Mangiare insetti fa bene? Da diverso tempo si fa dibattito intorno all’utilizzo degli insetti per lo sviluppo dei cosiddetti “novel food”, tanto nella filiera alimentare umana che in quella mangimistica. Vediamo insieme quali potrebbero essere i vantaggi di questa opzione qualora venisse implementata.
Alla scoperta dell’entomofagia
Secondo una stima della FAO sono oltre 2 miliardi di persone che consumano abitualmente insetti come parte della loro dieta. In realtà, sebbene gli aspetti culturali influiscano notevolmente sulle scelte alimentari, anche gli noi occidentali mangiano insetti quasi ogni giorno. Gli insetti, infatti, entrano nella nostra catena alimentare perché si trovano nei raccolti e, di conseguenza, processi di produzione di farine, pasta, salse di pomodoro, cereali e altri cibi preconfezionati. Si calcola, infatti, che ogni persona consumi inconsapevolmente fino a mezzo chilo di insetti in un anno.
Quali insetti si possono mangiare? Quali sono gli alimenti a base di insetti più comuni?
- Polvere di grillo e di larva della farina: sono tra le preparazioni più diffuse a base di insetti nell’alimentazione umana.
- Insetti al naturale: in molte parti del mondo, gli insetti vengono semplicemente arrostiti o essiccati e consumati come snack salati.
Recentemente, l’Unione Europea ha adottato un nuovo regolamento che apre le porte all’introduzione dell’Acheta domesticus, meglio noto come grillo, sul mercato europeo, soprattutto sotto forma di farina di grilli. Tuttavia, in Italia, potrebbe ancora passare del tempo prima che prodotti come farine, pane, cracker, snack, biscotti o infusi a base di insetti diventino di uso comune. I ricercatori dell’Università di Bergamo hanno presentato i risultati dell’indagine «Insect food e consumatori» secondo cui 1 italiano su 3 sarebbe propenso ad acquistare il cosiddetto insect food. Sarebbe soprattutto la curiosità a spingere la maggior parte di loro.
Perché mangiare insetti fa bene? ProVantaggi del consumo di insetti
Gli insetti sono una fonte di proteine altamente nutritiva e salutare, che può avere effetti benefici sulla salute. Infatti, contengono meno grassi saturi e colesterolo rispetto ad altre fonti di proteine, come la carne. In polvere o deidratati contengono mediamente il 50-60% di proteine, ovvero il doppio rispetto alla carne di manzo. Sono alimenti di alta qualità, ma purtroppo oggi hanno ancora un costo elevato, dovuto alla scarsità della materia prima.
Per quanto riguarda l’ecosostenibilità, in particolare, come accennato sopra, la loro produzione richiede risorse idriche molto inferiori rispetto all’allevamento della carne. Un grillo, ad esempio, ha bisogno dello 0,05% d’acqua di quella necessaria a un bovino per produrre la stessa quantità di proteine. In altre parole, occorre meno mangime per produrre la stessa biomassa rispetto a vertebrati più grandi.
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Il 15 novembre 2022, secondo le stime delle Nazioni Unite, abbiamo raggiunto gli otto miliardi di persone sulla Terra e siamo destinati a superare i nove miliardi entro il 2050. Di conseguenza, cresce il consumo di carne e pesce e diventa sempre più difficile far fronte alla crescente richiesta di proteine necessarie per gli allevamenti a terra e in acqua, con gravi ripercussioni per le risorse ambientali, lo sviluppo socioeconomico e la sostenibilità. Diventa, perciò, di importanza fondamentale la ricerca di nuove soluzioni alimentari che siano in grado di fornire un buon apporto nutrizionale non solo per il consumo umano diretto, ma anche per l’uso indiretto come materia prima nella preparazione dei mangimi.
Insetti nell’alimentazione degli animali: una necessità crescente
L’utilizzo degli insetti nell’alimentazione degli animali d’allevamento rappresenta una promettente alternativa ai mangimi tradizionali. L’attenzione di molti si è direzionata in questo senso viste le proprietà nutrizionali attribuite agli insetti, oltreché per i possibili benefici che possono essere apportati anche a livello ambientale in termini di sostenibilità. A fronte di questi benefici, risulta quindi fondamentale capire se gli insetti possano essere ritenuti anche sicuri in termini igienico-sanitari o se al contrario possano rappresentare un rischio per la salute pubblica.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) a tal fine ha effettuato una valutazione dei rischi, sulla base della letteratura esistente, cercando di analizzare i possibili pericoli microbiologici e chimici che potrebbero presentarsi utilizzando gli insetti come alimento destinato agli animali allevati per il consumo umano. Secondo l’EFSA, i potenziali pericoli microbiologici sono paragonabili a quelli associati alle usuali fonti di proteine animali; mentre, per quel che concerne l’eventuale rischio di trasferimento di contaminanti chimici dai diversi tipi di substrato agli insetti stessi, attualmente sono disponibili solo dati limitati.
