Proteine e Fegato Grasso Non Alcolico: Cosa Sapere

La steatoepatite non alcolica (NASH) è una patologia legata all'accumulo di grasso nel fegato. Sono sempre più numerosi i pazienti che riferiscono di aver avuto una diagnosi di fegato grasso. Questo eccesso di grasso è rilevabile all'esame ecografico, è una condizione che si instaura anche se il consumo alcolico si attesta al di sotto dei 20 g\die e in assenza di un'infezione virale da epatite B o C.

Cos'è il Fegato Grasso?

Cosa s’intende con “fegato grasso”? La steatosi epatica, comunemente nota come “fegato grasso”, è una condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso all’interno delle cellule epatiche. Per steatosi epatica si intende l'infiltrazione di grasso nel fegato, principalmente sotto forma di trigliceridi, accumulato a livello delle cellule epatiche in quantità tale da superare il 5% del peso del fegato stesso.

La steatosi epatica non alcolica (Nonalcoholic Fatty Liver Disease, NAFLD) comprende due diverse condizioni: una benigna che consiste nella presenza eccessiva di grassi nel fegato, detta fegato grasso, e la steatoepatite non alcolica, in cui l’accumulo di grassi ha portato a un danno infiammatorio alle cellule del fegato.

Tipi di Steatosi Epatica

Si distinguono due tipi di steatosi epatica: quella non alcolica (NAFLD) e quella alcolica. Dal punto di vista medico, si caratterizza per un quadro clinico simile alla steatosi alcolica, ma si sviluppa in persone il cui consumo di alcol è assente o trascurabile. La steatosi alcolica si manifesta invece nella maggior parte dei forti bevitori, ma è reversibile con la sospensione del consumo di alcol e si ritiene che non sia una condizione inevitabilmente precedente lo sviluppo di epatite alcolica o di cirrosi.

Fattori di Rischio

Tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo e la progressione della steatosi epatica vi sono il sovrappeso, l’obesità e la sindrome metabolica; più dell’80% dei pazienti affetti da fegato grasso è obeso. Altri fattori includono:

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  • Obesità: aumenta la quantità di grasso nel corpo e il rischio di progressione verso forme più gravi della malattia, come la steatoepatite non alcolica e la fibrosi epatica.
  • Alimentazione scorretta: un'alimentazione ricca di grassi saturi, zuccheri raffinati e carboidrati ad alto indice glicemico danneggia il fegato.
  • Insulino-resistenza e diabete di tipo 2: l’insulino-resistenza è una condizione in cui le cellule del corpo diventano meno sensibili all’insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue.
  • Fattori genetici: Alcune persone sono geneticamente predisposte a sviluppare AFLD, anche con un consumo di alcol relativamente inferiore.

Inoltre, è rilevante sapere che almeno un criterio diagnostico di sindrome metabolica è presente nel 90% dei soggetti con steatosi epatica non alcolica e la prevalenza della sindrome in questione aumenta con l'incrementare dell'indice di massa corporea (BMI).

Sintomi e Diagnosi

La maggior parte dei pazienti con fegato grasso non accusa sintomi o disturbi particolari. Spesso, quando ci si ritrova in stati di steatosi epatica avanzata, uno dei primi campanelli d’allarme è rappresentato da dolore temporaneo ma diffuso sul lato destro superiore dell’addome.

Gli esami di riferimento per la diagnosi del fegato grasso o steatosi epatica sono gli esami del sangue, in particolare si indagano i valori delle transaminasi (enzimi indicati con le sigle GOT o ALT e GPT o AST). Tuttavia, non sempre le transaminasi alte indicano la presenza di fegato grasso. Per questo motivo il medico può prescrivere un ulteriore esame diagnostico, cioè l’ecografia epatica. La diagnosi di fegato grasso può essere confermata attraverso metodiche di imaging, come l'ecografia epatica, la TAC o la risonanza magnetica (RM). Ad esempio, all'ecografia il fegato appare più grande della norma e "brillante" come si dice in gergo, segno tipico di steatosi dovuto proprio all'eccesso di massa grassa.

Prevenzione e Trattamento

Prima di parlare di terapia, è importante parlare di prevenzione: la steatoepatite si combatte in anticipo, evitando uno stile di vita sedentario, svolgendo attività fisica regolare e seguendo una dieta bilanciata, ricca di proteine vegetali, cereali integrali, pesce e carni bianche, ma povera di carni rosse e il più possibile priva di dolci e alcolici.

Non ci sono terapie mediche di provata efficacia per il fegato grasso ma la ricerca continua. In ogni caso la base per il trattamento della steatosi è una corretta alimentazione, il calo di peso graduale e l’attività fisica. Per questo motivo, di solito, è sufficiente agire sulle cause scatenanti e monitorare attentamente la steatosi mediante controlli medici regolari.

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Al contrario, modificare la qualità della dieta, includendo cereali integrali, grassi sani, fibre, proteine vegetali e nutrienti benefici, e impiegare metodi di cottura più salutari può significativamente rallentare o addirittura far regredire i danni epatici.

