Cos’è la nutraceutica e cosa sono i prodotti nutraceutici? Tuttavia, non è sempre chiaro il significato del termine e quali siano i confini di questa materia. Spesso si fa confusione fra nutraceutica e fitoterapia, oppure tra prodotti nutraceutici e integratori alimentari. Proviamo allora a fare chiarezza, dicendo fin da subito che fra nutraceutici, fitoterapici, e integratori non c’è una distinzione netta ma una categoria può, come vedremo a breve, comprendere l’altra.
Cos'è la Nutraceutica?
La nutraceutica, termine coniato nel 1989 da Stephen L., è un neologismo coniato oltre 30 anni fa dalle parole “nutrizione o nutriente” (cioè componente del cibo) e “farmaceutica” (relativa alle sostanze medicinali), per accostare due concetti diversi fra loro nel definire l’utilizzo di prodotti che favoriscano i processi fisiologici dell’organismo. Era il 1989 e il fondatore e presidente della “The Foundation for Innovation in Medicine”), Stephen L. DeFelice coniò per primo il termine nutraceutica.
La nutraceutica si basa su un principio antichissimo che ritroviamo in moltissime culture, quello secondo cui il cibo è la prima medicina per il corpo. La nutraceutica rappresenta quindi una disciplina che studia, attraverso la relazione tra biologica, chimica e medicina, i principi attivi alimentari che beneficiano sulla salute dell’uomo.
Nutraceutici: Cosa Sono?
I prodotti nutraceutici sono derivati alimentari ai quali si attribuiscono, oltre al valore nutrizionale di base, uno o più benefici aggiuntivi. A seconda della giurisdizione, i prodotti nutraceutici possono essere definiti come “preventivi delle malattie croniche, migliorativi della salute, ritardanti il processo di invecchiamento, favorenti la longevità o sostenitori di alcuni apparati o funzioni corporee”.
Da allora i nutraceutici hanno avuto lunga storia, e comprendono una vasta gamma di prodotti, dai pasti sostitutivi fino agli integratori alimentari, passando per i prodotti erboristici ed alcuni nutrienti isolati. La parola può essere riferita a varie tipologie di prodotti, compresi nutrienti isolati, integratori alimentari, prodotti erboristici, pasti sostitutivi e persino alimenti trasformati (come i cereali, le zuppe e alcune bevande).
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Tra i nutraceutici possiamo annoverare: i già citati integratori alimentari, preparati a base di piante officinali, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre, probiotici, enzimi, estratti di origine vegetale e tanto altro.
Il concetto alla base del consumo dei nutraceutici è che lo stato di salute non è dato solo dall’assenza di malattie, ma da un benessere psicofisico generale. Il concetto è legato alla stretta connessione tra lo stato di salute cutaneo e lo stato di salute dell’individuo. Negli ultimi anni, ad esempio, si sta sempre più approfondendo lo stretto legame tra benessere del microbiota intestinale e benessere del microbiota cutaneo.
Tipologie di Nutraceutici
Come prodotti naturali: alcuni alimenti naturali posseggono proprietà nutraceutiche, tuttavia il principio è presente in quantità insufficienti per apportare un beneficio significativo.
Come prodotti addizionati: si tratta di prodotti naturali addizionati di sostanze con proprietà nutraceutiche: ad esempio lo yogurt arricchito con probiotici.
Come integratori: si tratta della forma più potente di nutraceutici, in quanto ottenuti dall’estrazione e la concentrazione del principio nutritivo.
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Alimenti Funzionali
Gli alimenti funzionali sono quegli alimenti che oltre ad apportare nutrimento, contengono delle sostanze in grado di regolare delle funzioni fondamentali, tali da recare benefici alla salute di chi le assume. Gli alimenti funzionali sono anche detti “functional food”, poiché cibi che alla funzione nutrizionale aggiungono una o più funzioni benefiche e per l’organismo.
Si trovano alimenti funzionali soprattutto nella frutta e nella verdura, ma anche in probiotici come quelli contenuti nello yogurt. Tali proprietà possono essere già contenute nel prodotto oppure ottenute arricchendolo con sostanze funzionali a tale scopo (v.