Anche la probabilità di comparsa di prioni - proteine che possono causare malattie come l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE) nel bestiame - risulta essere uguale o inferiore a quella associata ad altre fonti di proteine animali se il substrato utilizzato nell’allevamento non comprende proteine ricavate da deiezioni umane o di ruminanti.
Quali sono i vantaggi di utilizzare insetti per nutrire gli animali?
Nella gestione dell’allevamento degli insetti, analogamente a quanto accade per le altre materie prime destinate alla produzione di mangimi, risulta fondamentale che venga prestata grande attenzione alla sicurezza del prodotto e che siano presi in considerazione diversi aspetti, quali: le condizioni di allevamento; l’adozione di idonei substrati che non contaminino gli insetti; le possibili malattie che possono essere trasmesse; le modalità di manipolazione; i farmaci che possono essere somministrati agli insetti in caso di malattie e i relativi tempi di sospensione; i criteri microbiologici; i limiti di contaminanti; Le sostanze indesiderabili.
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Al netto di queste precauzioni di sicurezza doverose, da quanto emerso negli studi dell’EFSA, l’uso di insetti come mangimi rappresenta sicuramente un settore nuovo e dall’enorme potenziale su cui però vi è ancora poca chiarezza dal punto di vista legislativo. Secondo quanto osservato dalla FAO e riportato in una pratica guida, i vantaggi attribuibili all’utilizzo di insetti nei mangimi animali sono ascrivibili a 3 categorie:
- Vantaggi per la salute animale;
- Vantaggi ambientali;
- Vantaggi per il sostentamento e la condizione sociale delle popolazioni.
Migliore conversione nutrizionale
Nella prima categoria, quella dei vantaggi per la salute animale, possiamo focalizzarci sulla conversione nutrizionale che i mangimi a base di insetti apportano agli animali da allevamento. Con conversione nutrizionale facciamo riferimento a quanto mangime è necessario per produrre un incremento in peso di un chilo di un animale. In questo senso, gli insetti presentano un’alta efficienza di conversione nutrizionale perché sono animali a sangue freddo: in media, gli insetti possono convertire 2 chili di cibo in un chilo di massa, laddove un bovino necessita 8 chili di cibo per produrre l’aumento di un chilo di peso corporeo.
Inoltre, è stato largamente accertato che, sulla base del loro contenuto nutrizionale, gli insetti sono in grado di:
- Fornire proteine di alta qualità e nutrienti paragonabili a quelli forniti dalla carne e dal pesce;
- Fungere da integratori dietetici poiché ricchi in fibre e micronutrienti, quali rame, ferro, magnesio, manganese, fosforo, selenio e zinco;
- Presentare un basso rischio di trasmissione di zoonosi, quali l’H1N1 (influenza aviaria) o la BSE (malattia della mucca pazza).
Vantaggi ambientali
Uno dei temi più allarmanti quando parliamo di animali d’allevamento è quello che riguarda l’inquinamento ambientale, soprattutto in termini di emissioni di gas serra. La produzione di gas serra da parte della maggioranza degli insetti è senza dubbio molto più bassa di quella del bestiame convenzionale: per fare esempio, i suini producono 10-100 volte più gas serra rispetto ai vermi della farina.
Altro elemento interessante è che gli insetti possono nutrirsi di rifiuti organici, come resti di cibo e prodotti umani, compost e liquami animali, e possono trasformarli in proteine di alta qualità a loro volta utilizzabili per l’alimentazione animale, dando origine alla conversione degli alimenti in biomassa. Gli insetti, poi, utilizzano meno acqua del bestiame convenzionale, garantendo un risparmio di acqua notevole rispetto alla quantità necessaria nell’allevamento tradizionale. Questo accade perché i vermi della farina, ad esempio, sono molto più resistenti alla mancanza d’acqua dei bovini. Infine, l’allevamento di insetti è meno dipendente dalla disponibilità di terreno del bestiame convenzionale.
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Vantaggi per il sostentamento e la condizione sociale delle popolazioni
Un punto su cui vale la pena soffermarsi è l’impatto che questo tipo di allevamenti può avere sulle popolazioni, soprattutto in quei territori dove vigono condizioni di vita decisamente precarie. In questi contesti, la raccolta e l’allevamento di insetti può offrire importanti strategie per un differenziamento dei mezzi di sussistenza. Gli insetti possono essere direttamente e facilmente raccolti in natura e l’avvio per un allevamento richiede tecniche semplici e capitali esigui.
