrassare. C’è un elenco, pubblicato dalla società italiana allergologia, che riporta gli unici test attendibili, come quello per il lattosio e la celiachia, ma la maggior parte di quelli che poi determinano le diete non sono credibili».
Ma il problema più grande è l’ignoranza, che può portare anche alla morte. «Le pillole sciogligrasso non esistono o che tolgano la fame sono sostanze pericolose, sembra incredibile che la gente continui a credere che ci siano farmaci magici. E purtroppo l’ignoranza è alimentata dalla pervasività dal web e delle fake news che circolano. Prodotti risolutivi, diete improbabili».
Ticca ha scritto anche un libro dal titolo eloquente: “Miragi alimentari” e pensa che combattere le fake news sull’alimentazione e le bufale della rete sia obiettivo prioritario. «La gente dovrebbe cercare di documentarsi sul sito del ministero della Salute, come su quello dell’Istituto superiore di sanità e del Fesin (Federazione delle società italiane della nutrizione) - spiega - c’è una sezione sul sito del ministero che contrasta le fake news sull’alimentazione.
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