Gli alimenti funzionali, a differenza dei nutraceutici, hanno un potere calorico e nutriente, ma sono naturalmente arricchiti in specifici componenti, la cui attività salutistica o preventiva per la salute siano state dimostrate scientificamente.
Gli alimenti funzionali possono quindi essere arricchiti o fortificati, un processo anche detto “nutrificazione”. Questa pratica aumenta e ripristina il contenuto di certi elementi fino a raggiungere i livelli precedenti alla lavorazione. Talvolta, si aggiungono ulteriori nutrienti complementari (ad esempio, la vitamina D nel latte).
La “Health Canada” (Ministero della Salute Canadese) definisce gli alimenti funzionali come "alimenti ordinari aggiunti in altri componenti o ingredienti finalizzati a rendere un beneficio medico o fisiologico specifico, diverso da un effetto puramente nutrizionale”.
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Supplementi Dietetici
Supplementi dietetici: si tratta di veri e propri integratori alimentari. In Italia, per integratori alimentari si intendono: "prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibra ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate" (cit. www.salute.gov.it).
Con poche eccezioni, gli integratori alimentari vengono commercializzati per sostenere la struttura o alcune funzioni corporee, senza citare o lasciar intendere di poter curare malattie o condizioni morbose. Anche l'etichetta deve rispettare alcuni requisiti ben precisi; primi fra tutti quelli dell'Unione Europea e in secondo luogo i nazionali.
Tra nutraceutici e integratori alimentari non c’è una distinzione vera e propria.
Regolamentazione Mondiale della Nutraceutica
I prodotti nutraceutici vengono inquadrati differentemente dalle varie giurisdizioni nazionali. In Italia, così come nell'intera comunità europea, il termine nutraceutico non è definito da alcun organo legislativo ed i prodotti che rientrano in questa categoria fanno parte dei così detti integratori alimentari.
Secondo la legge canadese, un prodotto nutraceutico può essere commercializzato sia come alimento, sia come farmaco. Infatti, le diciture "nutraceutico" e "alimento funzionale" non hanno alcuna distinzione giuridica; fanno entrambe riferimento ad "un prodotto isolato o purificato, ricavato da uno o più ingredienti alimentari, generalmente venduto sotto forma medicinale e non associato al cibo, del quale è scientificamente dimostrato l'effetto fisiologico o benefico nei confronti di certe malattie croniche".
Nel diritto statunitense, invece, come in Europa, il termine nutraceutico non ha alcun significato legislativo. Al contrario, in base agli ingredienti e alle diciture con cui viene commercializzato, un prodotto viene regolato come droga (prodotto naturale che contiene principi attivi farmacologici), integratore alimentare, ingrediente alimentare o alimento propriamente detto.
La visione globale della nutraceutica è quindi più o meno uniforme, con alcune piccole differenze per quel che riguarda la regolamentazione e la tutela nel commercio.
Problemi Relativi alla Qualità dei Prodotti
Sul mercato globale si osservano non poche complicazioni in merito alla qualità dei prodotti in circolazione. Infatti, se è vero che alcuni industriali di nutraceutici utilizzano solo ingredienti sicuri e di ottima qualità, altri sfruttano la mancanza di regolamentazioni specifiche e compromettono inesorabilmente sia la sicurezza, sia l'efficacia dei loro prodotti.
In particolar modo, nel tentativo di ottenere un ampio margine di profitto, certe aziende mirano alla produzione di nutraceutici di scarsa qualità o inefficaci, da commercializzare nei paesi che non possiedono una regolamentazione specifica.
Cenni Storici
Indiani, egiziani, cinesi e sumeri; sono solo alcune delle civiltà che fin da tempi antichi hanno utilizzato il cibo come medicina. Ippocrate, considerato da molti come il padre fondatore della medicina occidentale, consigliava "Fa che il cibo sia la tua medicina”.