Ecco perché possiamo individuare in questa categoria almeno 3 vantaggi essenziali:
- Gli insetti possono essere raccolti in natura, allevati, preparati e venduti dai membri più poveri della società, sia in aree rurali che urbane: queste attività possono direttamente migliorare la dieta e fornire entrate in denaro con la vendita della produzione in eccesso in mercati popolari.
- La raccolta e l’allevamento di insetti possono tradursi in un’opportunità imprenditoriale in economie sviluppate, di transizione e in via di sviluppo.
- Gli insetti possono essere preparati come prodotti alimentari o mangimi in modo relativamente facile. Alcune specie possono essere consumate intere, altre possono essere anche trasformate in impasti o macinate prima di essere consumate o le loro proteine possono essere estratte e utilizzate a parte.
Gli insetti rappresentano una alternativa alla soia
Secondo la Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici, gli insetti possono integrare le tradizionali fonti di mangime come soia, cereali e farina di pesce. Questa tipologia di alimenti, infatti, necessita di essere costantemente intensificata in termini di efficienza delle risorse ed estesa con l’uso di fonti alternative. Ecco perché gli insetti posseggo il più alto potenziale per una produzione di mangimi su larga scala, e in particolare la mosca soldato nera (Hermetia illucens), la comune mosca domestica e dal baco della farina (Tenebrio molitor), ma anche altre specie di insetti che pare avrebbero la capacità di bio-convertire rifiuti organici in mangimi spendibili per l’acquacoltura e l’allevamento di pollame.
Il quadro normativo
L’Unione Europea solo recentemente ha incluso gli invertebrati terrestri tra le possibili materie prime utilizzabili come mangimi. Il Regolamento UE 68/2013, riporta infatti nella lista delle materie prime per mangimi gli insetti vivi o trattati (secchi, congelati, essiccati ecc.). Ovviamente, gli insetti utilizzabili come mangimi devono appartenere a specie non patogene, né devono essere potenziali vettori di patogeni per l’uomo, per gli animali e per le piante e devono rispettare criteri ambientali per la salvaguardia delle specie autoctone.
Lo stesso vale per le PAT (Proteine Animali Trasformate) di insetto, ottenute per trasformazione da determinate specie di invertebrati terrestri non patogeni anch’esse incluse tra le materie prime per mangimi elencate nel Reg. UE 68/2013. L’uso di Proteine Animali Trasformate per l’alimentazione degli animali di allevamento è stato già vietato dal Reg. CE 999/01 (FEEDBAN) sin dal 2001, in seguito alle crisi alimentari degli anni Novanta legate all’encefalopatia spongiforme bovina, ed è ammesso solo per animali da compagnia, animali diversi dagli animali da allevamento quali quelli ornamentali, da pelliccia, da zoo o da laboratorio o per usi diversi da quelli alimentari (usi tecnici).
Esistono tuttavia delle deroghe, visto il rischio praticamente nullo di trasmissione di malattie, che riguardano l’utilizzo di farine di pesce per gli animali d’allevamento non ruminanti o per ruminanti non svezzati (allegato IV del Reg. CE 999/2001) e, per quanto riguarda l’utilizzo di PAT di non ruminanti (tra cui rientrano le PAT di insetto) per l’alimentazione di animali d’acquacoltura (Reg. UE 56/2013).
Quali sono le condizioni per l’allevamento di insetti destinati alla produzione di mangimi?
Gli insetti destinati alla produzione di mangimi sono animali d’allevamento, per cui gli operatori che allevano insetti sono a tutti gli effetti Operatori del Settore dei Mangimi. Questi, dal momento che producono un prodotto primario, ricadono nell’obbligo di registrazione dell’attività, sono soggetti al rispetto dei requisiti di igiene e alle altre condizioni previste per gli operatori primari del settore dei mangimi, oltreché agli obblighi generali relativi alla rintracciabilità dei prodotti e gestione delle procedure di ritiro del prodotto dal mercato.
Per quanto riguarda le modalità di alimentazione degli insetti si applica il FEEDBAN e i divieti di previsti dalla normativa vigente, ovvero:
- ai sensi della normativa sui sottoprodotti di origine animale, solo i materiali di categoria 3 possono essere utilizzati per alimentare gli insetti;
- gli insetti non possono essere alimentati con i materiali vietati contenuti nell’allegato III del regolamento (CE) 767/09 in materia di commercio ed etichettatura dei mangimi, tra cui ad esempio feci, urine, contenuto del tubo digerente e rifiuti urbani solidi, come i rifiuti domestici.
