Le proteine idrolizzate sono miscele di prodotti ottenuti da un trattamento delle proteine mirato a ridurle in frammenti più piccoli, come aminoacidi e peptidi, attraverso un processo simile alla digestione. Le proteine sottoposte al trattamento di idrolizzazione possono derivare da diverse fonti, tra cui il siero di latte, l’uovo e la soia. Sono anche consigliate come integratori, in particolare per chi pratica sport.
Cosa Sono le Proteine Idrolizzate?
Queste proteine sono ottenute attraverso un processo chiamato idrolisi, in cui le lunghe catene proteiche vengono spezzate in peptidi e aminoacidi più piccoli. Iniziamo definendo le proteine idrolizzate: sono una miscela più o meno complessa di aminoacidi e peptidi ottenuta dall’idrolisi, ovvero dalla separazione di una fonte proteica che sia questa di origine animale, come il latte, o vegetale, come la soia.
Tra le fonti più comuni di proteine idrolizzate troviamo il siero di latte, un sottoprodotto della produzione del formaggio, noto per il suo alto valore biologico e la ricchezza di aminoacidi essenziali. Altre fonti includono le proteine dell'uovo, apprezzate per la loro completa profilassi aminoacidica, e quelle della soia, una scelta popolare tra i vegetariani e vegani.
Le prime essendo già spezzate in peptidi più piccoli, sono più facili da digerire e vengono assorbite più rapidamente dal corpo rispetto alle proteine intere. D'altro canto, le proteine intere, che includono varie forme come quelle presenti nei cibi integrali, necessitano di più tempo per essere scomposte dal sistema digestivo. Questo può essere vantaggioso per mantenere un senso di sazietà più prolungato e per un rilascio costante di energia.
Fonti di Proteine Idrolizzate
- Siero di latte: Forse la fonte più conosciuta, essendo un sottoprodotto del processo di produzione del formaggio. Definite anche Whey, sono le più conosciute per l’alto valore biologico in grado di fornire uno spettro aminoacidico completo utile alla sintesi proteica, compresi gli importantissimi BCAA. Si possono trovare sotto forma di proteine idrolizzate o isolate, presentano meno zuccheri e carboidrati, pur mantenendo una buona quota di componenti di frazioni proteiche (lattoferrine, immunoglobuline…), minerali e vitamine. Mentre il processo di trasformazione riduce al minimo la presenza di lattosio rendendole utili a chi ne è intollerante.
- Caseina: Un'altra proteina derivata dal latte, viene digerita più lentamente rispetto al siero di latte, fornendo un rilascio graduale di aminoacidi nel corpo.
- Proteine dell'uovo: Altamente valutate per il loro profilo completo di aminoacidi, rendendole una delle migliori fonti di proteine in termini di qualità. Le proteine delle uova sono ad alto valore biologico, potrebbero essere controindicate ad alcuni soggetti a causa della presenza di proteine allergeniche. La composizione tra le due è differente, in quanto quelle che comprendono il tuorlo hanno un maggior contenuto di grassi (colesterolo incluso).
- Proteine della soia: Offrono un'alternativa vegetale eccellente, essendo una delle poche proteine vegetali a contenere tutti gli aminoacidi essenziali. Meno conosciute delle sopracitate, le proteine della soia vantano, rispetto a quelle di origine animale, un basso contenuto in colesterolo e grassi saturi. Per contro hanno un indice relativo al valore biologico, inferiore alle precedenti.
Benefici Attribuiti alle Proteine Idrolizzate
L'utilizzo si è diffuso rapidamente grazie ai loro numerosi benefici. Grazie alla loro forma pre-digerita, le proteine idrolizzate sono una scelta eccellente per persone con sensibilità o allergie alimentari, poiché tendono a essere meno allergeniche rispetto alle proteine intere. Uno dei vantaggi attribuiti alle proteine idrolizzate è che possono causare meno effetti collaterali a livello gastrointestinale rispetto alle proteine intere. Inoltre, sembra che richiedano tempi di digestione più brevi, fornendo quindi più rapidamente gli aminoacidi necessari per il recupero dopo l’attività fisica.