Gli obiettivi nutrizionali devono essere mirati a ridurre l’insulino-resistenza e i valori di trigliceridi, migliorare i parametri metabolici e proteggere il fegato dallo stress ossidativo. Nel caso di alterazioni metaboliche e obesità, possono essere associati programmi più particolareggiati che permettano poi di raggiungere gradualmente una perdita di peso adeguata da mantenere nel tempo.

Raccomandazioni Dietetiche

Un'alimentazione per la cirrosi deve escludere gli alcolici, prediligere cereali integrali e molte verdure, ridurre l'apporto di carni rosse, sale, cibi grassi, fritti, processati e dolci. È raccomandato assumere una dieta ricca di verdure, cereali integrali, frutta, legumi, pesce e carni bianche, assumendo solo saltuariamente carni rosse, cibi pesanti, zuccheri semplici e grassi. L’alcol è molto dannoso per il fegato in qualsiasi quantità, per cui è raccomandato assumerne il meno possibile, preferibilmente per nulla. Altri alimenti che possono infiammare o dare fastidi al fegato sono i cibi grassi, salati, fritti e molto processati.

  • Assumere almeno 5 porzioni al giorno di verdura e frutta.
  • Limitare cibi processati, grassi, molto salati, che possono infiammare e portare disturbi al fegato.
  • Sì ai grassi insaturi, che in quantità moderate aiutano a sentirsi sazi, forniscono sostanze che servono per la produzione di macromolecole utili all’organismo (come alcuni ormoni sessuali) oltre a contenere vitamine (come la vitamina E).
  • In particolare, sono consigliati al massimo 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva oppure olio di lino al giorno e 2 porzioni la settimana di pesci grassi, contenenti omega-3 e omega-6.
  • In particolare, è importante ridurre gli zuccheri semplici e assumere fibre, mangiando molta verdura e frutta e cereali integrali.

Alimenti Consigliati

  • Verdure a foglia verde.
  • Caffè.
  • Tè verde.
  • Olio d’oliva.
  • Frutta secca.
  • Fiocchi d’avena integrali.

Con il loro contenuto in fibre, favoriscono la digestione, aiutano a sentirsi sazi e prevengono il rischio di alcuni disturbi.

Alimenti da Limitare o Evitare

Sono da limitare sono i dolci e gli zuccheri semplici e le bibite zuccherate, oltre ai grassi saturi, preferendo l'olio d'oliva come condimento. I grassi saturi sono presenti soprattutto in carni rosse, formaggi e salumi grassi e nei condimenti di origine animale. Da ridurre al massimo affettati; limitare il consumo di prosciutto cotto, crudo, speck, bresaola a una-due volte alla settimana purché sgrassati. Zuccheri in genere: bianco e di canna, ricorrendo eventualmente a dolcificanti.

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  • Prodotti da forno (es.
  • Uva, banane, fichi, cachi e mandarini, poiché sono i frutti più zuccherini.
  • Sale.
  • Patate, che non sono verdure ma importanti fonti di amido.

Consigli Aggiuntivi

  • Cucinare senza grassi aggiunti.
  • Preferire metodi di cottura semplici come la cottura a vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, etc.
  • Evitare periodi di digiuno prolungato, consumare pasti regolari.
  • Rendere lo stile di vita più attivo. Abbandona la sedentarietà! Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana (ottimali 300 minuti).
  • Controllare con l'aiuto del proprio medico altre eventuali patologie coesistenti (es.
  • Leggere le etichette alimentari dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri, grassi saturi e grassi idrogenati.
  • Anche se si è normopeso è bene monitorare il proprio peso corporeo per prevenire aumenti ponderali che possono favorire l’insorgenza del fegato grasso.

Il Ruolo delle Proteine

Questi fattori possono portare all’aumento della pressione a livello della vena principale del fegato (la vena porta) e anche all’incapacità dell’organo di sintetizzare proteine essenziali per l’organismo come l’albumina. Ciò porterà poi a emorragie del tratto digestivo alto, alla comparsa di ascite - ovvero il liquido che si accumula a livello addominale - e gonfiore a livello delle gambe.

Disintossicare il Fegato: È Necessario?

Disintossicare il fegato non è necessario: l’organo è perfettamente in grado di farlo in autonomia. I rimedi disintossicanti per il fegato spesso non sono sufficientemente testati, per cui non hanno provato la loro reale efficacia. Anzi, attenzione, perché alcuni integratori alimentari possono causare danni al fegato e dovrebbero quindi essere utilizzati con cautela. Il fegato ha la capacità di disintossicarsi da solo e i rimedi disintossicanti per il fegato spesso non sono testati in questo senso. Anzi, alcuni di essi potrebbero essere dannosi. Una delle funzioni principali del fegato è proprio quella di depurare l’organismo, per cui non ha bisogno di aiuto in questo senso. Peraltro, non esistono bevande, integratori o altri rimedi che abbiano dimostrato di rimediare a danni al fegato.

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