- gli insetti non possono essere alimentati con rifiuti di cucina e ristorazione o con ex-alimenti senza ulteriore trasformazione diversi da quelli indicati all’allegato X, Capo II, Parte III, sezione 10 del reg. (UE) 142/2011.
- ai sensi del regolamento (CE) 999/2001 gli insetti, essendo animali da allevamento, non ruminanti, diversi dai pesci d’acquacoltura, non possono essere alimentati con PAT (tranne la farina di pesce), con prodotti a base di sangue, gelatina e collagene derivati da ruminanti e proteine idrolizzate derivate da ruminanti (tranne quelle derivate da cuoio e pelli).
Quali sviluppi ci saranno in questo settore?
Visto il crescente interesse verso l’allevamento di insetti da utilizzare per la produzione di mangimi, la Commissione Europea ha intrapreso un iter di modifica del regolamento CE 999/01 e del Regolamento UE 142/2011, al fine di ammettere l’uso di proteine animali trasformate (PAT) derivate da insetto nell’alimentazione di animali da acquacoltura, a ben specifiche condizioni di trasformazione, stoccaggio, trasporto e utilizzo.
Ha inoltre definito, in collaborazione con l’EFSA, una lista positiva di specie di insetti che potranno essere utilizzati per la produzione di PAT destinate ad animali da allevamento, diversi da quelli da pelliccia, che sarà contenuta nel regolamento di modifica e che include:
- Hermetia illucens
- Musca domestica
- Tenebrio molitor
- Alphitobius diaperinus
- Acheta domesticus
- Gryllodes sigillatus
- Gryllus assimilis
Nel regolamento di modifica del Reg. CE 999/2001 e del Reg. UE 142/2011 verranno riportate specifiche in merito ai requisiti autorizzativi o le registrazioni per chi trasforma, utilizza o effettua lo stoccaggio di PAT di insetto.
In risposta alle richieste della Commissione Europea la Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari sta procedendo, inoltre, a un’ottimizzazione delle anagrafiche degli Operatori del Settore dei Mangimi presenti nel Sistema informativo veterinario per la sicurezza alimentare, al fine di permettere una maggiore e più dettagliata conoscenza dei prodotti utilizzati dall’Operatore stesso.
Quali sono gli svantaggi del mangiare insetti?
Alcune persone possono essere allergiche agli insetti o a particolari specie di insetti, il che può causare reazioni allergiche potenzialmente gravi, molto simili a quelle per i crostacei e gli acari della polvere. Gli insetti potrebbero accumulare pesticidi o inquinanti presenti nell’ambiente in cui sono cresciuti o raccolti. Ciò solleva preoccupazioni per la sicurezza alimentare, soprattutto se gli insetti vengono raccolti in aree inquinate.
La preparazione e la conservazione degli insetti devono essere eseguite correttamente per evitare problemi di sicurezza alimentare. Gli insetti possono contenere alcune sostanze antinutritive e tossiche che impediscono o rendono più difficile l’assorbimento dei nutrienti. Ad esempio gli insetti possono contenere chitina, un carboidrato complesso che è anche una delle principali componenti dell’esoscheletro degli insetti. La chitina è una fibra che può non essere completamente digerita e che potrebbe, come tutte le altre fibre insolubili, interferire con l’assorbimento di alcuni micronutrienti.
Con la prevista crescita della popolazione mondiale fino a 9-11 miliardi entro il 2050, garantire un adeguato sostentamento diventerà sempre più difficile. Attualmente, oltre 2 miliardi di persone nel mondo includono regolarmente insetti nella propria dieta, consumando più di 2.000 specie diverse. Tuttavia, in Europa gli insetti sono considerati “novel food” a causa del loro limitato consumo storico all’interno dell’Unione Europea.
Nonostante i numerosi benefici, il consumo di insetti presenta dei rischi. Studi riportano casi di reazioni avverse, inclusa l’anafilassi, scatenate dall’ingestione di insetti. Sebbene alcuni avessero avuto reazioni allergiche a molluschi o crostacei, più della metà degli individui testati non ha riportato reazioni avverse dopo aver consumato questi alimenti.
Tabella riassuntiva: Vantaggi e Svantaggi del Consumo di Insetti
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Alta efficienza di conversione nutrizionale | Possibili reazioni allergiche |
| Ridotto impatto ambientale (minore consumo di acqua e emissioni di gas serra) | Accumulo di pesticidi e inquinanti |
| Fonte di proteine di alta qualità e micronutrienti | Presenza di sostanze antinutritive (es. chitina) |
| Potenziale per migliorare il sostentamento delle popolazioni | Necessità di normative adeguate e sistemi di biosicurezza |