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Le proteine idrolizzate sono consigliate per evitare reazioni allergiche, come ad esempio nel caso delle intolleranze al lattosio. Se paragonate a quelle non trattate, provocano minori effetti indesiderati a livello gastrointestinale, avendo una struttura semplificata. La velocità di assorbimento, rende disponibili in tempi brevi, gli aminoacidi essenziali, indispensabili per il recupero dopo lo sforzo fisico.
In ambito sportivo, l’integrazione con proteine idrolizzate è indicata in tutte le circostanze in cui è importante ottenere un assorbimento rapido del prodotto, e beneficiare così di un maggior effetto insulinotropico. Oltre a stimolare la sintesi proteica, l’apporto di proteine idrolizzate potrebbe favorire anche la sintesi di glicogeno.
Le proteine idrolizzate poichè “pre-digerite” sono quelle che danno meno discomfort gastro-intestinale e che possono, di conseguenza, essere assunte poco prima rispetto all’allenamento (o anche durante nei casi in cui è necessario) senza che la digestione interferisca negativamente sulla prestazione. Le proteine, inoltre, garantiscono un maggiore senso di sazietà rispetto ad altri macronutrienti, aspetto che le rende un’applicazione utile nel controllo del peso per chi desidera dimagrire.
Claim non Supportati dall'EFSA
Tuttavia, molti dei benefici attribuiti alle proteine idrolizzate non sono stati sufficientemente dimostrati da prove scientifiche. Pertanto, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) finora non ha autorizzato le diciture riguardanti i benefici di diverse proteine idrolizzate, inclusa la caseina, le proteine del siero e, in generale, le proteine del latte, il collagene e le proteine del mais.
Questi integratori naturali hanno suscitato interesse per i loro potenziali effetti sulla regolazione dei livelli di zuccheri nel sangue, in particolare riguardo al picco glicemico post-prandiale. Tuttavia, l'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha adottato un approccio cauto riguardo queste affermazioni. Finora, l'EFSA non ha approvato i claim che le proteine idrolizzate possano avere effetti significativi sul controllo glicemico, a causa della mancanza di prove scientifiche conclusive in questo campo.
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Controindicazioni e Avvertenze
È importante prestare attenzione alle controindicazioni e avvertenze riguardanti l’assunzione di integratori alimentari, anche per quelli proteici come le proteine idrolizzate. Gli integratori proteici infatti non devono sostituire un’alimentazione sana, varia ed equilibrata.
Quando si considera l'aggiunta di proteine idrolizzate alla propria dieta, è fondamentale tener conto di alcune raccomandazioni e avvertenze. Innanzitutto, anche se le proteine idrolizzate possono offrire benefici specifici, non dovrebbero essere viste come un sostituto completo di una dieta equilibrata e variegata. Un altro aspetto cruciale riguarda la qualità del prodotto. Data la varietà di proteine idrolizzate disponibili sul mercato, è essenziale scegliere prodotti di alta qualità, preferibilmente testati e approvati da enti certificatori affidabili. Mentre la maggior parte delle persone tollera bene le proteine idrolizzate, alcune possono sperimentare effetti collaterali, come disagio gastrointestinale o reazioni allergiche, specialmente se sensibili ad alcuni ingredienti specifici.
Che le proteine siano a prescindere un danno per la salute è un mito alimentare ormai sfatato per i soggetti sani - restano invece da tenere sotto controllo, con supervisione medica, in termini di quantità per chi ha problemi renali (nefropatia). Un eccesso di per sè non porta a complicanze, ad esempio è stato visto che in atleti sani con 4 g/kg di proteine (che è un quantitativo molto alto anche per uno sportivo) non ci sono state controindicazioni.
La prima è pensare a cosa succede se dai troppo spazio alle proteine nella tua dieta: a parità di fabbisogno energetico, sicuramente tolgono spazio agli altri macronutrienti, di cui hai comunque bisogno. Bisogna trovare un equilibrio tra i tre macronutrienti per ottimizzarne l’introito, anche perchè mangiarne di più non porta a benefici (ad es. La seconda è che le proteine in polvere, in quanto tali, sono un’alternativa agli alimenti.