Il mercato moderno della nutraceutica ha iniziato a svilupparsi dapprima in Giappone, negli anni '80. In contrasto con la naturalezza delle erbe e delle spezie utilizzate da secoli come medicina popolare in Asia, l'industria nutraceutica moderna è cresciuta anche grazie all'espansione e all'esplorazione della tecnologia.
Il Mercato della Nutraceutica
Una ricerca di mercato del 2012 indica che, entro il 2018, il mercato globale degli “Integratori Alimentari (vitamine, minerali, erboristici, non erboristici ed altro), Alimenti e Bevande Funzionali”, quindi anche dei nutraceutici, raggiungerà ben 250 miliardi di dollari.
Interazione tra Cibo e Farmaci
L’interazione tra cibo e farmaci è la conseguente relazione fisica, chimica e psicologica tra un medicinale e un prodotto consumato come cibo o un nutriente presente al suo interno; essa può ridurre o incrementare l’effetto del farmaco, causando tossicità o diminuendone l’efficacia. L’influenza che le sostanze assunte con la dieta hanno sui farmaci, dipende da numerose variabili, proprietà farmacologiche, funzionamento di enzimi e trasportatori del tratto gastrointestinale e dall’intero corpo.
- Broncodilatatori (albuterolo, teofillina) evitare cibi e bevande contenenti caffeina (cioccolato, caffè, tè, cola) che incrementa la probabilità di effetti collaterali quali eccitabilità, nervosismo ed aumento del battito cardiaco.
- ACE inibitori (captopril, lisinopril, enalapril, moexipril, ramipril, quinapril) tali farmaci incrementano il contenuto di potassio nel nostro corpo, alte concentrazioni possono essere dannose e provocare palpitazioni e battito cardiaco irregolare. Per cui evita di mangiare grandi quantità di cibi contenenti potassio come: banana, arance, vegetali a foglia verde e sale. Quindi se fate uso di ACE inibitori, non significa che dovete togliere dalla vostra alimentazione tali alimenti, ma prestare attenzione nel non assumerne elevate quantità (ad esempio 1 Kg di banane al giorno).
- Diuretici (furosemide, bumetanide, idroclorotiazide, metolazone, triamterene) alcuni di essi causano perdita di minerali quali potassio, magnesio e calcio; ma per evitare iperkaliemia, cioè l’eccesso di potassio nel sangue, bisogna ridurre il consumo di alimenti contenenti potassio.
- Statine utilizzate per ridurre i livelli di colesterolo (atorvastatina, lovastatina, fluvastatina, pravastatina, simvastatina, rosuvastatina) ma se assunte con succo di pompelmo, inducono l’aumento dei livelli di colesterolo. Questo perché il succo di pompelmo inibisce il citocromo P450, che è l’enzima più importante nel metabolismo dei farmaci.
- Anticoagulanti (warfarin) hanno come antagonista la vitamina K che rende meno efficace l’effetto del farmaco, per cui evita di assumere grandi quantità di vegetali come: broccoli, cavoletti di Bruxelles, spinaci, cavolo riccio, cavolo cappuccio, rapa, prezzemolo, aglio, zenzero, ginseng. Inoltre attenzione all’assunzione di mirtillo e succo di mirtillo che potrebbe influire sul corretto funzionamento del warfarin.
- Antidepressivi inibitori delle monoamino ossidasi (MAOIs) (fenelzina, tranilcipromina) evita alimenti contenenti tiramina (formaggi stagionati, yogurt, fegato di mucca/pollo, salame, aringa, caviale, avocado, banana, frutta disidratata, soia, fave, cioccolato, caffè) che causa aumento della pressione sanguigna se assunta in concomitanza con i MAO.
- Antibiotici evita l’uso di latte e latticini poiché l’alto contenuto di minerali come calcio e magnesio inibiscono l’assorbimento del farmaco. Se si assumono sulfamidici (bactrim, trimetoprim, sulfasalazina) evita l’uso di uova poiché alcuni loro componenti si legano a livello intestinale ai sulfamidici e ne limitano l’assorbimento. E’ opportuno evitare l’assunzione di succo di pompelmo e d’arancia che agiscono sul citocromo P450, riducendo l’azione del farmaco.
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