Per una sintesi proteica più efficace, è consigliato assumere una quota proteica (0.25 g/kg) ogni 3 ore, perciò circa ad ogni pasto per assicurare un costante pool ematico aminoacidico e soddisfare il fabbisogno proteico giornaliero. L’allenamento, poichè consuma energia, fa sì che l’organismo si trovi in una situazione di catabolismo e di rottura dell’omeostasi. E’ il pasto più significativo per il recupero muscolare e per quanto riguarda la quota proteica sono sufficienti 20-40 g di proteine ad alto valore biologico come quelle idrolizzate, che promuovono la sintesi proteica per le successive 24 ore - senza dimenticare di raggiungere il fabbisogno proteico giornaliero che resta comunque prioritario rispetto al timing (es.
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C’è però anche l’altra faccia della medaglia, che invece non vede così vantaggioso l’uso delle proteine in polvere a rapida assimilazione: c’è il rischio che una parte vada incontro ad ossidazione e quindi spreco. Ci sono proteine in polvere migliori delle altre? Come sempre, dipende dall’utilizzo: potrebbe essere l’integratore proteico migliore del mondo, ma se il soggetto è allergico a una sua componente sicuramente sarà anche il più inutile (per lui). In generale le idrolizzate non contengono lattosio, poichè anche quelle derivate dal latte tramite la lavorazione vedono rimosso questo disaccaride che causa problemi a chi intollerante.
Non abusarne e comunque dai priorità agli alimenti veri e propri per ricavare le proteine, tenendo l’integratore in polvere in caso di necessità.
Tecniche di Produzione delle Proteine Idrolizzate
- Idrolisi Enzimatic: Già citato in precedenza, si tratta di un processo di separazione proteica che avviene ad opera di enzimi selettivi, in grado di scindere la catena di amminoacidi in punti specifici. Tale fenomeno avviene all’interno di “bioreattori” controllati a bassa temperatura (40-50 °C), in grado di raggiungere un Ph vicino alla neutralità.
- Ultrafiltrazione: Prevede la separazione delle proteine dai grassi e dai carboidrati per azione meccanica, ovvero attraverso membrane di diverso diametro, in grado di filtrare la materia prima. Sfruttando questa tecnica si ottengono proteine predigerite con una concentrazione pari all’ 80%. Inoltre è possibile estrarre dalla frazione proteica interessata grassi, zuccheri e lattosio, così da renderle adatte a chi è soggetto ad intolleranze alimentari.
- Microfiltrazione a Flusso Incrociato: Detta anche purificazione a flusso incrociato, è un procedimento di tipo fisico che mantiene intatta la natura delle proteine, raggiungendo una purezza del 90% con un residuo di grassi e carboidrati pari all’1%.
- Scambio Ionico: Basata sull’attrazione tra molecole di carica opposta da cui si ricava una concentrazione proteica piuttosto elevata (circa il 90%). Lato negativo di questa metodica, riguarda l’alterazione della materia prima, infatti tende ad eliminare componenti importanti come le immunoglobuline. Tecnica prevalentemente usata per produrre proteine idrolizzate e isolate in polvere, a partire da una soluzione contenente le proteine stesse, unite ad altri soluti.
Proteine Isolate vs Proteine Idrolizzate
Quando si entra nel mondo dell’integrazione proteica molto spesso ci si trova a dover rispondere a questa domanda “Qual è la differenza tra proteine isolate e idrolizzate?” unita a molte incertezze. Le proteine isolate vengono prodotte mediante tecniche di purificazione e una volta ultimato tale processo, non subiscono ulteriori modifiche. Mentre per quanto riguarda le funzioni svolte, come il miglioramento del recupero muscolare e il potenziamento dell’anabolismo tissutale, queste rimangono invariate in entrambi i casi. In ultimo presentano tutte e due un elevato valore biologico, che si attesta tra i 150 e i 160.
Volendo fare il punto della situazione, i benefici apportati dalle proteine idrolizzate, superano di gran lunga gli effetti collaterali.
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